{"id":5183,"date":"2024-05-20T20:01:09","date_gmt":"2024-05-20T18:01:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=5183"},"modified":"2024-05-20T20:01:10","modified_gmt":"2024-05-20T18:01:10","slug":"in-missione-da-xi","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2024\/05\/20\/in-missione-da-xi\/","title":{"rendered":"In missione da Xi."},"content":{"rendered":"\n<p>Di Cosimo Risi<\/p>\n\n\n\n<p>Ha stravinto le ennesime elezioni presidenziali, rimaneggiato la squadra di governo nella casella chiave del Ministero della Difesa, confermato il riluttante Ministro degli Esteri. Sta vincendo, ma non troppo, la campagna di Ucraina. Ha bisogno della legittimazione internazionale che gli manca dal fatale febbraio 2022.<\/p>\n\n\n\n<p>Il solo a poterla dare a Vladimir Putin \u00e8 il quasi amico Xi jinpeng. Non che la Cina sia ostile alla Russia. Al contrario, la Russia \u00e8 divenuta la principale fornitrice di idrocarburi &nbsp;a prezzi calmierati. Il territorio racchiude ricchezze pregiate per l\u2019economia cinese in cerca di alimenti. Gli spazi disabitati sul lungo confine comune fanno gola ad un paese stretto fra montagne, mare e sovraffollamento.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono vari e fondati i motivi alla base della missione di Putin a Pechino, in compagnia di Sergej Lavrov, visibilmente stanco e desideroso, non ne fa mistero, di cambiare mestiere e probabilmente paese, per ritrovare quel mondo anglosassone che tanto gli ha dato in carriera e soddisfazioni.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019amicizia eterna fra Cina e Russia \u00e8 un artificio diplomatico per significare che, allo stato, le due potenze hanno forti motivi d\u2019intesa. Sia pure nel quadro di rapporti sbilanciati. Il commercio russo si \u00e8 riorientato verso la Cina e l\u2019Asia in generale, dopo che i mercati occidentali si sono chiusi con le sanzioni. Il commercio cinese verte ancora sull\u2019Ovest. La quota russa cresce, ma \u00e8 residuale rispetto al resto.<\/p>\n\n\n\n<p>La convergenza \u00e8 d\u2019interesse contingente. Aprire le relazioni internazionali alla nuova dottrina del multipolarismo. Per limitare, fino a surclassarla, l\u2019egemonia del cosiddetto pensiero unico occidentale: quello delle democrazie liberali, con il loro apparato ideologico e la loro forza di persuasione.<\/p>\n\n\n\n<p>Il convitato di pietra del dialogo Putin \u2013 Xi \u00e8 temporaneamente Joe Biden, nell\u2019attesa di cosa accadr\u00e0 a novembre. Allora l\u2019intesa potrebbe incrinarsi. Mentre il russo anela al ritorno di Donald Trump, il cinese teme di Trump la svolta nazionalista che gi\u00e0 impresse durante il precedente mandato. I Democratici sono idealmente aperti alla globalizzazione, i Repubblicani tendono alla chiusura del \u201cBuy American\u201d o \u201cAmerica First\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Finch\u00e9 gli Stati Uniti sono impegnati su vari fronti, la loro attenzione all\u2019Indo-Pacifico (vedi Taiwan) \u00e8 meno vigile. A quei mari dovrebbero badare gli alleati dell\u2019area: il Giappone in via di militarizzazione con un processo speculare a quello tedesco, la Corea del Sud, le due potenze dell\u2019anglosfera come Australia e Nuova Zelanda, sempre pronte ai richiami di Londra.<\/p>\n\n\n\n<p>La politica estera americana \u00e8 dominata dal caso Israele. Gli umori degli elettorati arabo e ebraico influiscono sul voto, i candidati sono attenti a coglierli. Biden punta a bilanciare il tradizionale sostegno a Israele con la critica ai metodi spicci con cui il Primo Ministro ed i suoi alleati di destra affrontano la crisi di Gaza. In questo modo spera di salvare il rapporto con Gerusalemme e, insieme, tutelare la dimensione umanitaria dell\u2019Amministrazione democratica.<\/p>\n\n\n\n<p>Netanyahu non lo asseconda. Sia per l\u2019intima convinzione che Hamas e sodali vanno battuti ora o mai pi\u00f9, sia per tenere in piedi la coalizione. In seno al Gabinetto si moltiplicano le voci critiche, non casualmente pronunciate da ex Generali. Gantz, Eisenkhot, ora Gallant, che \u00e8 Ministro della Difesa, accusano il Premier di non avere una visione politica per il dopo-Gaza.<\/p>\n\n\n\n<p>Gantz minaccia di lasciare il Gabinetto se per giugno non emerge un piano politico per la Striscia: si deve profilare una soluzione internazionale per amministrarla in attesa di elezioni generali dell\u2019Autorit\u00e0 Palestinese. Dunque: no al controllo militare da parte delle IDF n\u00e9 al ritorno dei coloni, si ad una coalizione mista di europei e arabi per la transizione. Ed infine la richiesta pi\u00f9 impegnativa: tutti i cittadini di Israele devono prestare il servizio di leva, compresi gli ultraortodossi, finora esentati per lasciarli ai loro studi teologici.<\/p>\n\n\n\n<p>Quello di Gantz appare gi\u00e0 un manifesto elettorale per coagulare il fronte di centro-sinistra gi\u00e0 impegnato nella critica alla riforma della giustizia. Un manifesto in linea con l\u2019Amministrazione americana &nbsp;e per elezioni anticipate che si vorrebbero tempestive.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019incidente al Presidente Ebrahim Raisi di Iran ed al suo Ministro degli Esteri incupisce ancor pi\u00f9 il panorama regionale. Si indaga sulla loro sorte e sulle cause.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di Cosimo Risi Ha stravinto le ennesime elezioni presidenziali, rimaneggiato la squadra di governo nella casella chiave del Ministero della Difesa, confermato il riluttante Ministro degli Esteri. Sta vincendo, ma non troppo, la campagna di Ucraina. 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