{"id":4509,"date":"2023-04-06T09:24:57","date_gmt":"2023-04-06T07:24:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=4509"},"modified":"2023-04-06T09:24:58","modified_gmt":"2023-04-06T07:24:58","slug":"la-russa-e-meloni-una-strategia-contro-la-resistenza-e-contro-la-storia","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2023\/04\/06\/la-russa-e-meloni-una-strategia-contro-la-resistenza-e-contro-la-storia\/","title":{"rendered":"La Russa e Meloni, una strategia contro la Resistenza. E contro la storia"},"content":{"rendered":"\n<p>Non era un lapsus, un passo falso involontario quello di Giorgia Meloni sulle\u00a0Fosse Ardeatine, qualche giorno fa, quando disse che i morti barbaramente uccisi e nascosti \u2013 quella non si pu\u00f2 dire sepoltura \u2013 lo furono in quanto italiani. Non fu un errore, ma una strategia.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo dimostra l\u2019ultima esternazione di <strong>Ignazio Benito&nbsp;La Russa<\/strong>&nbsp;su&nbsp;via Rasella, anche questa tesa a rovesciare la storia. A&nbsp;via Rasella&nbsp;\u201cI partigiani uccisero dei musicisti pensionati. Pagina ingloriosa\u201d. Da cui si desume che se si faceva parte del battaglione Bozen, all\u2019epoca, si andava in pensione a trent\u2019anni e armati fino ai denti. No,&nbsp;La Russa, non erano pensionati, era un corpo militare e guerreggiante: lo afferm\u00f2 il comunicato del comando tedesco di Roma occupata: quella era \u201cuna colonna tedesca di Polizia in transito per via Urbana\u201d. Ma, a pochi giorni dal 25 aprile, questo \u00e8 il secondo cannoneggiamento della&nbsp;storia, quella vera, di quegli anni.<\/p>\n\n\n\n<p>Si potrebbe dire invece che \u00e8 inglorioso sputare menzogne sulla&nbsp;Resistenza, sei mesi dopo aver giurato fedelt\u00e0 alla Costituzione, che da quella&nbsp;Resistenza&nbsp;\u00e8 nata. Ma la fedelt\u00e0 e la lealt\u00e0 di&nbsp;La Russa&nbsp;sono riservate forse ad altro, ai suoi busti di Mussolini.<br>E\u2019 vero, questa volta almeno non hanno ritirato fuori la leggenda dei partigiani vigliacchi che non ebbero il coraggio di consegnarsi. And\u00f2 avanti per decenni, e bisogn\u00f2 leggere, e rileggere e rileggere il comunicato tedesco che dava insieme la notizia dell\u2019attacco a via Rasella e l\u2019annuncio della rappresaglia 1 a 10, oltre alla nota: \u201cquesto ordine \u00e8 gi\u00e0 stato eseguito\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Morso dopo morso, passo dopo passo, si cerca di demolire la&nbsp;Resistenza&nbsp;e la lotta di Liberazione. Non fu una pagina gloriosa, dice&nbsp;La Russa. Che cosa \u00e8 glorioso in guerra? Lo furono i bombardamenti alleati su San Lorenzo e sui quartieri popolari? Lo sono quelli ucraini verso le postazioni russe, quelli russi verso gli ucraini? La guerra \u00e8 un orrore, gli atti di guerra lo sono. Quello che \u00e8 inglorioso, invece, \u00e8 non schierarsi, accucciarsi e aspettare che passi la buriana per poi riacchiappare i posti di prima. Questo fecero molti italiani.<\/p>\n\n\n\n<p>Per\u00f2 ci fu chi, dopo l\u20198 settembre, non scelse l\u2019indifferenza. Si organizz\u00f2, scelse la sua parte e, s\u00ec, imbracci\u00f2 le armi contro l\u2019occupante tedesco. C\u2019erano due Italie, una ha scelto la&nbsp;Resistenza, l\u2019altra l\u2019occupante tedesco e la Repubblica di Sal\u00f2. Mentre il ministro Buffarini Guidi e il prefetto Caruso stilavano volenterosamente gli elenchi dei condannati a morte alle&nbsp;Ardeatine&nbsp;\u2013 occhio, erano italiani \u2013 c\u2019era chi, anche lui italiano, rischiava la vita per nascondere militari ricercati, per procurare loro, in tempo di razionamento, cibo e vestiti borghesi, cos\u00ec da dismettere l\u2019uniforme per poter fuggire.<\/p>\n\n\n\n<p>Per\u00f2 le parole di Meloni e La Russa, ricorda Sandro Portelli, autore di \u201cL\u2019ordine \u00e8 gi\u00e0 stato eseguito\u201c, sono preziose, \u201cCi aiutano a capire che le&nbsp;Fosse Ardeatine&nbsp;sono ancora una memoria insopportabile e vergognosa per gli eredi dei carnefici. Per generazioni, hanno sparso menzogne cercando di infangare i partigiani e giustificare i nazisti; adesso Meloni prova maldestramente a disinnescarla in nome dello ius sanguinis della nazione\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra i morti delle&nbsp;Fosse Ardeatine&nbsp;c\u2019erano 39 ufficiali, sottufficiali e soldati della Resistenza militare, moltissimi del Partito d\u2019Azione e Giustizia e Libert\u00e0, del Movimento comunista d\u2019Italia, Bandiera Rossa e delle Brigate Garibaldi del Pci. 75 ebrei, alcuni massoni, alcuni detenuti comuni.