{"id":4350,"date":"2022-11-22T19:01:33","date_gmt":"2022-11-22T18:01:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=4350"},"modified":"2022-11-22T19:01:35","modified_gmt":"2022-11-22T18:01:35","slug":"linea-bianca-un-podcast-sulla-nascita-del-confine-a-gorizia","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2022\/11\/22\/linea-bianca-un-podcast-sulla-nascita-del-confine-a-gorizia\/","title":{"rendered":"Linea Bianca, un podcast sulla nascita del confine a Gorizia"},"content":{"rendered":"\n<h6>di Gianni Galleri da Meridiano 13 del \u00a021\/11\/2022<\/h6>\n\n\n\n<p>&nbsp;Da settembre \u00e8 disponibile sui principali siti di streaming audio un podcast che parla del confine orientale. Al centro della narrazione ci sono le vicende che durante il Ventesimo secolo hanno riguardato la citt\u00e0 di Gorizia: unita, poi divisa e poi nuovamente riunita. Il podcast colpisce per la qualit\u00e0 del prodotto e per la potenza delle storie che contiene. Per questo motivo abbiamo intervistato Alessandro Cattunar e Natalie Norma Fella, ovvero due delle persone che hanno realizzato Linea Bianca. Alessandro Cattunar, storico e insegnante, presidente dell\u2019associazione&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/quarantasettezeroquattro\/?__tn__=kK*F\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Quarantasettezeroquattro<\/a>&nbsp;e curatore di progetti di storia pubblica tra cui&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/topografiedellamemoria?__tn__=-%5DK*F\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Topografie della memoria<\/a>. Natalie Norma Fella, attrice e autrice di spettacoli teatrali, audiowalk e podcast; ha all\u2019attivo numerose collaborazioni tra Milano, Montreal e Friuli-Venezia Giulia, tra cui quella con 47|04; per Linea Bianca \u00e8 scrittrice, voce narrante, produttrice e montatrice.<\/p>\n\n\n\n<h5><strong>Partiamo dall\u2019inizio: come nasce l\u2019idea di Linea Bianca? Potete parlarci del lavoro di ricerca?<\/strong><\/h5>\n\n\n\n<p><strong>Alessandro<\/strong>:&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.spreaker.com\/show\/linea-bianca\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Il podcast Linea Bianca<\/a>&nbsp;\u00e8 l\u2019ultimo tassello di un progetto molto ramificato, che affonda le sue radici in un\u2019attivit\u00e0 di ricerca cominciata 15 anni fa quando, insieme a Kaja \u0160irok, storica slovena, ho deciso di iniziare ad indagare la storia di Gorizia, Nova Gorica e dell\u2019area di confine a partire dai racconti di vita dei testimoni. Un progetto che si basava (e si basa tutt\u2019ora) sul desiderio di ricostruire gli eventi storici ma soprattutto di analizzare le dinamiche della memoria, sia a livello personale che a livello pubblico e collettivo, nella consapevolezza di quanto&nbsp;sia complesso capire e raccontare le aree di frontiera, in cui si intrecciano diverse identit\u00e0, culture, lingue, sensibilit\u00e0 politiche.<\/p>\n\n\n\n<p>In questi anni, grazie alla collaborazione di diversi storici e videomaker (\u0160tefan \u010cok, Andrea Colbacchini, Alessia Tamer, Ruban Vuaran), abbiamo realizzato pi\u00f9 di centoventi videointerviste, cercando di coprire tutto il periodo che va dagli anni Venti fino ad oggi. Abbiamo cercato di soffermarci sulle percezioni individuali degli avvenimenti, sul linguaggio e le categorie utilizzati per definire e spiegare i momenti cruciali di questa storia, su come i racconti individuali fossero in grado di restituire la dimensione della complessit\u00e0. Racconti che fanno emergere chiaramente responsabilit\u00e0 e dinamiche socio-politiche, evidenziando, al contempo, molte sfumature, situazioni ibride, interpretazioni capaci di superare quelle sterili contrapposizioni ideologiche che in molti casi, soprattutto a partire dagli anni Duemila, hanno segnato il dibattito pubblico su questi temi.