{"id":4959,"date":"2023-12-24T16:29:05","date_gmt":"2023-12-24T15:29:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=4959"},"modified":"2023-12-24T16:29:06","modified_gmt":"2023-12-24T15:29:06","slug":"la-nostra-estinzione-prossima-ventura-tra-dati-certi-e-accuse-di-fanatismo-ambientalista","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2023\/12\/24\/la-nostra-estinzione-prossima-ventura-tra-dati-certi-e-accuse-di-fanatismo-ambientalista\/","title":{"rendered":"La nostra estinzione prossima ventura. Tra dati certi e accuse di fanatismo ambientalista"},"content":{"rendered":"\n<p>di Valter Giuliano del 24\/12\/2023<\/p>\n\n\n\n<p>Uno studio pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica \u201copen access\u201d <em>Plos One<\/em> ha indicato in 2.800 le specie a rischio di estinzione in Europa. Sono state esaminate le 14.669 specie del continente incluse nella Lista Rossa dell\u2019Uicn, che rappresentano il 10% di quelle presenti e classificate. Dunque, una su cinque sarebbe a rischio, con percentuali che vanno dal 27% tra i vegetali e il 24% degli invertebrati<\/p>\n\n\n\n<p>Forese bisognerebbe cominciare a pensare di inserire nella Lista rossa anche la nostra specie, avviata incoscientemente verso l\u2019autoestinzione.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab<em>E se fosse proprio cos\u00ec?<\/em>\u00bb, si domandano gli attivisti di <em>Extinction Rebellion<\/em> &#8211; una delle sigle pi\u00f9 attive sulla scena del nuovo ambientalismo ribelle e radicale &#8211; che su questa ipotesi inquietante hanno costruito il loro impegno e la loro mobilitazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Quelli che i giornali <em>mainstream<\/em> e la politica di destra liquidano a male parole, con epiteti insultanti, invocando pene da Stato di polizia e applicando sanzioni, come il foglio di via, sinora adottate solo per delinquenti abituali.<\/p>\n\n\n\n<p>Pi\u00f9 facile soffermarsi sulle loro azioni che interrogarsi sui motivi che le muovono.<\/p>\n\n\n\n<p>E se, invece, avessero ragione proprio loro?<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La febbre cresce<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Attualmente il nostro pianeta \u00e8 pi\u00f9 caldo, rispetto all\u2019epoca preindustriale di fine Ottocento, di 1,1 gradi e le proiezioni dell\u2019Unep indicano temperature medie globali in aumento di 2,5 &#8211; 2,9 gradi.<\/p>\n\n\n\n<p>Secondo gli esperti dell\u2019Ipcc per fermare la febbre crescente del pianeta, il riscaldamento andrebbe contenuto in non pi\u00f9 di 1,5 gradi.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 ci\u00f2 accada le emissioni globali di gas climalteranti devono essere ridotte del 43% rispetto al 2019 entro il 2030 (la realt\u00e0 cruda dei dati, riferita a oggi, ci dice che sono destinate a salire del 9%), e del 60% entro il 2035 per poi raggiungere l\u2019obiettivo zero nel 2050.<\/p>\n\n\n\n<p>Se tutto ci\u00f2, da tempo noto, non accadr\u00e0, ci troveremo di fronte al crollo dell\u2019 Antropocene, con un conseguente caos ad oggi imprevedibile a partire dal come affrontarlo. \u00c8 del tutto presumibile, invece, che ne pagher\u00e0 il salato prezzo la nostra specie.<\/p>\n\n\n\n<p>Il futuro dunque potrebbe essere gi\u00e0 oggi ipotecato. Ce lo dicono le leggi della fisica.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel frattempo, la soglia delle 350 parti per milione di anidride carbonica in atmosfera \u00e8 stata da tempo superata e dalle 340 del 1980 si \u00e8 saliti alle attuali 420 e oltre.<\/p>\n\n\n\n<p>A questo proposito va subito detto che (dati 2019) l\u20191% pi\u00f9 ricco, in termini di reddito, della popolazione mondiale (77 milioni) \u00e8 responsabile di una quota di emissioni di gas climalteranti (16%) pari a quella attribuibile a 5 miliardi di esseri umani, vale a dire i 2\/3 dell\u2019umanit\u00e0. Tradotto significa che chi appartiene a quell\u20191% inquina in media in un anno quanto inquinerebbe una persona del restante 99% dell\u2019umanit\u00e0 in 1.500 anni.