{"id":4909,"date":"2023-12-01T19:53:18","date_gmt":"2023-12-01T18:53:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=4909"},"modified":"2023-12-01T19:53:30","modified_gmt":"2023-12-01T18:53:30","slug":"slovenia-resistere-e-farsi-beffe-del-regime","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2023\/12\/01\/slovenia-resistere-e-farsi-beffe-del-regime\/","title":{"rendered":"Slovenia, resistere e farsi beffe del regime"},"content":{"rendered":"\n<h3><em>Resistere e farsi beffe dei regimi: Tone Kralj (1900-1975), pittore espressionista sloveno, ha attraversato fascismo e poi comunismo senza abbassare la testa. Nei suoi dipinti, conservati nelle chiese del Litorale sloveno, Marx, Hitler, Mussolini e D&#8217;Annunzio condividono la dannazione eterna<\/em><\/h3>\n\n\n\n<p>30\/11\/2023\u00a0&#8211;\u00a0\u00a0<a href=\"https:\/\/www.balcanicaucaso.org\/Autori\/(author)\/Stefano%20Lusa\">Stefano Lusa<\/a>\u00a0Capodistria da OBCT<\/p>\n\n\n\n<p>Un limes tracciato dall\u2019arte e non dalle armi. Si potrebbe sintetizzare cos\u00ec l\u2019opera di Tone Kralj, pittore espressionista che ha lasciato la sua impronta in una cinquantina di chiese a ridosso del confine tra Italia e Slovenia.<\/p>\n\n\n\n<p>Originario della Bassa Carniola, Kralj ha passato oltre 50 anni della sua vita a decorare le chiese del Litorale, molte delle quali ubicate in quella parte della Venezia Giulia che dopo la Seconda guerra mondiale pass\u00f2 dall\u2019Italia all\u2019allora Jugoslavia.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img src=\"https:\/\/www.balcanicaucaso.org\/var\/obc\/storage\/images\/media\/images\/tone-kralj\/2196884-1-ita-IT\/tone-kralj.jpg\" alt=\"Tone Kralj\" title=\"Tone Kralj\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>Tone Kralj<\/p>\n\n\n\n<p>Le sue prime esperienze risalgono agli anni Venti, quando venne chiamato dalla locale organizzazione dei sacerdoti sloveni operanti nel Regno d\u2019Italia ad ornare le loro chiese.<\/p>\n\n\n\n<p>Un inconfondibile tratto che nasconde sensibilit\u00e0 sociale, senso di giustizia, la ricerca di un contatto diretto con Dio, dedizione alla causa nazionale e volont\u00e0 di farsi beffe dei regimi. I suoi motivi sono spesso tratti del Vangelo di Luca dove l\u2019attenzione \u00e8 rivolta ai diseredati ed agli oppressi. Significativamente, nei suoi quadri un grande ruolo \u00e8 svolto da lavoratori, artigiani e gente del popolo.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019artista ci racconta anche un&#8217;altra storia, scomoda e nascosta sotto uno spesso tappeto nell\u2019immediato dopoguerra dal regime comunista jugoslavo. Per il maresciallo Tito ed i suoi compagni la Resistenza e la \u201cLotta di liberazione nazionale\u201d era una faccenda gestita quasi esclusivamente dai comunisti.<\/p>\n\n\n\n<p>La cosa \u00e8 alquanto vera per il resto della Jugoslavia, ma non per la Slovenia, dove il Fronte di Liberazione nacque dall\u2019unione di varie forze di ispirazione anche cattolica e liberale.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019antifascismo per\u00f2 aveva radici ancor pi\u00f9 profonde tra gli sloveni della Venezia Giulia, dove comunisti e liberali avevano sviluppato quasi immediatamente forme di resistenza ai tentativi di \u201cbonifica etnica\u201d messi in atto dal regime fascista. Ben pi\u00f9 efficace fu per\u00f2 l\u2019azione di molti sacerdoti, che conservarono proprio nelle chiese e nel rapporto con i fedeli lingua e tradizioni slovene. Un supporto fondamentale in un momento un cui tutto il resto sembrava perduto.<\/p>\n\n\n\n<p>Tone Kralj, nelle sue rappresentazioni, spiega ai credenti che resistere \u00e8 possibile e necessario. In sintesi, dice che il sogno della \u201cSlovenia unita\u201d, l\u2019equivalente di quello risorgimentale per gli italiani, non era perduto e non doveva essere dimenticato.<\/p>\n\n\n\n<p>In un contesto dove le camicie nere giravano per i paesini sloveni, dove l\u2019architettura veniva romanizzata persino modificando le punte dei campanili, Kralj dipingeva rappresentando gli angeli ed i santi con il bianco, il rosso ed il blu, i colori nazionali sloveni.