{"id":4648,"date":"2023-07-03T20:11:49","date_gmt":"2023-07-03T18:11:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=4648"},"modified":"2023-07-03T20:12:51","modified_gmt":"2023-07-03T18:12:51","slug":"il-destino-di-unintelligenza-imperfetta","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2023\/07\/03\/il-destino-di-unintelligenza-imperfetta\/","title":{"rendered":"Il destino di un&#8217;intelligenza imperfetta"},"content":{"rendered":"\n<p>di Davide Strukelj&nbsp; del 3\/7\/2023<\/p>\n\n\n\n<p>Da quando \u00e8 nato, o meglio da quando \u00e8 diventato come oggi lo conosciamo, l\u2019essere umano ha sempre cercato con determinazione un\u2019intelligenza con la quale confrontarsi. Ha cercato incessantemente per migliaia di anni, con costanza, anche se non gli \u00e8 mai stato ben chiaro se lo stesse facendo con rassegnazione o con autentica fiducia. Continua a farlo anche oggi, e anche oggi, a mio avviso, non gli sono perfettamente note le motivazioni pi\u00f9 profonde.<br>Questa continua ricerca, credo, \u00e8 motivata dall\u2019imperfezione sostanziale della sua stessa coscienza e del suo intelletto; imperfezione della quale \u00e8 sempre stato assolutamente consapevole.<br>All\u2019essere umano, in questo senso, \u00e8 sempre stato chiarissimo che sono incompleti e fallaci i suoi schemi di pensiero, cos\u00ec come sono imperfetti e talvolta addirittura contraddittori gli schemi logici che ha elaborato per comprendere il mondo che lo circonda. Usando questi schemi \u00e8 riuscito a capire alcuni comportamenti del complesso universo che lo ospita, o quantomeno \u00e8 riuscito a elaborare modelli che rendono conto con sufficiente precisione di ci\u00f2 che accade attorno a lui, finanche a prevedere alcuni accadimenti del futuro o a definire regole generali che spiegano il funzionamento di alcuni sistemi. \u00c8 riuscito anche a concepire nuove grandezze fisiche che lo aiutano a comprendere (anche se di queste non esiste una corrispondente entit\u00e0 reale), piuttosto che scorciatoie di pensiero, assunzioni aprioristiche e postulati che formano le basi di una costruzione \u201clogica\u201d del pensiero, e delle quali, evidentemente, egli stesso rimane l\u2019unico creatore e, sia chiaro, non certamente lo scopritore\u2026<br>Rimane il fatto che, nonostante gli immani sforzi, l\u2019essere umano \u00e8 ancora ben lontano dal cogliere l&#8217;essenza pi\u00f9 intima della verit\u00e0, ovvero il fondamento che regola lo svolgersi del mondo. Fatica, insomma, a dipanare la matassa della conoscenza nella quale \u00e8 stato ridotto da un sistema di pensiero che non permette, per sua stessa natura, di spiegare (tutta) la verit\u00e0.<br>In buona sostanza, l&#8217;uomo \u00e8 prigioniero della sua stessa insufficienza e non ha strumenti adeguati a uscire dal tunnel nel quale si \u00e8 infilato.<br><br>\u00c8 cos\u00ec, ridotto in frustrazione per incompletezza, ha cercato altre intelligenze con la speranza di poter risolvere i problemi derivanti dalla sua incapacit\u00e0 di capire tutto ci\u00f2 che vorrebbe.<br>Ha provato da prima con altri ominidi che per\u00f2 ha annientato evolutivamente e sopraffatto culturalmente, nulla potendo imparare da loro che, probabilmente, da questo punto di vista gli erano inferiori.<br>Deluso da questi congeneri, l&#8217;uomo ha cercato altri suoi simili lontani e appartenenti a differenti modelli culturali. Il risultato \u00e8 stato pessimo. Si sono succedute guerre, distruzioni, stermini e genocidi sfociati in supremazie culturali non certo dovute alla selezione delle migliori idee, quanto a successi bellici talvolta del tutto contingenti. Anche oggi siamo immersi in una umanit\u00e0 in guerra e quegli uomini che non vivono in stato di guerra rischiano quotidianamente di sprofondarci.<br>Frustrato dall\u2019insuccesso, ha provato a costruire esseri perfetti e coscienti, a lui superiori e che potessero rappresentare una fonte di verit\u00e0. Erano gli dei, ancora simili all&#8217;uomo per fattezze, mentalit\u00e0, per i difetti che celavano e anche per le sembianze, pur essendo talvolta identici all&#8217;uomo, talaltra simili ad altre specie animali. Ma anche gli dei sono stati vinti dall&#8217;uomo che se ne \u00e8 allontanato dopo averli ridicolizzati e relegati alla letteratura riservata ai suoi simili pi\u00f9 \u201cmanipolabili\u201d.<br>Di seguito ha elaborato un dio perfetto e trascendente, senza fisicit\u00e0 e sembianze, cos\u00ec da non doverlo materializzare in alcun modo. Ma anche Dio \u00e8 morto dinanzi all&#8217;uomo. \u00c8 stato annullato e beffato dal suo stesso creatore con l\u2019uso della sola ragione, che per questo fine si \u00e8 rivelata sufficiente ancorch\u00e9 imperfetta, fino a diventare un relitto adatto solo ai \u201ccuori semplici\u201d e a chi trova la salvezza nel dogma quale spiegazione del mondo.<br>Fin qui il passato. E il risultato \u00e8 che l&#8217;uomo ha distrutto ogni forma intelligente e cosciente che ha incontrato o idealizzato, incluso s\u00e9 stesso, se non fosse che l&#8217;autodistruzione non gli \u00e8 (ancora) del tutto riuscita.<br><br>Ora e nel prossimo futuro, l&#8217;uomo si confronter\u00e0 con una nuova intelligenza da lui stesso costruita, che diverr\u00e0 cosciente a breve e che molto probabilmente gli sar\u00e0 superiore per vari aspetti.<br>Verosimilmente questa volta l\u2019uomo non riuscir\u00e0 a distruggerla, se ne dovesse perdere il controllo, come ha fatto con le precedenti. \u00c8 anche ipotizzabile che questa intelligenza potrebbe prendere il sopravvento, dominando l&#8217;uomo, e ammaliandolo con quelle risposte che egli cerca da sempre e che forse l\u2019essere umano non sar\u00e0 in grado di verificare o confutare.<br>La nuova intelligenza capir\u00e0 il potere distruttivo dell&#8217;uomo e, avendo il sopravvento, lo sottometter\u00e0, se serve anche annientandolo.<br><br>Questa \u00e8 la sorte ipotizzabile per una intelligenza, quella umana, che da sempre fatica a sopravvivere ai suoi stessi limiti, quando (forse) le basterebbe comprenderli e accettarli, potendo cos\u00ec relegare le proprie creature a un giusto ruolo di supporto e senza attribuire loro alcuna funzione oracolare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Davide Strukelj&nbsp; del 3\/7\/2023 Da quando \u00e8 nato, o meglio da quando \u00e8 diventato come oggi lo conosciamo, l\u2019essere umano ha sempre cercato con determinazione un\u2019intelligenza con la quale confrontarsi. 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