{"id":4548,"date":"2023-05-12T18:42:16","date_gmt":"2023-05-12T16:42:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=4548"},"modified":"2023-05-12T18:42:17","modified_gmt":"2023-05-12T16:42:17","slug":"croazia-manganelli-anche-contro-i-bambini-migranti","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2023\/05\/12\/croazia-manganelli-anche-contro-i-bambini-migranti\/","title":{"rendered":"Croazia: manganelli anche contro i bambini migranti"},"content":{"rendered":"\n<p>A distanza di meno di un mese dalla\u00a0<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=vLFhgYCDVbQ\" target=\"_blank\">conferenza stampa\u00a0\u00a0<\/a>in cui il ministro dell\u2019Interno croato Davor Bo\u017einovi\u0107 \u2013 cercando di giustificare se stesso e i suoi sottoposti di fronte alle prove di\u00a0<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.lighthousereports.com\/investigation\/inside-croatias-secret-whatsapp-group\/\" target=\"_blank\">violazioni\u00a0\u00a0<\/a>della polizia croata nei confronti dei migranti emerse nell\u2019ambito di un\u2019inchiesta giornalistica \u2013 ha dichiarato che la Croazia rispetta i diritti umani e che la polizia croata non effettuai respingimenti di migranti, il titolare del dicastero dell\u2019Interno per l\u2019ennesima volta \u00e8 stato smentito dalla realt\u00e0, nella fattispecie da un\u00a0<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.balcanicaucaso.org\/Transeuropa\/Croazia-continuano-i-respingimenti-alle-frontiere\" target=\"_blank\">rapporto<\/a>\u00a0di Human Rights Watch (HRW) che riporta le testimonianze dei migranti e dei rifugiati respinti dalla Croazia verso la Bosnia Erzegovina.<\/p>\n\n\n\n<p>Il rapporto intitolato \u201cCome se fossimo animali: respingimenti di persone in cerca di protezione\u201d, pubblicato lo scorso 3 maggio, conferma che negli ultimi anni le autorit\u00e0 croate hanno partecipato a respingimenti violenti dei migranti, compresi i minori non accompagnati e intere famiglie con bambini piccoli. Dal rapporto emerge chiaramente che i respingimenti continuano, nonostante le costanti smentite da parte degli alti funzionari dello stato e le ripetute promesse (mai mantenute) di voler garantire l\u2019accesso all\u2019asilo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cDa tempo ormai i respingimenti sono diventati una prassi consueta della polizia di frontiera croata, e il governo croato continua a ingannare le istituzioni europee distogliendo l\u2019attenzione dalla questione e facendo vane promesse. Questi deplorevoli abusi, cos\u00ec come l\u2019ambiguit\u00e0 istituzionale che li facilita, devono cessare\u201d, ha dichiarato Michael Garcia Bochenek, consulente senior di Human Rights Watch per i diritti dei bambini e autore del rapporto.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel periodo compreso tra novembre 2021 e aprile 2023 i ricercatori di HRW hanno intervistato oltre cento rifugiati e richiedenti asilo perlopi\u00f9 provenienti da Afghanistan, Iraq, Iran e Pakistan. La maggior parte delle persone intervistate sostiene di aver subito respingimenti violenti \u2013 anche decine di volte \u2013 da parte della polizia croata, che ha sempre ignorato le loro richieste di asilo. Ad esempio, il diciassettenne Rozad N., proveniente dal Kurdistan iracheno, racconta che negli ultimi due anni lui e la sua famiglia, compreso suo fratello di sette anni e sua sorella di nove anni, sono stati respinti 45-50 volte. Un ragazzo iraniano, Darius M., oggi diciottenne, tra il 2020 e il 2021, quindi quando era ancora minorenne, \u00e8 stato rimandato dalla Croazia verso la Bosnia Erzegovina ben 33 volte, mentre un suo connazionale, Farhad K., ventuno anni, insieme ai genitori e alla sorella di quattordici anni, \u00e8 stato respinto dalla polizia croata pi\u00f9 di 20 volte.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Danish Refugee Council solo nel periodo tra gennaio 2020 e dicembre 2022 ha registrato quasi trentamila respingimenti dalla Croazia verso la Bosnia Erzegovina. In molti casi (12% nel 2020, 13% nel 2021) tra i bersagli della polizia croata c\u2019erano anche bambini.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel rapporto di HRW si sottolinea che il numero effettivo di persone respinte dalla Croazia \u00e8 indubbiamente superiore a quello stimato, soprattutto considerando che gli agenti croati, con il sostegno dell\u2019agenzia Frontex, pattugliano anche il confine con la Serbia e quello con il Montenegro.<\/p>\n\n\n\n<p>Il copione \u00e8 quasi sempre lo stesso: quando intercetta i migranti la polizia croata li riporta verso luoghi difficilmente raggiungibili lungo il confine, ordinando loro di allontanarsi dal territorio croato. Nel loro ritorno verso i paesi confinanti, i migranti respinti spesso si trovano costretti ad attraversare fiumi e torrenti, a inerpicarsi sulle rocce e camminare tra fitti boschi. Gli agenti croati non di rado costringono i migranti a ritornare in Bosnia Erzegovina scalzi, indossando solo biancheria intima, o persino completamente spogliati. Secondo la stragrande maggioranza delle testimonianze, ad effettuare i respingimenti sono persone in divisa che guidano veicoli della polizia e si identificano come agenti, lasciando cos\u00ec chiaramente intendere di agire in veste di pubblici ufficiali.