{"id":4557,"date":"2023-05-12T18:47:50","date_gmt":"2023-05-12T16:47:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=4557"},"modified":"2023-05-12T18:47:51","modified_gmt":"2023-05-12T16:47:51","slug":"la-paura-di-un-futuro-intelligente","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2023\/05\/12\/la-paura-di-un-futuro-intelligente\/","title":{"rendered":"La paura di un futuro intelligente"},"content":{"rendered":"\n<p>di Davide Strukelj del 12\/5\/2023<\/p>\n\n\n\n<p>In questi ultimi tempi si sta molto dibattendo circa l\u2019ingresso dell\u2019intelligenza artificiale nella vita di tutti noi. Va detto che la tecnologia che oggi \u00e8 disponibile on line e che fa molto discutere (ChatGPT e prodotti simili, per intenderci), \u00e8 solo una minima parte della cosiddetta AI (Artificial Intelligence) che ci circonda. Sappiamo bene infatti che quasi tutta la nostra attivit\u00e0 in rete e non solo \u00e8 monitorata e gestita da sistemi intelligenti di analisi e gestione dei dati. Ad esempio, tutti sanno che se si cerca in rete un volo per una certa localit\u00e0 da quel momento si viene bombardati di pubblicit\u00e0 mirata che riguarda la nostra meta, i collegamenti aerei, gli alberghi e cos\u00ec via. Sappiamo anche che ogni volta che accediamo ai Social veniamo micro-taggati in base alle nostre preferenze, al tempo di permanenza sui singoli post, ai contenuti, alle interazioni eccetera. Insomma, intorno alla nostra vita si sviluppa un cosmo di informazioni che serve e definirci, comprenderci e spesso indirizzarci e indurci in specifici comportamenti. Tutto ci\u00f2 \u00e8 guidato da sistemi intelligenti di gestione e interpretazione dei dati.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 dunque d\u2019un tratto l\u2019intelligenza artificiale ci d\u00e0 cos\u00ec tanto da pensare?<\/p>\n\n\n\n<p>Facciamo un passo indietro. Talvolta siamo portati a pensare che l\u2019intelligenza sia un processo esclusivamente umano, o meglio che altre forme di intelligenza presenti sul nostro pianeta siano comunque molto inferiori per capacit\u00e0, tanto da meritare la nostra sorpresa ogni volta che ne scorgiamo degli esempi. Spesso si dice che qualche comportamento animale evidenzi delle forme di intelligenza o che alcune specie abbiano la capacit\u00e0 di sviluppare alcuni processi simili al pensiero umano.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa particolare attitudine, l\u2019intelligenza umana, ci appare dunque una sorta di esclusiva di cui disponiamo solo noi, e questo, in qualche misura, ci rassicura molto, ma nasconde anche delle preoccupazioni. Eh s\u00ec, perch\u00e9 da quanto si legge, parrebbe che il genere umano sia molto impensierito di dover condividere questa capacit\u00e0 con altri, e forse questa inquietudine non \u00e8 nemmeno tanto insensata.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019essere umano, grazie alle sue straordinarie capacit\u00e0, \u00e8 diventato l\u2019indiscutibile \u201cpadrone\u201d del nostro pianeta. Il nostro predominio \u00e8 incondizionato: possiamo decidere di fare della nostra Terra, delle altre specie e dell\u2019ambiente che ci circonda tutto ci\u00f2 che vogliamo, senza contradditorio, senza dover dare spiegazioni ad alcuno se non a noi stessi. E questa non \u00e8 davvero una cosa da poco. Provate a immaginare come sarebbe se dovessimo discutere con un\u2019altra specie, magari dotata di una intelligenza diversa dalla nostra, quali siano i destini delle nostre vite, o se dovessimo decidere insieme ad altri a chi spetterebbe l\u2019utilizzo dello spazio, delle risorse, oppure a quale forma di etica dovremmo