{"id":4561,"date":"2023-05-13T18:44:28","date_gmt":"2023-05-13T16:44:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=4561"},"modified":"2023-05-13T18:44:28","modified_gmt":"2023-05-13T16:44:28","slug":"il-dossier-gerusalemme-pt-2","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2023\/05\/13\/il-dossier-gerusalemme-pt-2\/","title":{"rendered":"Il dossier Gerusalemme (pt. 2). *"},"content":{"rendered":"\n<p>di Cosimo Risi del 13\/5\/2023<\/p>\n\n\n\n<p>La situazione in Oriente sta cambiando. Dopo la perdita di Damietta (Dumyat, Egitto) nel 1221, il Sultano d\u2019Egitto&nbsp; al-Malik al-Kamil entra in conflitto con il fratello al-Malik al-Muazzam, che da Damasco mira ad espandere i domini in Palestina appoggiandosi al turco Galal al-Din. Al-Kamil teme di finire nella tenaglia della spedizione crociata da una parte e dell\u2019aggressione del fratello dall\u2019altra. Sceglie l\u2019opzione meno rischiosa, quella dell\u2019Imperatore, \u00e8 pi\u00f9 lontana nello spazio e meno minacciosa sul campo. Manda presso Federico, in veste di ambasciatore, l\u2019emiro Fahr al-Din per sondare se egli sia pronto a contenere l\u2019avanzata di al-Muazzam. In cambio cederebbe alcune citt\u00e0 di Palestina. I due Sovrani si scambiano doni e si riservano di formalizzare l\u2019intesa in una sorta di patto.<\/p>\n\n\n\n<p>La traversata verso la Palestina \u00e8 lunga. Non si percorrono pi\u00f9 di cinquanta miglia al giorno, occorrono varie tappe, la pi\u00f9 lunga \u00e8 a Cipro, dove Federico sosta per riprendere il controllo dell\u2019isola, anch\u2019essa parte dell\u2019Impero ma oggetto di contestazione da parte dei notabili locali. La scomunica non ha effetti dirompenti. Fra Damasco e Beirut, Federico riceve gli onori del rango. Un cronista annota che Templari e Ospedalieri si inginocchiano al suo cospetto: \u00e8 il liberatore dei Luoghi Santi e questo importa.<\/p>\n\n\n\n<p>La lenta marcia di avvicinamento consente a Federico di intrattenere nuove manovre con Malik al-Kamil. Scambio di delegati e doni, scambi di promesse di non belligeranza da parte di Federico e di cessione di citt\u00e0 da parte di al-Kamil. Le trattative proseguono&nbsp; cos\u00ec a lungo che il Re d\u2019Egitto comincia a perdere interesse al loro esito. Ritiene di adempiere alla promessa con la sola cessione temporanea di Gerusalemme. Si trasferisce dal quartiere generale di Nablus a Harbiyah (Gaza) per allontanarsi dalle truppe dell\u2019Imperatore.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Federico freme per la riconquista pacifica dei Luoghi Santi e intende consolidare gli impegni negoziali. Sbarca a Jaffa, periferia di Tel Aviv, e comincia a riedificare il castello. Scambia altri messi con al-Kamil per ottenere Gerusalemme in pace e tranquillit\u00e0. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; I contatti proseguono a ritmo serrato e in segreto. Al-Kamil finisce per accettare i termini del patto. Federico e Fahr al-Din firmano gli accordi finali il 18 febbraio, davanti ad autorevoli testimoni e dignitari.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Gli accordi prevedono: una tregua di dieci anni, cinque mesi e quaranta giorni, il massimo consentito dagli usi musulmani; la cessione di Gerusalemme, Betlemme, Nazareth e dei villaggi lungo la via per Gerusalemme, parte del distretto di Sidone e Tiro sulla costa; il diritto dell\u2019Imperatore di fortificarle. In cambio l\u2019Imperatore riconosce la sovranit\u00e0 musulmana sul recinto sacro della Moschea al-Aqsa e della Cupola della Roccia (la Spianata delle Moschee), con la facolt\u00e0 per i cristiani di accedervi per le preghiere. A nessun musulmano sar\u00e0 vietato l\u2019ingresso a Betlemme. I residenti a Gerusalemme conserveranno il loro status. Un qadi, un&nbsp; magistrato, sar\u00e0 chiamato a vigilare. I prigionieri di guerra catturati a Damietta e altrove saranno liberati.