<\/p>\n\n\n\n<p>Quasi tutti i migranti respinti affermano di essere stati picchiati almeno una volta dagli agenti croati o di aver assistito a scene di violenza perpetrate dalla polizia croata. \u201cTi guardano come se non fossi un essere umano, la violenza semplicemente \u00e8 parte integrante della procedura\u201d, racconta Zafran R., ventotto anni, descrivendo le percosse che gli sono state inflitte dagli agenti croati. \u201cLa prima volta che la mia famiglia ha cercato di attraversare il confine, nell\u2019ottobre 2020, la polizia ci ha catturati, prendendo a botte me e mio padre. Ho detto agli agenti che mia madre era molto malata e che doveva andare in ospedale. Uno di loro ha risposto duramente: \u2018Siamo poliziotti, non medici. Vattene in Bosnia, pezzo di merda! Perch\u00e9 siete venuti in Croazia?!\u2019\u201d, racconta un altro giovane migrante. \u201cAlcune persone sono state brutalmente picchiate. La polizia croata si \u00e8 impossessata dei loro cellulari, per poi distruggerli. Hanno bruciato i nostri effetti personali davanti ai nostri occhi, gridando: \u2018Non vi vogliamo nel nostro paese, ritornate in Bosnia!\u2019\u201d, ricorda Laila, sedici anni, fuggita dall\u2019Afghanistan.<\/p>\n\n\n\n<p>I racconti dei migranti respinti sono corroborati da testimonianze di molti operatori umanitari. Un volontario dell\u2019associazione italiana Strada SiCura spiega che nella primavera del 2022, durante una visita in Bosnia Erzegovina, ha visto molte ferite che corrispondevano ai racconti che aveva sentito in precedenza. \u201cHo visto costole fratturate, diverse ferite alle gambe, lividi sul viso e altre parti della testa corrispondenti alle testimonianze delle vittime. Una persona riportava un\u2019ustione sul petto che sembrava essere stata causata da un dispositivo elettrico\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>I ricercatori di HRW hanno raccolto anche numerose testimonianze dei migranti che sono finiti in ospedale dopo essere stati picchiati dalla polizia croata affrontando poi un lungo periodo di convalescenza. Cos\u00ec il diciannovenne Ibrahim F., proveniente dal Camerun, ha spiegato che alla fine del 2021 gli agenti croati lo avevano picchiato cos\u00ec fortemente che non poteva camminare per due mesi.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAbbiamo sentito anche alcune testimonianze secondo cui le donne migranti avrebbero subito molestie e abusi sessuali da parte degli agenti croati. Cos\u00ec ad esempio un migrante ghanese, Emmanuel J., ha raccontato che quando, nel maggio 2022, la polizia croata aveva intercettato un grande gruppo di migranti con cui lui viaggiava e tra i quali c\u2019erano anche otto donne, alcuni agenti avevano \u2018molestato le donne\u2019 palpeggiandole nelle parti intime\u201d, scrive HRW, ricordando che anche in precedenza alcuni rifugiati avevano riferito di essere stati stuprati con rami e costretti dalla polizia croata a spogliarsi completamente e sdraiarsi l\u2019uno sopra l\u2019altro.<\/p>\n\n\n\n<p>I ricercatori sono venuti a conoscenza anche di diversi episodi di violenza nei confronti dei bambini. \u201cMolti bambini piccoli sono stati costretti ad assistere a scene in cui i loro padri, fratelli maggiori e cugini venivano pestati a pugni e calci e presi a manganellate. Gli agenti della polizia di frontiera croata pi\u00f9 volte hanno sparato vicino ai bambini e puntato le armi contro di loro. Sono stati registrati anche alcuni episodi che hanno visto gli agenti croati spintonare e picchiare bambini di sei anni\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel suo rapporto, HRW riporta anche la testimonianza di una donna proveniente dall\u2019Afghanistan che nel febbraio del 2021 \u00e8 stata respinta dalla Croazia insieme alla sua famiglia. \u201cAd un certo punto [gli agenti croati] hanno iniziato a prendere a schiaffi e picchiare i bambini. Poi hanno ordinato loro di addentrarsi in un bosco. Quando poi li ho raggiunti, i bambini erano sdraiati a terra. Un agente ha detto loro di alzarsi e togliersi i vestiti. La polizia li picchiava con manganelli mentre si spogliavano\u201d, ha raccontato la donna, spiegando che dopo le prime violenze e umiliazioni gli agenti hanno ordinato alla sua famiglia di ritornare a piedi in Bosnia Erzegovina. \u201cPer tutto il percorso ci colpivano con bastoni alla schiena e alle gambe, scagliandosi in particolare contro i bambini\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Lorena Fornasir, medico in pensione e una delle fondatrici dell\u2019organizzazione umanitaria&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.lineadombra.