{"id":4831,"date":"2023-10-10T17:52:24","date_gmt":"2023-10-10T15:52:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=4831"},"modified":"2023-10-10T17:52:25","modified_gmt":"2023-10-10T15:52:25","slug":"donna-vita-liberta-il-nobel-per-la-pace-a-narges-mohammadi-e-al-coraggio-delle-donne-in-iran","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2023\/10\/10\/donna-vita-liberta-il-nobel-per-la-pace-a-narges-mohammadi-e-al-coraggio-delle-donne-in-iran\/","title":{"rendered":"\u201cDonna, vita, libert\u00e0\u201d: il Nobel per la pace a Narges Mohammadi e al coraggio delle donne in Iran"},"content":{"rendered":"\n<p>di Marina Mastroluca Strisciarossa<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cUn posto minuscolo. Quattro pareti e una porta di ferro, tutto dello stesso colore, spesso bianco. Non c\u2019\u00e8 luce naturale nella cella. Non c\u2019\u00e8 aria. Non puoi sentire nessun rumore l\u00e0 dentro, e non puoi parlare o interagire con nessun altro essere umano. Non ci sono giornali, libri, carta e penna. Non hai niente, eccetto tre sottili, logore coperte, una camicia e un paio di pantaloni. Un secondino pu\u00f2 autorizzarti ad usare il bagno e la toilette oppure no\u201d. Un mondo sospeso, senza colori. Con gli occhi bendati, o le luci sempre accese, 24 ore su 24, i carcerieri unico legame con il mondo. E\u2019 cos\u00ec che&nbsp;<strong>Narges Mohammadi<\/strong>&nbsp;descrive la detenzione in isolamento nelle<strong>&nbsp;carceri iraniane,<\/strong>&nbsp;un incubo che diventa spesso l\u2019anticamera della<strong>&nbsp;pena di morte.<\/strong>&nbsp;Perch\u00e9 in questo stato di deprivazione totale i detenuti spesso finiscono per confessare qualunque cosa si voglia da loro, alcuni \u2013 \u00e8 sempre lei a raccontarlo \u2013 hanno firmato letteralmente a occhi bendati, senza sapere che quel tratto di penna li avrebbe appesi ad una forca, o forse sapendo, e preferendo la fine ad una tortura infinita.<\/p>\n\n\n\n<p>Parla per esperienza diretta, Narges Mohammadi, neo-laureata&nbsp;<strong>premio Nobel per la pace<\/strong>, \u201cper la sua lotta contro&nbsp;<strong>l\u2019oppressione delle donne in Iran<\/strong>&nbsp;e per la promozione dei diritti umani e della libert\u00e0 di tutti\u201d. Un premio che dichiaratamente \u00e8 un \u201criconoscimento anche per le centinaia di migliaia di persone\u201d che hanno protestato contro la violenza del regime di Teheran dopo l\u2019assassinio di&nbsp;<strong>Mahsa Amini<\/strong>, il movimento che si riconosce nello slogan&nbsp;<strong>\u201cDonna, vita, libert\u00e0\u201d<\/strong>, una bandiera che \u201cesprime la dedizione e il lavoro di Narges Mohammadi\u201d, come sottolinea il Comitato per i Nobel.<\/p>\n\n\n\n<p>Quelle quattro pareti bianche, il vuoto dell\u2019isolamento, lei lo ha conosciuto per 64 giorni. Ingegnere, giornalista e cofondatrice con l\u2019avvocata&nbsp;<strong>Shirin Ebadi<\/strong>&nbsp;(anche lei insignita del Nobel nel 2003, oggi in esilio all\u2019estero) del Centro dei difensori dei diritti umani, Narges \u00e8 stata<strong>&nbsp;arrestata 13 volte<\/strong>, condannata cinque per un totale di<strong>&nbsp;31 anni di carcere e 154 frustate<\/strong>, oltre a due anni di allontanamento da Teheran, dove vive, due anni di divieto di appartenenza a movimenti della societ\u00e0 civile e altrettanti di divieto di rilasciare interviste o usare i social. Tuttora \u00e8 in carcere nonostante seri problemi di salute, le autorit\u00e0 le hanno negato l\u2019assistenza sanitaria e persino trattenuto i farmaci, e solo dopo una serie di attacchi di cuore lo scorso anno \u00e8 stata trasferita in ospedale e operata d\u2019urgenza. Le hanno negato i colloqui con il marito,&nbsp;<strong>Taghi Ramani,<\/strong>&nbsp;\u201cil giornalista iraniano con il maggior numero di arresti\u201d, secondo Reporters sans fronti\u00e8res, costretto a fuggire all\u2019estero con i due figli, i gemelli che non vedono la madre da 8 anni e che non sentono da tempo: le autorit\u00e0 iraniane hanno vietato anche le telefonate settimanali, che erano l\u2019unico momento di contatto.