{"id":4618,"date":"2023-06-15T09:31:05","date_gmt":"2023-06-15T07:31:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=4618"},"modified":"2023-06-15T09:31:06","modified_gmt":"2023-06-15T07:31:06","slug":"linvasione-degli-extraterroni-ovvero-di-quando-litalia-si-e-riscoperta-razzista","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2023\/06\/15\/linvasione-degli-extraterroni-ovvero-di-quando-litalia-si-e-riscoperta-razzista\/","title":{"rendered":"\u201cL\u2019invasione degli extraterroni\u201d ovvero di quando l\u2019Italia si \u00e8 riscoperta razzista"},"content":{"rendered":"\n<p>di Marco Siragusa da Meridiano 13\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSi \u00e8 sempre meridionali di qualcuno\u201d. Cos\u00ec&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=K_T6A91LHQA\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">parlava<\/a>&nbsp;il professor Bellavista nella celebre commedia di Luciano De Crescenzo del 1984. Al contrario di quanto possa suggerire il senso comune, tra i primi \u201cmeridionali\u201d italiani, considerati sempre brutti, sporchi e cattivi, ci furono nientedimeno che gli abitanti del Nord-Est, emigrati alla fine dell\u2019Ottocento negli Stati Uniti e in Germania in cerca di una vita migliore. Subito dopo arrivarono i \u201cterroni\u201d veri e propri: pugliesi, campani, calabresi e siciliani. Anche loro trattati alla stregua di criminali e confinati nei ghetti delle grandi metropoli statunitensi in espansione. Nello stesso periodo, dalla seconda met\u00e0 dell\u2019Ottocento fino alla prima met\u00e0 del Novecento, milioni di meridionali si trasferirono nel Nord Italia. E cos\u00ec, mentre anche i \u201csettentrionali\u201d erano vittime di razzismo e venivano sfruttati dall\u2019altra parte dell\u2019Atlantico, i meridionali subirono lo stesso trattamento da entrambe le parti.<\/p>\n\n\n\n<p>Per limitare lo spopolamento del Sud, nel 1939 il fascismo arriv\u00f2 addirittura a vietare l\u2019emigrazione interna a meno che il migrante non fosse stato in possesso di un contratto di lavoro. Le migrazioni interne, da Sud verso Nord, ricominciarono con veemenza dopo il secondo conflitto mondiale per non interrompersi mai fino a oggi.<\/p>\n\n\n\n<p>Le prime migrazioni di un certo rilievo verso l\u2019Italia da parte di cittadini stranieri avvennero invece a partire dagli anni Sessanta, tanto che un decennio dopo gli stranieri presenti nel nostro paese, secondo il Censis, erano gi\u00e0 500mila. Ma fu a partire dagli anni Novanta che questi flussi si fecero sempre pi\u00f9 consistenti, accompagnati da una narrazione mediatica sempre pi\u00f9 razzista. In quegli anni, ad arrivare in Italia erano bosniaci, in fuga dalla guerra, e albanesi traditi da una transizione dal comunismo al libero mercato che mostrava tutti i suoi limiti. Ma se i bosniaci scappavano dalla distruzione e dalla guerra e quindi erano visti come \u201cveri profughi\u201d, gli albanesi rappresentavano quelli che oggi verrebbero definiti \u201cmigranti economici\u201d.<\/p>\n\n\n\n<h2>\u201c<strong>L\u2019invasione degli extraterroni\u201d: il fumetto<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" width=\"726\" height=\"1024\" src=\"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/becco-giallo-726x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4620\" srcset=\"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/becco-giallo-726x1024.jpg 726w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/becco-giallo-213x300.jpg 213w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/becco-giallo-768x1083.jpg 768w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/becco-giallo-104x146.jpg 104w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/becco-giallo-35x50.jpg 35w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/becco-giallo-53x75.jpg 53w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/becco-giallo.jpg 