{"id":4928,"date":"2023-12-08T08:13:14","date_gmt":"2023-12-08T07:13:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=4928"},"modified":"2023-12-08T08:13:15","modified_gmt":"2023-12-08T07:13:15","slug":"perche-si-cammina-realmente-o-metaforicamente-nella-vita","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2023\/12\/08\/perche-si-cammina-realmente-o-metaforicamente-nella-vita\/","title":{"rendered":"Perch\u00e9 si cammina (realmente o metaforicamente) nella vita?"},"content":{"rendered":"\n<p>di Andrea Bellavite\u00a0 da storieviandanti.blogspot.com del 7\/12\/2023<\/p>\n\n\n\n<p>Mai come in questo tempo le persone camminano. La stragrande maggioranza non lo fa per motivi religiosi, culturali o sportivi. Lo fa per necessit\u00e0, affrontando lunghissimi e pericolosi percorsi per fuggire dalla fame, dalle guerre, dalle persecuzioni ideologiche. Lo fa perch\u00e9 spera in un futuro migliore e per questo \u00e8 disposta a rischiare di perdere tutto e di morire, come ben sanno coloro che attraversano a piedi il deserto del Sahara, salgono sulle carrette che hanno trasformato il Mediterraneo in cimitero, attraversano i monti, i boschi e i fiumi dei Balcani.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono loro i veri camminatori, i pellegrini del nostro tempo. Tuttavia \u00e8 degno di nota il fatto che, anche nel ricco e opulento Occidente, i viandanti si siano moltiplicati. Non quelli che investono tutta la loro esistenza percorrendo le strade del mondo, ma quelli che per una settimana o un mese smettono il vestito gessato, lasciano gli uffici rinfrescati dai condizionatori, abbandonano i soffici letti ordinari per vivere un\u2019esperienza del tutto diversa. Per una settimana o per un mese ci si mette in gioco, si fa fatica portando lo zaino di dieci chili sulle spalle \u2013 anche se oggi i pulmini consentono di trasferire i bagagli da una parte all\u2019altra \u2013 si accettano le vesciche sui piedi, si dorme in cameroni con altri cinquanta, sessanta, addirittura cento (a Roncisvalle) colleghi, iscritti di solito al campionato dei russatori. Anche qui, c\u2019\u00e8 da dirlo, ormai molti si portano dietro una buona carta di credito con la quale si possono aprire porte di alloggi ben pi\u00f9 confortevoli dei comunque suggestivi \u201costelli\u201d disseminati un po\u2019 ovunque.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 2005, ai tempi del \u201cmio\u201d primo lungo percorso, erano molto conosciuti soltanto il \u201cCammino\u201d di Santiago de Compostela, la Francigena verso Roma e forse il Cammino di San Francesco tra Umbria e Toscana. Oggi \u00e8 diventata una moda, non soltanto decidere di iniziare un cammino, ma anche di idearlo e proporlo alla massa di sedicenti (nel senso che cos\u00ec amano essere definiti) pellegrini, viandanti, esploratori, ecologisti e chi pi\u00f9 ne ha pi\u00f9 ne metta. A livello europeo, ai classici si sono aggiunti la via Postumia, la Romea Strata, quelli di San Martino di Tours dall\u2019Ungheria alla Francia, dei Santi Cirillo e Metodio, il Cammino Celeste \u2013 da me e altri amici fondato nel 2006, sicuramente tra i primi dieci \u201cnuovi\u201d in Italia &#8211; la Via Flavia, la Via d\u2019Allemagna, dalla Germania a Roma, ora la Via della Capitale Europea della Cultura, da Aquileia a Sveta Gora, solo per citare quelli che hanno a che fare con Aquileia e con il Friuli Venezia Giulia.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutti questi percorsi, qualcuno pi\u00f9 qualcuno meno, hanno sempre pi\u00f9 interessato sociologi, filosofi, ma anche operatori turistici ed economici. Ci\u00f2 che un tempo sembrava un\u2019eccentricit\u00e0 di pochi, passare le vacanze camminando o andando in bicicletta, armati di tenda o del coraggio di bussare a una porta per chiedere ospitalit\u00e0, oggi \u00e8 diventata un\u2019opzione sempre pi\u00f9 gettonata, anche grazie alla comprensione di una serie di elementi ovvii: marciare o pedalare, possibilmente su strade sterrate o comunque poco trafficate, fa bene alla salute, favorisce la contemplazione della natura e la bellezza degli incontri con i propri simili, consente abbastanza anche se non troppo di risparmiare, per chi ha maggiore sensibilit\u00e0, contribuisce a migliorare la qualit\u00e0 dell\u2019aria e a combattere i cambiamenti climatici, senza inondare di anidride carbonica il Pianeta.