<\/p>\n\n\n\n<h3>Dietro alle sbarre<\/h3>\n\n\n\n<p>Narges Mohammadi \u00e8 stata arrestata la prima volta nel\u201998 per aver criticato il governo. Da allora \u00e8 stato un susseguirsi di condanne e carcere, con brevi intervalli di vita fuori, nell\u2019immenso carcere che \u00e8 l\u2019Iran per le donne e anche per molti uomini. I suoi crimini, secondo il regime, sono stati la \u201cfondazione di un gruppo illegale\u201d, cio\u00e8 il Centro dei difensori dei diritti umani, \u201creati contro la sicurezza nazionale\u201d e \u201cpropaganda contro il sistema\u201d, per aver chiesto l\u2019abolizione della pena di morte e dell\u2019isolamento carcerario e aver descritto pubblicamente il trattamento umiliante, gli abusi sessuali e le violenze contro le donne detenute. L\u2019ultima condanna per aver denunciato di essere stata&nbsp;<strong>picchiata dal direttore del carcere<\/strong>, dopo aver organizzato una protesta insieme alle altre detenute contro la violenza del regime sui manifestanti che protestavano contro il caro-vita nel 2019: Narges Mohammadi aveva chiesto inutilmente trasparenza sul numero di morti e sugli arrestati.<\/p>\n\n\n\n<p>Dal carcere \u00e8 riuscita comunque a far giungere il suo&nbsp;<strong>sostegno al movimento \u201cDonna, vita, libert\u00e0\u201d.<\/strong>&nbsp;E nei brevi intervalli di vita libera ha raccolto in un libro i racconti di 16 detenuti in isolamento,&nbsp;<strong>\u201cWhite torture\u201d<\/strong>, tortura bianca, il titolo, lo stesso di<strong>&nbsp;un documentario<\/strong>&nbsp;di denuncia girato con infiniti stratagemmi per eludere i controlli del regime. \u201cMolto dolore e sofferenza sono state alleviate dai progressi umani nella scienza \u2013 scriveva due anni fa Narges Mohammadi -. Purtroppo la scienza \u00e8 stata abusata anche per infliggere pene e sofferenze. Governi non democratici e illegittimi sono sopravvissuti usando la scienza per opprimere le persone\u201d. Torture psicologiche e fisiche studiate per minare la resistenza dei detenuti e piegarne la volont\u00e0 al volere del regime. Sistemi tecnologici di videosorveglianza e riconoscimento facciale per reprimere le proteste e rafforzare la repressione sulle donne che si oppongono all\u2019obbligo del velo. Ma anche da una cella, l\u2019attivista aveva visto arrivare con un anno di anticipo l\u2019ondata di protesta delle iraniane. \u201cLe donne hanno sempre pi\u00f9 consapevolezza dei loro diritti e iniziano a disobbedire agli uomini \u2013 aveva detto in un\u2019intervista nel 2021 -. La legge per\u00f2 \u00e8 contro i diritti femminili e questo crea un pericoloso cortocircuito\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Mahsa Amini<\/p>\n\n\n\n<p>Una vita dura quella di Narges Mohammadi, non diversa per\u00f2 da quella di numerose altre attiviste, giornaliste, avvocate e manifestanti perseguitate dal regime. Non diversa da quella di chi in Iran contesta la corruzione, la violenza e il disprezzo dei diritti umani delle autorit\u00e0. Teheran definisce il Nobel come un atto \u201cpolitico e fazioso\u201d, l\u2019agenzia filo-governativa Fars scrive che l\u2019attivista ha \u201cricevuto<strong>&nbsp;un premio dagli occidentali\u201d<\/strong>&nbsp;grazie alle sue \u201cazioni contro la sicurezza nazionale\u201d. \u201cNon smetter\u00f2 mai di battermi per la democrazia, la libert\u00e0 e l\u2019uguaglianza \u2013 ha fatto sapere Narges Mohammadi all\u2019annuncio del premio \u2013. Sicuramente il Nobel mi render\u00e0 pi\u00f9 resiliente, determinata, speranzosa e entusiasta su questa strada e accelerer\u00e0 il mio passo\u201d. Un\u2019ex compagna di cella nel carcere di Evin, Nazanin Zaghari Ratcliffe, ha commentato in lacrime. \u201cQuesto premio&nbsp;<strong>appartiene a ogni singola donna iraniana<\/strong>&nbsp;che, in un modo o nell\u2019altro, \u00e8 stata ed \u00e8 vittima dell\u2019ingiustizia in Iran\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Fonte Strisciarossa<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Marina Mastroluca Strisciarossa \u201cUn posto minuscolo. Quattro pareti e una porta di ferro, tutto dello stesso colore, spesso bianco. Non c\u2019\u00e8 luce naturale nella cella. Non c\u2019\u00e8 aria. Non puoi sentire nessun rumore l\u00e0 dentro, e non puoi parlare o interagire con nessun altro essere umano. Non ci sono giornali, libri, carta e penna. 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