{"id":4985,"date":"2024-01-13T15:16:09","date_gmt":"2024-01-13T14:16:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=4985"},"modified":"2024-01-13T15:16:10","modified_gmt":"2024-01-13T14:16:10","slug":"gaza-e-genocidio","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2024\/01\/13\/gaza-e-genocidio\/","title":{"rendered":"Gaza: \u00e8 genocidio?"},"content":{"rendered":"\n<p>di Cosimo Risi del 13\/01\/2024<\/p>\n\n\n\n<p>La Corte Internazionale di Giustizia dell\u2019Aia, da non confondere con la Corte Penale Internazionale che pure ha sede all\u2019Aia, \u00e8 chiamata dal Sudafrica a deliberare sul quesito fondamentale: \u00e8 in corso un genocidio a Gaza? lo Stato d\u2019Israele ne \u00e8 responsabile?<\/p>\n\n\n\n<p>La Corte \u00e8 composta di 17 giudici, 15 di nomina ONU e 2 di nomina delle parti in causa. La base giuridica di riferimento \u00e8 la Convenzione sulla prevenzione e la repressione del genocidio (Ginevra 1951), di cui sono firmatari sia il Sudafrica che Israele.<\/p>\n\n\n\n<p>Le parti convenute sono gli stati in quanto tali e non le persone. Le sentenze della Corte &nbsp;sono cogenti e inappellabili, sebbene essa non abbia la strumentazione per imporne l\u2019applicazione. Questa \u00e8 sostanzialmente affidata alla buona volont\u00e0 della parte \u201ccondannata\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Il giudizio ha carattere d\u2019urgenza, una sentenza potrebbe essere emessa nel giro di settimane. Israele sconta una valutazione sfavorevole. Fra le ipotesi \u00e8 quella di una ingiunzione a consentire gli aiuti umanitari a Gaza, a fare tornare i civili nella zona nord, ad accettare il cessate il fuoco. E\u2019 assai improbabile, e d\u2019altronde neppure il Sudafrica lo chiede, che si disconosca il diritto dello Stato a reagire all\u2019attacco del 7 ottobre 2023.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La battaglia, prima ancora che nell\u2019aula, si combatte a livello mediatico. Gli schieramenti si stanno definendo. La narrazione palestinese penetra presso ampi settori dell\u2019intellighenzia occidentale, le grandi Universit\u00e0 americane fanno scuola. L\u2019argomentazione principale \u00e8 che a Gaza si sta consumando un disastro umanitario, al limite un tentativo di genocidio. Non sarebbe in discussione il diritto a difendersi ma la misura dell\u2019azione difensiva.<\/p>\n\n\n\n<p>La delegazione sudafricana presenta fra le argomentazioni d\u2019accusa le estemporanee dichiarazioni di alcuni Ministri israeliani nonch\u00e9 un messaggio del Primo Ministro alle truppe: Amalek, la maledizione biblica, torna a minacciarci. Gli Amaleciti erano la popolazione che attacc\u00f2 proditoriamente gli Ebrei in fuga dall\u2019Egitto e da allora simboleggiano il male.<\/p>\n\n\n\n<p>La contro-narrazione israeliana mira a riportare l\u2019attenzione sui fatti del 7 ottobre: il maggiore massacro di Ebrei dopo la Shoah. In un messaggio su TikTok per il pubblico straniero, Netanyahu dichiara che la guerra \u00e8 contro Hamas e non contro i Palestinesi e che questi non saranno deportati da Gaza. Possono restare purch\u00e9 la Striscia sia \u201csmilitarizzata e politicamente de-radicalizzata\u201d. Gira inoltre sul web, e solo comprensibilmente per gli stranieri, il documentario sulle atrocit\u00e0 del 7 ottobre e dopo a danno degli ostaggi.<\/p>\n\n\n\n<p>Colpisce il paradosso storico. La Convenzione sul genocidio fu adottata ad evitare il ripetersi della Shoah e dunque come una tutela ancorch\u00e9 tardiva del popolo ebraico. Ora quella Convezione \u00e8 agitata contro Israele che di quel popolo si considera la casa eletta.<\/p>\n\n\n\n<p>Alcuni media e molti intellettuali e diplomatici sono consapevoli della distorsione che rischia di emergere dal dibattimento dell\u2019Aia: il popolo storicamente vittima del genocidio \u00e8 accusato di praticarlo. Propugnano il ritorno al senso della misura nelle operazioni militari e nelle conseguenze politiche. E\u2019 l\u2019atteggiamento del Segretario di Stato USA a conclusione della missione nella regione. I rapporti con i paesi arabi possono essere salvaguardati, con l\u2019Arabia Saudita la normalizzazione pu\u00f2 proseguire: ma a certe condizioni che Israele farebbe bene a valutare.<\/p>\n\n\n\n<p>Come spesso accade in quella composita realt\u00e0, la difesa dello Stato \u00e8 affidata all\u2019ex Presidente della Corte Suprema. Aharon Barack ha contrastato le pulsioni governative alle soluzioni drastiche e avversato la riforma giudiziaria che intende limitare i poteri della Corte Suprema nel cancellare le leggi palesemente irragionevoli.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Governo si rivolge a colui che ne ha criticato l\u2019operato fino al giorno prima. Parrebbe un tentativo di riconciliazione nazionale. All\u2019ombra per\u00f2 del disastro. &nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Cosimo Risi del 13\/01\/2024 La Corte Internazionale di Giustizia dell\u2019Aia, da non confondere con la Corte Penale Internazionale che pure ha sede all\u2019Aia, \u00e8 chiamata dal Sudafrica a deliberare sul quesito fondamentale: \u00e8 in corso un genocidio a Gaza? lo Stato d\u2019Israele ne \u00e8 responsabile? La Corte \u00e8 composta di 17 giudici, 15 di nomina ONU e 2 di nomina delle parti in causa. 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