{"id":4492,"date":"2023-03-20T20:21:10","date_gmt":"2023-03-20T19:21:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=4492"},"modified":"2023-03-20T20:21:11","modified_gmt":"2023-03-20T19:21:11","slug":"dal-carcere-di-gorizia-ai-lager-tedeschi-i-deportati-del-monfalconese","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2023\/03\/20\/dal-carcere-di-gorizia-ai-lager-tedeschi-i-deportati-del-monfalconese\/","title":{"rendered":"Dal carcere di Gorizia ai lager tedeschi: i deportati del Monfalconese"},"content":{"rendered":"\n<p>Due giorni dopo l\u2019annuncio della resa italiana e dell\u2019armistizio con gli alleati, il 10 settembre 1943 Hitler emana l\u2019ordinanza che istituisce nelle province orientali d\u2019Italia la Zona di Operazioni Litorale Adriatico, un territorio separato dal resto del Paese e di fatto annesso al Terzo Reich, dove tutti i poteri, sia politici che militari ed economici, sono nelle mani dei tedeschi e sul quale il governo della Repubblica Sociale di Mussolini non pu\u00f2 esercitare alcuna funzione.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel Litorale Adriatico la lotta contro il movimento partigiano e il compito di arrestare i \u201cnemici del Reich\u201d e di dare la caccia agli ebrei sono di esclusiva competenza dei tedeschi, che per questo compito si avvalgono, per\u00f2, anche del supporto dei reparti collaborazionisti italiani e sloveni, dei fascisti e delle spie.<\/p>\n\n\n\n<p>Ad operare gli arresti sono i reparti del Servizio di Sicurezza delle SS (Sicherheitsdienst), della polizia militare (Feldgendarmerie) e della polizia militare segreta della Wehrmacht (Geheime Feldpolizei). I \u201cnemici del Reich\u201d (partigiani, antifascisti, collaboratori della Resistenza), dopo gli interrogatori e le torture subite nelle varie sedi della polizia tedesca, vengono rinchiusi nel carcere di Gorizia in attesa di conoscere il proprio destino: se cio\u00e8 essere rilasciati o deportati nei campi di concentramento o fucilati.<\/p>\n\n\n\n<h5>Nei venti mesi di occupazione tedesca (settembre 1943 \u2013 aprile 1945) vengono rinchiuse nel carcere di Gorizia 7.041 persone e sono 3.085 i prigionieri politici e razziali che dalla prigione goriziana vengono deportati nei campi di concentramento o inviati al lavoro coatto in Germania e sono 55 coloro che dal carcere vengono condotti alla fucilazione.<\/h5>\n\n\n\n<h5>La maggior parte degli internati e dei fucilati proviene dai paesi della provincia di Gorizia, che allora comprendeva anche i comuni sloveni del Carso e delle valli dell\u2019Isonzo e del Vipacco, oggi appartenenti alla Repubblica di Slovenia. Sono invece 113, di cui 19 sono le donne, i \u201cnemici del Reich\u201d dell\u2019area monfalconese, allora provincia di Trieste, che vengono rinchiusi nel carcere di Gorizia e internati nel Reich e tre sono coloro che vengono fucilati.<\/h5>\n\n\n\n<p>I prigionieri politici del territorio di Monfalcone sono partigiani, staffette e collaboratori della Resistenza e vengono catturati dai tedeschi nei combattimenti sul Carso, nella Selva di Tarnova e sull\u2019altopiano della Bainsizza o nel corso dei rastrellamenti nella pianura isontina e della Bassa Friulana. La maggior parte \u00e8 costituita da partigiani garibaldini della divisione <em>Natisone<\/em> e della brigata <em>Trieste<\/em>, mentre alcuni appartengono alle formazioni slovene dell\u2019Esercito Popolare di Liberazione della Jugoslavia (EPLJ) e altri ancora all\u2019intendenza <em>Montes<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Dei 113 internati in Germania, 60 uomini e 16 donne vengono deportati nei campi di concentramento: gli uomini vengono tradotti nei lager di Dachau, Flossenburg, Buchenwald e Mauthausen e le donne in quelli di Auschwitz, Ravensbr\u00fcck e Bergen Belsen. I restanti 37 detenuti politici, fra cui 3 donne, sono invece inviati al lavoro coatto, parte nella regione austriaca della Carinzia e parte negli altri land tedeschi.