<\/p>\n\n\n\n<p>Ai loro piedi, diavoli e aguzzini che a volte avevano le sembianze del Duce, Benito Mussolini, del &#8220;Vate&#8221; Gabriele D\u2019Annunzio e anche con quelle di altri gerarchi dell\u2019epoca. Accanto a loro uomini in camicia nera con il pugnale alzato e pi\u00f9 tardi anche gente in camicia bruna e diavoli con il volto di Adolf Hitler.<\/p>\n\n\n\n<p>I dipinti nelle chiese presero vita proprio mentre il regime stringeva le maglie della censura, quando molti sloveni venivano mandati al confino o perseguitati. Era quello il tempo in cui al maestro di cappella Lojze Bratu\u017e venne fatto bere olio di ricino miscelato a olio di motore per aver avuto l\u2019ardire di far cantare canzoni slovene al suo coro. Mor\u00ec dopo un mese e lo scrittore triestino Boris Pahor raccont\u00f2 quell\u2019agonia in quelle che probabilmente sono le pi\u00f9 belle pagine della sua letteratura.<\/p>\n\n\n\n<p>A portare alla ribalta dell\u2019opinione pubblica slovena il ruolo svolto dai sacerdoti del Litorale nella conservazione della coscienza nazionale hanno contribuito in questi anni i lavori dello storico&nbsp;<a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=nYV7GMU7Cro&amp;t=10s\" rel=\"noreferrer noopener\">Egon Pelikan&nbsp;&nbsp;<\/a>. Significativo lo studio L&#8217;attivit\u00e0 clandestina del clero sloveno durante il fascismo- Edizioni Kappa VU.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo stesso Pelikan ha contribuito a far conoscere al grande pubblico anche la figura di Tone Kralj a cui ha dedicato anche molti suoi lavori, tra cui l\u2019edizione italiana: \u201cTone Kralj e il territorio di confine\u201d edito dall&#8217;Istituto regionale per la storia della Resistenza e dell&#8217;Et\u00e0 contemporanea nel Friuli Venezia Giulia.<\/p>\n\n\n\n<p>N\u00e9 per Kralj e nemmeno per i preti sloveni del Litorale nell\u2019immediato dopoguerra non ci fu nessun pubblico riconoscimento. Molti di essi vennero addirittura perseguitati dal regime. Nel paese and\u00f2 in scena una resa dei conti durissima con gli oppositori della rivoluzione.<\/p>\n\n\n\n<p>La chiesa slovena, che al di fuori del Litorale si era pi\u00f9 preoccupata di contrastare i comunisti che ad opporsi agli occupanti, venne presa di mira. Nessuna eccezione venne riservata ai preti sloveni della ex Venezia Giulia. Kralj, che aveva passato gran parte della sua carriera a dipingere motivi religiosi, non era certo l\u2019artista che poteva rappresentare il nuovo corso dell\u2019arte slovena, cos\u00ec venne lasciato nel dimenticatoio.<\/p>\n\n\n\n<p>Negli anni Sessanta &#8211; in una antologia sull\u2019arte nel Litorale &#8211; non gli venne dedicata nemmeno una riga. Come aveva fatto gi\u00e0 in passato si prese la sua rivincita dipingendo. Nella chiesa del Sacro Cuore di Ges\u00f9 di Vertoiba, a due passi da Gorizia, in un quadro con al centro il crocefisso, mise tra i dannati Karl Marx con &#8220;Il Capitale&#8221; in mano.<\/p>\n\n\n\n<p>Accanto a lui il Maresciallo Tito, con al dito un anello che gli aveva regalato Stalin in persona e sua moglie Jovanka. Poi, poco pi\u00f9 un l\u00e0, Enrico VIII, Stalin con un martello in mano, Hitler con un elmetto in testa e anche Gabriele D\u2019Annunzio. Una vera e propria allegorica messa alla berlina di tutte le forme di totalitarismo passate e presenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Delle provocazioni pittoriche di Kralj nessun esponente del regime si accorse e nessun fedele and\u00f2 a spiattellare alle autorit\u00e0 quello che c\u2019era dipinto in chiesa. Una alleanza che rimase granitica nel tempo tra l\u2019artista ed i fedeli. Accadde durante il fascismo e tutto si ripet\u00e9 anche al tempo del comunismo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Resistere e farsi beffe dei regimi: Tone Kralj (1900-1975), pittore espressionista sloveno, ha attraversato fascismo e poi comunismo senza abbassare la testa. Nei suoi dipinti, conservati nelle chiese del Litorale sloveno, Marx, Hitler, Mussolini e D&#8217;Annunzio condividono la dannazione eterna 30\/11\/2023\u00a0&#8211;\u00a0\u00a0Stefano Lusa\u00a0Capodistria da OBCT Un limes tracciato dall\u2019arte e non dalle armi. 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