{"id":4632,"date":"2023-06-26T19:46:15","date_gmt":"2023-06-26T17:46:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=4632"},"modified":"2023-06-26T19:46:16","modified_gmt":"2023-06-26T17:46:16","slug":"una-storia-italiana","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2023\/06\/26\/una-storia-italiana\/","title":{"rendered":"Una storia italiana"},"content":{"rendered":"\n<p>di <a href=\"https:\/\/www.internazionale.it\/tag\/autori\/antonio-scurati\">Antonio Scurati<\/a>,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.internazionale.it\/tag\/fonti\/le-monde\">Le Monde<\/a>,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.internazionale.it\/tag\/paesi\/francia\">Francia<\/a> del 16\u00a0giugno 2023<\/p>\n\n\n\n<p><em>Una storia italiana.<\/em>&nbsp;Cos\u00ec s\u2019intitolava un libretto inviato da Silvio Berlusconi in milioni di case alla vigilia delle elezioni del 2001. Non aveva torto. La sua \u00e8 stata indubbiamente una storia molto italiana. Ma non soltanto. La formidabile parabola esistenziale, imprenditoriale e politica di Silvio Berlusconi, se osservata a mente lucida e a ciglio asciutto, prefigura il destino storico delle democrazie occidentali in questo nuovo secolo e millennio.<\/p>\n\n\n\n<p>Non c\u2019\u00e8 dubbio che Berlusconi sia stato l\u2019italiano pi\u00f9 influente del secondo novecento (Mussolini lo era stato del primo). Cio\u00e8 l\u2019uomo che pi\u00f9 di ogni altro ha influito su costumi, valori, rappresentazioni collettive di un popolo. Lasciamo, perci\u00f2, ad altri la ricostruzione dei fatti e interroghiamoci sulle narrazioni. Cominciamo dagli anni ottanta, un decennio durato trent\u2019anni, i trent\u2019anni che segnano l\u2019era di Silvio Berlusconi.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli anni ottanta di Berlusconi cominciano nell\u2019oscurit\u00e0 dei settanta, in quell\u2019inquietante, sinistro margine d\u2019ombra che ancora oggi persiste sull\u2019origine della sua fortuna economica di imprenditore edile. Poi, per\u00f2, il nuovo decennio porta la luce. \u00c8 una luce azzurrognola, artificiale, domestica. Nelle case degli italiani brilla una luminescenza recante la promessa di una nuova vita, vita leggera, abbiente, spensierata, vita gaudente. \u00c8 la luce di un tubo catodico e viene a dire che la quaresima \u00e8 finita. L\u2019avvento delle televisioni commerciali a diffusione nazionale inaugurate proprio nel 1980 \u2013 non a caso un torneo calcistico \u2013 decreta anche simbolicamente la fine dei plumbei anni settanta.<\/p>\n\n\n\n<p>Basta politica, basta ideologie, basta progetti rivoluzionari finiti nel sangue di troppi morti ammazzati. Ora \u00e8 il tempo del disimpegno, del riflusso, di un eterno presente, di un avvenire che non promette niente e che, per questo, manterr\u00e0 la promessa. Alla quaresima commercial-televisiva propalata nel mondo redento dalle reti Fininvest non segue, infatti, la pasqua ma un nuovo carnevale. Un periodo di scatenamento pulsionale assoluto, di sfrenatezza edonistico-consumistica alimentata dalla fantasmagoria delle merci. Il comunismo aveva promesso il necessario per tutti, la soddisfazione dei bisogni, il berlusconismo assicura il lusso per tutti, la moltiplicazione esponenziale dei desideri soddisfatti.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>In breve sarai ricco<\/strong><br>Dove prenderemo il denaro per farlo? Nessun problema: si generer\u00e0 da s\u00e9. \u00c8 il delirio del&nbsp;<em>multilevel marketing<\/em>. L\u2019idea \u00e8 semplice: se tu diventi al tempo stesso acquirente e venditore di un prodotto, e poi convinci dieci amici a farlo, e questi ne convincono altri dieci, e cos\u00ec via, in breve sarai ricco. Lo saremo tutti. La moltiplicazione \u00e8 algebrica, i consumi sono espandibili all\u2019infinito, la vita \u00e8 una cosa meravigliosa. Si tratta solo di crederci, di aver fiducia, di essere ottimisti. Ottimismo uguale consumismo. Questa la formula del successo, questa la pietra filosofale della crescita infinita, questo il mantra della democrazia di massa.