{"id":5092,"date":"2024-03-17T10:59:33","date_gmt":"2024-03-17T09:59:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=5092"},"modified":"2024-03-17T10:59:33","modified_gmt":"2024-03-17T09:59:33","slug":"sapere-non-puo-essere-solo-saper-fare","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2024\/03\/17\/sapere-non-puo-essere-solo-saper-fare\/","title":{"rendered":"Sapere non pu\u00f2 essere solo saper fare"},"content":{"rendered":"\n<p>di Davide Strukelj\u00a0del 17\/3\/2024<\/p>\n\n\n\n<p>In un&#8217;epoca caratterizzata da un incessante flusso di innovazioni e da una sempre pi\u00f9 spiccata tendenza verso l&#8217;efficienza e la specializzazione, il termine &#8220;funzionalizzazione&#8221; ha assunto un ruolo di primo piano nel dibattito culturale e sociale.<\/p>\n\n\n\n<p>Originariamente legata al campo dell&#8217;ingegneria e della scienza, dove indica il processo di adattamento di un sistema o di un componente allo svolgimento di specifiche funzioni, la funzionalizzazione ha trovato applicazione in numerosi ambiti, estendendo il suo significato alla razionalizzazione delle attivit\u00e0 umane per incrementarne l&#8217;efficacia e l&#8217;efficienza.<\/p>\n\n\n\n<p>La storia della funzionalizzazione \u00e8 intimamente legata allo sviluppo della societ\u00e0 industriale e alla progressiva specializzazione delle conoscenze, che ha portato a un&#8217;organizzazione sempre pi\u00f9 settoriale del lavoro e della vita sociale. Tuttavia, \u00e8 nel campo dell&#8217;educazione che il concetto di funzionalizzazione ha assunto una dimensione particolarmente critica, sollevando interrogativi fondamentali sul vero scopo dell&#8217;apprendimento e della formazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Negli ultimi decenni in Italia, ma non solo, il sistema educativo ha sub\u00ecto un progressivo processo di funzionalizzazione orientandosi verso la preparazione degli studenti a soddisfare le esigenze immediate del mercato del lavoro: un processo spinto da alcune riforme (tipicamente di impronta neoliberista) e da malcelate spinte a un concetto di modernit\u00e0 che non trova alcuna consistenza di pensiero critico e organico sottostante. Tale approccio, seppur apparentemente pragmatico e in linea con le richieste di un&#8217;economia globalizzata e in rapida evoluzione, ha portato con s\u00e9 una serie di implicazioni a dir poco problematiche.<\/p>\n\n\n\n<p>Ad esempio l&#8217;accento posto sull&#8217;acquisizione di competenze tecniche e professionalizzanti, sebbene risponda a un legittimo bisogno di inserimento lavorativo, rischia di ridurre l&#8217;educazione a mera formazione professionale, trascurando l&#8217;importanza della conoscenza generale, della cultura umanistica e dello sviluppo del pensiero critico. Questa tendenza, evidentemente, non solo impoverisce lo spirito educativo, trasformando la scuola in un luogo di addestramento piuttosto che di formazione, ma limita anche la capacit\u00e0 degli individui ad adattarsi a un contesto lavorativo e sociale in continua trasformazione.<\/p>\n\n\n\n<p>In quest\u2019ottica, cos\u00ec come immaginata da alcuni recenti legislatori, uno degli aspetti pi\u00f9 critici di questa funzionalizzazione nell&#8217;educazione \u00e8 la progressiva marginalizzazione delle discipline umanistiche, considerate meno utili rispetto alle scienze applicate o alle competenze tecniche. Questa visione riduttiva (o meglio riduzionista) non tiene conto del fatto che la storia, la filosofia, la letteratura e le arti svolgono un ruolo cruciale nel promuovere una comprensione profonda della condizione umana, stimolando la riflessione critica e l&#8217;empatia, competenze indispensabili per affrontare le sfide etiche e sociali del futuro.