{"id":4786,"date":"2023-09-15T21:04:54","date_gmt":"2023-09-15T19:04:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=4786"},"modified":"2023-09-15T21:04:56","modified_gmt":"2023-09-15T19:04:56","slug":"italo-calvino-marcovaldo-uomo-della-natura","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2023\/09\/15\/italo-calvino-marcovaldo-uomo-della-natura\/","title":{"rendered":"Italo Calvino Marcovaldo, Uomo della Natura"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>di Andrea Zannini <\/strong>del 15\/9\/2023<\/p>\n\n\n\n<p>Se c&#8217;\u00e8 un autore che mi ricorda la Mestre degli anni sessanta e settanta dove sono cresciuto, questo \u00e8 Italo Calvino (1923-1985), di cui ricorre quest&#8217;anno il centesimo della nascita ; se c&#8217;\u00e8 un personaggio, questo \u00e8 Marcovaldo. \u00c9 difficile trovare dal secondo dopoguerra uno scrittore che abbia saputo raccontare con &nbsp;&nbsp;&nbsp;altrettanta sensibilit\u00e0 e profondit\u00e0 il mondo che aveva sotto gli occhi e in cui era immerso, intuendone risvolti che all&#8217;epoca erano visibili solo a sguardi straordinariamente sensibili, e sfuggivano ai pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" width=\"474\" height=\"268\" src=\"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Calvino-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4788\" srcset=\"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Calvino-1.jpg 474w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Calvino-1-300x170.jpg 300w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Calvino-1-258x146.jpg 258w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Calvino-1-50x28.jpg 50w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Calvino-1-133x75.jpg 133w\" sizes=\"(max-width: 474px) 100vw, 474px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Della vita di Italo Calvino si ricorda soprattutto una dichiarazione dello stesso autore: che uno scrittore, un artista va conosciuto esclusivamente per le sue opere. Per questo motivo i dati biografici che egli comunicava erano scarsi, se non volutamente falsi. Gi\u00e0 questa era un&#8217;eresia per come si studiava letteratura nella scuola italiana, secondo lo schema ingessa- to dello storicismo letterario e della costruzione di grandi schemi-scatoloni che, secondo la didattica corrente, avrebbero dovuto servire a &#8220;inquadrare&#8221; gli autori nella propria epoca: Manzoni e il romanticismo, D&#8217;Annunzio e il decadentismo, ecc. Insomma, come ridurre la letteratura a slogan.<\/p>\n\n\n\n<p>Calvino, per sua fortuna, scappava a questa regola, era indefinibile e dunque indefinito. Se ne presentavano unicamente i testi essendo la sua vita, l&#8217;esistenza di un banale redattore e poi dirigente editoriale, povera di quegli eventi eclatanti che rendevano i Grandi della letteratura, anche novecentesca, immediatamente &nbsp;&nbsp;commestibili. Di Calvino, poi, si somministravano soprattutto i racconti, anzi quel genere che viene detto &#8220;racconto breve&#8221;, che non richiedeva grandi riflessioni di contesto, ma immergeva immediatamente in una storia, a contatto con i suoi personaggi. La sua letteratura sfuggiva alla retorica in cui stava cadendo il tardo neorealismo i cui personaggi, immersi in necessit\u00e0 economiche, rischiavano ormai di rappresentare dei luoghi comuni.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" width=\"343\" height=\"343\" src=\"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Marcovaldo-2.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4789\" srcset=\"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Marcovaldo-2.jpg 343w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Marcovaldo-2-300x300.jpg 300w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Marcovaldo-2-150x150.jpg 150w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Marcovaldo-2-146x146.jpg 146w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Marcovaldo-2-50x50.jpg 50w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Marcovaldo-2-75x75.jpg 75w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Marcovaldo-2-85x85.jpg 85w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Marcovaldo-2-80x80.jpg 80w\" sizes=\"(max-width: 343px) 100vw, 343px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Anche per questo Marcovaldo ovvero Le stagioni in citt\u00e0 (1963), costruito con episodi scritti tra anni &#8217;50 e anni &#8217;60, fu uno dei libri pi\u00f9 venduti e letti nei due decenni a seguire. Un &#8220;libro per ragazzi&#8221;, secondo una formula solo apparentemente riduttiva, alla quale Calvino accondiscese ben volentieri e che si rivel\u00f2 perfetta non solo editorialmente: Marcovaldo \u00e8 stato venduto per anni come nessun altro libro del catalogo Einaudi. Il primo elemento di novit\u00e0 della ventina di favole del Marcovaldo sta proprio nel suo personaggio eponimo: un uomo qualsiasi di una citt\u00e0 industriale, che lavora come manovale in un magazzino, al quale accadono cose variamente fantastiche e contemporaneamente normali, all&#8217;interno di una quotidiana lotta per la vita sua e della sua famiglia. Il campo di battaglia, forse per la prima volta nella storia letteraria italiana, e senza dubbio per la prima volta in un modo cos\u00ec immediato e diretto, \u00e8 quello della grande trasformazione urbana del secondo dopoguerra: la citt\u00e0 che produce e consuma ad una velocit\u00e0 ormai incontrollabile. Fino alle ore 18 nelle aziende anonime come quella in cui lavora Marcovaldo, e dopo quest&#8217;ora nei luoghi consacrati al consumo, tra i quali spiccava la cattedrale del benessere, il supermarket: \u00aballe sei di sera la citt\u00e0 cadeva in mano ai consumatori\u00bb. Ma a differenza dei personaggi di altri testi pi\u00f9 realisti della letteratura e del cinema, Marcovaldo non \u00e8 dentro la trasformazione, \u00e8 dopo di essa. La sua citt\u00e0, il suo ambiente urbano e tecnologico si \u00e8 gi\u00e0 mangiato il presente, una volta per tutte. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;La sua vita non conosce altro che &lt;&lt;tram, semafori, locali al seminterrato, fornelli a gas, roba stesa, magazzini e reparti d&#8217;imballaggio\u00bb. L&#8217;ambiente \u00e8 un labirinto di manufatti: lampioni, cinema, marciapiedi, strade e autostrade, cartelloni pubblicitari, fontanelle che sgocciolano, enormi scritte pubblicitarie sulle terrazze dei con- domini che oscurano la luna. Quando, a fatica, si insinua nel paesaggio trasformato, la natura, essa \u00e8 irriconoscibile: la neve che cade in citt\u00e0 \u00e8 una patina grigia, la sabbia sulla riva di un fiume \u00e8 una<\/p>\n\n\n\n<p>palta fangosa. Ma alla popolazione la citt\u00e0 piace cos\u00ec, &lt;guai toccargliela: i grattacieli, i distributori di sigarette, i cinema a schermo panorami- co, tutti motivi indi- scutibili di continua attrattiva\u00bb. Perch\u00e9 gli abitanti della citt\u00e0 ne sono ormai i meccanismi costitutivi medesimi.<\/p>\n\n\n\n<p>Solo a un abitante questo sentimento non \u00e8 attribuibile con certezza, Marcovaldo. Lui ha l&#8217;occhio che riesce a cogliere le stagioni, l&#8217;ingiallire delle foglie, il cambio dell&#8217;aria e dei venti, solo lui intravvede nelle pieghe della modernit\u00e0 tracce di un passato ad altri ormai irriconoscibile: dei funghi che crescono in un&#8217;aiuola, uno stormo di beccacce nel cielo, una mandria che passa nottetempo diretta verso chiss\u00e0 quale alpeggio. Marcovaldo \u00e8 &#8211; scriver\u00e0 lo stesso Calvino in una introduzione al romanzo &#8211; un Uomo della Natura, un Buon Selvaggio esiliato in una dimensione che non riesce a riconosce- re come propria.<\/p>\n\n\n\n<p>A differenza, invece, dei figli che di quella citt\u00e0 sono ormai parte integrante. \u00abPap\u00e0 chiedono i figli a Marcovaldo le mucche sono come i tram? Fanno le fermate? Dov&#8217;\u00e8 il capolinea delle mucche?\u00bb. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Tra la generazione di Marcovaldo, cresciuto prima e durante la guerra, e quella dei suoi figli c&#8217;\u00e8 uno stacco ormai incolmabile, un cambiamento antropologico, avrebbe detto un coetaneo di Calvino, Pier Paolo Pasolini. La dimensione della generazione successiva a quella del padre Marcovaldo \u00e8 ormai completamente urbana, separata irreparabilmente dall&#8217;Italia contadina dai cui angoli era arrivato in citt\u00e0, nella foga dell&#8217;urbanesimo del dopoguerra, l&#8217;immigrato protagonista.<\/p>\n\n\n\n<p>Sul pessimismo di Marcovaldo sono stati scritti i tradizionali fiumi di inchiostro: le sue illusioni naturali, o &#8220;naturistiche&#8221;, vanno irrimediabilmente incontro ad una delusione, quasi a mettere sull&#8217;avviso che la complessit\u00e0 della citt\u00e0 moderna non permette facili ottimismi. Ci\u00f2 nonostante non c&#8217;\u00e8 spazio nelle &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;sofisticatissime storielle di Marcovaldo per la rassegnazione: egli ricomincia sempre, indefessamente, a ricercare nel suo universo stravolto lacerti di natura.