{"id":5193,"date":"2024-05-23T13:03:14","date_gmt":"2024-05-23T11:03:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=5193"},"modified":"2024-05-23T13:03:35","modified_gmt":"2024-05-23T11:03:35","slug":"breve-storia-sentimentale-dei-balcani","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2024\/05\/23\/breve-storia-sentimentale-dei-balcani\/","title":{"rendered":"Breve storia sentimentale dei Balcani"},"content":{"rendered":"\n<p>La storia di una parte d\u2019Europa complessa, stratificata, eppure al centro di tutto. Sentimentale perch\u00e9 non \u00e8 un trattato, ma una narrazione soggettiva, intima, di che cosa sono e che cosa rappresentano i Balcani. Breve perch\u00e9 non vuole essere esaustiva ma regalare al lettore suggestioni, immaginari e passioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Floramo parte per un viaggio che esplora in profondit\u00e0 le geografie, le anime, la Storia attraversando il confine orientale per addentrarsi nella terra balcanica che sconfina verso gli Urali, segue il Danubio, parla le lingue di Sarajevo.<\/p>\n\n\n\n<p>Interroga le fonti pi\u00f9 antiche, narra le vicende dei Turchi, dei Veneziani, degli Uscocchi, giunge fino ai giorni nostri dove insegue le utopie, osserva i ponti, piange con le donne di Srebrenica.<br>Come spesso accade nelle storie di Floramo e in quelle che riguardano i Balcani, il lettore si trova a mangiare, ridere, disperarsi, sognare, bere, fumare, danzare. Insomma, vivere.<strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" width=\"520\" height=\"800\" src=\"https:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/FLORAMO-Breve-storia-dei-Balcani_dorso-13mm_cop-sito-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5195\" srcset=\"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/FLORAMO-Breve-storia-dei-Balcani_dorso-13mm_cop-sito-1.jpg 520w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/FLORAMO-Breve-storia-dei-Balcani_dorso-13mm_cop-sito-1-195x300.jpg 195w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/FLORAMO-Breve-storia-dei-Balcani_dorso-13mm_cop-sito-1-95x146.jpg 95w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/FLORAMO-Breve-storia-dei-Balcani_dorso-13mm_cop-sito-1-33x50.jpg 33w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/FLORAMO-Breve-storia-dei-Balcani_dorso-13mm_cop-sito-1-49x75.jpg 49w\" sizes=\"(max-width: 520px) 100vw, 520px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>IntroQuasi una chiave di lettura<\/p>\n\n\n\n<p>Faccio una rapida spunta mentale e mi convinco che c\u2019\u00e8 proprio tutto quello che mi serve per imbastirla, questa strana narrazione di cui ho appena parlato con Mauro Daltin, l\u2019amico editore che me l\u2019ha proposta.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci siamo alzati (a fatica, ma ce l\u2019abbiamo fatta) neanche un\u2019ora fa dal tavolo di un\u2019osteria, di quelle sane, rustiche e operaie che piacciono a entrambi, e sono gi\u00e0 qui a gironzolare eccitato e inquieto di stanza in stanza, nella mia tana che guarda il Tagliamento, inciampando sulle idee che riaffiorano a tradimento, proprio come le cipolle delle sardelle in saor ordinate come antipasto. Buonissime quanto tenaci, visti gli indesiderati effluvi.<\/p>\n\n\n\n<p>Prima di cominciare a scrivere una storia, una storia come questa, almeno \u2013 che gi\u00e0 da subito, per onest\u00e0 intellettuale e \u201cparaculaggine\u201d, si annuncia come breve e sentimentale \u2013, \u00e8 condizione necessaria che il suo odore rimanga appiccicato un po\u2019 dappertutto, mentre mi nasce tra le dita. Devo sentirmela addosso, meglio se sotto i polpastrelli, altrimenti non riesco a impastarla come si deve. Per me la scrittura o si intride di fisicit\u00e0 o non vale la pena del disturbo.<\/p>\n\n\n\n<p>So gi\u00e0 quindi che avr\u00e0 il gusto del tabacco trinciato, sar\u00e0 pregna di macchie di sugo e di alitate liquorose, conoscer\u00e0 il tanfo della cantina e la leggerezza del fienile. Avr\u00e0 la carezza del cuoio e la scabrosit\u00e0 della corteccia. Ma sapr\u00e0 anche di risacca di scoglio e di mandracchio, mi restituir\u00e0 il respiro degli abeti, quando il vento li fa tintinnare sotto al gelo. O evocher\u00e0 il modo strano e unico che hanno i rami delle betulle quando graffiano i cieli trasparenti della primavera, in un punto imprecisato di quel nodo di intersezioni che imprigionano le anime randagie dell\u2019Oriente, a est di Gorizia fino a non so dove. Lo scoprir\u00f2 scrivendo. Certo non parler\u00e0 di eserciti e di generali, di strategie militari e di trattati, se non marginalmente. Ha l\u2019ambizione di essere una storia di popolo.