{"id":5015,"date":"2024-01-29T19:13:15","date_gmt":"2024-01-29T18:13:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=5015"},"modified":"2024-01-29T19:13:16","modified_gmt":"2024-01-29T18:13:16","slug":"giornata-della-memoria-gorizia-27-gennaio-2024","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2024\/01\/29\/giornata-della-memoria-gorizia-27-gennaio-2024\/","title":{"rendered":"Giornata della Memoria  Gorizia 27 gennaio 2024"},"content":{"rendered":"\n<h3>L\u2019intervento di Andrea Bellavite<\/h3>\n\n\n\n<p>Lepo pozdravljeni vsi skupaj. Buona giornata a tutte e tutti voi qui presenti.<\/p>\n\n\n\n<p>In realt\u00e0 non stiamo vivendo buone giornate e mai come quest\u2019anno la \u201cGiornata della Memoria\u201d si presenta da una parte come urgente occasione di riflessione, dall\u2019altra come pietra d\u2019inciampo che disturba la retorica del politicamente corretto.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Opravi\u010dujem se slovenskim&nbsp;<\/em><em>tovari\u0161em<\/em><em>, govoril bom v italijan\u0161\u010dini, z nekaj kraj\u0161imi poudarki tudi v sloven\u0161\u010dini. Kolikokrat v teh dneh sli\u0161imo izre\u010di besede s mo\u010dnim \u010dustvom: Jamais plus, Mai pi\u00f9, nikoli ve\u010d!? Vendar se te besede vse bolj zdijo zgolj retori\u010dna vaja, ko jih postavimo pred dramati\u010dnost sedanjosti.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Mi scuso con i compagni sloveni, parler\u00f2 in italiano, con qualche breve enfasi anche in sloveno. Quante volte in questi giorni sentiamo dire con forte emozione: Jamais plus, Mai pi\u00f9, mai pi\u00f9!? Tuttavia, queste parole sembrano sempre pi\u00f9 un esercizio retorico quando le mettiamo davanti al dramma del presente.<\/p>\n\n\n\n<p>Quante volte in questi giorni sentiamo pronunciare con vibrante emozione le parole: Jamais plus, Mai pi\u00f9, Nikoli ve\u010d!?<\/p>\n\n\n\n<p>Ripeterlo tutti insieme, costantemente, non \u00e8 tuttavia sempre il modo per evitare che i tragici eventi si possano ripetere. C&#8217;\u00e8 invece il rischio che tale rituale stracciamento di vesti, trasformi il necessario ricordo in una melensa e deresponsabilizzante condanna di eventi che, se non interpretati nel contesto attuale, vengono confinati in un passato che per quanto terribile, non disturba di fatto pi\u00f9 nessuno.<\/p>\n\n\n\n<p>La realizzazione del \u00bbmai pi\u00f9\u00ab passa invece proprio attraverso il coraggio della scelta individuale, in particolare di quella che un tempo si chiamava obiezione di coscienza. Don Lorenzo Milani ricordava che \u00bbl&#8217;obbedienza non \u00e8 pi\u00f9 una virt\u00f9, ma la pi\u00f9 subdola delle tentazioni\u00ab. I gerachi nazisti, a Norimberga, giustificavano i loro crimini sostenendo di \u00bbaver obbedito agli ordini\u00ab, o, in altra versione, di \u00bbaver applicato la legge\u00ab. Ecco, se ogni tedesco e ogni italiano non avessero compiuto scelte che hanno portato al nazismo e al fascismo e se poi non avessero obbedito agli ordini, Hitler e Mussolini non avrebbero avuto alcun ruolo nella storia della Germania e dell&#8217;Italia. Pensiamoci bene, quanto sia importante l&#8217;assunzione della responsabilit\u00e0 individuale&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>In realt\u00e0 la memoria, se \u00e8 autentica, \u00e8 sempre divisiva perch\u00e9 \u2013 come ci ricordava Stojan Pelko il 30 dicembre scorso citando le tele squarciate di Lucio Fontana \u2013 essa \u00e8 come una ferita che strappa una parte dall&#8217;altra, che costringe ad attraversarla per poterla curare. Un po&#8217; come, citando un noto filosofo italiano, suggeriva:&nbsp;<em>&#8220;Di fronte al peso della memoria dobbiamo essere irragionevoli (deraisonnable)! La ragione \u00e8 l&#8217;eterno cartesianesimo. Contro Cartesio, bisogna scegliere Galileo: il pi\u00f9 bello \u00e8 pensare &#8220;contro&#8221;, pensare &#8220;nuovo&#8221;. Spesso il ricordo impedisce la resistenza, il rifiuto, l&#8217;invenzione.