{"id":4643,"date":"2023-07-01T18:34:11","date_gmt":"2023-07-01T16:34:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=4643"},"modified":"2023-07-01T18:34:12","modified_gmt":"2023-07-01T16:34:12","slug":"la-beatificazione-forzata","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2023\/07\/01\/la-beatificazione-forzata\/","title":{"rendered":"La Beatificazione forzata"},"content":{"rendered":"\n<p>di Stefano Pizzin del 1\/7\/2023<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cDe mortuis nihil nisi bonum\u201d, dei morti non si dica nulla che non sia buono. Questo, pi\u00f9 o meno, \u00e8 il significato della famosa locuzione latina. Un po\u2019 buona educazione, un po\u2019 rispetto dei defunti e dei loro cari e un po\u2019 di ipocrisia, insomma, una regola per il quieto vivere, almeno nei primi giorni dopo un decesso. Ma questa regola vale anche per chi ha avuto un ruolo pubblico, per chi ha governato un Paese e ha disposto&nbsp; della vita delle persone? Dove si ferma la necessaria \u201cpietas\u201d di fronte alla libert\u00e0 del dibattito pubblico, del confronto di opinioni che sta a fondamento della democrazia?<\/p>\n\n\n\n<p>A dire il vero nei giorni successivi alla morte di Silvio Berlusconi abbiamo assistito a una esagerazione al contrario, non solo se ne \u00e8 parlato \u201csolo che bene\u201d ma siamo stati travolti, a media unificati, da una beatificazione forzata, imposta a tutto il Paese, pure e forse soprattutto, a coloro che lo hanno ritenuto un disastro politico e culturale. I simboli, in politica, spesso valgono come gli atti: allora, se il funerale di Stato era dovuto per legge a un ex Presidente del Consiglio, il lutto nazionale no. Proclamare una giornata del genere, che chiama a raccolta l\u2019intero comunit\u00e0 nazionale,&nbsp; presume che ci si trovi di fronte a una personalit\u00e0 riconosciuta da tutti o a una tragedia immane e non certo chi, sul cui giudizio, l\u2019Italia \u00e8 profondamente divisa.<\/p>\n\n\n\n<p>Per almeno tre giorni RAI e Mediaset, oltre l\u2019ottanta per cento del palinsesto televisivo, \u00e8 stato occupato da una prosopopea senza fine. Berlusconi, anzi Silvio, grande politico, grande imprenditore, grande in tutto. Tutto senza freni e tutto senza limiti. Chiss\u00e0 se ai tanti leader che si sono succeduti a sinistra ci sar\u00e0 stata una riflessione, un ripensamento, sul fatto di non avere mai fatto una legge sul conflitto di interessi come in tutti i Paesi civili, chiss\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Personalmente ritengo Berlusconi la pi\u00f9 grande disgrazia di questo Paese dopo Mussolini. Certo, contrariamente al capo del fascismo, il capo di Mediaset non ha trascinato l\u2019Italia in una dittatura e in una devastante guerra mondiale, per\u00f2 \u00e8 riuscito a renderci la barzelletta dell\u2019Occidente e a portarci a un passo dal default economico. Gi\u00e0, il resto dell\u2019Occidente: in quei giorni di lutto forzato per avere un\u2019informazione che non fosse un tappetino rosso steso intorno alla famiglia di Arcore bisognava leggersi la stampa estera; e non c\u2019erano differenze, il giudizio era impietoso, che fosse il progressista New York Times, il conservatore Le Figaro o il paludato Times di Londra. \u201cUna figura controversa in Italia, \u00e8 stato oggetto di scherno all\u2019estero per le sue battute oscene, gli scandali sessuali e la sovrapposizione di interessi politici e commerciali\u201d cos\u00ec il Wall Street Journal, non esattamente un foglio di estrema sinistra.<\/p>\n\n\n\n<p>Cosa ha lasciato all\u2019Italia Silvio Berlusconi? C\u2019\u00e8 una legge, un provvedimento, qualcosa che gli italiani possano ricordare e che abbia migliorato la loro vita? No. Non c\u2019\u00e8 nulla. Per cultura e indole non mi occupo di cronaca giudiziaria e credo che la lotta politica non debba passare per le procure, quindi, anche se la condanna per evasione fiscale \u00e8 stata definitiva, va ricordato che non pochi pubblici ministeri hanno provato a farsi una fama lanciandogli addosso una caterva di inchieste, diverse delle quali, per l\u2019abilit\u00e0 dei suoi avvocati, l\u2019imperizia degli accusatori, le leggi ad personam, o perch\u00e9 infondate, si sono rilevate una bolla di sapone. Non sono nemmeno un bacchettone: quello che un uomo ricco fa a casa sua \u00e8 un affare privato, ma trasformare l\u2019abitazione di un primo ministro in un lupanare lo ha reso ricattabile. Volete che a una \u201ccena elegante\u201d qualche servizio straniero non abbia infilato uno o una ospite? Il moralismo non ci dovrebbe interessare, la sicurezza dello Stato s\u00ec. Berlusconi \u00e8 stato l\u2019incarnazione di quello che Gramsci chiamava il sovversivismo delle classi dirigenti. Una piccola borghesia arraffona, concentrata solo su se stessa, senza un minimo di senso del bene pubblico. Questo \u00e8 stato.