{"id":4767,"date":"2023-09-04T19:47:06","date_gmt":"2023-09-04T17:47:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=4767"},"modified":"2023-09-04T19:47:07","modified_gmt":"2023-09-04T17:47:07","slug":"il-patto-europeo-di-stabilita-e-il-bilancio-nazionale","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2023\/09\/04\/il-patto-europeo-di-stabilita-e-il-bilancio-nazionale\/","title":{"rendered":"Il Patto europeo di stabilit\u00e0 e il bilancio nazionale."},"content":{"rendered":"\n<p>di Cosimo Risi del 04\/09\/2023<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Con la frescura di fine estate comincia l\u2019iter della legge finanziaria per il bilancio 2024. Quest\u2019anno sull\u2019esercizio pesano due incognite: la contemporanea discussione a Bruxelles circa il rinnovo del Patto di stabilit\u00e0 e crescita; la campagna per le elezioni europee 2024.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Il Ministro dell\u2019Economia, da tradizione, ammonisce che i margini di spesa sono risicati per frenare gli impulsi a spendere da parte dei singoli Ministri e Parlamentari, ciascuno in cerca di vantaggi per i rispettivi &nbsp;referenti. La rotta va coordinata con la Commissione, &nbsp;che ha titolo a presentare proposte di modifica se il disegno di legge sia in contrasto con le regole europee.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Il Patto scade il 31 dicembre 2023. Se non sar\u00e0 riformato, &nbsp;torner\u00e0 in vigore il \u201cvecchio\u201d Patto con le relative restrizioni. Queste furono sospese nel 2020 per consentire le politiche espansive di contrasto alla recessione da pandemia.<\/p>\n\n\n\n<p>La proposta della Commissione sul nuovo Patto modifica il quadro esistente in maniera importante, pur mantenendo i limiti del 3% per i deficit di bilancio e del 60% per i debiti pubblici. La riforma &nbsp;mira alla maggiore responsabilit\u00e0 dei Governi nel definire le politiche di bilancio e nello scegliere le riforme da attuare. Di fatto prevede ampi margini di azione per la Commissione, con lo strumento dell\u2019analisi di sostenibilit\u00e0 dei debiti.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; E\u2019 un criterio di flessibilit\u00e0 ma anche di eccessiva discrezionalit\u00e0. Questa \u00e8 l\u2018opinione degli stati membri rigoristi. I soliti nordici vorrebbero obiettivi quantificabili eguali per tutti e, ovviamente, all\u2019insegna del rigore: la Germania spinge per la riduzione dell\u20191% del debito a carico di tutti gli stati membri. Al contrario alcuni stati membri del sud vorrebbero maggiori margini di flessibilit\u00e0, ad esempio escludendo dal novero delle spese da ridurre quelle relative agli investimenti per le transizioni energetica e digitale.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Gli schieramenti si ripropongono ogniqualvolta si affronta il tema delle spese. A complicarlo interverr\u00e0 il cambio in corsa della Commissione. L\u2019attuale scadr\u00e0 a met\u00e0 2024, in corrispondenza della nuova legislatura europea. Non \u00e8 detto che la prossima sia pi\u00f9 aperta, n\u00e9 che il portafoglio degli affari economici sia affidato ad un italiano, oggi \u00e8 Paolo Gentiloni.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Comunque vada il negoziato europeo, \u00e8 impellente per l\u2019Italia una certa disciplina di bilancio, il che contrasta con le facili promesse delle elezioni 2022 e con la prospettiva di presentarsi generosi alla scadenza 2024. E\u2019 parimenti essenziale che utilizziamo appieno le risorse di Next Generation EU, i ritardi nell\u2019attuare il PNRR rendono improbabile che strumenti analoghi di debito europeo siano attivati in futuro.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Si rianima la campagna sulle spese militari. Il tetto del 2% del PIL, approvato dalla quasi totalit\u00e0 del Parlamento nel 2022, \u00e8 messo in discussione. Per l\u2019opposizione sarebbe il caso di rivederlo. L\u2019argomento serve &nbsp;pi\u00f9 a strizzare l\u2019occhio ad un\u2019opinione pubblica genericamente pacifista &nbsp;che alla seria riconsiderazione dell\u2019impegno.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Non vale argomentare che la spesa militare possa essere ridotta perch\u00e9 interverr\u00e0 la difesa comune europea. Semmai \u00e8 vero il contrario: l\u2019autonomia strategica europea costerebbe di pi\u00f9 dell\u2019ombrello di sicurezza garantito dalla NATO (dagli Stati Uniti).<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; La diatriba sulle spese militari avrebbe l\u2019obiettivo immediato di ridurre gli stanziamenti a favore della Difesa. Una scelta quanto meno singolare mentre il conflitto continua ad infiammare l\u2019Europa orientale e con l\u2019Africa in subbuglio.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019attenzione si sposta dalla Libia ai paesi subsahariani. Dopo il Niger \u00e8 il turno del Gabon a conoscere un colpo di stato. Niger e Gabon sono nostri \u201cvicini\u201d. Dall\u2019Africa Nera parte buona parte dei migranti in cerca di fortuna dalle nostre parti. L\u2019instabilit\u00e0 africana favorisce i flussi. Intervenire in quell\u2019area con tutta la strumentazione a disposizione aiuterebbe a frenarli alla radice.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Cosimo Risi del 04\/09\/2023 &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Con la frescura di fine estate comincia l\u2019iter della legge finanziaria per il bilancio 2024. 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