{"id":5146,"date":"2024-04-24T23:22:36","date_gmt":"2024-04-24T21:22:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=5146"},"modified":"2024-04-24T23:22:37","modified_gmt":"2024-04-24T21:22:37","slug":"alle-porte-dei-luoghi-santi","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2024\/04\/24\/alle-porte-dei-luoghi-santi\/","title":{"rendered":"Alle porte dei Luoghi Santi"},"content":{"rendered":"\n<p>di Cosimo Risi del 24\/4\/2024<\/p>\n\n\n\n<p><em>Su licenza di Lucio Sossella Editore,&nbsp; riproduco qui lo stralcio dell\u2019Introduzione al mio libro, Terre e guerre d\u2019Israele, Prefazione di Fernando Gentilini, in uscita a fine giugno 2024.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Non lo fiacca [lo Stato d\u2019Israele] la Guerra del Kippur (1973), inizialmente sottovaluta dai dirigenti politici come l\u2019attacco del 7 ottobre 2023. La Premier Golda Meir si dimette a fine emergenza. &nbsp;Interviene la <em>shuttle diplomacy <\/em>del diplomatico per eccellenza: Henry Kissinger. Il Segretario di Stato americano, originario di una famiglia ebraica tedesca, &nbsp;media fra le parti lasciando intendere a ciascuna di avere vinto.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci vuole il coraggio di Anwar al-Sadat a pulire le relazioni con l\u2019Egitto dai cascami dell\u2019odio. Il Presidente egiziano si reca alla Knesset a parlare di pace. A tratti ironica &nbsp;\u00e8 la cronaca dell\u2019evento di Boutros Boutros-Ghali, il suo Ministro degli Esteri, il &nbsp;cristiano copto assurto all\u2019incarico proprio per il viaggio. Il Primo Ministro israeliano &nbsp;Menachem Begin lo chiama, biblicamente, Pietro Pietro nella traduzione di Boutros Boutros. Nel tragitto in automobile, il collega israeliano Moshe Dayan lo intrattiene non su temi politici ma sull\u2019archeologia, la sua passione. Come fra vecchi conoscenti, eppure Dayan \u00e8 stato lo stratega della Guerra dei Sei Giorni.<\/p>\n\n\n\n<p>Il mistero Israele. Come riesce un paese di minuscole dimensioni e di modesta popolazione, nelle mappe mostrate in televisione spicca la differente taglia fra Israele e Iran, a resistere alle pressioni? Come sopravvive al clima di \u201cn\u00e9 guerra n\u00e9 pace\u201d? A leggere di Tel Aviv in questi giorni di botta e risposta con l\u2019Iran si ricava l\u2019impressione della normalit\u00e0. La vulgata mediatica vuole che &nbsp;Tel Aviv sia aperta tutti i giorni e per tutto il giorno. Ignora persino il riposo dello shabbat e le restrizioni della kasherut. &nbsp;Il suo vitalismo \u00e8 l\u2019antidoto all\u2019angoscia per la fine. Armageddon \u00e8 di l\u00e0 da venire, sembrano ripetersi gli abitanti.<\/p>\n\n\n\n<p>Il confronto fra Iran e Israele apre un nuovo capitolo nelle relazioni con il mondo arabo. Gi\u00e0 poco partecipi alla vicenda di Gaza, le potenze sunnite hanno un ruolo attivo nella difesa di Israele che, nella circostanza, tutela i loro interessi rispetto all\u2019universo sciita. Dell\u2019Egitto che trae ricchezza dal Canale di Suez minacciato dagli Houthi di Yemen. Dell\u2019Arabia Saudita che tenta la riforma interna e non vuole il dominio sciita sul Golfo. Della Giordania che vuole proteggere i rapporti con un vicino dinamico come Israele.<\/p>\n\n\n\n<p>La mappa politica del Medio Oriente muta. Nell\u2019eterno richiamo alla pacifica convivenza fra le popolazioni e le religioni e nell\u2019eterno ritorno alla logica del confronto. La causa palestinese \u00e8 stata derubricata ad affare interno dal lungo Governo Netanyahu. Riemerge con la violenza dell\u2019assalto al kibbutz e dell\u2019ingresso delle IDF a Gaza. Le vittime si contano a migliaia, le distruzioni sono immani.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;I rapporti di Israele con l\u2019esterno &nbsp;mutano considerevolmente nel corso degli anni, salvo tenere la rotta sulla stessa polare: nella galassia di Washington. Il rapporto con gli Stati Uniti matura nel tempo, al punto che i detrattori ritengono Israele il 51\u00b0 Stato dell\u2019Unione. Il Premier Netanyahu partecipa ai congressi dei Repubblicani, anche quando il Presidente in carica \u00e8 democratico. Per non parlare della mitizzata lobby ebraica che tutto potrebbe grazie all\u2019influenza finanziaria e culturale.<\/p>\n\n\n\n<p>Il rapporto con l\u2019Europa \u00e8 altalenante. Scontata \u00e8 l\u2019adesione della Germania alle ragioni dello Stato ebraico, meno scontate sono le posture degli altri stati membri e dell\u2019Unione nel suo insieme. In linea di massima il compromesso si trova attorno a dichiarazioni critiche di certi comportamenti israeliani, ma senza che dalla critica vengano reazioni concrete. Sono state sempre respinte le richieste di certi paesi arabi di sospendere l\u2019accordo di associazione come segno di un atteggiamento sanzionatorio. Molti dirigenti dello Stato sono di origine europea. Il che d\u00e0 ragione all\u2019interrogativo posto nella Prefazione: se Israele sia un paese occidentale (europeo) o mediorientale. Poich\u00e9 ha i caratteri di entrambe le regioni, non \u00e8 l\u2019uno n\u00e9 l\u2019altro. Un paese in between?<\/p>\n\n\n\n<p>Al culmine del processo di Oslo nei Novanta del XX secolo, Shimon Peres teorizz\u00f2 l\u2019appartenenza mediorientale dello Stato, una sua funzione quasi didascalica nei confronti dei vicini perch\u00e9 incorporassero con il suo esempio i riti della democrazia di stampo europeo.<\/p>\n\n\n\n<p>Alcuni Israeliani, anche di rango, hanno origine iraniana, eppure l\u2019Iran \u00e8 oggi il grande nemico, non lo era all\u2019epoca dello Sci\u00e0. Le potenze sunnite si erano coalizzate per distruggere lo Stato alla nascita, ora sono i suoi alleati di comodo, addirittura lo difendono dagli attacchi iraniani. L\u2019interesse profondo \u00e8 comune: per restare sotto l\u2019ombrello americano, con quello che comporta in termini strategici, bisogna fare fronte comune con il 51\u00b0 stato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Cosimo Risi del 24\/4\/2024 Su licenza di Lucio Sossella Editore,&nbsp; riproduco qui lo stralcio dell\u2019Introduzione al mio libro, Terre e guerre d\u2019Israele, Prefazione di Fernando Gentilini, in uscita a fine giugno 2024. Non lo fiacca [lo Stato d\u2019Israele] la Guerra del Kippur (1973), inizialmente sottovaluta dai dirigenti politici come l\u2019attacco del 7 ottobre 2023. La Premier Golda Meir si dimette a fine emergenza. &nbsp;Interviene la shuttle diplomacy del diplomatico per eccellenza: Henry Kissinger. 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