&#8221;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>E&#8217; proprio questo che vogliamo portare avanti oggi, in una Giornata che finalmente torni a non essere scontata e che ci metta di fronte a questioni delicate e scomode, che occorre affrontare: il genocidio che si sta consumando nella striscia di Gaza non ci consente di fare finta di niente. La \u00bbmemoria divisiva\u00ab \u00e8 l&#8217;unica che pu\u00f2 consentire il riconoscimento e la denuncia dei semi di razzismo dai quali sono nate e purtroppo sono di nuovo cresciute, le venefiche piante del fascismo e del nazismo<\/p>\n\n\n\n<p>E&#8217; con questa premessa che ricordiamo oggi le vittime di tante inenarrabili tragedie verificatesi nel corso del XX secolo. Il nostro pensiero va a 17 milioni di esseri umani, donne, uomini e bambini \u2013 ebrei, ma anche rom, sinti, omosessuali, oppositori politici, persone portatrici di varie disabilit\u00e0, testimoni di Geova &#8211; tutti innocenti, indifesi e inermi, trascinati nelle camere a gas e, come cantava Guccini, \u00bbpassati per un camino\u00ab. Facendo memoria della liberazione del campo di sterminio di Auschwitz, da parte dell&#8217;Armata Rossa, il 27 gennaio 1945, si devono ricordare anche tutte le altre vittime del nazismo e del fascismo negli altri campi di sterminio \u2013 anche nella \u00bbnostra\u00ab Risiera di San Sabba \u2013 e nelle ricorrenti stragi attuate in Italia e in Europa, dalle SS, ma anche dalla Wermacht, come pure dalla Decima Mas. Quest&#8217;ultima, con il golpista Junio Valerio Borghese, collabor\u00f2 attivamente con i soldati tedeschi in tutto il nord Italia e si rese protagonista, anche autonomamente, di rastrellamenti, vessazioni, esecuzioni di civili, torture talmente gravi da suscitare perfino le proteste dei funzionari della Repubblica di Sal\u00f2. Era questa l&#8217;organizzazione onorata dai \u00bbmiti vecchietti\u00ab che lo scorso sabato sono stati ricevuti con i loro inquietanti labari e con tutti gli onori nel Municipio di Gorizia.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo sterminio voluto da Hitler con la complicit\u00e0 di Mussolini, rappresenta il male assoluto, ma \u00e8 anche l&#8217;esito inevitabile dell&#8217;affermarsi delle ideologie che presuppongono l&#8217;intolleranza, il razzismo, l&#8217;ipernazionalismo, il crimine sistematico, che portano il nome di fascismo e nazismo.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella \u00bbmemoria\u00ab odierna possiamo a buon diritto aggiungere il triste e purtoppo lunghissimo elenco delle stragi di innocenti, uccisi per rappresaglia o per appartenenza culturale e religiosa. Il \u00bbmai pi\u00f9\u00ab dovrebbe essere amplificato dal ricordo non solo degli enormi numeri, ma anche di ogni singola vittima dell&#8217;estrema violenza che ha generato i campi di sterminio.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><em>V Italiji na primer se spominjamo tudi na pokole nedol\u017enih civilistov leta 1944: Sant&#8217;Anna di Stazzema \u2013 stotine nedol\u017enih in neoboro\u017eenih mrtvih \u2013, Marzabotto \u2013 skoraj dva tiso\u010d nedol\u017enih in neoboro\u017eenih umorjenih in mnogo drugih krajev, katerih imena nas opominjajo na podobne tragedije.