obbedire, oppure a chi competerebbe di \u201ccomandare\u201d. Diciamo pure che questa circostanza in passato \u00e8 probabilmente gi\u00e0 accaduta \u2026 ma, in quella occasione i livelli culturali, molto pi\u00f9 bassi del nostro attuale, hanno fatto s\u00ec che la selezione naturale potesse operare ancora indisturbata. Insomma nella nostra competizione con l\u2019uomo di Neanderthal e con gli altri ominidi siamo usciti vincenti non tanto per la conoscenza o per l\u2019intelligenza che (forse) ci avvantaggiava, ma perch\u00e9 pi\u00f9 adatti o pi\u00f9 numerosi, oppure per un fatto del tutto casuale, come una nuova malattia selettiva o un cambiamento climatico a noi favorevole.<\/p>\n\n\n\n<p>In sintesi, credo che l\u2019idea di doverci confrontare con un\u2019altra intelligenza e cultura ci dia diverse preoccupazioni anche perch\u00e9 non ci siamo assolutamente abituati. Forse, per\u00f2, si tratta anche del timore di perdere il monopolio o di confrontarci con l\u2019altro. Forse \u00e8 la paura di non essere pi\u00f9 gli unici &#8220;signori del mondo&#8221;. Sono considerazioni interessanti, anche perch\u00e9 non possiamo essere certi che la nostra sia l\u2019unica forma di intelligenza possibile\u2026 anzi.<\/p>\n\n\n\n<p>Partiamo dalla considerazione che la nostra intelligenza ha prodotto una cultura basata su un lungo processo costruito per fasi, alcune delle quali potrebbero essere sintetizzate come segue.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo sviluppo di un linguaggio articolato che permette di comunicare e di pensare in modo organico e preciso.<\/p>\n\n\n\n<p>La conseguente formazione di un pensiero razionale con la capacit\u00e0 di astrazione e analisi.<\/p>\n\n\n\n<p>La comparsa dell\u2019autocoscienza come pensiero critico rivolto a s\u00e9 stessi.<\/p>\n\n\n\n<p>La distinzione del bene dal male riferito alla propria persona e proiettato anche nel tempo futuro.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019empatia verso gli altri esseri umani.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019elaborazione di un bene e di un male universali.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019empatia e il senso di responsabilit\u00e0 verso le alte specie e l\u2019ambiente.<\/p>\n\n\n\n<p>Secondo questo processo, la nostra conoscenza si \u00e8 formata in millenni di sviluppo del pensiero razionale, spirituale e artistico. Questi tre ambiti, variamente mescolati e sovrapposti, hanno prodotto il nostro mondo, nel quale conoscenze scientifiche, sensibilit\u00e0 artistiche, spiritualit\u00e0 e senso del metafisico si sono via via alternati e integrati fino ad arrivare ad oggi e (probabilmente) progredire ulteriormente.<\/p>\n\n\n\n<p>Bisogna anche ricordare come lo schema secondo il quale si sviluppa la nostra conoscenza collettiva \u00e8 basato sul processo uno-a-molti. In altre parole, l\u2019intuizione di un singolo e le sue applicazioni divengono patrimonio della moltitudine. Questo sviluppo vale per tutti i domini del nostro essere intelligenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Ora, possiamo affermare con un buon livello di sicurezza che oggi, sul nostro pianeta, non ci sono altri \u201cviventi biologici\u201d che nel medio e breve periodo potrebbero andare in contro ad uno sviluppo di intelligenza e conoscenza come quello capitato alla specie umana.<\/p>\n\n\n\n<p>Quello che potrebbe accadere, invece, \u00e8 che altri \u201cesseri\u201d, non viventi in termini biologici, siano nelle condizioni di sviluppare intelligenze e conseguenti conoscenze.