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; \u201cIl giorno 17 del mese di marzo, in quella domenica in cui si canta \u201cSii lieta Gerusalemme per questo solenne giorno, e festeggiate tutti, voi che la amate\u201d, accadde ci\u00f2: lo stesso imperatore e tutto l\u2019esercito dei cristiani entrarono gioiosamente nella citt\u00e0 di Gerusalemme\u201d \u2013 cos\u00ec il <em>Breve Chronicon <\/em>di un ignoto membro della spedizione imperiale.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Altri cronisti scrivono che Federico entra in citt\u00e0 scalzo, da penitente, pellegrino fra i pellegrini. Lo stesso Federico nelle <em>Constitutiones <\/em>cos\u00ec descrive l\u2019ingresso: \u201cIl giorno sabato 17 marzo, con grande gioia dell\u2019esercito cristiano, siamo entrati nella citt\u00e0 santa di Gerusalemme e subito, da imperatore cattolico, abbiamo visitato con reverenza il sepolcro del Dio vivo; il giorno successivo abbiamo portato l\u00ec la corona a onore e gloria del Sommo Re\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; L\u2019umilt\u00e0 del contegno, unita al rapido successo dell\u2019impresa, gli fa ritenere che cadono i motivi della scomunica. A capo di un esercito che qualifica \u201ccristiano\u201d, egli pu\u00f2 essere riammesso nella comunit\u00e0 da cui \u00e8 stato allontanato da una ingiusta decisione.&nbsp; Il Patriarca di Gerusalemme e il Pontefice romano non sono dello stesso avviso. L\u2019atteggiamento dell\u2019Imperatore \u00e8 giudicato irriverente, tracotante, anticristiano, eretico. Il capolavoro diplomatico che egli vanta \u00e8 in realt\u00e0 un cedimento alle ragioni dei musulmani. I Luoghi Santi non sono liberati in via definitiva, al massimo se ne consente l\u2019accesso ai pellegrini in via temporanea.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; A carico di Federico interviene anche il racconto circa l\u2019incoronazione, o auto-incoronazione, nel Santo Sepolcro. Il gesto, raccontato maliziosamente dal Patriarca Geroldo, ne aggrava il profilo di uomo tracotante ed eretico. Solo il Pontefice pu\u00f2 incoronare il Sovrano, altre formule deviano dall\u2019ortodossia dei rapporti fra Chiesa e Impero. La scomunica rimane.<\/p>\n\n\n\n<p>Le cronache arabe danno conto del rispetto di Federico per l\u2019Isl\u00e0m. Scortato dal qadi di Nablus, egli visita il sacro recinto, ammira le costruzioni, tenendo l\u2019accompagnatore per mano sale i gradini della Santa Roccia, discende verso al-Aqsa. L\u00e0 trova un prete con il Vangelo in mano e lo rimprovera: \u201cChe nessuno di voi osi esorbitare dal posto che gli spetta!\u201d. In realt\u00e0 il suo \u00e8 pi\u00f9 un interesse per le architetture che per la religione in quanto tale, gli preme che i rispettivi spazi siano tutelati senza ingerenze esterne.<\/p>\n\n\n\n<p>Federico \u00e8 consapevole della fragilit\u00e0 dell\u2019intesa: non tanto per la durata poco pi\u00f9 che decennale, quanto per l\u2019insufficiente deterrenza che i crociati possono esercitare in Terra Santa. Essi sono in definitiva dei pellegrini armati di stanza in Europa, i musulmani sono abitanti del luogo, il loro vantaggio alla distanza \u00e8 incolmabile.