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Linea d&#8217;Ombra&nbsp;&nbsp;<\/a>di Trieste, conferma che simili violenze comportano conseguenze psicologiche incommensurabili per le vittime, conseguenze che di solito si manifestano come disturbo da stress post-traumatico. Le osservazioni di Lorena Fornasir corroborano i dati emersi da una recente ricerca sulla situazione dei rifugiati in Serbia, secondo cui le persone respinte dalla Croazia mostrano sintomi pi\u00f9 pronunciati di depressione, ansia e stress post-traumatico rispetto ad altri migranti.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel frattempo, come si sottolinea anche nel rapporto di HRW, le autorit\u00e0 croate continuano a negare qualsiasi responsabilit\u00e0 dei respingimenti alle frontiere, sforzandosi di confutare le prove, ormai indiscutibili, di violenze della polizia che spesso infligge gravi lesioni ai migranti, confisca e distrugge i loro effetti personali e li sottopone a trattamenti umilianti e degradanti. Michael Garcia Bochenek ha confermato a&nbsp;<em>Novosti<\/em>, che il governo croato non ha voluto commentare i dati emersi dal rapporto, n\u00e9 tanto meno ha voluto rispondere alle domande di HRW che ha chiesto un incontro con i rappresentanti del governo per discutere anche del controverso meccanismo indipendente di monitoraggio dell\u2019operato della polizia.<\/p>\n\n\n\n<p>Si tratta di uno strumento creato su iniziativa della Commissione europea nell\u2019ambito del nuovo Patto sulla migrazione e l\u2019asilo. Pur trattandosi formalmente di un meccanismo indipendente, \u00e8 stato il ministero dell\u2019Interno croato a decidere a chi affidare il monitoraggio e quali metodi utilizzare. Il primo rapporto, pubblicato nel 2022, ha confermato i dubbi sull\u2019effettiva indipendenza del meccanismo creato dal governo croato. \u00c8 infatti emerso che l\u2019unico scopo di questo strumento, peraltro finanziato con risorse europee, \u00e8 quello di legittimare l\u2019attuale stato delle cose alle frontiere esterne dell\u2019UE, completamente ignorando le violenze nei confronti dei migranti.<\/p>\n\n\n\n<p>Che anche l\u2019UE continui a chiudere un occhio di fronte alle violazioni dei diritti umani alle sue frontiere esterne, lo conferma il fatto che nel dicembre 2022 gli stati membri hanno dato il via libera all\u2019ingresso di Zagabria nell\u2019area Schengen, inviando cos\u00ec un forte messaggio che l\u2019Europa tollera respingimenti e altri abusi. C\u2019\u00e8 per\u00f2 ancora tempo per invertire la tendenza. HRW ritiene infatti che la Commissione europea debba sollecitare le autorit\u00e0 croate affinch\u00e9 pongano fine ai respingimenti e forniscano informazioni attendibili sulle azioni intraprese per indagare sulle violazioni dei diritti dei migranti.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cI respingimenti non devono diventare una consuetudine. Le istituzioni europee devono dimostrare fermezza nel chiedere alla Croazia di assumersi la propria responsabilit\u00e0 delle sistematiche violazioni del diritto dell\u2019UE e delle norme internazionali\u201d, conclude HRW.<\/p>\n\n\n\n<p>11\/05\/2023\u00a0&#8211;\u00a0\u00a0<a href=\"https:\/\/www.balcanicaucaso.org\/Autori\/(author)\/Tamara%20Opa%C4%8Di%C4%87\">Tamara Opa\u010di\u0107<\/a> Osservatorio Balcani e Caucaso Transeuropa <em>(Originariamente pubblicato sul portale\u00a0<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.portalnovosti.com\/pendrecima-po-djeci\" target=\"_blank\">Novosti\u00a0\u00a0<\/a>, \u00a0con il titolo <\/em>Pendrecima po djeci,<em> il 3 maggio 2023,<\/em>)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A distanza di meno di un mese dalla\u00a0conferenza stampa\u00a0\u00a0in cui il ministro dell\u2019Interno croato Davor Bo\u017einovi\u0107 \u2013 cercando di giustificare se stesso e i suoi sottoposti di fronte alle prove di\u00a0violazioni\u00a0\u00a0della polizia croata nei confronti dei migranti emerse nell\u2019ambito di un\u2019inchiesta giornalistica \u2013 ha dichiarato che la Croazia rispetta i diritti umani e che la polizia croata non effettuai respingimenti di migranti, il titolare del dicastero dell\u2019Interno per l\u2019ennesima volta \u00e8 stato smentito dalla realt\u00e0, nella fattispecie da un\u00a0rapporto\u00a0di Human<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":4549,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[16],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4548"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4548"}],"version-history":[{"count":1,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4548\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4550,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4548\/revisions\/4550"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/media\/4549"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4548"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4548"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4548"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}