<\/p>\n\n\n\n<p>Un processo di tale portata potrebbe produrre risultati finali molto diversi da quelli raggiunti da Homo sapiens, e questo per svariati motivi.<\/p>\n\n\n\n<p>Il primo motivo che mi viene in mente riguarda la velocit\u00e0 con la quale una nuova conoscenza verrebbe a formarsi. La disponibilit\u00e0 di tempo (che per l\u2019intelligenza artificiale corrisponde a 24 ore su 24 e 7 giorni su 7), l\u2019assenza di fattori di disturbo (i computer non soffrono di \u201cdistrazioni\u201d, ad esempio), la capacit\u00e0 di trasferimento delle informazioni (in tempo reale per la AI, mentre per noi, per lungo tempo, non \u00e8 stato cos\u00ec\u2026) sono tutti elementi che fanno pensare ad uno sviluppo rapidissimo, migliaia e forse milioni di volte pi\u00f9 veloce di quello capitato a noi. Da questo punto di vista, se il nostro processo \u00e8 durato diverse migliaia di anni, a una rete di AI opportunamente costruita potrebbe bastare davvero poco, pochissimo tempo per sviluppare una qualche forma di pensiero evoluto.<\/p>\n\n\n\n<p>Il secondo aspetto da considerare riguarda la tipologia di processo. In altre parole, se per noi \u00e8 valso (e tuttora vale) il sistema uno-a-molti, per una rete di AI potrebbero valere sistemi molti-a-molti o molti-a-uno, e strutture di questo tipo potrebbero produrre risultati finali anche radicalmente diversi. A questo bisogna aggiungere che la nostra conoscenza attuale \u00e8 frutto di una lunga mediazione di (almeno) tre ambiti diversi, che sono la razionalit\u00e0, la spiritualit\u00e0 e l\u2019arte. Non \u00e8 assolutamente scontato che lo stesso debba avvenire per altre forme di intelligenza e conseguente conoscenza, con dei rischi che \u00e8 forse facile immaginare.<\/p>\n\n\n\n<p>Il terzo motivo di attenzione consiste nel considerare che non necessariamente una nuova conoscenza dovrebbe passare per gli step percorsi dalla nostra. In altre parole, una volta formato un linguaggio e costruita una comunicazione e una forma di pensiero (cose che probabilmente sono gi\u00e0 accadute o stanno accadendo in questi nostri tempi), non \u00e8 detto che la nuova intelligenza rivolga a s\u00e9 stessa le sue attenzioni oppure che, una volta assunta la coscienza di s\u00e9 stessa, sviluppi conseguentemente una distinzione tra il bene e il male (simile alla nostra) e\/o che si dedichi all\u2019empatia verso i suoi simili o verso gli altri, decidendo di conseguenza cosa \u00e8 giusto e cosa non \u00e8 giusto fare per s\u00e9 e per gli altri. In ogni caso, anche decidesse di intraprendere questi percorsi per nulla banali, non \u00e8 assolutamente scontato che il punto di arrivo finale debba essere lo stesso raggiunto da noi. \u2026. Con la considerazione che tra gli \u201caltri\u201d a cui la nuova conoscenza dovrebbe rivolgere le attenzioni, molto probabilmente, ci sarebbe anche l\u2019essere umano.<\/p>\n\n\n\n<p>In conclusione, credo che quando maneggiamo forme di intelligenza artificiale dovremmo adottare precauzioni davvero molto alte e scelte molto ponderate, anche perch\u00e9, talvolta, il creato non corrisponde esattamente ai progetti del creatore \u2026 e non \u00e8 detto che il creatore possa sempre intervenire per porvi rimedio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Davide Strukelj del 12\/5\/2023 In questi ultimi tempi si sta molto dibattendo circa l\u2019ingresso dell\u2019intelligenza artificiale nella vita di tutti noi. Va detto che la tecnologia che oggi \u00e8 disponibile on line e che fa molto discutere (ChatGPT e prodotti simili, per intenderci), \u00e8 solo una minima parte della cosiddetta AI (Artificial Intelligence) che ci circonda. 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