<\/p>\n\n\n\n<p>A partire da questo lavoro di raccolta e interpretazione delle fonti orali, abbiamo realizzato un archivio multimediale attraverso cui renderle fruibili, in connessione con foto d\u2019archivio e personali (<a href=\"http:\/\/www.stradedellamemoria.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">www.stradedellamemoria.it<\/a>), e inaugurato un percorso storico-turistico multimediale a cielo aperto, intitolato&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.topografiedellamemoria.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Topografie della memoria<\/a>. Poco dopo, nel&nbsp;2014 ho pubblicato un volume con Mondadori Education dal titolo&nbsp;<em>Il confine delle memorie<\/em>&nbsp;e con l\u2019Associazione 47|04, con cui ho condiviso tutto questo lavoro, ci siamo messi a progettare altri prodotti di \u201cpublic history\u201d con l\u2019intento di lavorare su fronti diversi con linguaggi differenti. Nasce cos\u00ec l\u2019idea di realizzare una mostra multimediale presso uno dei valichi di confine (promossa dal Comune di Gorizia e curata da 47|04 inaugurer\u00e0 fra poche settimane); una lezione-spettacolo multimediale, uno&nbsp;<a href=\"http:\/\/www.quarantasettezeroquattro.it\/gorizia-confine\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">storytelling&nbsp;on line<\/a>&nbsp;e, appunto, il podcast Linea bianca.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Natalie<\/strong>:&nbsp;Personalmente avevo gi\u00e0 avuto modo di lavorare con Alessandro costruendo insieme delle lezioni-spettacolo sul tema della nascita del confine a Gorizia. Un tema che l\u2019associazione 47|04 approfondisce e diffonde da molto tempo. Ed \u00e8 grazie alla collaborazione sviluppata con loro negli anni che mi sono avvicinata alla storia di questa citt\u00e0 (anzi, di queste citt\u00e0). Mi piaceva l\u2019idea di condividere attraverso un podcast quello che io stessa ho scoperto negli ultimi anni. Questo territorio, come racconto in Linea Bianca, non fa parte delle mie radici ma nel tempo \u00e8 diventato un luogo a cui tornare.&nbsp;Negli anni ho avuto l\u2019impressione che pi\u00f9 ci si avvicina alla storia dell\u2019area goriziana e pi\u00f9 si amplificano le complessit\u00e0, ma forse \u00e8 proprio in questa natura sfaccettata, sfuggente, complessa e contraddittoria che sta l\u2019identit\u00e0 di quest\u2019area di confine. Ed \u00e8 anche a partire da queste complessit\u00e0 e contraddizioni che abbiamo iniziato a ragionare sull\u2019idea del podcast; sono stati i due aspetti da cui partire per indagare i materiali storici e d\u2019archivio che 47|04 ha messo a disposizione.<\/p>\n\n\n\n<h5><strong>Di fronte a una storia cos\u00ec complessa come avete deciso la linea narrativa?<\/strong><\/h5>\n\n\n\n<p><strong>Alessandro<\/strong>: Abbiamo deciso di partire dalla fine, da una giornata cruciale per il territorio goriziano, che \u00e8 il 16 settembre 1947. \u00c8 il giorno in cui le truppe alleate tracciano il nuovo confine che divide Italia e Jugoslavia. Una linea decisa durante le conferenze di pace a Parigi,&nbsp;il 10 febbraio dello stesso anno. \u00c8 il momento in cui la popolazione goriziana deve accettare il fatto che la propria citt\u00e0 e comunit\u00e0 verr\u00e0 divisa tra due stati, due concezioni del mondo, due blocchi. E le famiglie dovranno decidere da che parte stare.<\/p>\n\n\n\n<p>Per raccontare come si \u00e8 arrivati a definire quel nuovo confine, abbiamo deciso di non seguire una linea strettamente&nbsp;cronologica, ma di soffermarci&nbsp;su tre momenti fondamentali, tre fasi in cui le dinamiche identitarie si sono trovate al centro delle vicende politiche e sociali. E abbiamo deciso di partire dal momento pi\u00f9 complesso e controverso: la fine della Seconda guerra mondiale e la cacciata dei nazisti, fra il 30 aprile e il 2 maggio 1945. Le successive due puntate sono dedicate a ci\u00f2 che avviene prima e dopo questo momento cruciale, e quindi, da un lato, al ventennio fascista e alle politiche di snazionalizzazione e italianizzazione e dall\u2019altro alle manifestazioni per l\u2019appartenenza nazionale che hanno segnato il territorio nell\u2019immediato dopoguerra, durante il periodo del Governo militare alleato.