<\/p>\n\n\n\n<p>Se ancora ce ne fosse bisogno, dall\u2019ONU arriva un campanello d\u2019allarme che rischia di trasformarsi ben presto nel rintocco di una campana a morto: le probabilit\u00e0 di raggiungere l\u2019obiettivo fissato alla Cop di Parigi, di fermare il riscaldamento a 1,5 gradi, sono scese al 14%.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Un nuovo allarme e le conseguenze dall\u2019Antartide all\u2019Africa<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il 21 novembre <em>Copernicus<\/em> (il programma europeo di monitoraggio globale dell\u2019ambiente e della sicurezza) ci ha avvisati che si \u00e8 verificato il primo giorno sopra la media delle temperature atmosferiche del periodo preindustriale. Un calcolo che il centro di ricerca ha estratto da un insieme di dati e parametri forniti da strumenti sofisticati (a terra e satellitari) che tengono sotto controllo l\u2019intero pianeta, oceani compresi, giorno e notte.<\/p>\n\n\n\n<p>La situazione \u00e8 all\u2019origine di fenomeni mai osservati.<\/p>\n\n\n\n<p>In Antartide \u00e8 alla deriva un nuovo iceberg di circa 4 mila chilometri quadrati. Segue un distacco verificatosi a gennaio che, a sua volta, ha fatto seguito a quelli del 2019 e del 2021; quest\u2019ultimo. ancor pi\u00f9 grande dell\u2019attuale, si \u00e8 nel frattempo fuso del tutto. Il record spetta in ogni caso ancora alla massa di 11 mila km<sup>2<\/sup> alla deriva nel Duemila<\/p>\n\n\n\n<p>Le conseguenze possono essere catastrofiche e vanno ben al di l\u00e0 di qualche centimetro di crescita del livello di oceani e mari.<\/p>\n\n\n\n<p>Va persa una grande riserva d\u2019acqua dolce e si possono innescare squilibri dalle conseguenze pesanti sulle correnti marine, a cominciare da quella del Golfo. E di conflitti territoriali geostrategici per il governo delle risorse naturali.<\/p>\n\n\n\n<p>In Africa \u00e8 gi\u00e0 cominciata la preannunciata guerra per l\u2019accesso e la disponibilit\u00e0 dell\u2019acqua. Cambiamento climatico e pressione antropica segnano la progressiva scarsit\u00e0 di una risorsa naturale considerata, a torto, inesauribile.<\/p>\n\n\n\n<p>Secondo i dati del recente \u201c<em>State of African Environmental Report<\/em>\u201d, redatto in collaborazione tra il Centro indiano per la scienza e l\u2019ambiente e l\u2019analoga istituzione keniana, il Lago Ciad &#8211; su cui si affacciano e delle cui acque fruiscono Ciad, Nigeria, Camerun e Niger &#8211; dagli anni Sessanta ad oggi ha visto ridursi del 90% la sua quantit\u00e0 d\u2019acqua.<\/p>\n\n\n\n<p>In tutte le regioni interessate dal passaggio del Nilo, del Niger e del Congo, principali arterie idriche del continente, nonch\u00e9 sulle sponde del Lago Vittoria, sono aumentati in maniera esponenziale i conflitti tra allevatori e coltivatori per l\u2019accesso all\u2019acqua.<\/p>\n\n\n\n<p>Per salvarci dall\u2019estinzione bisogna investire.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019Unep nel suo recente (novembre) rapporto sugli adattamenti climatici, indica la necessit\u00e0 di una cifra stimata tra i 215 e i 387 miliardi di dollari per far fronte agli impegni di adattamento dei Paesi poveri; constata che ne hanno ricevuti il 10%, pari a 21 milioni. La Cop 26 di Glasgow chiedeva di raggiungere i 40 miliardi l\u2019anno entro il 2025.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel mentre si apre la Cop 28 di Dubai: chiss\u00e0 se verr\u00e0 tenuto in debito conto che 1 miliardo di investimenti in prevenzione ne scongiura 14 di danni? Vedremo&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 pi\u00f9 probabile serva a stipulare nuovi contratti per forniture di gas e petrolio da parte dei Paesi del Golfo, piuttosto che prendere le necessarie e inderogabili decisioni per raggiungere gli obiettivi fissati a Parigi 2015.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il disinteresse del Mercato<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Di fronte a questa situazione che porta l\u2019umanit\u00e0 sulla soglia dell\u2019estinzione, il comparto economico-energetico sembra del tutto indifferente e si continuano a cercare ed estrarre fonti fossili.