{"id":4651,"date":"2023-07-03T20:16:38","date_gmt":"2023-07-03T18:16:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=4651"},"modified":"2023-07-03T20:16:39","modified_gmt":"2023-07-03T18:16:39","slug":"il-doppio-registro-del-sovranismo","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2023\/07\/03\/il-doppio-registro-del-sovranismo\/","title":{"rendered":"Il doppio registro del sovranismo."},"content":{"rendered":"\n<p>di Cosimo Risi del 3\/7\/2023<\/p>\n\n\n\n<p>Il Consiglio europeo di giugno si chiude con un nulla di fatto sulla politica migratoria, il punto su cui la delegazione italiana ha investito per porsi al centro del dibattito europeo. Questa \u00e8 l\u2019aspirazione della Presidente del Consiglio. Al Parlamento italiano, prima del vertice,\u00a0 adopera espressioni\u00a0forti su PNRR, MES, Patto di Stabilit\u00e0: per chiarire che l\u2019Italia, a Bruxelles, avrebbe tutelato l\u2019interesse nazionale.<\/p>\n\n\n\n<p>Nell\u2019Europa Building, la centralit\u00e0 consiste nel tentativo di mediazione da lei esperito, su malizioso incarico del Presidente Charles Michel, con Mateusz Morawiecki e Victor Orban. Polonia e Ungheria, in minoranza al Consiglio Affari Interni sul nuovo patto migrazione e asilo, rilanciano la riserva delibando l\u2019argomento al Consiglio europeo.<\/p>\n\n\n\n<p>La vicenda ha i tratti tristi di quando il processo d\u2019integrazione si frange sull\u2019interesse nazionale, il dogma dei partiti nazionalisti divenuto la bussola dei governi loro espressione. L\u2019insuccesso della mediazione \u00e8 commentato dalla mediatrice con parole di comprensione per i riottosi: tutelano i loro interessi nazionali sulla clausola della solidariet\u00e0 obbligatoria.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo scontro fra gli interessi nazionali porta alla paralisi del processo decisionale. Nell\u2019Unione l\u2019interesse nazionale andrebbe sublimato nell\u2019interesse europeo, e cio\u00e8 nel compromesso necessario a cedere qualcosa in cambio di qualcos\u2019altro. Per Polonia e Ungheria sarebbe il vantaggio di rimettersi nella carreggiata dell\u2019ortodossia dei diritti, ambedue i paesi essendo oggetto di procedure di violazione degli stessi.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma non importa, le elezioni politiche sono prossime in Polonia, dove i centristi di Donald Tusk, gi\u00e0 Presidente del Consiglio europeo, incalzano il partito di maggioranza. Su tutti i partiti incombe la scadenza delle elezioni europee 2024. Circola l\u2019ipotesi di scalzare al Parlamento europeo la tradizionale intesa Popolari-Socialisti a favore del connubio fra Popolari e Conservatori. Solo che gli stessi Popolari,\u00a0 a fronte delle riserve di Polonia e Ungheria, ripensano all\u2019idea \u00a0del loro capogruppo Martin Weber.<\/p>\n\n\n\n<p>Nei sondaggi i partiti facenti capo al modello liberaldemocratico macroniano sarebbero l\u2019ago della bilancia. Mai, nelle parole del Presidente dell\u2019Unione Federalisti Europei, si piegherebbero all\u2019intesa con i Conservatori Un bel pasticcio o, per dirla con il titolo di un vecchio film di Roman Polansky, \u201cun cul-de-sac\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Victor Orban si fa anche notare per il dissenso sulla politica a favore dell\u2019Ucraina. Il sostegno a lungo termine promesso dalla Commissione lo vede scettico. Se si tratta di finanziare la campagna di Kiev, prima vorrebbe conoscere come sono stati spesi i 70 miliardi gi\u00e0 concessi. Le critiche alla spesa facile in Ucraina vengono dagli stessi ucraini, ne sono segno le dimissioni a catena \u00a0di esponenti di governo per le accuse di corruzione.<\/p>\n\n\n\n<p>La vicenda ucraina s\u2019intreccia con la russa. Allo scoppio del conflitto, le fonti di <em>intelligence<\/em>, specie di marca britannica, dipingevano un Presidente di Russia debole se non seriamente malato: comunque inidoneo a portare avanti una campagna militare manifestamente infausta per l\u2019Armata Russa.<\/p>\n\n\n\n<p> Ora che la sedizione del Gruppo Wagner \u00e8 fallita in maniera ancora indecifrabile, tutti a tirare un sospiro di sollievo. Vladimir Putin appare saldo in sella, pronto a ripulire la leadership politica e militare dagli elementi sgraditi, deciso a sciogliere le milizie private a favore del monopolio statale della forza. Deve avere letto la Politica come vocazione di Max Weber.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019Alto Rappresentante Josip Borrell, che pure dava credito ai rapporti dei Servizi, preferisce una Russia diretta in maniera riconoscibile ancorch\u00e9 ostile ad una Russia in ostaggio di bande armate. Nessuno al mondo osa immaginare un gigante nucleare dalla guida incerta e soprattutto imprevedibile.<\/p>\n\n\n\n<p>Putin \u00e8 l\u2019usato sicuro. Prigozhin o altri aspiranti leader sarebbero la novit\u00e0 da incubo nucleare. Se questo \u00e8 il comune convincimento, tanto varrebbe intavolare uno straccio di trattativa con il potere generalmente riconosciuto a Mosca invece di vagheggiare il cambio di regime. Non eterodiretto, la Russia non \u00e8 l\u2019Iraq di Saddam Hussein, ma a produzione interna.<\/p>\n\n\n\n<p>A capirlo con una dose di realismo \u00e8 la diplomazia della Santa Sede. Il suo emissario incontra prima Zelenskyj, poi il Patriarca Kirill e il Consigliere di Putin.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Cosimo Risi del 3\/7\/2023 Il Consiglio europeo di giugno si chiude con un nulla di fatto sulla politica migratoria, il punto su cui la delegazione italiana ha investito per porsi al centro del dibattito europeo. Questa \u00e8 l\u2019aspirazione della Presidente del Consiglio. Al Parlamento italiano, prima del vertice,\u00a0 adopera espressioni\u00a0forti su PNRR, MES, Patto di Stabilit\u00e0: per chiarire che l\u2019Italia, a Bruxelles, avrebbe tutelato l\u2019interesse nazionale. 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