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Natalie:&nbsp;<\/strong>Abbiamo deciso che la nascita della Linea Bianca, del confine, sarebbe stata il punto di partenza e anche il punto di arrivo della linea narrativa di questa stagione. Ci siamo quindi concentrate e concentrati sul periodo che va dalla fine della seconda guerra mondiale al giorno in cui \u00e8 stato segnato il confine. Nella stesura degli episodi ci \u00e8 sembrato importante anche fare un focus sulle condizioni di vita della comunit\u00e0 slovena a Gorizia, dall\u2019ascesa del fascismo in poi, per questo nella seconda puntata si fa un salto indietro nel tempo con il racconto dell\u2019assalto al Trgovski Dom e della vicenda di Lojze Bratu\u017e. Significative sono le storie e le testimonianze intorno al tema dell\u2019oppressione della comunit\u00e0 slavofona e significativi anche il punto di vista e i racconti di chi a quella comunit\u00e0 non apparteneva.<\/p>\n\n\n\n<p>Per chi conosce poco la storia di questo territorio, penso che questi tasselli siano fondamentali per osservare in modo pi\u00f9 consapevole e completo gli eventi dei&nbsp; quarantadue giorni di governo jugoslavo e le dinamiche delle manifestazioni a favore dell\u2019annessione di Gorizia all\u2019Italia o&nbsp;alla Jugoslavia, di cui parliamo nella terza puntata, che hanno animato la citt\u00e0 in attesa della definizione dei confini.<\/p>\n\n\n\n<h5><strong>Un podcast \u00e8 un prodotto che per sua natura non pu\u00f2 contenere tutto. Anzi, mette sotto la luce alcune cose, ma ne oscura altre. Ci sono state storie o aspetti che avrebbero meritato di essere inclusi nelle puntate, ma che alla fine sono rimasti fuori?<\/strong><\/h5>\n\n\n\n<p><strong>Alessandro<\/strong>: Innanzitutto,&nbsp;abbiamo deciso di puntare sull\u2019intreccio di esperienze e punti di vista differenti. Questo ci ha permesso di dar voce a molti testimoni, facendo emergere sguardi, sensibilit\u00e0, interpretazioni, ma al contempo non ci ha permesso di restituire i singoli percorsi di vita nella loro profondit\u00e0 e complessit\u00e0. Ad ogni modo, questa dimensione la si pu\u00f2 recuperare andando ad ascoltare le testimonianze nella loro interezza sul portale&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.stradedellamemoria.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Strade della memoria<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>E poi abbiamo lasciato da parte molti aspetti e molte storie che, magari, proporremo in futuro, in una seconda serie del podcast. A me personalmente piacerebbe focalizzarmi sul periodo antecedente la Prima guerra mondiale e sul modo in cui i goriziani si percepiscono e si descrivono come una comunit\u00e0 ibrida, basata sulla convivenza e sulla consapevolezza che diverse identit\u00e0 convivono all\u2019interno di ogni famiglia e di ogni persona. La Gorizia dell\u2019anteguerra \u00e8 un bellissimo laboratorio in cui identit\u00e0 culturali, le lingue,&nbsp;le convinzioni politiche si confrontano e si mescolano.<\/p>\n\n\n\n<p>E poi mi piacerebbe raccontare i mesi del Governo militare alleato, quando a Gorizia c\u2019erano americani, inglesi, neozelandesi&nbsp;e indiani. Quando sono arrivate scatolette con alimenti mai visti prima, sigarette, cioccolata, pane bianco. Quando i goriziani e le goriziane hanno iniziato a sperare di poter uscire dalla miseria della guerra, anche attraverso matrimoni che li avrebbero portati a trasferirsi, di l\u00ec a poco, negli Stati Uniti. Un periodo vivace e contradditorio,&nbsp;tra residui del passato, vecchi rancori e speranze in un futuro ancora molto incerto.