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>(Dato che quest&#8217;anno ricorre l&#8217;ottantesimo anniversario dell&#8217;evento, consentitemi anche un ricordo pi\u00f9 \u00bbpersonale\u00ab. Si tratta dell&#8217;eccidio della villa del Focardo, presso Firenze dove, alla vigilia dell&#8217;arrivo degli Alleati, il 3 agosto 1944, i soldati tedeschi hanno fucilato sul posto Luce e Anna Maria \u2013 di 26 e 18 anni \u2013 soltanto perch\u00e9 portavano un cognome ebreo e la loro madre Nina Mazzetti, moglie di Robert Einstein, cugino diretto di Albert. Le uccisero senza piet\u00e0, davanti agli occhi delle cugine, ospiti degli zii, risparmiate perch\u00e9 non ebree. Una di esse era mia madre.)<\/p>\n\n\n\n<p>Come dimenticare inoltre ci\u00f2 che hanno compiuto gli italiani nella Primorska durante il fascismo e in Slovenija durante la seconda guerra mondiale? Per chi non se le ricordasse, ripetiamo le inqualificabili parole razziste di Mussolini nel 1920, ben prima dell&#8217;emanazione delle vergognose leggi razziste del 1938:&nbsp;<em>Di fronte a una razza come la slava, inferiore e barbara, non si deve seguire la politica che d\u00e0 lo zuccherino, ma quella del bastone. Io credo che si possano sacrificare 500.000 slavi barbari a 50.000 italiani.<\/em>&nbsp;Ljubljana, tra il 1941 e il 1943, \u00e8 stata trasformata in un campo di concentramento a cielo aperto affidato alla custodia degli italiani, da dove non si poteva n\u00e9 entrare n\u00e9 uscire. Facciamo memoria delle stragi di civili, del \u00bbsi uccide troppo poco\u00ab di Robotti, dell&#8217;incendio di decine di paesi \u2013 recentemente documentato in un intenso film di Nadja Velu\u0161\u010dek e Anja Medved; non dimentichiamo i crimini fascisti attuati in Jugoslavija e in tutti i Balcani, le deportazioni e la morte di migliaia di civili \u2013 donne, bambini, anziani &#8211; deportati in quanto sloveni nei campi di Borovnica, Rab, di Gonars, Visco, Sdraussina, Kostanjevica.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Sarebbe importante nominare una a una tutte queste vittime. Per farsi un&#8217;idea, relativa al solo mondo ebraico, nel monumento memoriale di Yad Vashem, presso Gerusalemme, una voce scandisce ogni minuto \u2013 giorno e notte &#8211; ciascuno dei nomi degli uccisi. Occorrono pi\u00f9 di dieci anni per nominarli tutti.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Ampak &#8220;nikoli ve\u010d&#8221; ostane jalovo, \u010de ni volje za iskanje vzrokov tega, kar se je zgodilo, \u010de se ne vrne\u0161 nazaj v zgodovino in \u010de nisi sposoben brati sedanjosti z druga\u010dnimi kategorijami od tistih, ki so povzro\u010dile katastrofo.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Tornando al presente, al posto di quella che ho chiamato \u00bbmemoria divisiva\u00ab, chi non vuole fare i conti con l&#8217;eredit\u00e0 del fascismo in Italia e anche nella nostra Regione, preferisce&nbsp;&nbsp;invocare&nbsp;una cosiddetta \u201criconciliazione pacificante\u201d, basata sulla revisione fantasiosa o pretestuosa dei dati storici e soprattutto sulla richiesta \u2013 implicita o esplicita &#8211;&nbsp;di collocare sullo stesso piano le vittime e i carnefici. Va senz&#8217;altro in questa direzione la legge 92\/2004, emanata a grande maggioranza dal Parlamento italiano, che fissa la data della cosiddetta \u00bbGiornata del Ricordo\u00ab il 10 febbraio. Lo stesso si potrebbe dire, se non fosse stata dimenticata perfino dagli stessi che l&#8217;hanno proposta, della \u00bbmemoria e del sacrificio degli Alpini\u00ab caduti nella la battaglia di Nikolajewka, fissata con la legge 44\/2022 il 26 gennaio. Queste date portano a&nbsp;&nbsp;porre sullo stesso piano situazioni totalmente diverse, proponendo un&#8217;assoluzione generale e un medesimo criterio di giudizio.