<\/p>\n\n\n\n<p>Dei comuni del territorio, Monfalcone \u00e8 quello che conta il maggior numero di deportati, 28 uomini e 8 donne, seguito da Doberd\u00f2 del Lago con 22 uomini e 5 donne. Il terzo comune per numero di internati \u00e8 quello di Ronchi dei Legionari da cui vengono deportati 22 uomini e una donna. Fogliano conta invece 11 internati, fra cui 3 donne deportate ad Auschwitz, mentre San Canzian d\u2019Isonzo conta 7 deportati maschi, Staranzano 5, fra cui una donna, San Pier d\u2019Isonzo un uomo e una donna e Turriaco&nbsp; due uomini.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono 29, tutti maschi, coloro che non fanno ritorno dai lager. Otto sono i caduti della citt\u00e0 dei cantieri, fra cui anche uno dei pi\u00f9 giovani del territorio di Monfalcone, l\u2019elettricista sedicenne Giuseppe Pilutto, partigiano della brigata <em>Garibaldi Trieste<\/em>. Altri otto provengono dal comune di Ronchi, tutti combattenti della brigata <em>Garibaldi Trieste<\/em>: fra loro il pi\u00f9 anziano, il commissario politico Elio Tambarin di 48 anni, militante comunista, arrestato e incarcerato nel 1925 per aver asportato lo stemma del fascio della sede di Ronchi e confinato nel 1940 per tre&nbsp; anni a Pisticci e Ventotene.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche il comune di Doberd\u00f2 del Lago conta otto partigiani dell\u2019EPLJ, della brigata <em>Garibaldi Trieste<\/em> e dell\u2019intendenza <em>Montes<\/em> deceduti nei campi di concentramento. Fra loro il contadino Ottone Jarc, partigiano dell\u2019intendenza <em>Montes<\/em>, che muore a 16 anni nel lager di Natzweiler e lo studente Antonio Ferletic, partigiano della brigata <em>Garibaldi Trieste<\/em>, deportato a 15 anni a Dachau e a Buchenwald e morto a 17 per le malattie contratte nel lager pochi mesi dopo essere rientrato a Doberd\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>Due sono invece i partigiani della brigata <em>Garibaldi Trieste<\/em> di Fogliano che muoiono a Natzweiler e a Neuengamme e altri due quelli di Staranzano che perdono la vita a Buchenwald. Di San Canzian d\u2019Isonzo \u00e8 invece il partigiano dell\u2019intendenza <em>Montes<\/em> Francesco Gardenal, militante comunista e gi\u00e0 confinato politico a Grottole.<\/p>\n\n\n\n<p>Il numero maggiore di caduti si registra nel campo di concentramento di Buchenwald, nel land tedesco della Turingia nella Germania orientale, dove perdono la vita nove deportati del territorio monfalconese. Altri sei muoiono nel lager bavarese di Dachau mentre quattro sono gli scomparsi nel campo di concentramento di Natzweiler, nella regione francese dell\u2019Alsazia, e altrettanti in quello di Mauthausen in Alta Austria. Due invece muoiono a Neuengamme, sobborgo sud orientale della citt\u00e0 di Amburgo, e altri due a Flossenburg, nell\u2019alta Baviera, mentre uno perde la vita a Bergen Belsen, nella Germania nord occidentale, e uno nel campo di detenzione di polizia della Risiera di San Sabba di Trieste, il partigiano monfalconese dell\u2019intendenza <em>Montes<\/em>, Stanislao Milazzi.<\/p>\n\n\n\n<p>Ai 29 deceduti nei lager tedeschi vanno aggiunti i tre prigionieri politici, detenuti nel carcere goriziano, che vengono fucilati dai tedeschi. Il primo ad essere passato per le armi \u00e8 il diciottenne monfalconese, originario della cittadina pugliese di Gallipoli, Fernando Selvaggio. Partigiano della brigata <em>Garibaldi Trieste<\/em>,&nbsp; viene condannato a morte dal Tribunale speciale per la sicurezza pubblica e fucilato sul Piazzale delle Milizie del Castello di Gorizia il 30 dicembre 1944.