<\/p>\n\n\n\n<p>Per questo, fiutato l\u2019affare, attorno ai cammini \u00e8 fiorita una vera e propria industria turistica che da una parte ha reso possibile la pubblicizzazione e la diffusione di questo modo ormai non pi\u00f9 alternativo di andari in vacanza, dall\u2019altra ha affievolito l\u2019istanza ideale, avventurosa e pionieristica dei primi tempi.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma, al di l\u00e0 delle opportunit\u00e0 e dell\u2019indotto portato dall\u2019organizzazione sistematica dei cammini moderni, se ci chiediamo quale sia il motivo del loro straordinario successo, arriviamo paradossalmente a chiudere il cerchio con le tesi iniziali. Premesso che questi che chiamo \u201ccammini moderni\u201d sono riservati a pochissimi privilegiati appartenenti a quel 20% di abitanti del Pianeta che se lo possono permettere in quanto dotati di sufficienti risorse fisiche ed economiche, la domanda pi\u00f9 profondo \u00e8: perch\u00e9 piace \u201ccamminare\u201d? perch\u00e9 utilizzare le ferie in questo modo, dopo un anno di lavoro svolto in condizioni spesso difficili e stressanti?<\/p>\n\n\n\n<p>La risposta non superficiale \u00e8: camminiamo perch\u00e9 desideriamo sopravvivere. Certo, gli eroi del cammino sono i gi\u00e0 citati migranti, che lasciano una terra nella quale la vita \u00e8 diventata impossibile, per donare una prospettiva di sopravvivenza a s\u00e9 stessi, alle loro famiglie e ai loro popoli. Portano con s\u00e9 la forza del rischio, la passione per la vita e la convinzione dell\u2019assoluta necessit\u00e0 e per questo fanno paura a chi \u00e8 sprofondato nelle sicurezze della falsa ricchezza e a chi non crede ad altro che alla necessit\u00e0 difendere la roccaforte sempre pi\u00f9 vuota dei propri privilegi. Il pensiero a loro e alla difficolt\u00e0 che si ha ad accoglierli (come Rstutus che nel IV secolo venendo dall\u2019Africa era stato accolto ad Aquileia \u201cpi\u00f9 che dai suoi stessi genitori\u201d), tuttavia ci rimanda anche al perch\u00e9 si decide di smettere per un mese di essere nel tran tran assillante della vita quotidiana per mettersi in gioco sulle ben pi\u00f9 comode vie pedonabili o ciclabili dell\u2019Europa. Si cammina perch\u00e9 si vuole cercare \u2013 e possibilmente trovare \u2013 un senso nella Vita. I pellegrini antichi camminavano per anni per raggiungere la Terra Santa, Compostela o Roma, perch\u00e9 raggiungendo quei luoghi e toccando il sepolcro vuoto e le reliquie di chi aveva visto, sentito e toccato Ges\u00f9, trovavano la forza di ritornare a casa completamente trasformati, con un nuovo senso con il quale affrontare la vita. Lo stesso valeva per i pellegrini dell\u2019Islam alla Mecca, dell\u2019ebraismo, finch\u00e9 \u00e8 stato possibile, al Tempio di Gerusalemme, degli ind\u00f9 alla Kumbamela, alla confluenza tra Gange e Bramaphutra. Lo stesso vale oggi, qualunque sia la motivazione per la quale ci si mette in cammino. Si cerca per s\u00e9 una storia diversa da quella che si vive ordinariamente, ci si vuole affrancare da quella sottile insoddisfazione che coinvolge tutti coloro che possiedono i beni materiali ma hanno perso la strada verso la felicit\u00e0. I cammini moderni, con tutta l\u2019opportunit\u00e0 e i limiti che rivestono, sono delle occasioni per scoprire un altro modo di essere. Si affrontano i (piccoli) rischi e disagi del percorso per raggiungere delle mete preordinate, ma con la consapevolezza che la vera meta \u00e8 il cammino stesso e non la meta. Quella settimana, quel mese trascorsi a 4 chilometri all\u2019ora, nella condivisione con altri esseri umani portatori di diverse lingue, culture, concezioni della vita, correggono lo sguardo sulla realt\u00e0, permettono di scoprire nuovi valori, aiutano a ritrovare una risposta ai tanti perch\u00e9 che ogni vita porta con s\u00e9. In una parola, aiutano a tornare, almeno per un po\u2019, cambiati nel profondo, a scoprire che s\u00ec, forse vale ancora la pena vivere, vale ancora la pena dedicare il proprio tempo e il proprio spazio a generare ancora Vita e a lottare perch\u00e9 la Vita di ogni nostro simile sia piena di dignit\u00e0, di giustizia e di bellezza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Andrea Bellavite\u00a0 da storieviandanti.blogspot.com del 7\/12\/2023 Mai come in questo tempo le persone camminano. La stragrande maggioranza non lo fa per motivi religiosi, culturali o sportivi. Lo fa per necessit\u00e0, affrontando lunghissimi e pericolosi percorsi per fuggire dalla fame, dalle guerre, dalle persecuzioni ideologiche. 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