1000w\" sizes=\"(max-width: 726px) 100vw, 726px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>E cos\u00ec, anche gli albanesi diventarono \u201cterroni\u201d. O meglio \u201cextraterroni\u201d, un gioco di parole che unisce i termini \u201cextracomunitari\u201d e \u201cterroni\u201d usato da Renald Hysi nel suo fumetto&nbsp;<em>L\u2019invasione degli extraterroni,&nbsp;<\/em>edito da Becco Giallo (2023). Il fumetto, con i disegni di Elena Rapa, racconta la storia vera di un bambino albanese di otto anni (lo stesso Renald Hysi) che, nel 1997, \u00e8 costretto a fuggire dal proprio paese travolto da una gravissima crisi economica e da una guerra civile, nota come \u201canarchia albanese\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>La narrazione parte per\u00f2 dall\u2019Italia e pi\u00f9 precisamente dal Tribunale di Ancona dove Renald, ormai da pi\u00f9 di vent\u2019anni nel paese, attende notizie sulla richiesta della cittadinanza italiana presentata da ben nove anni e ottenuta dai suoi genitori e da suo fratello un decennio prima di lui.<\/p>\n\n\n\n<p>La cittadinanza negata\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>La storia continua con Renald che ricorda i primi anni in Albania, dove anche andare nella capitale Tirana era per lui occasione di divertimento, scoperta e sogni, grazie anche alla carriera da drammaturgo del padre. Un\u2019infanzia serena travolta da una gestione economica dello Stato piuttosto allegra che nel giro di poco tempo porta il paese sull\u2019orlo della bancarotta e della guerra civile. Siamo nel 1996, il comunismo settario e paranoico di Enver Hoxha \u00e8 definitivamente tramontato e l\u2019Albania ha gi\u00e0 vissuto le prime ondate migratorie verso l\u2019Italia. Erano passati cinque anni dall\u2019arrivo a Bari della nave Vlora con a bordo ventimila persone. Immagini ancora scolpite nella mente degli italiani e presto trasformate in materiale di propaganda dai partiti di destra come la Lega Nord.<\/p>\n\n\n\n<p>Per l\u2019Albania, quelli di fine anni Novanta, sono gli anni dei cosiddetti \u201cschemi piramidali\u201d, un&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.albanianews.al\/notizie\/opinioni\/479-i-schemi-piramidali-albanesi-e-madoff-il-guru-di-wall-street\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">sistema truffaldino<\/a>&nbsp;utilizzato per sostenere gli investimenti. Attratti dalle sirene del capitalismo dopo quarant\u2019anni di isolazionismo economico, molti albanesi avevano investito i propri risparmi, salvo poi ritrovarsi completamente all\u2019asciutto nel giro di pochi mesi.<\/p>\n\n\n\n<p>Il 1997 si apre quindi con durissime proteste che si trasformano velocemente in scontri armati, con il Sud del paese occupato militarmente da alcuni gruppi di rivoltosi. \u00c8 in questo contesto che il 17 marzo 1997 Renald e la sua famiglia, eccetto il padre, si imbarcano su una nave diretta in Italia. Dopo una notte di mareggiata, alla vista della terraferma la nave viene accostata dalla guardia costiera italiana che tenta di respingerla senza per\u00f2 riuscirci.<\/p>\n\n\n\n<p>Immagini dall\u2019Albania travolta dalla crisi<\/p>\n\n\n\n<p>Appena pochi giorni dopo, il 28 marzo, una motovedetta della marina albanese rubata da un gruppo di trafficanti, la&nbsp;<a href=\"https:\/\/ilmanifesto.it\/kater-i-rades-una-memoria-che-brucia\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Kater i Rades<\/a>, viene speronata da una nave della Marina Militare italiana provocando 98 morti (81 accertati e 27 dispersi). I restanti 34 sopravvissuti vennero poi trasferiti in un centro di identificazione. Una strage provocata tanto dal blocco navale istituito dall\u2019allora ministro degli Interni di centrosinistra Giorgio Napolitano (con il consenso del governo albanese di Sali Berisha), quanto dalla retorica violenta e razzista dei partiti di destra.