<\/p>\n\n\n\n<p>A lui fa seguito il ventiduenne carpentiere di Monfalcone Leopoldo Semolic, anche lui, come Selvaggio, partigiano della brigata <em>Garibaldi Trieste<\/em>, che il 4 aprile 1945, viene prelevato dal carcere dagli agenti del Servizio di Sicurezza delle SS, condotto a Loqua e fucilato.<\/p>\n\n\n\n<p>Ultimo a cadere davanti al plotone di esecuzione \u00e8 il diciassettenne tornitore Licio Feresin, di Ronchi dei Legionari, partigiano dell\u2019Intendenza Montes, che viene passato per le armi a Sambasso il 26 aprile 1945, quattro giorni prima della Liberazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Luciano Patat<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Carcere di Gorizia: i deportati e i fucilati del Monfalconese<\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table><tbody><tr><td>&nbsp;<\/td><td>Deportati nei lager<\/td><td>Lavoratori coatti<\/td><td>Totali internati<\/td><td>Deceduti nei lager<\/td><td>Fucilati<\/td><\/tr><tr><td>Doberd\u00f2<\/td><td>&nbsp;11<\/td><td>16<\/td><td>27<\/td><td>8<\/td><td>&nbsp;<\/td><\/tr><tr><td>Fogliano<\/td><td>&nbsp;11<\/td><td>&#8211;<\/td><td>11<\/td><td>2<\/td><td>&nbsp;<\/td><\/tr><tr><td>Monfalcone<\/td><td>&nbsp;28<\/td><td>&nbsp;8<\/td><td>36<\/td><td>8<\/td><td>2<\/td><\/tr><tr><td>Ronchi<\/td><td>16<\/td><td>7<\/td><td>23<\/td><td>8<\/td><td>1<\/td><\/tr><tr><td>San Canzian<\/td><td>&nbsp;4<\/td><td>3<\/td><td>7<\/td><td>1<\/td><td>&nbsp;<\/td><\/tr><tr><td>San Pier<\/td><td>&nbsp;1<\/td><td>&nbsp;1<\/td><td>2<\/td><td>&#8211;<\/td><td>&nbsp;<\/td><\/tr><tr><td>Staranzano<\/td><td>&nbsp;4<\/td><td>&nbsp;1<\/td><td>5<\/td><td>2<\/td><td>&nbsp;<\/td><\/tr><tr><td>Turriaco<\/td><td>&nbsp;1<\/td><td>&nbsp;1<\/td><td>2<\/td><td>&#8211;<\/td><td>&nbsp;<\/td><\/tr><tr><td>&nbsp;<\/td><td>&nbsp;<\/td><td>&nbsp;<\/td><td>&nbsp;<\/td><td>&nbsp;<\/td><td>&nbsp;<\/td><\/tr><tr><td>Totali<\/td><td>76<\/td><td>37<\/td><td>113<\/td><td>29<\/td><td>3<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>I deportati deceduti nei lager tedeschi<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Doberd\u00f2 del Lago = 8<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ferfoglia Giuseppe (Dachau)<\/p>\n\n\n\n<p>Ferletic Antonio (Buchenwald)<\/p>\n\n\n\n<p>Frandolic Andrea (Dachau)<\/p>\n\n\n\n<p>Jarz Ottone (Natzweiler)<\/p>\n\n\n\n<p>Jelen Luigi (Buchenwald)<\/p>\n\n\n\n<p>Lavrencic Mario (Buchenwald)<\/p>\n\n\n\n<p>Lavrencic Rodolfo (Buchenwald)<\/p>\n\n\n\n<p>Marusic Francesco (Dachau)<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Fogliano = 2<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Furlan Italo (Natzweiler)<\/p>\n\n\n\n<p>Mariotti Attilio (Neuengamme)<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Monfalcone = 8<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Boneta Giuseppe (Dachau)<\/p>\n\n\n\n<p>Ferletic Giuseppe (Mauthausen)<\/p>\n\n\n\n<p>Geretti Valentino (Flossenb\u00fcrg)<\/p>\n\n\n\n<p>Midena Emilio (Flossenb\u00fcrg)<\/p>\n\n\n\n<p>Milazzi Stanislao (Risiera di San Sabba)<\/p>\n\n\n\n<p>Pilutto Giuseppe (Dachau)<\/p>\n\n\n\n<p>Stelli Mario (Buchenwald)<\/p>\n\n\n\n<p>Vincenzini Renzo (Natzweiler)<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ronchi del Legionari = 8<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Battistella Angelo (Natzweiler)<\/p>\n\n\n\n<p>Buttignon Aldo (Mauthausen)<\/p>\n\n\n\n<p>Cervai Domenico (Buchenwald)<\/p>\n\n\n\n<p>Pahor Federico (Buchenwald)<\/p>\n\n\n\n<p>Tambarin Elio (Neuengamme)<\/p>\n\n\n\n<p>Toffolo Bruno (Mauthausen)<\/p>\n\n\n\n<p>Ulrich Dino (Mauthausen)<\/p>\n\n\n\n<p>Violin Bruno (Dachau)<\/p>\n\n\n\n<p><strong>San Canzian d\u2019Isonzo = 1<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Gardenal Francesco (Buchenwald)<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Staranzano = 