{"id":4531,"date":"2023-04-23T21:42:46","date_gmt":"2023-04-23T19:42:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=4531"},"modified":"2023-04-23T21:42:47","modified_gmt":"2023-04-23T19:42:47","slug":"armi-e-25-aprile","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2023\/04\/23\/armi-e-25-aprile\/","title":{"rendered":"Armi e 25 aprile"},"content":{"rendered":"\n<p>di Andrea Bellavite del 23\/4\/2023<\/p>\n\n\n\n<p>Parliamo di armi. E&#8217; interessante sapere che l&#8217;etimologia del sostantivo &#8220;arma&#8221; \u00e8 alquanto incerta. La maggior parte degli studiosi la collega a &#8220;ramo&#8221; o al tedesco &#8220;arm&#8221; che significa &#8220;braccio&#8221;. In un senso piuttosto deprimente, l&#8217;arma sarebbe intesa come un prolungamento del braccio, come a dire che quasi naturalmente lo strumento che semina morte &#8211; sia esso una clava, un coltello, una mazza, una pistola, un cannone o una bomba atomica &#8211; altro non \u00e8 che un inevitabile prolungamento della normale attivit\u00e0 umana. Altri propongono come base il latino &#8220;ars&#8221;, ovvero l&#8217;azione dell&#8217;artigiano, il &#8220;mestiere delle armi&#8221;, come dal titolo di un bel film di Ermanno Olmi.<\/p>\n\n\n\n<p>Comunque sia, gi\u00e0 l&#8217;etimologia collega strettamente l&#8217;esistenza delle armi a un&#8217;attivit\u00e0 essenzialmente umana. Gli altri animali non costruiscono armi, per attaccare o per difendersi usano solo il loro corpo. L&#8217;uomo \u00e8 l&#8217;unico essere che fabbrica strumenti in grado di potenziare al massimo grado possibile la forza offensiva del proprio braccio. Per questo, l&#8217;unico nemico che pu\u00f2 batterlo \u00e8 soltanto un altro uomo che ha costruito un&#8217;arma pi\u00f9 efficace e distruttiva. Per questo, la logica della savana e la legge della giungla hanno le stesse regole dal Pleistocene a oggi, mentre la lotta dell&#8217;uomo contro gli altri esseri viventi e contro i propri simili ha attraversato una serie di impressionanti trasformazioni, conseguenza ma anche causa dell&#8217;evoluzione tecnologica. Cos\u00ec si \u00e8 arrivati, passo dopo passo, dalla fionda alla fissione nucleare, fino alla soglia della possibile distruzione di ogni forma di vita sulla terra.<\/p>\n\n\n\n<p>La logica dell&#8217;arma, qualunque essa sia, \u00e8 quella di ferire e uccidere, si tratti di garantirsi il cibo con la caccia (da &#8220;captare&#8221;, sforzarsi di prendere) o di mantenere il proprio spazio vitale, offendendo per allargarlo o difendendosi da altri uomini, per evitare di perderlo. E&#8217; un po&#8217; singolare, in rapporto agli animali, come l&#8217;intensit\u00e0 della pena per la sofferenza di chi viene colpito sia essenzialmente legata a una dimensione essenzialmente culturale, intrinsecamente rapportata allo spazio e al tempo. Si \u00e8 per esempio assistito, in questi giorni, all&#8217;interminabile dibattito sulla sorte che attende l&#8217;orsa jj4, mentre solo pochi esseri umani, per lo pi\u00f9 vegetariani e vegani provano qualunque sentimento di compassione nei confronti di miliardi di mucche, maiali o polli sacrificati ogni giorno sull&#8217;altare della naturale necessit\u00e0 di mangiare. Quasi nessuno si preoccupa per la tristissima sorte dei pesci, tirati fuori dall&#8217;acqua e morti soffocati, quando non sbattuti sulla pietra da incolpevoli pescatori oppure trascinati in enormi reti prima di essere distribuiti ancora agonizzanti sui banchi delle pescherie. Una violenza contro un cane in Europa sarebbe considerata alla stregua di un assassinio, mentre in altre parti del mondo si mangiano tranquillamente le carni dei cani e dei gatti, i dolci (o dolciastri, in questo caso) amici dell&#8217;uomo.<\/p>\n\n\n\n<p>Ben pi\u00f9 drammatica \u00e8 la questione quando viene applicata al genere umano, dove non esiste alcuna delle possibili e sanamente discutibili &#8220;giustificazioni&#8221; della caccia agli altri animali o della pesca. Perch\u00e9 un uomo dovrebbe uccidere un altro uomo? Perch\u00e9 dovrebbe sentire usurpato un suo diritto, quando la Terra dovrebbe essere considerata la casa di tutti e l&#8217;unica &#8220;ars&#8221;, nelle relazioni tra &#8220;fratelli&#8221; dovrebbe essere quella della &#8220;politica&#8221;, ovvero della gestione democratica della convivenza? C&#8217;\u00e8 un unico orribile motivo che spiega la guerra e la violenza dell&#8217;uomo contro l&#8217;altro uomo, \u00e8 il razzismo, ovvero la considerazione che esistano delle &#8220;razze&#8221; o delle &#8220;etnie&#8221; che in qualche modo diversifichino qualitativamente gli uni dagli altri. In questo contesto l&#8217;arma \u00e8 uno strumento micidiale per uccidere chi viene ritenuto inferiore, indegno, privo del diritto alla vita. Le guerre iniziano quando finisce il dialogo, sono in questo senso disumane, perch\u00e9 non corrispondono alla caratteristica fondamentale dell&#8217;essere umano, cio\u00e8 la razionalit\u00e0, la parola, la possibilit\u00e0 del dialogo, questa s\u00ec la vera arma (ars, arte) che caratterizza chi \u00e8 in grado di &#8220;ragionare&#8221;. La ragione utilizzata per potenziare la forza del braccio porta alla catastrofe. Per questo l&#8217;unica logica che oggi potrebbe consentire una generale inversione di rotta \u00e8 il disarmo totale, la rinuncia alla logica delle armi in nome di quella della ragione.