<\/p>\n\n\n\n<p>La memoria delle immani violenze e della volont\u00e0 distruttiva di intere categorie di persone, che si sono verificate nei campi di sterminio e altrove, non pu\u00f2 essere paragonata in alcun modo con il ricordo dell&#8217;esodo volontario dall&#8217;Istria e dalla Dalmazia, degli italiani che si sono sentiti minacciati dal nuovo Stato Jugoslavo. Il dramma delle foibe, nella sua versione pi\u00f9 nota, \u00e8 l&#8217;ultima pagina della seconda guerra mondiale, voluta e scatenata da Hitler e Mussolini. E&#8217; una pagina triste, la cui interpretazione deve essere lasciata agli storici di professione, non a fiction di pessima qualit\u00e0, finalizzate solo a sollecitare le emozioni degli spettatori o ai video-scoop di giornalisti che vogliono dimostrare presunte tesi precostituite. La questione pu\u00f2 essere riportata a rivalse politiche, in alcun modo a una volont\u00e0 sistematica di cancellazione dell&#8217;identit\u00e0 italiana. Nel rispetto della sofferenza di chi \u00e8 stato coinvolto, questi atti di guerra non c&#8217;entrano con la sistematica volont\u00e0 di annientamento generale di donne, uomini e bambini, propugnata e portata avanti nella soluzione finale. Un soprassalto di precisione, in questo ambito, lo si deve soprattutto alle stesse vittime, anche a quelle ricordate nei monumenti del Parco della Rimembranza, i cui nomi sono stati recentemente oggetto di un&#8217;analisi approfondita, coordinata da Anna Di Gianantonio. A questo proposito, vorrei ribadire pieno accordo con la proposta dell&#8217;ANPI, affinch\u00e9 il Comune si adoperi per realizzare un monumento che ricordi gli oltre tremila deportati \u2013 soprattutto sloveni, ma anche ebrei e antifascisti italiani &#8211; passati per il carcere di via Barzellini e torturati, prima di essere condotti nei campi di concentramento o anche alla fucilazione. A essi il libro di Luciano Patat ha riconsegnato un&#8217;identit\u00e0 e la recente traduzione in lingua slovena ha riconsegnato i nomi e i cognomi originari, forzatamente&nbsp;&nbsp;italianizzati nel ventennio.<\/p>\n\n\n\n<p>Insomma, l&#8217;invito alla \u00bbriconciliazione\u00ab \u00e8 in realt\u00e0 un tentativo di porre, anche sul piano del giudizio storico, tutto sullo stesso piano, evitando in qualsiasi modo di parlare di ci\u00f2 che \u00e8 scomodo e pu\u00f2 (anzi deve) generare divisioni.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><em>Tako kot se pogosto omenja v teh \u010dasih v Gorici, ko govorimo o odnosu z Novo Gorico v lu\u010di Evropske prestolnice kulture.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Ko gledamo sedanjost, med neskon\u010dnimi mo\u017enimi to\u010dkami, bi izbral dve, tisto, ki se nana\u0161a na sprejem migrantov, in tisto, ki se nana\u0161a na svetovni mir<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Una riflessione in pi\u00f9 meritano oggi i temi dell&#8217;accoglienza e della guerra.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto il Pianeta \u00e8 in movimento. I conflitti infuriano almeno in trenta Paesi e costringono alla fuga popolazioni intere. La fame falcia milioni di vite umane, mentre nel cosiddetto \u00bbOccidente\u00ab si discetta sui divani televisivi sulla differenza tra i profughi dalle guerre e i migranti economici, che non avrebbero il diritto di fuggire dalla miseria. Di fronte a questa situazione cosa succede in Italia e in Europa (e non solo)? Che non sono mai state avviate autentiche politiche di accoglienza, mentre si sono moltiplicate quelle di difesa. Il fortino occidente si difende \u2013 qualcuno vorrebbe anche con le armi \u2013 dall&#8217;arrivo di decine di migliaia di poveri. C&#8217;\u00e8 gi\u00e0 una \u00bbGiornata delle memoria\u00ab delle vittime cadute nel corso delle migrazioni, ma ha un risalto infinitesimale, quasi nessuno la celebra, il 3 ottobre di ogni anno. Papa Francesco richiama spesso l&#8217;ecatombe di migranti nel Mar Mediterraneo, ma non dimentichiamo i morti nei fiumi e boschi del Balcani, i detenuti nei campi di concentramento in Turchia, in Libia e nelle isole greche.