{"id":5186,"date":"2024-05-20T20:03:01","date_gmt":"2024-05-20T18:03:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=5186"},"modified":"2024-05-20T20:03:01","modified_gmt":"2024-05-20T18:03:01","slug":"liliana-segre-in-senato-il-discorso-integrale-sul-premierato","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2024\/05\/20\/liliana-segre-in-senato-il-discorso-integrale-sul-premierato\/","title":{"rendered":"Liliana Segre in Senato, il discorso integrale sul premierato"},"content":{"rendered":"\n<p>&#8220;Signor Presidente, Colleghi Senatori, continuo a ritenere che riformare la Costituzione non sia una vera necessit\u00e0 del nostro Paese. E le drastiche bocciature che gli elettori espressero nei referendum costituzionali del 2006 e del 2016 lasciano supporre che il mio convincimento non sia poi cos\u00ec singolare.<\/p>\n\n\n\n<p>Continuo anche a ritenere che occorrerebbe impegnarsi per attuare la Costituzione esistente. E innanzitutto per rispettarla. Confesso, ad esempio, che mi stupisce che gli eletti dal popolo \u2013 di ogni colore \u2013 non reagiscano al sistematico e inveterato abuso della potest\u00e0 legislativa da parte dei Governi, in casi che non hanno nulla di straordinariamente necessario e urgente.<\/p>\n\n\n\n<p>Ed a maggior ragione mi colpisce il fatto che oggi, di fronte alla palese mortificazione del potere legislativo, si proponga invece di riformare la Carta per rafforzare il gi\u00e0 debordante potere esecutivo. In ogni caso, se proprio si vuole riformare, occorre farlo con estrema attenzione. Il legislatore che si fa costituente \u00e8 chiamato a cimentarsi in un\u2019impresa ardua: elevarsi, librarsi al di sopra di tutto ci\u00f2 che \u2013 per usare le parole del Leopardi \u2013 &#8216;dall\u2019ultimo orizzonte il guardo esclude&#8217;. E dunque sollevarsi idealmente tanto in alto da perdere di vista l\u2019equilibrio politico dell\u2019oggi, le convenienze, le discipline di partito, tutto ci\u00f2 che sta nella realt\u00e0 contingente, per tentare di scrutare quell\u2019 &#8216;Infinito&#8217; nel quale devono collocarsi le Costituzioni per poter garantire una convivenza libera e sicura ai cittadini di domani, anche in scenari ignoti e imprevedibili.<\/p>\n\n\n\n<p>Dunque occorrono, non prove di forza o sperimentazioni temerarie, ma generosit\u00e0, lungimiranza, grande cultura costituzionale e rispetto scrupoloso del principio di precauzione. Non dubito delle buone intenzioni dell\u2019amica Elisabetta Casellati, alla quale posso solo esprimere gratitudine per la vicinanza che mi ha sempre dimostrato. Per\u00f2, poich\u00e9 a mio giudizio il disegno di riforma costituzionale proposto dal governo presenta vari aspetti allarmanti, non posso e non voglio tacere.<\/p>\n\n\n\n<p>Il tentativo di forzare un sistema di democrazia parlamentare introducendo l\u2019elezione diretta del capo del governo, che \u00e8 tipica dei sistemi presidenziali, comporta due rischi opposti. Il primo \u00e8 quello di produrre una stabilit\u00e0 fittizia, nella quale un presidente del consiglio cementato dall\u2019elezione diretta deve convivere con un parlamento riottoso, in un clima di conflittualit\u00e0 istituzionale senza uscita. Il secondo \u00e8 il rischio di produrre un\u2019abnorme lesione della rappresentativit\u00e0 del parlamento, ove si pretenda di creare a qualunque costo una maggioranza al servizio del Presidente eletto, attraverso artifici maggioritari tali da stravolgere al di l\u00e0 di ogni ragionevolezza le libere scelte del corpo elettorale.<\/p>\n\n\n\n<p>La proposta governativa \u00e8 tale da non scongiurare il primo rischio (penso a coalizioni eterogenee messe insieme pur di prevalere) e da esporci con altissima probabilit\u00e0 al secondo. Infatti, l\u2019inedito inserimento in Costituzione della prescrizione di una legge elettorale che deve tassativamente garantire, sempre, mediante un premio, una maggioranza dei seggi a sostegno del capo del governo, fa s\u00ec che nessuna legge ordinaria potr\u00e0 mai prevedere una soglia minima al di sotto della quale il premio non venga assegnato.