<\/p>\n\n\n\n<p>Quelle che si incarnano nei paesaggi rurali, o ristagnano nei bassifondi delle citt\u00e0 multietniche. Intrecciate di quella viscosit\u00e0 di cui un tempo parlavano i maestri della scuola francese delle \u201cAnnales\u201d, che si deposita come fosse una patina su tutto ci\u00f2 che \u00e8 tragicamente e meravigliosamente umano: le migrazioni, gli accenti, le saghe, ma anche i canti, i cimiteri, tutta la sapienza che ingentilisce le spezie dei brodi, le feste, i rituali. Proprio adesso mi esplode in testa, come fosse un\u2019epifania, un\u2019immagine dalla quale non riesco a liberarmi e non so perch\u00e9: centinaia di esili candele gialle, fatte di cera d\u2019api, giocano con i profili delle sacre icone nelle penombre di un monastero (dove mai l\u2019avr\u00f2 visto? In Macedonia, forse, o in Bulgaria?) accoccolato nelle sue secolari architetture di legno. Profumatissimo. San Pantaleone con le sue ampolle medicinali, san Giorgio avviticchiato alla coda del Drago, la Vergine Madre con un\u2019espressione dolcissima che esibisce il Bambino in grembo, che invece guarda torvo e terribile, il santo Damasceno e le sue tre mani prodigiose: tutti ballano in un carosello che ha il vigore del canto, profondo, quello stesso degli asceti barbuti avvolti dentro ai loro mantelli di lana nera in un qualsiasi romitorio isolato dal Mondo, dalle creste dinariche fino al monte Sinai.<\/p>\n\n\n\n<p>Non so pi\u00f9 se ieri o mille anni fa, ma certamente non conta. Tutto assume una vibrazione diversa dentro al perimetro di queste geografie matte che mi accin6go a scarabocchiare, in cui i secoli si consumano nel breve tempo di un respiro o restano imprigionati per sempre tra le pietraie carsiche o la rete dei villaggi tirati su con quelle stesse pietre, impedendo al fiume del tempo di sciogliersi dentro alle sue lontananze, nemmeno si trattasse di una maledizione. Ci sono certi posti, laggi\u00f9, in cui perfino la santit\u00e0 ha il gusto del miele. E in dispensa, dabbasso, ho ancora qualche vasetto riempito fino all\u2019orlo di pasta densa e gialla, spinata l\u2019estate scorsa dagli alveari della Fru\u0161ka Gora, in Vojvodina. Pi\u00f9 tardi andr\u00f2 a controllare. Il che vorr\u00e0 dire assaggiare, in punta di dito, la traccia di un racconto. Mi sar\u00e0 utile per ricordare volti, luoghi, voci. So bene che tutte queste reminiscenze mi aiuteranno, mentre scrivo, ad attraversare i paesaggi dentro i quali, inevitabilmente, scivoler\u00f2 nelle prossime pagine, imbastendo questa mia breve Storia dei Balcani.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Angelo Floramo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><br>ANGELO FLORAMO Nato a Udine nel 1966, insegna Storia e Letteratura al Magrini Marchetti di Gemona ed \u00e8 ancora convinto che malgrado tutto sia il mestiere pi\u00f9 bello del mondo. Medievista per formazione, ha pubblicato molti saggi e articoli specialistici, collabora con diverse riviste nazionali ed estere; dal 2012 collabora con la Biblioteca Guarneriana di San Daniele del Friuli in veste di consulente scientifico. Per BEE ha pubblicato Guarneriana Segreta (nuova edizione aggiornata nel 2021, finalista al premio Latisana Nordest), L\u2019osteria dei passi perduti (6 edizioni), La veglia di Ljuba (5 edizioni, Premio Palmastoria come miglior romanzo storico), Il fiume a bordo (3 edizioni), Come papaveri rossi (2 edizioni, Premio Fiuggi Storia), Vino e libert\u00e0 (3 edizioni, selezione Premio Vermentino) e Breve storia sentimentale dei Balcani (2024). A gennaio 2024 \u00e8 stato insignito del Premio Nonino Risit d\u2019Aur.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La storia di una parte d\u2019Europa complessa, stratificata, eppure al centro di tutto. 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