{"id":4780,"date":"2023-09-13T22:37:30","date_gmt":"2023-09-13T20:37:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=4780"},"modified":"2023-09-13T22:37:32","modified_gmt":"2023-09-13T20:37:32","slug":"mediterraneo","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2023\/09\/13\/mediterraneo\/","title":{"rendered":"Mediterraneo"},"content":{"rendered":"\n<p>di <a href=\"https:\/\/www.balcanicaucaso.org\/Autori\/(author)\/Fabio%20Fiori\">Fabio Fiori<\/a> del settembre 2023 da OBCT<\/p>\n\n\n\n<p><em>Uno e mille, frammentato ma tenuto insieme da mille fili, che vanno dalla musica alla cucina, passando per la trama del &#8220;racconto dei racconti&#8221;, l&#8217;Odissea di Omero e Ulisse.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Un numero del periodico &#8220;The Passenger&#8221;, editore Iperborea, racconta l&#8217;identit\u00e0 multiforme del Mediterraneo<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Che cos\u2019\u00e8 il Mediterraneo? si chiedeva mezzo secolo fa Fernand Braudel, patriarca della storiografia mediterranea. E rispondeva: mille cose insieme: paesaggi, mari, civilt\u00e0. Domanda secca, attuale, molto, molto complessa a cui forse non si pu\u00f2 dare una risposta n\u00e9 sintetica, n\u00e9 univoca. Domanda che pu\u00f2 o dovrebbe essere ripetuta spesso non solo nelle aule scolastiche e universitarie, ma anche nelle piazze e nei parlamenti. Perch\u00e9 rimane una domanda ineludibile, innanzitutto in relazione alle tragiche storie migratorie mediterranee di oggi e alla crisi climatica, che proprio in questi giorni \u00e8 balzata agli onori delle cronache, anche per le sue conseguenze sugli ambienti marini.<\/p>\n\n\n\n<p>Una domanda che si sdoppia in due questioni, affrontate nello scritto di David Abulafia che apre, dopo una breve e folgorante riflessione della scrittrice franco-marocchina Le\u00efla Slimani, il nuovo numero di&nbsp;<em>The Passenger<\/em>. Il periodico, edito da Iperborea, raccoglie inchieste, reportage, racconti e saggi incentrati sulla narrazione contemporanea di un luogo, principalmente citt\u00e0 o nazioni. Con due eccezioni liquide:&nbsp;<em>Oceano<\/em>&nbsp;(pp. 192, \u20ac 19,50), uscito nel giugno scorso e il pi\u00f9 recente:&nbsp;<em>Mediterraneo&nbsp;<\/em>(pp. 192, \u20ac 22,00).<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cIl mare tra le terre\u201d, riprendendo il titolo dell\u2019articolo di Abulafia, che chiarisce subito come questo sia storicamente uno spazio frammentato, politicamente ed economicamente, con un\u2019unica grande unitaria anomalia: l\u2019Impero Romano. Una frammentazione, che ha risvolti positivi e negativi, comunque accentuata dall\u2019evoluzione recente dell\u2019Unione europea, sbilanciata a nord. A ci\u00f2 si aggiunge che \u201cnessuno sa come affrontare il problema della migrazione trans-mediterranea\u201d, che per antitesi, insieme al turismo di massa, sono i due fenomeni sociologici, economici, culturali e politici pi\u00f9 rilevanti.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma in&nbsp;<em>Mediterraneo<\/em>&nbsp;trova giustamente spazio anche il racconto dei piaceri, quelli gastronomici, raccontati per parole da Rachel Roddy e per immagini, dalle fotografie di Piero Percoco. La giornalista, food writer and cooker, inglese, racconta fisiologia e mitologia della \u201cdieta mediterranea\u201d, a partire dal felice incontro del 1951 a Roma, tra due fisiologi alimentari, l\u2019americano Ancel Keys e il napoletano Gino Bergami. Perch\u00e9 Keys, insieme alla moglie biologa Margaret Haney, rispose all\u2019invito di Bergami di trasferirsi in Campania per studiare il basso livello di colesterolo presente nel sangue di umili lavoratori di mezz\u2019et\u00e0 napoletani a cui se chiedevano cosa avevano mangiato ieri, rispondevano tutti: \u201cPasta, verdura, frutta\u201d e solo raramente carne, pesce e latticini. Abitudini alimentari legate alla necessit\u00e0, trasformatesi in piaceri mediterranei, che in questo accomunano le sue genti, cos\u00ec come la musica.