{"id":4884,"date":"2023-11-17T19:32:57","date_gmt":"2023-11-17T18:32:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=4884"},"modified":"2023-11-17T19:32:58","modified_gmt":"2023-11-17T18:32:58","slug":"la-saga-della-libreria-saba","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2023\/11\/17\/la-saga-della-libreria-saba\/","title":{"rendered":"La saga della libreria Saba"},"content":{"rendered":"\n<p>di Marco Menato del 17\/11\/2023<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019articolo di Arianna Boria, <em>La libreria di Saba a Trieste sta cadendo a<\/em> <em>pezzi<\/em> (Il Piccolo, 12 novembre), mi riporta alla mente altre decine di articoli pi\u00f9 o meno sul medesimo argomento che il giornale ha dedicato all\u2019argomento. Tutto \u00e8 cominciato nel 2012 quando abbastanza improvvidamente lo Stato (Ministero dei beni culturali) decise di dichiarare la libreria \u201cstudio d\u2019artista\u201d (!) e quindi di vincolarla, secondo quanto previsto dal Codice dei beni culturali. Ne \u00e8 seguito il solito protocollo di intesa fra Stato, Regione e Comune per dare degno corso a quanto stava scritto nel decreto di vincolo. Per distinguere il materiale risalente a Saba, furono eseguiti lavori di catalogazione, pulizia e riordino della libreria sotto la direzione della Biblioteca statale di Trieste. Il Comune di Trieste, a conclusione dei lavori nel dicembre 2016, pubblic\u00f2 per le cure di Bianca Cuderi \u201cLa libreria antiquaria Umberto Saba. Il poeta libraio\u201d, al quale volumetto rimando per molte altre informazioni tecnico-amministrative e per il mio saggio sulla storia della Libreria.<\/p>\n\n\n\n<p>Conosco quindi abbastanza bene la storia della libreria per averla studiata in diverse occasioni, a partire dal fortunato ritrovamento nella Biblioteca statale isontina di Gorizia della prima serie dei cataloghi di vendita della Libreria (in sostanza quelli compilati da Saba e quindi pi\u00f9 rari e ricercati), ad eccezione del mitico numero uno del 1923 (noto, che io sappia, solo in due collezioni private). Raccolta che fu completata proprio da Mario Cerne che regal\u00f2 all\u2019Isontina i numeri mancanti, cos\u00ec da costituire almeno una raccolta completa nel panorama bibliotecario italiano.<\/p>\n\n\n\n<p>La libreria antiquaria Saba, proprio per essere stata acquistata e gestita da Saba in persona fino alla morte, con la collaborazione del famoso Carletto, padre di Mario, e per non aver Saba mai fatto mistero di un fatto cos\u00ec commerciale e prosaico, ha una genealogia di tutto rispetto, che risale a prima di Saba (e anche per questo motivo \u00e8 partita subito con una marcia in pi\u00f9) ed \u00e8 forse l\u2019unica in Italia che possa vantare un\u2019origine illustre ed allo stesso tempo antica: infatti, oggi, 2023, \u00e8 un secolo dalla pubblicazione del suo primo catalogo (1923) ed \u00e8 pi\u00f9 di un secolo che la libreria funziona ed \u00e8 aperta nel luogo dove tutti la possono ancora vedere e visitare.<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia, la Saba non \u00e8 soltanto un\u2019antica libreria, ma \u00e8 stata e resta per l\u2019amministrazione finanziaria un negozio di libri antichi o solo vecchi, con tutte le necessit\u00e0 che stanno alla base del commercio, direi di qualsiasi commercio di cose (i libri sono infatti \u2018cose\u2019 prima di essere contenitori di idee). Certo vendere libri, antichi o moderni che siano, non \u00e8 facile, ieri e forse pi\u00f9 oggi con la concorrenza spietata della tecnologia elettronica, ma la Saba \u00e8 riuscita da Saba, ma anche prima con il precedente proprietario Giuseppe Maylander, fino ad oggi con Mario Cerne, a rimanere sul mercato adattandosi ai tempi. Le librerie non nascono adulte, sono costruite lentamente dal libraio e dal pubblico che riesce a coltivarsi; quindi, sono per natura differenti l\u2019una dall\u2019altra e non facilmente paragonabili. Anche Saba dovette inventarsi dei sistemi per attirare e fidelizzare un certo tipo di pubblico, cos\u00ec fece il successore Carletto rivoluzionando, per esempio, la struttura dei cataloghi di vendita e poi il figlio di lui, Mario, il quale alla morte del padre scelse di interpretare la figura del testimone: di un grande poeta e di un\u2019epoca che nel racconto era dorata. Chi succeder\u00e0 a Mario Cerne (perch\u00e9 \u00e8 ancora lui il proprietario, mentre invece dai discorsi che si fanno sembra quasi che sia andato in pensione!) dovr\u00e0 trovare un altro stile, non potr\u00e0 evidentemente essere il \u2018testimone\u2019 (e poi di che cosa?).