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma anche sotto i nostri occhi, abbiamo tanti richiedenti asilo \u00bbdi passaggio\u00ab a Gorizia, assistiti nella fase dell&#8217;urgenza soltanto dal volontariato. Chi non ricorda qualche anno fa la galleria Bombi? Chi non sa cosa accade oggi, intorno alla stazione ferroviaria e alla Casa Rossa? Come si pu\u00f2 dire \u00bbMai pi\u00f9 razzismo\u00ab e respingere oltre i confini chi bussa alle nostre porte, non accorgersi delle ferite e delle piaghe dei lunghi cammini, rifiutare quelle cure che Lorena Fornasir e Gianandrea Franchi prestano in Piazza Libert\u00e0, lasciare per mesi le persone affondate nel fango del Silos di Trieste? O anche far finta di niente \u2013 nella nostra bella&nbsp;&nbsp;Gorizia\/Gorica &#8211; davanti a cento poveri che ogni sera e notte, dal pieno dell&#8217;estate fino a qualche giorno fa, si sono riparati solo con una coperta portata da chi li assiste, in balia della pioggia, del vento e del freddo autunnale? Sono esseri umani, essendo qua fra noi dovrebbero essere considerati alla stregua di ogni Goriziano, con gli stessi diritti e gli stessi doveri, non come un ingombro da rimuovere per spazzare il salotto buono della citt\u00e0, in vista degli avvenimenti del 2025. Mi sembra difficile gridare \u00bbMai pi\u00f9 il razzismo\u00ab e poi ridurre le persone a oggetti da sballottare di qua e di l\u00e0, negare addirittura ogni sostegno a chi chiede soltanto di avere un luogo nel quale pregare, guardare con sospetto ogni persona portatrice di una visione religiosa o filosofica diversa dalla propria.<\/p>\n\n\n\n<p>Riguardo alla guerra, il tema oggi \u00e8 pi\u00f9 delicato che mai.<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u010ce, zaradi \u010dasovne omejitve, pustim ob strani Darfur, Sudan in Ju\u017eni Sudan, Jemen in mnoge druge kraje &#8220;kjer zemlja gori&#8221;, se bom osredoto\u010dil le na dva konflikta, ki sta danes najbolj v sredi\u0161\u010du svetovne pozornosti, tudi zato, ker bi se z njihovo raz\u0161iritvijo lahko pre\u0161lo iz tega, kar mnogi imenujejo razpr\u0161ena Tretja svetovna vojna, v dejansko vojno y upletenostjo celotnega planeta.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>In Ucraina, la situazione era chiara fin dal primo momento. L&#8217;unica soluzione possibile era e continua a essere una ed esclusivamente una, quella della trattativa tra le parti in causa, in grado di garantire i diritti di tutti, compreso le popolazioni russofone della Crimea e del Donbass. L&#8217;Europa e gli USA non hanno voluto sostenere la forte iniziativa di pace promossa fin da subito dal Vaticano e da pochi altri Paesi. Hanno deciso di inviare le armi a Zelensky e anche l&#8217;Italia \u2013 con l&#8217;accordo di quasi tutto l&#8217;arco parlamentare \u2013 sembra voler continuare su questa strada. E cos\u00ec, senza sostanziali cambiamenti, centomila e pi\u00f9 giovani soldati, e migliaia di civili, russi e ucraini hanno perso la vita nei due anni di questa quanto mai definibile \u00bborrenda carneficina\u00ab e \u00bbinutile strage\u00ab. Non si pu\u00f2 dire \u00bbMai pi\u00f9 la guerra\u00ab e continuare a pensare di risolvere la situazione, soltanto continuando a inviare armi nell&#8217;Europa Orientale!