{"id":4419,"date":"2023-01-22T12:35:58","date_gmt":"2023-01-22T11:35:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=4419"},"modified":"2023-01-22T12:35:58","modified_gmt":"2023-01-22T11:35:58","slug":"che-ne-sai-tu","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2023\/01\/22\/che-ne-sai-tu\/","title":{"rendered":"Che ne sai tu?"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Grazie Pino, ti porteremo dentro di noi&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Che ne sai tu?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u201c <em>Caro mio, che ne sai, tu\u2026di tutta la fatica che bisogna spendere per scrollarsi di dosso la pesantezza dello sbaglio. Quello sbaglio afferrato e vissuto con l\u2019illusione leggera del prestito, e poi sopportato con l\u2019ingiustizia degli strozzini per millequattrocentoquaranta minuti al giorno, ogni giorno. Che ne sai ,tu, di come sia difficile la strada quando il fiato pretende il ritmo dell\u2019affanno, quando l\u2019acquolina in bocca diventa sputo, quando l\u2019et\u00e0 si toglie il disbrigo della conta, e quando l\u2019uso e l\u2019abuso dell\u2019ingiusto diventano impellenti come il pane quotidiano. Che ne sai, tu, dei temporali travestiti da sole, che fingono di compiacerti il panorama e poi ti spengono la luce e, al buio, ti bastonano fino a farti ammalare di tristezza eterna.<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" width=\"720\" height=\"480\" src=\"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/anche-questa.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4422\" srcset=\"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/anche-questa.jpg 720w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/anche-questa-300x200.jpg 300w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/anche-questa-219x146.jpg 219w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/anche-questa-50x33.jpg 50w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/anche-questa-113x75.jpg 113w\" sizes=\"(max-width: 720px) 100vw, 720px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p><em>Che ne sai, tu\u2026del peso e della maledizione delle etichette, che moralisti con morali senza riflessione t\u2019incollano sulla fronte e sulla vita. Non \u00e8 mica cos\u00ec facile guarire, quando gli altri non ti riconoscono il diritto a una salute. Che ne sai, tu, di tutte le dita puntate sulle spalle, delle lingue che frustano la schiena, e della maldicenza che avvolge la tua storia, col fango, impedendoti cos\u00ec di galleggiare sull\u2019ipotesi di una rinascita.&nbsp; Che ne sai, tu\u2026dei morsi e dei rimorsi ingoiati e fatti girare dentro le indigestioni della coscienza. Mille volte maledizione al nostro sbaglio, mille volte perdono a chi lo ha dovuto subire. Che ne sai, tu, delle notti scosse come un mare agitato, quando ti impongono l\u2019insonnia con le onde del passato, o quando accendono i riflettori del rammarico per illuminare e rammentare i passaggi di uno spreco. Che ne sai, tu\u2026dei piccoli grandi successi capaci di ribaltarti la storia e allargarti il sorriso. A volte basta poco: un piccolo sostegno, una mano allungata senza il guanto del sospetto. Con la generosit\u00e0 di un gestosi pu\u00f2 abbassare la salita, resuscitare un figlio, riscoprire una madre, un padre, e si pu\u00f2 persino sbugiardarsi il peso morto di una rassegnazione. Che ne sai, tu, di come una pianta secca possa inventarsi un fiore, e poi un seme, e poi altri fiori, e tutti rammentando gli inciampi trascorsi, accuratamente cresciuti con l\u2019attenzione di un petalo.<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" width=\"1024\" height=\"665\" src=\"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/PINO-MEMORIA-1024x665.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4421\" srcset=\"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/PINO-MEMORIA-1024x665.jpg 1024w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/PINO-MEMORIA-300x195.jpg 300w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/PINO-MEMORIA-768x499.jpg 768w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/PINO-MEMORIA-1536x998.jpg 1536w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/PINO-MEMORIA-2048x1331.jpg 2048w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/PINO-MEMORIA-225x146.jpg 225w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/PINO-MEMORIA-50x32.jpg 50w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/PINO-MEMORIA-115x75.jpg 115w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption>Bonaventura Monfalcone-28.01.2016 Serata per la giornata della memoria-Teatro Pio X-Staranzano-foto di Katia Bonaventura<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><em>Che ne sai, tu\u2026della storia di una testa bassa che mette un piede oltre la vergogna, e si concede di diventare fronte. Fronte per millequattrocentoquaranta minuti, ogni giorno. Sapessi quanta fatica si \u00e8 costretti a spendere, prima di raggiungere e conquistare la sensazione del riscatto. Basta un niente per ricadere, ci vuole una vita per risorgere.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Che ne sai, tu\u2026e se lo sai, b\u00e8, allora ti chiedo scusa, e prova a comprendere tutto il mio timore per la miseria del non sapere altrui<\/em>!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Pino Roveredo<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>da Mastica e sputa<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Grazie Pino, ti porteremo dentro di noi&nbsp; Che ne sai tu? \u201c Caro mio, che ne sai, tu\u2026di tutta la fatica che bisogna spendere per scrollarsi di dosso la pesantezza dello sbaglio. Quello sbaglio afferrato e vissuto con l\u2019illusione leggera del prestito, e poi sopportato con l\u2019ingiustizia degli strozzini per millequattrocentoquaranta minuti al giorno, ogni giorno. 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