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cIl Mediterraneo, la musica, una storia condivisa\u201d, i tre concetti che sono state le colonne portanti delle opere di Z\u00fclf\u00fc Livanelio\u011flu, musicista, scrittore e attivista politico turco, che qui racconta la sua esperienza, a partire dalla sua battaglia pacifista per promuovere il dialogo e l\u2019amicizia tra turchi e greci. \u201cA unire la Turchia e la Grecia non \u00e8 soltanto la storia o la cultura in comune, ma anche la geografia. I canti, i cibi, le fiabe, l\u2019epica, non chiedono a nessuno di mostrare il passaporto. E lo stesso \u00e8 per le linee di faglia\u201d. E, in tempi recenti, sono stati proprio i terremoti a causare, non solo danni e morti, ma anche straordinari movimenti di solidariet\u00e0 tra greci e turchi.<\/p>\n\n\n\n<p>Non solo i canti umani, ma anche quelli animali restituiscono la mediterraneit\u00e0. Tra i tanti quello delle cicale \u00e8 sicuramente quello pi\u00f9 comune, quello da cui parte Matteo Nucci, per raccontarci il suo Mediterraneo, dove l\u2019ozio \u00e8 un\u2019arte, dove la&nbsp;<em>schol\u00e8<\/em>&nbsp;\u00e8 il tempo libero dalle necessit\u00e0 materiali, e spesso quello pi\u00f9 creativo, quello della scuola, nell\u2019accezione pi\u00f9 ampia. Scuola che, va ricordato, da&nbsp;<em>schol\u00e8<\/em>&nbsp;deriva.<\/p>\n\n\n\n<p>Altrettanto interessanti sono i racconti dei venti scritto da Nick Hunt, del tonno di Rocio Puntas Bernet, degli odori di Valentina Pigmei, cos\u00ec come la playlist di Invernomuto e la bibliografia di Paolo Lodigiani, che ci ricorda come il \u201cdebutto letterario del Mediterraneo \u00e8 strepitoso, un vero miracolo\u201d, chiamato&nbsp;<em>Odissea<\/em>. Inoltre quelli proposti da&nbsp;<em>The Passenger<\/em>&nbsp;sono anche immaginifici reportage grafici e fotografici, viaggi narrativi per immagini di grande fascino, legate al prezioso lavoro di fotografi e illustratori. A Mediterraneo hanno collaborato una decina di fotografi, tra cui oltre a quelli gi\u00e0 citati: Nick Hannes, vincitore di diversi premi internazionali, Tamara Saade, Rachel Cobb, Alessia Morellini che accompagna il racconto di Matteo Nucci, con due scatti adriatici: \u201cUn colletto bianco marittimo sull\u2019Adriatico\u201d e \u201cLa discesa verso il paradiso, a Pesaro\u201d. Altrettanto importanti sono le illustrazioni di Vincenzo del Vecchio che rinnovano l\u2019antichissimo immaginario mediterraneo legato alla pittura vascolare e parietale.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cPer riprendere le parole di Sait-Exup\u00e9ry, \u201c\u00e8 il tempo che abbiamo perduto per lui\u201d a rendere il mio Mediterraneo importante. Speciale ai nostri occhi. Poco importa la posizione geografica. Perch\u00e9 ci\u00f2 che conta \u00e8 legare i luoghi alla memoria\u201d, scrive la scrittrice libanese Hyam Yared.<\/p>\n\n\n\n<p>A rendere il nostro Mediterraneo indispensabile \u00e8 per me ancor meno importante la nazione di nascita, mentre \u00e8 importantissima l\u2019esperienza mediterranea. Perch\u00e9 ci\u00f2 che m\u2019interessa \u00e8 l\u2019appartenenza e non l\u2019identit\u00e0. Perch\u00e9 gli uomini non hanno radici ma gambe, perch\u00e9 la mediterraneit\u00e0 non la si eredita, ma la si costruisce e la si esperisce.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Fabio Fiori del settembre 2023 da OBCT Uno e mille, frammentato ma tenuto insieme da mille fili, che vanno dalla musica alla cucina, passando per la trama del &#8220;racconto dei racconti&#8221;, l&#8217;Odissea di Omero e Ulisse. 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