2<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Casarsa Attilio (Bergen Belsen)<\/p>\n\n\n\n<p>Soranzio Ugo (Buchenwald)<\/p>\n\n\n\n<p><strong>I fucilati<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Feresin Licio di Ronchi dei Legionari (Sambasso)<\/p>\n\n\n\n<p>Selvaggio Fernando di Monfalcone (Castello di Gorizia)<\/p>\n\n\n\n<p>Semolic Leopoldo di Monfalcone (Loqua)<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Foto<\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" width=\"386\" height=\"485\" src=\"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/1-Feresin-Licio-rotated.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4494\" srcset=\"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/1-Feresin-Licio-rotated.jpg 386w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/1-Feresin-Licio-239x300.jpg 239w, 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class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" width=\"729\" height=\"1024\" src=\"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/5-Pahor-Maria-729x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4498\" srcset=\"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/5-Pahor-Maria-729x1024.jpg 729w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/5-Pahor-Maria-214x300.jpg 214w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/5-Pahor-Maria-768x1079.jpg 768w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/5-Pahor-Maria-1093x1536.jpg 1093w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/5-Pahor-Maria-104x146.jpg 104w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/5-Pahor-Maria-36x50.jpg 36w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/5-Pahor-Maria-53x75.jpg 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Foto segnaletica di Tambarin Elio di Ronchi, confinato politico deportato a Dachau e deceduto a Neuengamme<\/p>\n\n\n\n<p>5 \u2013 Buchenwald: Scheda personale di Pahor Maria di Monfalcone, deportata a Ravensbr\u00fcck e Buchenwald<\/p>\n\n\n\n<p>6 \u2013 Buchenwald: Scheda personale di Lavrencic Rodolfo di Doberd\u00f2, deportato a Dachau e deceduto a Buchenwald<\/p>\n\n\n\n<p>7 \u2013 Dachau: Carta effetti di Furlan Italo di Fogliano, partigiano della divisione <em>Garibaldi Natisone<\/em>, deportato a Dachau e deceduto a Natzweiler<\/p>\n\n\n\n<p>8 \u2013 Ravensbr\u00fcck: Scheda della prigioniera Marusic Carolina di Doberd\u00f2, deportata a Ravensbr\u00fcck e Buchenwald<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Due giorni dopo l\u2019annuncio della resa italiana e dell\u2019armistizio con gli alleati, il 10 settembre 1943 Hitler emana l\u2019ordinanza che istituisce nelle province orientali d\u2019Italia la Zona di Operazioni Litorale Adriatico, un territorio separato dal resto del Paese e di fatto annesso al Terzo Reich, dove tutti i poteri, sia politici che militari ed economici, sono nelle mani dei tedeschi e sul quale il governo della Repubblica Sociale di Mussolini non pu\u00f2 esercitare alcuna funzione. Nel Litorale Adriatico la lotta<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":4493,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[13],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4492"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4492"}],"version-history":[{"count":1,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4492\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4502,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4492\/revisions\/4502"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/media\/4493"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4492"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4492"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4492"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}