{"id":4994,"date":"2024-01-18T11:59:49","date_gmt":"2024-01-18T10:59:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=4994"},"modified":"2024-01-18T11:59:50","modified_gmt":"2024-01-18T10:59:50","slug":"tempi-duri-per-i-troppo-buoni","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2024\/01\/18\/tempi-duri-per-i-troppo-buoni\/","title":{"rendered":"Tempi duri per i troppo buoni"},"content":{"rendered":"\n<p>di Andrea Bellavite del 18\/01\/2024<\/p>\n\n\n\n<p>Uno crede di far bene, di essere utile agli altri, di promuovere il bene e poi si trova colpito, abbattuto, sradicato.<\/p>\n\n\n\n<p>E&#8217; ci\u00f2 che \u00e8 accaduto agli involontari protagonisti di alcune storie rimbalzate per giorni e giorni sulle pagine dei giornali e sui rotocalchi televisivi in questi ultimi tempi.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci sono la guerra in Ucraina, quella in Medio Oriente e decine d&#8217;altre in giro per il mondo, c&#8217;\u00e8 la crisi economica e aumenta in modo esponenziale il divario tra i pochissimi scandalosamente straricchi e gran parte dell&#8217;umanit\u00e0 sempre pi\u00f9 clamorosamente povera.<\/p>\n\n\n\n<p>Meglio pensare alla colletta raccolta a favore del giovane che ha perso la gamba nell&#8217;attacco di uno squalo o alla triste vicenda della titolare di una pizzeria che ha deciso di togliersi la vita, forse &#8211; per il momento proprio forse &#8211; anche a causa del presunto smascheramento di una suo dubbio utilizzo di tripadvisor.<\/p>\n\n\n\n<p>Non si tratta di gettare la croce addosso a chi fa il proprio mestiere, i giornalisti e in questo caso i cosiddetti influencer. La loro caccia a eventuali equivoci e ambiguit\u00e0, nell&#8217;ambito delle azioni di beneficienza o supposta tale evidenzia questioni che travalicano i fatti di cronaca. In alcuni casi, come in quello dell&#8217;ormai celebre pandoro Ferragni, la loro denuncia smaschera giochi d&#8217;affari che confinano con la truffa.&nbsp; La caduta della stella suscita sentimenti di malcelata soddisfazione o di difesa d&#8217;ufficio, la dea \u00e8 ritornata tra i mortali, agli estimatori un po&#8217; dispiace, gli invidiosi gioiscono, i pi\u00f9 abboccano all&#8217;amo della distrazione di massa e cercano di esprimere un proprio, solitamente del tutto incompetente parere. Anche i pochi ai quali &#8220;non gliene frega un tubo&#8221;, sbirciano sui social storcendo il naso con fare un po&#8217; snob.<\/p>\n\n\n\n<p>C&#8217;\u00e8 un punto che vale la pena di sottolineare, perch\u00e9 travalica i fatti di cronaca. I social trascinano costantemente personaggi famosi o sconosciuti dalla polvere agli altari, salvo rigettarli senza piet\u00e0 nella polvere. I molti che non sono Napoleone tentano la via della relativamente facile notoriet\u00e0 inventandosi di tutto, ma successivamente non riescono a reggere le tremende pressioni dell&#8217;invasione mediatica. E&#8217; vero che &#8220;chi \u00e8 causa del suo mal pianga se stesso&#8221;, ma \u00e8 altrettanto evidente che la stragrande maggioranza degli utenti non \u00e8 in alcun modo preparata ai viaggi nel mondo virtuale. Se ovunque uno non ha in mano un telefonino che lo isola totalmente dall&#8217;ambiente circostante o se addirittura osa tirare fuori un libro e comincia a leggere, viene guardato con un interesse pari a quello che i primi Sapiens avevano nei confronti dei Neanderthal.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma non \u00e8 questo il punto. Ci\u00f2 che viene messo in discussione \u00e8 il concetto di generosit\u00e0. Chi fa qualcosa a favore degli altri, soprattutto se sente l&#8217;esigenza di comunicarlo ai quattro venti, viene considerato molto in gamba. Quando si vuole evidenziare il valore di una persona, spesso si dice che &#8220;fa volontariato&#8221; oppure che &#8220;pensa prima agli altri che a se stesso&#8221;. Ma \u00e8 tutto oro quello che luccica? Oppure chi utilizza il pensiero politicamente corretto, compie gesti ammirati e apprezzati dai pi\u00f9, dedica il suo tempo ad azioni sociali e si schiera dalla parte dei pi\u00f9 deboli, \u00e8 sempre disinteressato oppure si attende un ritorno sul piano economico, politico o semplicemente del prestigio personale?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>E&#8217; un tema da affrontare. Non \u00e8 che il volontariato &#8220;ufficiale&#8221;, altro non sia che un mezzo utilizzato dalle amministrazioni per evitare di assumere persone competenti e creare efficaci posti di lavoro? Non \u00e8 che dietro ai buoni principi si nascondano altri inconfessati obiettivi, quali per esempio sfruttare il disagio altrui per attirare l&#8217;attenzione su di s\u00e9? Non \u00e8 che le collette, le raccolte spontanee e quelle organizzate, siano un mezzo per sostituire le responsabilit\u00e0 di uno Stato, al quale con le tasse i cittadini offrono mezzi che dovrebbero essere sufficienti a curare un giovane con la gamba amputata da un pescecane, a sopperire ai danni provocati da un terremoto o a permettere anche ai pi\u00f9 poveri una sopravvivenza dignitosa?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Attenzione, la questione \u00e8 delicata. Non si vuole mettere in discussione la gratuit\u00e0 del servizio che il vicino di casa pu\u00f2 offrire, facendo silenziosamente la spesa per l&#8217;anziana inquilina del piano di sopra. Ci si domanda piuttosto se le continue richieste private di contributi per le pi\u00f9 svariate motivazioni, contribuiscano effettivamente a migliorare un situazione generale che il &#8220;pubblico&#8221;, in tutte le sue dimensioni, dovrebbe prendere in considerazione. In altre parole, c&#8217;\u00e8 bisogno di molto pi\u00f9 Stato, senza per questo mortificare del tutto l&#8217;iniziativa della societ\u00e0 civile, nella misura in cui questa non sia autoreferenziale, ma veramente per il bene comune. La propriet\u00e0 privata ha un senso, solo nel caso in cui sia condivisa e utilizzata per il bene di tutti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Andrea Bellavite del 18\/01\/2024 Uno crede di far bene, di essere utile agli altri, di promuovere il bene e poi si trova colpito, abbattuto, sradicato. 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