<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019era il generale Giuseppe Cordero Lanza di Montezemolo tra i morti alle Ardeatine, va ricordato a&nbsp;La Russa&nbsp;che non \u00e8 degno nemmeno di pulirgli le scarpe. Pluridecorato nella I guerra mondiale, quando Roma fu occupata dai tedeschi divent\u00f2 il comandante del Fronte militare clandestino, che riuniva tutti i militari rimasti fedeli al re. Perch\u00e9 lui nelle mani del re aveva giurato, e per lui i giuramenti erano cose serie, mica atti formali: quelli di chi giura sulla costituzione nata dalla&nbsp;Resistenza, ma poi quella&nbsp;Resistenza&nbsp;vorrebbe cancellarla, vero&nbsp;La Russa? Il generale fu poi catturato per delazione di una spia, italiana.<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019era don Piero Pappagallo, cappellano militare alla Cisa Viscosa di Roma che, ancora il fascismo imperante, cerc\u00f2 di difendere gli operai pi\u00f9 vessati e malpagati dello stabilimento. La direzione lo fece rimuovere, il suo vescovo non lo volle ascoltare. Aiut\u00f2 e ospit\u00f2 militari stranieri in fuga. Fu catturato per la delazione di una spia, italiana.<br>C\u2019era Pilo Albertelli, filosofo liberale e uno dei fondatori del Partito d\u2019Azione, partigiano. Fu catturato per la delazione di una spia, italiana.<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019era Ferdinando Agnini, studente diciannovenne, che fond\u00f2 insieme a Gianni Corbi, Nicola Rainelli e Orlando Orlando Posti, l\u2019Arsi (Associazione Rivoluzionaria Studentesca Italiana), a Montesacro, un gruppo guerrigliero molto attivo. Gianni Corbi sfugg\u00ec, ma i suoi compagni furono catturati per la delazione di una spia, italiana.<br>C\u2019era Gioacchino Gesmundo, iscritto al Pci clandestino, a casa sua c\u2019era la redazione dell\u2019Unit\u00e0 clandestina. E molti sacchi di chiodi a quattro punte, pronti ad essere lanciati sotto i copertoni tedeschi. Torturato per un mese, non parl\u00f2.<br>Erano molti gli italiani che combatterono contro i fascisti e contro i tedeschi. E la&nbsp;Resistenza&nbsp;non fu un monolite. Certo, c\u2019era il Cln che teneva le fila, ma poi, sotto il terreno, c\u2019era un ricco intrico di radici che si intrecciavano, che lavoravano insieme, che si scambiavano informazioni vitali e armi.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho avuto il privilegio di accompagnare, qualche giorno fa a Roma, due classi di studenti delle superiori in una passeggiata sulle orme del libro \u201cLa storia nelle strade. Pigneto \u201944, Ribelli\u201d, Redstarpress editore, curato dal centro di documentazione \u201cMaria Baccante\u201d, Archivio storico Viscosa. La passeggiata seguiva le pietre d\u2019inciampo, le targhe storiche e quelle moderne sulle case dei resistenti, i segni della&nbsp;storia. Ho raccontato vite di tredici partigiani, persone comuni che hanno vissuto nel quartiere. Alcuni erano operai alla Viscosa, alcuni sono morti nei campi di concentramento, altri alle&nbsp;Fosse Ardeatine&nbsp;e, s\u00ec, tra loro c\u2019\u00e8 anche don Piero Pappagallo, cappellano alla Viscosa.<\/p>\n\n\n\n<p>Giaime Pintor, nell\u2019ultima lettera al fratello Luigi, ha scritto: \u201cA un certo momento gli intellettuali devono essere capaci di trasferire la loro esperienza sul terreno dell\u2019utilit\u00e0 comune, ciascuno deve sapere prendere il suo posto in una organizzazione di combattimento\u2026 Musicisti e scrittori dobbiamo rinunciare ai nostri privilegi per contribuire alla liberazione di tutti\u201d. I partigiani del Pigneto, le radici della lotta di liberazione, non avevano privilegi e non erano intellettuali, ma persone comuni, per lo pi\u00f9 poverissime: ma, come a Giaime Pintor, anche a loro \u00e8 parso necessario impegnarsi, ognuno come ha potuto e saputo, tutti rischiando la vita. Scegliendo da quale parte stare, e per quale Italia combattere.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Fonte Strisciarossa<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>APRILE 2023<\/strong> |<strong>DI\u00a0<a href=\"https:\/\/www.strisciarossa.it\/author\/ellabi\/\">ELLA BAFFONI<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non era un lapsus, un passo falso involontario quello di Giorgia Meloni sulle\u00a0Fosse Ardeatine, qualche giorno fa, quando disse che i morti barbaramente uccisi e nascosti \u2013 quella non si pu\u00f2 dire sepoltura \u2013 lo furono in quanto italiani. Non fu un errore, ma una strategia. Lo dimostra l\u2019ultima esternazione di Ignazio Benito&nbsp;La Russa&nbsp;su&nbsp;via Rasella, anche questa tesa a rovesciare la storia. A&nbsp;via Rasella&nbsp;\u201cI partigiani uccisero dei musicisti pensionati. Pagina ingloriosa\u201d. 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