<\/p>\n\n\n\n<p>Inoltre, l&#8217;enfasi sulla funzionalizzazione tende a privilegiare l&#8217;apprendimento mirato al raggiungimento di obiettivi specifici, a scapito dell&#8217;esplorazione libera e della curiosit\u00e0 intellettuale, approccio che non solo appiattisce l&#8217;esperienza educativa, ma limita anche la capacit\u00e0 degli studenti di pensare in modo creativo e innovativo, qualit\u00e0 fondamentali in un mondo dove la capacit\u00e0 di adattamento e la ricerca di soluzioni a problemi complessi tendono a divenire sempre pi\u00f9 richieste.<\/p>\n\n\n\n<p>Eccoci dunque immersi concretamente in un mondo definito dalle pi\u00f9 recenti innovazioni tecnologiche, quali l\u2019intelligenza artificiale, che ci metter\u00e0 (e metter\u00e0 le generazioni future) di fronte alla necessit\u00e0 di elaborare pensiero critico e organico, olistico verrebbe da dire, che pu\u00f2 essere sostenuto solo da menti cresciute nella conoscenza e nella cultura trasversale e generale, e dove le competenze troveranno forma e sostanza nella costruzione di processi originali, necessariamente frutto di un pensiero anti paradigmatico.<\/p>\n\n\n\n<p>E d\u2019altro canto come potremmo immaginare una societ\u00e0, come quella che si prospetta nel nostro prossimo futuro, composta di soli tecnici e non di cittadini, ovvero un mondo nel quale le capacit\u00e0 specifiche (certo necessarie) non sono sostenute da una adeguatezza culturale e da una capacit\u00e0 di pensiero che solo la conoscenza e l\u2019abitudine al ragionamento possono formare.<\/p>\n\n\n\n<p>In altre parole, in un mondo futuro (e ormai prossimo), nel quale le possibilit\u00e0 tecniche saranno enormemente amplificate dalle capacit\u00e0 operative delle macchine, saranno sempre pi\u00f9 necessarie menti (umane) in grado di governare la dimensione etica dei processi e le interazioni tra cervelli (naturali e sintetici) che riporteranno la dimensione della dignit\u00e0 della vita al primo posto nelle valutazioni delle scelte da compiere.<\/p>\n\n\n\n<p>Di fronte a queste tendenze \u00e8 fondamentale riaffermare l&#8217;importanza di un&#8217;educazione bilanciata, che integri la preparazione professionale con una solida formazione culturale e umanistica. Solo promuovendo una conoscenza generale, arricchita da un pensiero critico e da una sensibilit\u00e0 etica, sar\u00e0 possibile formare cittadini capaci di affrontare con consapevolezza e responsabilit\u00e0 le sfide del futuro, adattandosi alle continue evoluzioni del contesto lavorativo e contribuendo attivamente alla crescita sostenibile ed etica della societ\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco allora che l&#8217;educazione dovrebbe tornare a essere vista non solo come un mezzo per acquisire competenze specifiche, ma come un processo di formazione integrale della persona, capace di stimolare la curiosit\u00e0, la creativit\u00e0 e l&#8217;aspirazione a un sapere profondo e multidisciplinare. Solo cos\u00ec potremo preparare le giovani generazioni a navigare con successo in un futuro incerto, mantenendo vive le qualit\u00e0 che rendono l&#8217;essere umano capace di innovazione, empatia e crescita rispettosa del s\u00e9 e del resto del mondo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Davide Strukelj\u00a0del 17\/3\/2024 In un&#8217;epoca caratterizzata da un incessante flusso di innovazioni e da una sempre pi\u00f9 spiccata tendenza verso l&#8217;efficienza e la specializzazione, il termine &#8220;funzionalizzazione&#8221; ha assunto un ruolo di primo piano nel dibattito culturale e sociale. 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