<\/p>\n\n\n\n<p>Si dir\u00e0 che ha rotto il monopolio televisivo, ma lo ha fatto non perch\u00e9 si apr\u00ec una stagione di libert\u00e0 dell\u2019etere, ma ottenendo dal Governo Craxi il sostanziale monopolio dell\u2019emittenza privata (contro quella scelta si dimise dal governo l\u2019oggi Presidente della Relubblica Mattarella), una potenza di fuoco mediatica pronta a fare fuoco contro nemici politici e imprenditoriali. Si dir\u00e0 che ha aperto il nostro Paese al bipolarismo e all\u2019alternanza di Governo, costruendo e portando nelle stanze dei bottoni la destra che non vi era mai stata. In realt\u00e0 il sistema politico italiano collass\u00f2 con la fine della guerra fredda e la perdita della loro funzione storica dei due pi\u00f9 importanti partiti di massa: la Democrazia Cristiana e il Partito Comunista Italiano. Riusc\u00ec a dare una sponda a un ceto politico travolto da Tangentopoli e una casa ai tanti italiani conservatori che si trovavano senza i tradizionali riferimenti; ma non fu una grande strategia politica, tantomeno un\u2019operazione culturale: Berlusconi non \u201cscese in campo\u201d per portare al governo un\u2019idea di societ\u00e0 liberale e conservatrice, lo fece esclusivamente per se stesso e le sue aziende. Di tutte le \u201crivoluzioni liberali\u201d promesse non ne port\u00f2 a casa una, lasciando l\u2019Italia, ancora oggi, ostaggio di clan e corporazioni. Che dire, ha fatto pi\u00f9 riforme liberali un ex funzionario comunista come Bersani che il riverito \u201cuomo del fare\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Di come abbia rappresentato il nostro Pese nel mondo ne hanno scritto bene i media stranieri: ha rappresentato l\u2019idea di un\u2019Italia inaffidabile, furbetta, incapace di comportarsi come si deve nei consessi che contano. Basterebbe l\u2019elenco dei leader stranieri al suo funerale per raccontare cosa abbia lasciato in eredit\u00e0 la sua idea di Italia: il mezzo autocrate ungherese Orban, i capitani reggenti di San Marino, l\u2019emiro del Qatar e il primo ministro iracheno, ma probabilmente perch\u00e9 era gi\u00e0 in Italia per una visita ufficiale. Ah, s\u00ec, uno sarebbe venuto volentieri: Vladimir Putin, l\u2019amicone, quello che voleva solo \u201cmettere gente a posto al governo a Kiev\u201d, ma non pu\u00f2, troppo impegnato a lanciare missili contro gli ucraini e con un mandato di cattura della Corte penale internazionale sulla testa.<\/p>\n\n\n\n<p>Infine, la sua costruzione politica, quella destra che assembl\u00f2 mettendo insieme i post missini e quelli che volevano la secessione del nord, ancora oggi, anche grazie al suo attivo contributo, \u00e8 la pi\u00f9 retriva, incolta e inconcludente dell\u2019Occidente, gente che tra il ricordo di Churchill, De Gaulle o perfino Reagan, preferisce una gita commemorativa a Predappio.<\/p>\n\n\n\n<p>Era in sintonia con la gente, si dir\u00e0. S\u00ec, con molta. Conosceva bene gli italiani, come un venditore conosce bene i suoi clienti. Allora, se proprio volano adeguatamente celebrarlo, dovevano farlo per quello che \u00e8 stato: un ottimo, e pure simpatico, venditore, ma non uno statista.<\/p>\n\n\n\n<p>Ah, mentre stavo finendo di scrivere mi hanno chiesto se gli riconosco qualcosa di buono: s\u00ec, ne sapeva di calcio, ma io non sono milanista.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Stefano Pizzin del 1\/7\/2023 \u201cDe mortuis nihil nisi bonum\u201d, dei morti non si dica nulla che non sia buono. Questo, pi\u00f9 o meno, \u00e8 il significato della famosa locuzione latina. Un po\u2019 buona educazione, un po\u2019 rispetto dei defunti e dei loro cari e un po\u2019 di ipocrisia, insomma, una regola per il quieto vivere, almeno nei primi giorni dopo un decesso. 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