<\/p>\n\n\n\n<p>Complice anche il nostro Governo, con il nuovo via libera alle trivelle in Adriatico.<\/p>\n\n\n\n<p>Una notizia ancora peggiore, se \u00e8 possibile, arriva dal settore del carbone, i cui consumi, nel 2022, sono saliti al record mondiale di 8,3 miliardi di tonnellate (dati Aie &#8211; Agenzia internazionale per l\u2019energia) e nel contempo attira nuovi investimenti. La Svizzera Glencore ha rilevato la canadese Teak Resource per nove miliardi di dollari e pare interessata a rilanciare la produzione di elettricit\u00e0 con una nuova centrale a carbone.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella prima met\u00e0 di quest\u2019anno la domanda di carbone \u00e8 scesa del 24% negli USA e del 16% nell\u2019Ue, ma \u00e8 cresciuta di oltre il 5% tra Cina e India, andando ben oltre la compensazione dei cali occidentali.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>L\u2019indifferenza dell\u2019informazione<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Eppure, di fronte a questi accadimenti oggettivi che si basano su dati scientifici verificati e conclamati e certamente non di parte, assistiamo ogni giorno al negazionismo ignorante e pervicace di numerosi organi di presunta informazione che, in palese malafede, continuano imperdonabilmente ad ammansirci, scrivendo irresponsabilmente di allarmi ingiustificati e di fanatismo ambientalista. Oltre ci\u00f2, omettono informazioni di fonte ufficiale e autorevole come quelle che abbiamo sopra cercato di riassumere.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 constatazione amara quella di dover prendere atto di come il sistema informativo italiano &#8211; non a caso nella parte bassa della classifica mondiale &#8211; risulti supino e dipendente dai centri di potere delle <em>lobbyes<\/em> economiche della crescita e del profitto a ogni costo che le finanziano (la maggior parte delle testate private ipocritamente classificate \u201cindipendenti\u201d) oppure della partitocrazia lottizzatrice che, a parte qualche lodevole eccezione, \u00e8 altrettanto portatrice di colpevole ignavia e di interessi di parte che finiscono col prevalere su quelli collettivi (la cosiddetta \u201c informazione pubblica\u201d, che sosteniamo con i nostri tributi).<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Futuro \u201cNo profit\u201d<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Di fronte alla registrazione di questi fatti e di questi atteggiamenti la domanda sorge spontanea: c\u2019\u00e8 ancora tempo per una transizione ecologica graduale? Probabilmente no.<\/p>\n\n\n\n<p>E se no, cosa ci salver\u00e0 dall\u2019estinzione?<\/p>\n\n\n\n<p>Un sovvertimento globale. Una riconversione in cui il futuro \u00e8 \u201cNo profit\u201d o non \u00e8.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Valter Giuliano del 24\/12\/2023 Uno studio pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica \u201copen access\u201d Plos One ha indicato in 2.800 le specie a rischio di estinzione in Europa. Sono state esaminate le 14.669 specie del continente incluse nella Lista Rossa dell\u2019Uicn, che rappresentano il 10% di quelle presenti e classificate. Dunque, una su cinque sarebbe a rischio, con percentuali che vanno dal 27% tra i vegetali e il 24% degli invertebrati Forese bisognerebbe cominciare a pensare di inserire nella Lista<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":4874,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[12],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4959"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4959"}],"version-history":[{"count":1,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4959\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4960,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4959\/revisions\/4960"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/media\/4874"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4959"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4959"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4959"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}