<\/p>\n\n\n\n<p>Da pi\u00f9 parti si dice, e sembra sostenerlo anche Mario Cerne nel ruolo appunto del \u2018testimone\u2019 (ma \u00e8 un ruolo che si esaurir\u00e0 con lui), facciamone un museo? Oggi i musei, specialmente i grandi musei statali (per quelli degli enti locali la semplice esistenza \u00e8 molto pi\u00f9 difficile, Revoltella docet) vanno di moda e hanno conquistato, a differenza di un tempo e in confronto ad archivi e biblioteche, molto spazio sull\u2019informazione. Chi dovrebbe tramutare una libreria, un esercizio commerciale ancora in funzione, in un museo? Il Comune, la Comunit\u00e0 ebraica che \u00e8 proprietaria del sito, lo Stato, la Regione che dovrebbe comprare la libreria e assegnarla per la gestione all\u2019Erpac? Che cosa verr\u00e0 esposto in questo museo? Il tavolo da lavoro, la macchina per scrivere, un po\u2019 di volumi con la sigla di Saba, un quaderno degli acquisti, un po\u2019 di schede scritte da Saba: ci sono forse carteggi, fotografie, documentazione amministrativa (quella che era conservata nell\u2019archivio della Camera di Commercio \u00e8 irreperibile), tenuto conto che i pezzi migliori sono stati acquistati in questi anni dalla Biblioteca Nazionale Centrale di Roma e il resto sta nel Fondo Saba dell\u2019Universit\u00e0 di Pavia? Senza aggiungere che per farne un museo ci vorrebbe un dipendente, una sistemazione a norme di legge dell\u2019area (che a questo punto non sarebbe pi\u00f9 un antro, come lo ha appellato Saba): mi pare proprio un\u2019idea temeraria, avanzata da gente che di istituzioni culturali non sa proprio nulla. La mia proposta \u00e8 molto semplice, forse banale: che rimanga una libreria di antiquariato. Basta mettere in giro la proposta e qualcuno si far\u00e0 sicuramente avanti: la concorrenza non manca da Trieste a Gorizia, da Milano a Firenze e Roma, tutte citt\u00e0 che in qualche modo hanno a che fare con Saba. Certo, se si parla a sproposito, se ci si limita al lamento o, peggio, alla colletta per il restauro (di una libreria o di un museo?) non si va da nessuna parte, si chiude e basta. Senza lacrime.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Marco Menato del 17\/11\/2023 L\u2019articolo di Arianna Boria, La libreria di Saba a Trieste sta cadendo a pezzi (Il Piccolo, 12 novembre), mi riporta alla mente altre decine di articoli pi\u00f9 o meno sul medesimo argomento che il giornale ha dedicato all\u2019argomento. Tutto \u00e8 cominciato nel 2012 quando abbastanza improvvidamente lo Stato (Ministero dei beni culturali) decise di dichiarare la libreria \u201cstudio d\u2019artista\u201d (!) e quindi di vincolarla, secondo quanto previsto dal Codice dei beni culturali. Ne \u00e8 seguito<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":4885,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[13],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4884"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4884"}],"version-history":[{"count":1,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4884\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4886,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4884\/revisions\/4886"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/media\/4885"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4884"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4884"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4884"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}