<\/p>\n\n\n\n<p>Non c&#8217;\u00e8 poi spazio, nel mondo di Marcovaldo, soprattutto per la nostalgia. Quando poi questa si ammanta di autenticit\u00e0 la frode \u00e8 dietro l&#8217;angolo, e lo scrittore irride all&#8217;ingenuo che voglia credere che esista &#8211; che sia mai esistita &#8211; una moralit\u00e0 originaria. I cibi pi\u00f9 semplici, al supermercato, nascondono al loro in- terno le sostanze pi\u00f9 terrificanti, le tinche del fiume sono avvelenate da gli scarichi di una fabbrica e, quando Michelino se ne parte dietro ad una mandria per lavorare con i malgari, torna dopo aver sgobbato come un mulo ed essere stato pagato una mi- seria. Quando in ospedale si scopre e si trafuga un bel coniglio bianco, simbolo della purezza della natura d&#8217;un tempo, si scopre che alla bestiola \u00e8 stato inoculato sperimentalmen- te un virus velenosissimo. C&#8217;era un riscatto nel Marcovaldo di Calvino? Una &#8220;morale&#8221; nella sua favola indu- striale ed esistenziale come la stessa. formula della favola richiederebbe? A sessant&#8217;anni di distanza dalla prima pubblicazione di quello straordinario osservatorio sull&#8217;Italia del boom che \u00e8 stato Marcovaldo, quella morale forse si vede pi\u00f9 chiaramente di quanto non si vedesse allora.<\/p>\n\n\n\n<p>In primo luogo, sembra ci voglia dire lo scrittore, lo stravolgimento della citt\u00e0 contemporanea non ha altre soluzioni che dall&#8217;interno della citt\u00e0 stessa. Non ci sono opzioni esterne, attori esogeni che ci possano salvare, fughe che possano concludersi positivamente: la citt\u00e0 disumanizzante non pu\u00f2 trovare soluzione a se stessa se non in se stessa. Se pensiamo a tante fughe immaginate o reali degli anni sessanta e settanta, quella di Calvino \u00e8 una decisa opzione verso il confronto diretto con i propri problemi, senza scorciatoie o illusorie vie di scampo. Un vero e proprio incitamento all&#8217;impegno e al coinvolgimento che in fin dei conti, a pensarci bene, \u00e8 anche un gesto di fiducia verso quegli abitanti che della citt\u00e0 alienata costituiscono gli ingranaggi.<\/p>\n\n\n\n<p>In secondo luogo, nel segreto della letteratura al tempo stesso cos\u00ec semplice e cos\u00ec sofisticata di Calvino, \u00e8 nascosta la risorsa dell&#8217;immaginazione: cos\u00ec come lo stralunato Marcovaldo e i suoi personaggi si inventano ogni giorno qualcosa per sfuggire, stravolgere o far propria la societ\u00e0 dei consumi, cos\u00ec l&#8217;unica possibili- t\u00e0 per l&#8217;uomo moderno di resistervi sta nell&#8217;usare le armi dell&#8217;inventiva e della creativit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Quanto la generazione urbana cresciuta nei banchi delle scuole medie negli anni in cui Marcovaldo \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0spopolava sia riuscita a raccogliere la sfida del personaggio di Italo Calvino, quanto sia riuscita &#8211; e possa ancora riuscire! &#8211; a trasformarla in qualcosa di positivo, questo \u00e8 un altro discorso..<\/p>\n\n\n\n<p>Kaleidos<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Andrea Zannini del 15\/9\/2023 Se c&#8217;\u00e8 un autore che mi ricorda la Mestre degli anni sessanta e settanta dove sono cresciuto, questo \u00e8 Italo Calvino (1923-1985), di cui ricorre quest&#8217;anno il centesimo della nascita ; se c&#8217;\u00e8 un personaggio, questo \u00e8 Marcovaldo. \u00c9 difficile trovare dal secondo dopoguerra uno scrittore che abbia saputo raccontare con &nbsp;&nbsp;&nbsp;altrettanta sensibilit\u00e0 e profondit\u00e0 il mondo che aveva sotto gli occhi e in cui era immerso, intuendone risvolti che all&#8217;epoca erano visibili solo a<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":4787,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[13],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4786"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4786"}],"version-history":[{"count":1,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4786\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4790,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4786\/revisions\/4790"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/media\/4787"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4786"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4786"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4786"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}