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra le tante questioni irrisolte \u00e8 indispensabile soffermarsi su una. Cosa fare quando il prepotente costringe all&#8217;obbedienza e al silenzio il debole? Come impedire il genocidio perpetuato da chi ha dalla sua parte la forza delle armi? E&#8217; sufficiente la logica della nonviolenza, nel momento in cui lo strapotere economico e militare vuole soffocare ogni forma di libert\u00e0? Si possono accettare dittatori che massacrano i propri oppositori o interi popoli ritenuti &#8220;inferiori&#8221;? Che fare per fermarli, per bloccare la mentalit\u00e0 fascista che divide gli uni dagli altri, che ritiene che la propria sopravvivenza sia da garantire a tutti i costi, anche soffocando il diritto dell&#8217;altro?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Sono domande drammatiche, alle quali si sono date diverse risposte. Gandhi ha sostenuto la necessit\u00e0 della nonviolenza radicale anche dopo la Shoah e Hiroshima, ma la sua posizione \u00e8 sembrata a molti teoricamente condivisibile, ma praticamente debole, dopo la seconda guerra mondiale. Dietrich Bonhoeffer \u00e8 stato ucciso a Buchenwald, per aver partecipato indirettamente all&#8217;attentato a Hitler, pur essendo stato uno dei grandi profeti della nonviolenza nel corso del XX secolo. I partigiani hanno messo a repentaglio la propria vita e hanno utilizzato le armi non per difendere i propri interessi di parte, ma per consentire a popoli e nazioni europee di ritrovare la libert\u00e0 e la giustizia, sbarazzandosi del nazismo e del fascismo. Quello delle armi \u00e8 dunque un tema molto complesso e forse non pu\u00f2 essere delineato in modo radicale, decidendo per un &#8220;s\u00ec&#8221; o per un &#8220;no&#8221;. E&#8217; necessario distinguere le diverse situazioni e possedere dei criteri di giudizio che possano consentire, nei diversi contesti, delle scelte drammatiche.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Certo, le armi esistono per offendere e per uccidere. A volte vengono usate per distruggere e massacrare, altre volte sono considerate una triste necessit\u00e0, finalizzata a disinnescare l&#8217;assoluta violenza derivata da ideologie disumane e da dittatori sanguinari. Dove sta il confine tra la ragione e il torto, come distinguere gli oppressori dagli oppressi, in particolare quando non \u00e8 chiara la successione di azioni e reazioni che determinano un conflitto? Sono domande importanti e delicate, alle quali rispondere volta per volta, situazione per situazione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In questo senso la memoria del 25 aprile \u00e8 una vera scuola di vita, una data che ricorda un evento in questo caso inequivocabile, una situazione di piena chiarezza in relazione al torto &#8211; fascisti e nazisti &#8211; e alla ragione &#8211; coloro che li hanno combattuti. La parificazione delle sofferenze non \u00e8 una vera pacificazione, la devozione per ogni vita umana non pu\u00f2 in alcun modo dimenticare la fondamentale distinzione tra vittime e carnefici, il rispetto delle memorie non ha nulla a che fare con la riconciliazione, da una parte c&#8217;\u00e8 chi ha promulgato le leggi razziali, ha scatenato la seconda guerra mondiale e lo sterminio generalizzato, dall&#8217;altra chi ha tentato di fermare la barbarie. Il fascismo e il nazismo sono stati i carnefici, i loro oppositori sono stati dalla parte delle vittime ed \u00e8 grazie alla Resistenza che le ideologie perverse sono state sconfitte e che \u00e8 iniziata una nuova stagione di libert\u00e0 e di giustizia. Hanno fatto bene a usare le armi, a trasgredire il comandamento di &#8220;non uccidere&#8221;? E&#8217; necessario dirlo, evidentemente s\u00ec, nella misura in cui non hanno garantito gli interessi di qualcuno, ma hanno voluto costruire un mondo nuovo per tutti, affrancato dall&#8217;egoismo, dal razzismo, dall&#8217;avidit\u00e0, dalla totale disumanit\u00e0. Per questo \u00e8 giusto celebrare e valorizzare il 25 aprile, data simbolica e reale nella quale non si ricorda soltanto la fine della guerra, ma la sconfitta definitiva del fascismo e dei suoi orrori, per opera di coloro che hanno combattuto per ottenerla. Per dirla con don Milani e i suoi studenti nella Lettera a una professoressa, \u00e8 stata &#8220;l&#8217;unica guerra giusta del XX secolo&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Andrea Bellavite del 23\/4\/2023 Parliamo di armi. E&#8217; interessante sapere che l&#8217;etimologia del sostantivo &#8220;arma&#8221; \u00e8 alquanto incerta. La maggior parte degli studiosi la collega a &#8220;ramo&#8221; o al tedesco &#8220;arm&#8221; che significa &#8220;braccio&#8221;. In un senso piuttosto deprimente, l&#8217;arma sarebbe intesa come un prolungamento del braccio, come a dire che quasi naturalmente lo strumento che semina morte &#8211; sia esso una clava, un coltello, una mazza, una pistola, un cannone o una bomba atomica &#8211; altro non \u00e8<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":4282,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[10],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4531"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4531"}],"version-history":[{"count":1,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4531\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4532,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4531\/revisions\/4532"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/media\/4282"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4531"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4531"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4531"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}