<\/p>\n\n\n\n<p>S\u00ec, perch\u00e9 questa volta la cuccagna dovr\u00e0 essere davvero per tutti. Il berlusconismo nasce in polemica contro ogni elitismo, della vecchia classe politica, dei vecchi potentati economici, della vecchia \u00e9lite intellettuale. Silvio Berlusconi si annuncia come uomo del popolo per il popolo, a patto che il popolo rinunci a se stesso. La sua rivoluzione soft eleva la pubblicit\u00e0 commerciale a linguaggio universale, sostituisce il cittadino con il cliente, le sue televisioni inventano un nuovo tipo di comunicazione che, deposto ogni intento pedagogico, trionfa grazie alla convivialit\u00e0, alla prossimit\u00e0, alla orizzontalit\u00e0, al flusso in cui si \u00e8 costantemente immersi senza bagnarsi mai.<\/p>\n\n\n\n<p>I conduttori dei talk berlusconiani non smettono di ripeterci che sono \u201cuno di noi\u201d, stanno sul nostro stesso piano, parlano come mangiano e mangiano i prodotti che pubblicizzano. Non hanno nulla da insegnarci, ci ripetono senza sosta che non dobbiamo studiare, crescere, evolvere, andiamo bene cos\u00ec come siamo, possiamo finalmente diventare noi stessi. Loro sono l\u00ec solo per darci un po\u2019 di svago, divertimento, per intrattenerci. La tv ora \u00e8 sempre accesa, trasmette 24 ore su 24 ed \u00e8 gratis, non ha colore, non ha odore, come il denaro. Intrattenerci in attesa di cosa? Di niente, di niente. Per carit\u00e0 non complichiamoci la vita. Sono gli anni ottanta, \u00e8 sabato sera e stiamo andando a una festa. \u00c8 sempre sabato sera e stiamo sempre andando a una festa.<\/p>\n\n\n\n<p>La discesa nel campo politico degli anni \u201990 estende questa narrazione a ogni ambito della vita individuale e sociale, rende totalizzante questo sogno miracolistico. Lo slogan elettorale lo dichiara esplicitamente annunciando \u201cUn nuovo miracolo italiano\u201d. S\u00ec, perch\u00e9 una cosa \u00e8 certa: la visione berlusconiana per poter funzionare, per riuscire a sedurre, deve essere sfrenata, globale, cannibale. La riduzione del mondo a immagine del mondo, della vita al consumo di s\u00e9 e della realt\u00e0 a merce non ammette limiti. Tutto deve poter essere comprato: i calciatori, i voti, i parlamentari, i magistrati, i finanzieri, gli avversari, le donne, soprattutto le donne.<\/p>\n\n\n\n<p>Trent\u2019anni di conflitto aperto tra Berlusconi e la magistratura stanno a dimostrarlo. L\u2019immoralismo sfacciato \u00e8 poi l\u2019altra faccia dell\u2019illegalismo sistematico. Nessuna istanza morale deve intervenire a intralciare questo tetro edonismo, questo disperato ottimismo. E tantomeno la realt\u00e0 deve poter competere con il sogno. Soltanto la morte, forse, un giorno. Ma per quella c\u2019\u00e8 tempo.<\/p>\n\n\n\n<p>Si \u00e8 pagato un prezzo molto alto per questo sogno. Nei trent\u2019anni di dominio della fantasmagoria berlusconiana il debito pubblico \u00e8 esploso, il pianeta si \u00e8 terribilmente surriscaldato, l\u2019Europa \u00e8 tornata a essere un campo di battaglia. Lungo la strada, abbiamo perso la possibilit\u00e0 di educare i nostri figli (sostituiti prima dalla tv e poi da internet), di istruire i nostri allievi (la conoscenza, dopo tutto, a che serve?), di lottare collettivamente per un domani migliore (la narrazione berlusconiana ammette solo arricchimenti individuali). Abbiamo perso il rispetto della classe politica (semplici gregari dell\u2019Unto del Signore), delle istituzioni democratiche (intralci sul suo cammino trionfale), delle donne (degradate a merce) e, dunque, di noi stessi. Risvegliatici dal sogno, ci siamo scoperti cinici e al tempo stesso fessi, sprovveduti e al tempo stesso scettici: non si crede davvero pi\u00f9 a niente ma ci si beve tutto.<\/p>\n\n\n\n<p>Forse, per\u00f2, non c\u2019\u00e8 stato alcun risveglio. Trent\u2019anni di irrealt\u00e0 berlusconiana hanno rappresentato un lungo apprendistato allo stato di minorit\u00e0 di un popolo ridotto a massa. Adesso quelle masse sono pronte a cedere ulteriori quote delle proprie prerogative democratiche alle promesse consolatorie di nuovi uomini e donne \u201cforti\u201d, eredi dello scettro populista che fu di Silvio Berlusconi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Antonio Scurati,\u00a0Le Monde,\u00a0Francia del 16\u00a0giugno 2023 Una storia italiana.&nbsp;Cos\u00ec s\u2019intitolava un libretto inviato da Silvio Berlusconi in milioni di case alla vigilia delle elezioni del 2001. Non aveva torto. La sua \u00e8 stata indubbiamente una storia molto italiana. Ma non soltanto. La formidabile parabola esistenziale, imprenditoriale e politica di Silvio Berlusconi, se osservata a mente lucida e a ciglio asciutto, prefigura il destino storico delle democrazie occidentali in questo nuovo secolo e millennio. 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