<\/p>\n\n\n\n<h2><strong>La vita in Italia<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Se la fuga improvvisa dall\u2019Albania e il viaggio in mare erano state durissime prove per un bambino di otto anni, altrettanto complicata \u00e8 stata la sua vita una volta giunto in Italia. Una storia tristemente semplice, di ordinario razzismo. Non solo istituzionale, con leggi restrittive, confinamento, assenza di tutele e un sistema scolastico escludente, ma anche mediatico, con giornalisti pronti a raccontare storie strappalacrime sui \u201cpoveri albanesi che parlano italiano\u201d che per\u00f2 si trasformano presto in invasori, criminali, ladri e spacciatori. Questo combinato di razzismo istituzionale e mediatico influenza in maniera evidente e profonda la percezione pubblica verso la comunit\u00e0 albanese. Esclusione, discriminazioni e violenze verbali e fisiche diventano la quotidianit\u00e0, segnando anche la vita sentimentale di un giovane Renald alle prese con le prime delusioni d\u2019amore.<\/p>\n\n\n\n<p>Le prime delusioni d\u2019amore di Renald<\/p>\n\n\n\n<p>Anche a causa dell\u2019insopportabile peso del razzismo italico, dopo la maturit\u00e0 Renald decide di lasciare il paese e trasferirsi a Barcellona, guidato dalla sua passione per lo skate. Ma un\u2019altra crisi economica, stavolta quella globale scoppiata nel 2008, travolge la sua vita costringendolo a spostarsi continuamente: prima Bologna, poi le Marche dove vive sua madre, tra lavori sfruttati e a nero e autoproduzioni.<\/p>\n\n\n\n<h2><strong>Dall\u2019antica Grecia all\u2019Italia del Duemila<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>L\u2019ultimo capitolo del fumetto \u00e8 interamente dedicato a una riflessione sul razzismo, paragonando il sistema dell\u2019antica Grecia, e soprattutto il ruolo dei Meteci e degli schiavi in quella societ\u00e0, a quella degli immigrati in Italia pi\u00f9 di duemila anni dopo. Eppure, nell\u2019Italia di oggi, gli albanesi sembrano aver perso il primato del razzismo, per essere sostituiti dai neri, dagli immancabili rom e dagli islamici, popoli razzializzati, buoni per tutte le stagioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Il fumetto di Renald Hysi e Elena Rapa sembra un dej\u00e0-vu, una storia ambientata nel 1997 ma che racconta di quanto accade ancora oggi sulle nostre coste e sulla terraferma, dove discriminazioni e razzismo nei confronti dei migranti continuano a giocare un ruolo centrale nella propaganda politica dei partiti. Leggendo il fumetto \u00e8 impossibile non rendersi conto di quanto, ventisei anni dopo, la situazione non sia per nulla cambiata. Oggi come allora si continua a parlare di blocco navale, di respingimenti, di invasione e sostituzione etnica. Ancora oggi, come allora, le risposte dei governi alla questione migratoria si basano su misure di ordine pubblico, con l\u2019utilizzo di centri di detenzione amministrativa, espulsioni e restringimento delle tutele per chi arriva nel nostro paese. Una storia che ha cambiato solo i suoi protagonisti, lasciando intatta la trama.<\/p>\n\n\n\n<p><em>L\u2019invasione degli extraterroni<\/em>, Renald Hysi e Elena Rapa, Becco Giallo, 2023<\/p>\n\n\n\n<p><em><a href=\"mailto:ufficiostampa@beccogiallo.it\">ufficiostampa@beccogiallo.it<\/a><\/em><em><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Marco Siragusa da Meridiano 13\u00a0 \u201cSi \u00e8 sempre meridionali di qualcuno\u201d. Cos\u00ec&nbsp;parlava&nbsp;il professor Bellavista nella celebre commedia di Luciano De Crescenzo del 1984. Al contrario di quanto possa suggerire il senso comune, tra i primi \u201cmeridionali\u201d italiani, considerati sempre brutti, sporchi e cattivi, ci furono nientedimeno che gli abitanti del Nord-Est, emigrati alla fine dell\u2019Ottocento negli Stati Uniti e in Germania in cerca di una vita migliore. 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