{"id":4715,"date":"2023-08-10T23:39:17","date_gmt":"2023-08-10T21:39:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=4715"},"modified":"2023-08-10T23:39:17","modified_gmt":"2023-08-10T21:39:17","slug":"slovenia-con-lacqua-alla-gola","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2023\/08\/10\/slovenia-con-lacqua-alla-gola\/","title":{"rendered":"Slovenia. Con l\u2019acqua alla gola"},"content":{"rendered":"\n<p>di Stefano Lusa del 10\/8\/2023<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 la pi\u00f9 grande catastrofe naturale che abbia mai colpito la Slovenia. Due terzi del paese \u00e8 finito sott\u2019acqua. Tutto \u00e8 cominciato nella notte di venerd\u00ec scorso, quando una pioggia torrenziale \u00e8 scesa per ore ed ore. Una simile quantit\u00e0 d\u2019acqua non si era mai vista. Alla fine, i torrenti sono esondati, in alcune zone gli argini non hanno retto ed in altre ancora ci sono state frane e smottamenti. Ponti, strade, tratti ferroviari e case sono stati spazzati via. In ampie aree \u00e8 saltata la corrente, in alcune zone si sono registrati problemi con l\u2019approvvigionamento idrico o con la rete fognaria. Alcune persone sono state travolte dalla corrente e degli escursionisti hanno perso la vita in montagna, ma tutto sommato il bilancio delle vittime resta molto contenuto.<\/p>\n\n\n\n<p>Il paese d\u2019un tratto \u00e8 stato spezzato in due, con l\u2019autostrada che porta da Lubiana a Maribor interrotta a causa degli allagamenti, mentre alcune aree sono rimaste del tutto isolate per giorni. Per portare i primi soccorsi si sono dovuti usare gli elicotteri dell\u2019esercito e della polizia. A Celje l\u2019acqua ha raggiunto il centro cittadino e si \u00e8 persino rischiata l\u2019evacuazione dei quartieri del lungofiume. I danni provocati dalla catastrofe sono enormi. Le prime stime parlano di miliardi di euro.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ondata di pioggia era prevista e nel paese era stata lanciata l\u2019allerta rossa. La Slovenia \u00e8 ricca di corsi d\u2019acqua e alcune zone devono fare i conti con gli allagamenti, ma mai, per\u00f2, era accaduto che le alluvioni colpissero cos\u00ec diffusamente e un\u2019area talmente ampia. Questa volta si sono allagate anche zone che non erano considerate a rischio. A finire sott\u2019acqua anche coltivazioni, allevamenti, capannoni industriali e officine artigiane. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Immediatamente attivato il meccanismo di solidariet\u00e0 europea. Dall\u2019Unione arriveranno centinaia di milioni per la ricostruzione. A mobilitarsi anche la Nato, che ha inviato aiuti, altrettanto hanno fatto anche molti altri paesi. Tra i primi elicotteri ad arrivare quelli dell\u2019esercito croato, ma per testimoniare quanto grave fosse la situazione basta dire che uno ne \u00e8 arrivato persino dall\u2019Ucraina.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ancora una volta il sistema di soccorso ha funzionato benissimo. Protezione civile, vigili del fuoco e Croce Rossa hanno subito fatto scattare un ben coordinato piano d\u2019emergenza, che ha consentito soprattutto di mettere in salvo molte vite umane. Iconica resta la foto di un pompiere, con l\u2019acqua ben oltre la cintola, con in braccio un bambino di un asilo. Le cronache raccontano che proprio mentre era in azione anche casa sua \u00e8 stata sommersa dalle acque.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Finita l\u2019emergenza \u00e8 subito scattata una vera e propria gara di solidariet\u00e0. Molti volontari sono accorsi sul posto per aiutare la popolazione, togliere il fango e ripristinare la viabilit\u00e0. A Prevalje, in Carinzia, un imprenditore locale, di sua iniziativa, ha ricostruito in poche ore il ponte pedonale che era stato distrutto. Intanto decine di migliaia di cittadini, tramite una particolare app, stanno offrendo la propria disponibilit\u00e0 e le proprie competenze per la ricostruzione. Il governo ha varato un ambizioso piano d\u2019emergenza