<\/p>\n\n\n\n<p>Paradossalmente, con una simile previsione la legge Acerbo del 1923 sarebbe risultata incostituzionale perch\u00e9 troppo democratica, visto che l\u2019attribuzione del premio non scattava qualora nessuno avesse raggiunto la soglia del 25%. Trattando questa materia \u00e8 inevitabile ricordare l\u2019Avvocato Felice Besostri, scomparso all\u2019inizio di quest\u2019anno, che fece della difesa del diritto degli elettori di poter votare secondo Costituzione la battaglia della vita. Per ben due volte la Corte Costituzionale gli ha dato ragione, cassando prima il Porcellum e poi l\u2019Italicum perch\u00e9 lesivi del principio dell\u2019uguaglianza del voto, scolpito nell\u2019art. 48 della Costituzione. E dunque, mi chiedo, come \u00e8 possibile perseverare nell\u2019errore, creando per la terza volta una legge elettorale destinata a produrre quella stessa &#8216;illimitata compressione della rappresentativit\u00e0 dell\u2019assemblea parlamentare&#8217;?<\/p>\n\n\n\n<p>Ulteriore motivo di allarme \u00e8 provocato dal drastico declassamento che la riforma produce a danno del Presidente della Repubblica: il Capo dello Stato non solo viene privato di alcune fondamentali prerogative, ma sarebbe fatalmente costretto a guardare dal basso in alto un Presidente del Consiglio forte di una diretta investitura popolare. E la preoccupazione aumenta per il fatto che anche la carica di Presidente della Repubblica pu\u00f2 rientrare nel bottino che il partito o la coalizione che vince le elezioni politiche ottiene, in un colpo solo, grazie al premio di maggioranza.<\/p>\n\n\n\n<p>Anzi, \u00e8 addirittura verosimile che, in caso di scadenza del settennato posteriore alla competizione elettorale, le coalizioni possano essere indotte a presentare un ticket, con il n\u00b0 1 candidato a fare il capo del governo ed il n\u00b0 2 candidato a insediarsi al Quirinale, avendo la certezza matematica che \u2013 sia pure dopo il sesto scrutinio (stando all\u2019emendamento del Sen. Borghi) \u2013 la maggioranza avr\u00e0 i numeri per conquistare successivamente anche il Colle pi\u00f9 alto.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci\u00f2 significa che il partito o la coalizione vincente &#8211; che come si \u00e8 visto potrebbe essere espressione di una porzione anche assai ridotta dell\u2019elettorato (nel caso in cui competessero tre o quattro coalizioni, come \u00e8 gi\u00e0 avvenuto in un recente passato) &#8211; sarebbe in grado di conquistare in un unico appuntamento elettorale il Presidente del Consiglio e il governo, la maggioranza assoluta dei senatori e dei deputati, il Presidente della Repubblica e, di conseguenza, anche il controllo della Corte Costituzionale e degli altri organismi di garanzia. Il tutto sotto il dominio assoluto di un capo del governo dotato di fatto di un potere di vita e di morte sul Parlamento.<\/p>\n\n\n\n<p>Nessun sistema presidenziale o semi-presidenziale consentirebbe una siffatta concentrazione del potere; anzi, l\u2019autonomia del Parlamento in quei modelli \u00e8 tutelata al massimo grado. Non \u00e8 dunque possibile ravvisare nella deviazione dal programma elettorale della coalizione di governo \u2013 che proponeva il presidenzialismo \u2013 un gesto di buona volont\u00e0 verso una pi\u00f9 ampia condivisione. Al contrario, siamo di fronte ad uno stravolgimento ancora pi\u00f9 profondo e che ci espone a pericoli ancora maggiori.<\/p>\n\n\n\n<p>Aggiungo che il motivo ispiratore di questa scelta avventurosa non \u00e8 facilmente comprensibile, perch\u00e9 sia l\u2019obiettivo di aumentare la stabilit\u00e0 dei governi sia quello di far eleggere direttamente l\u2019esecutivo si potevano perseguire adottando strumenti e modelli ampiamente sperimentati nelle democrazie occidentali, che non ci esporrebbero a regressioni e squilibri paragonabili a quelli connessi al cosiddetto &#8216;premierato&#8217;. Non tutto pu\u00f2 essere sacrificato in nome dello slogan &#8216;scegliete voi il capo del governo&#8217;. Anche le trib\u00f9 della preistoria avevano un capo, ma solo le democrazie costituzionali hanno separazione dei poteri, controlli e bilanciamenti, cio\u00e8 gli argini per evitare di ricadere in quelle autocrazie contro le quali tutte le Costituzioni sono nate&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Signor Presidente, Colleghi Senatori, continuo a ritenere che riformare la Costituzione non sia una vera necessit\u00e0 del nostro Paese. E le drastiche bocciature che gli elettori espressero nei referendum costituzionali del 2006 e del 2016 lasciano supporre che il mio convincimento non sia poi cos\u00ec singolare. Continuo anche a ritenere che occorrerebbe impegnarsi per attuare la Costituzione esistente. E innanzitutto per rispettarla. 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