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Il Sultano ordina ai muezzin di non innalzare il richiamo alla preghiera per rispetto dell\u2019augusto ospite.&nbsp; Federico si risente: \u00e8 giusto che i musulmani continuino le loro usanze, come farebbero i cristiani con le campane delle chiese se il Sultano si recasse un giorno in Italia. Applica il <em>ius loci <\/em>agli usi religiosi: ciascuno pu\u00f2 praticarli liberamente in patria e fuori, non devono esserci mutue interferenze.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Le sue aperture all\u2019Isl\u00e0m durano pocoin Terra Santa e non gli procurano la benevolenza del Pontefice. Questi trova nel suo atteggiamento la pericolosa inclinazione al sincretismo, l\u2019altrettanto pericolosa confusione fra fedeli e infedeli. Un cronista arabo annota infatti che Federico rimprovera&nbsp; al-Kamel: \u201cHai sbagliato nell\u2019agir cos\u00ec [vietare il richiamo del muezzin], il mio maggiore scopo nel pernottare a Gerusalemme era di sentire l\u2019appello alla preghiera dei muezzin e la loro lode a Dio durante la notte\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;L\u2019interpretazione autentica del suo pensiero viene dallo stesso Federico: \u00e8 la curiosit\u00e0, scientifica ed antropologica, che lo spinge a conoscere e descrivere l\u2019aspetto delle cose come esse appaiono. Una sorta di empirismo <em>ante litteram. <\/em>Scrive nel <em>De arte venandi cum avibus: <\/em>\u201cmanifestare ea que sunt sicut sunt\u201d.&nbsp; Costruisce egli stesso il monumento di un uomo fuori dal comune, animato da una smisurata sete di conoscenza, tale da portarlo oltre i limiti della cultura corrente.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; La scomunica gli viene nuovamente notificata dal Patriarca di Gerusalemme e dall\u2019Arcivescovo di Cesarea. Scrive Ermanno di Salza nelle <em>Constitutiones<\/em>: \u201cIl giorno dopo, di luned\u00ec, venne l\u2019arcivescovo di Cesarea inviato dal patriarca, il quale pose come interdetto la chiesa del Santo Sepolcro e tutti i luoghi santi. Per la qual cosa tutto l\u2019esercito rimase fortemente turbato e indignato contro la Chiesa perch\u00e9 non chiar\u00ec con alcuna motivazione evidente perch\u00e9 lo avesse fatto\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Scrive Eric Cline (<em>Gerusalemme assediata, <\/em>Torino, 2017): \u201cIbn Wasil [cronista arabo] descrive un quadro in cui le questioni trattate assomigliano in maniera considerevole a quelle oggi prevalenti nel confronto tra gli israeliani e l\u2019Autorit\u00e0 Nazionale Palestinese\u2026 Fu una delle poche volte in cui Gerusalemme cambi\u00f2 di mano senza spargimenti di sangue\u2026 i Crociati considerarono questo Trattato [di Jaffa] e l\u2019acquisizione di Gerusalemme una grande vittoria. Per i musulmani in tutto il Medio Oriente, invece, fu una vera e propria catastrofe, e in varie parti del mondo&nbsp; musulmano al-Kamil venne fatto oggetto di disprezzo in quanto traditore\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Cosimo Risi del 13\/5\/2023 La situazione in Oriente sta cambiando. Dopo la perdita di Damietta (Dumyat, Egitto) nel 1221, il Sultano d\u2019Egitto&nbsp; al-Malik al-Kamil entra in conflitto con il fratello al-Malik al-Muazzam, che da Damasco mira ad espandere i domini in Palestina appoggiandosi al turco Galal al-Din. Al-Kamil teme di finire nella tenaglia della spedizione crociata da una parte e dell\u2019aggressione del fratello dall\u2019altra. 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