e il premier Robert Golob ha promesso prefabbricati in tempi rapidissimi per coloro che sono rimasti senza casa. I sindaci gli hanno immediatamente spiegato che con i farraginosi tempi della burocrazia slovena, ci vogliono dai cinque ai sette anni per approvare il piano regolatore che consentirebbe di avviare i lavori. Ora l\u2019intento \u00e8 di fare presto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Un vigile del fuoco col braccio ingessato partecipa ai soccorsi (da Twitter:<a href=\"https:\/\/twitter.com\/hrastelj\">&nbsp;@hrastelj)<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Intanto si cominciano a tirare le prime somme. Lubiana, dove recentemente sono stati fatti importanti lavori per far fronte al dissesto idrogeologico, \u00e8 stata risparmiata dalle alluvioni e dalla piena del fiume. Una severa lezione per tutti, visto che non si \u00e8 fatto altrettanto in altre zone del paese. Da tempo sul Dnevnik, uno dei quattro quotidiani nazionali, si sta conducendo una circostanziata inchiesta sull\u2019uso dei fondi europei del PNRR per mettere in sicurezza dalle alluvioni. La denuncia \u00e8 che il precedente governo di centrodestra ha assegnato contributi agli amici degli amici, privilegiando aree dove non ci sarebbe nessuna emergenza idrica, mentre zone fortemente a rischio sarebbero state \u201cdimenticate\u201d. Come se ci\u00f2 non bastasse anche il nuovo governo di centrosinistra avrebbe tagliato i fondi per la prevenzione dalle alluvioni.<\/p>\n\n\n\n<p>La laconica constatazione \u00e8 che la costruzione di una palestra, la sistemazione di una rotatoria o di una nuova strada porta pi\u00f9 voti che i lavori sugli argini dei fiumi o nei greti dei torrenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Il problema ovviamente non riguarda solo la Slovenia. La questione oramai \u00e8 quella dei cambiamenti climatici che stanno diventando un po\u2019 ovunque sempre pi\u00f9 evidenti. Se ne parla tanto e si fa poco in Slovenia, in Europa e nel Mondo. Che le cose stiano cambiando oramai \u00e8 sotto gli occhi di tutti. Il giorno prima delle alluvioni, a Villa del Nevoso, un paese a ridosso di Fiume, \u00e8 arrivata una vera e propria tromba d\u2019aria, che ha scoperchiato tetti e causato ingenti danni. Venti impetuosi in queste settimane hanno provocato disastri anche in altre parti della regione. Non \u00e8 la prima volta che la Slovenia \u00e8 alle prese con eventi climatici estremi. Nel luglio dello scorso anno si \u00e8 dovuto far fronte ad incendi di proporzioni mai viste. Ad andare a fuoco il Carso a ridosso del confine italiano. Una ampia e spessa coltre di fumo aveva coperto tutta la zona arrivando fino al mare. Proprio in quel periodo la regione costiera era alle prese con una vera e propria emergenza siccit\u00e0. Pirano, Isola e Capodistria stavano rischiando di rimanere senz\u2019acqua nei rubinetti. Si \u00e8 corsi ai ripari mettendo in piedi in fretta e furia una vera e propria catena di autobotti che hanno riempito i bacini vuoti del locale acquedotto.&nbsp; &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Con preoccupazione e tanta ironia, ora c\u2019\u00e8 chi dice che dopo l\u2019acqua di quest\u2019anno e il fuoco dello scorso anno, non mancano che le cavallette. Fortunatamente, per\u00f2, sui social il solito gruppo di \u201cesperti\u201d di pandemia e di geopolitica rassicura che i cambiamenti climatici \u201cnon esistono\u201d.&nbsp; &nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Stefano Lusa del 10\/8\/2023 \u00c8 la pi\u00f9 grande catastrofe naturale che abbia mai colpito la Slovenia. Due terzi del paese \u00e8 finito sott\u2019acqua. Tutto \u00e8 cominciato nella notte di venerd\u00ec scorso, quando una pioggia torrenziale \u00e8 scesa per ore ed ore. Una simile quantit\u00e0 d\u2019acqua non si era mai vista. Alla fine, i torrenti sono esondati, in alcune zone gli argini non hanno retto ed in altre ancora ci sono state frane e smottamenti. 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