{"id":4482,"date":"2023-02-25T18:54:25","date_gmt":"2023-02-25T17:54:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=4482"},"modified":"2023-02-25T18:54:26","modified_gmt":"2023-02-25T17:54:26","slug":"laltro-pasolini","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2023\/02\/25\/laltro-pasolini\/","title":{"rendered":"L\u2019altro Pasolini"},"content":{"rendered":"\n<p>di Andrea Zannini del 25\/2\/2023<\/p>\n\n\n\n<p>Fra le vicissitudini che contribuirono a formare psicologicamente e politicamente Pier Paolo Pasolini, senza dubbio il fatto che rappresent\u00f2 l\u2019evento cruciale nella sua giovane et\u00e0 fu l\u2019uccisione di suo fratello partigiano Guidoalberto (1925-1945) a Porz\u00fbs.<\/p>\n\n\n\n<p>Pierpaolo, Guido, questo il nome usato in famiglia, e la loro madre Susanna ripararono da Bologna nel 1943 a Casarsa, in Friuli, il paese della famiglia della madre. I ragazzi vi avevano passato le estati, nel corso di una vita famigliare spesa al seguito delle varie destinazioni di servizio del padre militare. Nel 1941 Carlo Alberto \u00e8 per\u00f2 prigioniero in Africa, Pier Paolo \u00e8 iscritto all\u2019universit\u00e0 a Bologna, Guido frequenta il liceo scientifico a Pordenone. Quando cade il fascismo la loro reazione \u00e8 diversa, come diversi sono i loro caratteri. Pier Paolo, che ha gi\u00e0 pubblicato la raccolta <em>Poesie a Casarsa<\/em>, conduce una vita di studio e scrittura; Guido inizia una serie di spericolate azione contro i presidi nazifascisti. La sua \u00e8 una ribellione naturale, che si trasforma presto in resistenza consapevole. Nel maggio 1944, conseguito il diploma e in attesa della cartolina di precetto, sceglie la clandestinit\u00e0, sale in montagna.<\/p>\n\n\n\n<p>Non si unisce per\u00f2 alla Brigata Garibaldi, che sta facendo il pieno di giovani che fuggono dalla leva sotto le insegne di Sal\u00f2 o della Wermacht. Sceglie la Brigata Osoppo, che riunisce cattolici, ex militari rimasti per\u00f2 fedeli al re (\u201cbadogliani\u201d) e azionisti. Viene mandato a combattere sul fronte delle Prealpi Giulie, un quadrante cruciale della Resistenza friulana.<\/p>\n\n\n\n<p>Qui, nell\u2019estate 1944, quando l\u2019arrivo degli anglo-americani sembra imminente e la fine della guerra vicina, l\u2019Osoppo, la Garibaldi e assieme ad essa i partigiani sloveni, liberano per poche settimane un\u2019ampia Zona Libera, proprio a ridosso di Udine e delle sue importanti vie di comunicazione. Quando, per\u00f2, alla fine dell\u2019estate, la rappresaglia nazifascista pone fine alla Zona Libera, l\u2019accordo si spacca. La Garibaldi prepara il passaggio funzionale sotto il comando dell\u2019Esercito di Liberazione Jugoslavo, mentre l\u2019Osoppo si rifiuta: vuole presidiare quest\u2019area di confine, temendo che le intenzioni di annessione di queste terre espresse da Tito possano diventare realt\u00e0. Imprudentemente, all\u2019insaputa della Garibaldi, l\u2019Osoppo ha rapporti con i fascisti, che ne ricercano l\u2019appoggio in funzione antislava.<\/p>\n\n\n\n<p>Il 7 febbraio 1945 una spedizione dei GAP comunisti sorprende la piccola guarnigione dell\u2019Osoppo rimasta alle malghe di Topli Uork, dette malghe di Porz\u00fbs. Uccide subito i capi, tra cui il comandante Francesco De Gregori \u201cBolla\u201d e una donna che si trova alle malghe ed era stata denunciata da Radio Londra come spia. Quattordici altri giovani partigiani osovani vengono fatti prigionieri dai GAP, portati a valle, ed eliminati nei giorni successivi.<\/p>\n\n\n\n<p>Fra di essi, Guido Pasolini, di cui in famiglia si avevano poche notizie. Solo dopo la liberazione di Udine (1\u00b0 maggio) si abbatte su Pier Paolo e Susanna la notizia dell\u2019uccisione di Guido, che viene sepolto a Casarsa alla met\u00e0 di giugno. Iniziano per Pier Paolo mesi di profonda afflizione e tormento, che danno inizio, o accelerano, la sua maturazione politica. La sua prima lettura dell\u2019eccidio di Porz\u00fbs \u00e8 tutta nazionalistica, poi, tra 1947 e 1948, quando entra nel PCI, rielabora politicamente e moralmente la strage, pur tenendo ferma la ferma condanna dei \u201ccompagni comunisti\u201d che l\u2019hanno commessa.<\/p>\n\n\n\n<p>La pi\u00f9 bella pagina dedicata al fratello morto Pier Paolo la scrive in un dramma storico in friulano, i <em>Turcs tal Fri\u00f9l<\/em>, che racconta la storia dell\u2019invasione delle bande turchesche in Friuli nell\u2019anno 1499. Il pianto del personaggio Pauli sul cadavere del fratello pi\u00f9 giovane, morto per difendere la sua patria dall\u2019invasione dei turchi balcanici, \u00e8 straziante. Ma il dramma porta la data autografa \u201cmaggio 1944\u201d. Come pu\u00f2 averla scritta, Pier Paolo, un anno prima della morte di Guido? E, soprattutto, perch\u00e9 non ha mai voluto pubblicare questo straordinario atto unico, da lui stesso definito \u201cla miglior cosa che io abbia scritto in friulano\u201d? Perch\u00e9 l\u2019ha tenuto nel cassetto tutta la vita?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Andrea Zannini del 25\/2\/2023 Fra le vicissitudini che contribuirono a formare psicologicamente e politicamente Pier Paolo Pasolini, senza dubbio il fatto che rappresent\u00f2 l\u2019evento cruciale nella sua giovane et\u00e0 fu l\u2019uccisione di suo fratello partigiano Guidoalberto (1925-1945) a Porz\u00fbs. Pierpaolo, Guido, questo il nome usato in famiglia, e la loro madre Susanna ripararono da Bologna nel 1943 a Casarsa, in Friuli, il paese della famiglia della madre. 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