<\/p>\n\n\n\n<p>E oggi non si pu\u00f2 evitare un cenno a quella che i credenti chiamano Terra Santa. Ci\u00f2 che Israele sta compiendo a Gaza \u00e8 un genocidio. Bombardare sistematicamente un territorio gi\u00e0 di per s\u00e9 ridotto alla fame, provocare la morte di oltre 10mila bambini (su 25.000 caduti finora), cos&#8217;altro si pu\u00f2 chiamare se non genocidio? Gli attentati di Hamas del 7 ottobre sono stati un gesto efferato, da condannare senza esitazione, possono essere spiegati ma non giustificati da ottanta anni di continue vessazioni e incredibili ingiustizie subite dal popolo palestinese. La reazione dell&#8217;esercito israeliano \u2013 sostenuto dagli USA e dall&#8217;Unione Europea &#8211; \u00e8 totalmente scentrata e sproporzionata. Occorre riconoscere, con il segretario delle Nazioni Unite Gutierrez,che ci\u00f2 che si sta verificando non \u00e8 altro che un inaccettabile massacro attuato attraverso i bombardamenti e la riduzione di un&#8217;intera popolazione al rischio di morte per fame.<\/p>\n\n\n\n<p>No, l&#8217;attuale politica dello Stato di Israele non pu\u00f2 essere accettata o assolta, con il riferimento al pericolo dell&#8217;antisemitismo e alle prove subite dagli ebrei durante il nazismo. L&#8217;antisemitismo \u00e8 un veleno da combattere in tutti i modi possibili, la persecuzione o l&#8217;oltraggio agli ebrei in quanto ebrei \u00e8 stato e continua a essere un disonore per l&#8217;intera umanit\u00e0. Ma in questa Giornata della Memoria 2024,&nbsp;&nbsp;\u00e8 necessario dire forte che anche qualsiasi altra persecuzione nei confronti di donne, uomini e bambini, motivata solo dall&#8217;appartenenza culturale o religiosa, \u00e8 altrettanto un disonore per l&#8217;intera umanit\u00e0. No quindi \u2013 nel mondo e nella nostra Capitale europea della Cultura &#8211; a ogni forma di razzismo, all&#8217;antisemirismo come all&#8217;islamofobia, all&#8217;omofobia, al maschilismo, alla xenofobia, al nazionalismo esasperato, alla schiavit\u00f9 in tutte le sue forme e a qualunque ideologia che tenda a sminuire la dignit\u00e0 di ogni essere umano, unico e irripetibile. Si pu\u00f2 e si deve quindi condannare senza alcuna esitazione l&#8217;antisemitismo, ovunque si manifesti, senza per questo rinunciare a esprimere una chiara condanna della strategia di guerra adottata da Israele contro i palestinesi della striscia di Gaza.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Torej, resni\u010dno &#8220;Nikoli ve\u010d, Mai pi\u00f9&#8221;, bi bilo danes verodostojno le, \u010de bi ga spremljala enotna volja po izkoreninjenju vsakega znaka rasizma in nacionalizma v na\u0161i dru\u017ebi, po sprejetju politik gostoljubja in solidarnosti do ljudi, ki prihajajo iz vsega sveta, po odvzemu zaupanja oro\u017eju kot orodju za re\u0161evanje planetarnih problemov, po ponovnem potrjevanju poti pogajanja kot edine mo\u017ene, humane in racionalne re\u0161itve, po zahtevi za takoj\u0161nje prenehanje sovra\u017enosti v Ukraini, po prekinitvi genocida, ki poteka v Gazi.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Forse i pensieri odierni sono stati un po&#8217; diversi, rispetto alle cose da dire ritualmente in ogni Giornata della Memoria. L&#8217;obiettivo non era quello di celebrare asetticamente la memoria di un evento del passato, ma offrire dei criteri per contestualizzarlo nel presente e rendere concreto il rituale \u00bbmai pi\u00f9\u00ab.<\/p>\n\n\n\n<p>Per questo, ringraziandovi per l&#8217;attenzione, concludo ribadendo:<\/p>\n\n\n\n<p>Smrt fa\u0161izmu, svoboda narodu!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019intervento di Andrea Bellavite Lepo pozdravljeni vsi skupaj. Buona giornata a tutte e tutti voi qui presenti. In realt\u00e0 non stiamo vivendo buone giornate e mai come quest\u2019anno la \u201cGiornata della Memoria\u201d si presenta da una parte come urgente occasione di riflessione, dall\u2019altra come pietra d\u2019inciampo che disturba la retorica del politicamente corretto. Opravi\u010dujem se slovenskim&nbsp;tovari\u0161em, govoril bom v italijan\u0161\u010dini, z nekaj kraj\u0161imi poudarki tudi v sloven\u0161\u010dini. 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