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Natalie<\/strong>: Sicuramente sono rimaste fuori molte cose. Moltissime testimonianze e anche molti aspetti storici che per le scelte fatte per queste quattro puntate, abbiamo dovuto mettere da parte. Avevamo una grande mole di materiali di partenza,&nbsp; numerose interviste d\u2019archivio, molto lunghe e approfondite. Racconti che toccavano pi\u00f9 decenni di vita personale e di storia collettiva. Abbiamo scelto di restituire,&nbsp; nella prima puntata, una pluralit\u00e0 di voci e racconti e, in seguito nel corso degli episodi successivi, focalizzare il racconto su poche testimonianze significative. Come hai visto, ad Alessandro piacerebbe focalizzarsi su un periodo precedente a quello raccontato, a me invece piacerebbe provare a spingerci in un tempo pi\u00f9 vicino a quello contemporaneo, indagare&nbsp; com\u2019\u00e8 cambiata la citt\u00e0 quando muoversi tra i due paesi \u00e8 diventato pi\u00f9 semplice, indagare come sono diventate Gorizia e Nova Gorica oggi. Penso mi piacerebbe&nbsp;intrecciare il racconto del presente con il racconto di momenti della storia di cui parlava Alessandro, eventi che ancora non abbiamo affrontato o approfondito in Linea Bianca (dagli anni dell\u2019impero austro-ungarico ai quarantadue giorni di governo jugoslavo, agli anni del disgelo, etc\u2026)<\/p>\n\n\n\n<p>Qui forse si vede che Alessandro \u00e8 uno storico e io no, ma penso sia una ricchezza, credo che il desiderio di osservare epoche diverse potrebbe far nascere un racconto parallelo ricco di molti spunti per guardare al presente e al futuro di queste due citt\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h5><strong>Unica anticipazione per i lettori rispetto al vostro lavoro. Ho trovato questo passaggio di grande potenza:<\/strong><\/h5>\n\n\n\n<p>Uno in frontiera non \u00e8 solo s\u00e9, \u00e8 anche l\u2019altro e quindi si trova a doversi scindere. Fare delle scelte in questo caso \u00e8 traumatico e ingiusto. Perch\u00e9 scegliere di essere uno, anzich\u00e9 essere \u201cplurimo\u201d. Essere plurimo vuol dire avere maggiore ricchezza. La storia ogni tanto ti obbliga, tu sei questo, tu sei questo ed \u00e8 un impoverimento e una barbarie. Perch\u00e9 devo scindermi da una di queste identit\u00e0. Io sono ricco, perch\u00e9 dovrei diventare povero? I nazionalismi sono sempre perversi, meglio avere un\u2019identit\u00e0 varia che un\u2019identit\u00e0 ossessiva.<\/p>\n\n\n\n<h5>\u00c8 la prima frase che si sente pronunciare da un intervistato nella prima puntata. Possiamo dire che questo passaggio \u00e8 il manifesto di Linea Bianca?<\/h5>\n\n\n\n<p><strong>Alessandro<\/strong>: Certamente lo \u00e8. La testimonianza di Franco Giraldi, che \u00e8 stato un importante regista e sceneggiatore, \u00e8 stata fra le prime che abbiamo raccolto e, in qualche modo, ha guidato la nostra linea di ricerca prima e le scelte drammaturgiche poi. Pone al centro la questione fondamentale dell\u2019identit\u00e0 e di come i nazionalismi portino a definirla e a percepirla in maniera distorta, esclusiva,&nbsp;contrappositiva. Gorizia prima della Grande guerra dimostra che \u00e8 possibile un altro \u201capproccio\u201d alla questione identitaria, e speriamo che oggi, dopo l\u2019allargamento dell\u2019Ue e la prospettiva della Capitale europea della cultura 2025, quello spirito possa essere riaffermato.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Natalie<\/strong>: Non l\u2019ho mai pensata come un manifesto, anche perch\u00e9 per me Linea Bianca \u00e8 un racconto e forse per un racconto non c\u2019\u00e8 bisogno di manifesti. Di sicuro sono parole potenti e ispiranti, sono state uno dei&nbsp;nuclei da cui partire e a cui tornare. Infatti non a caso, parti di quell\u2019intervista, compaiono sia all\u2019inizio della prima puntata, come ricordi bene, che alla fine dell\u2019ultimo episodio.<\/p>\n\n\n\n<p>Pur senza aver avuto la fortuna di incontrarlo di persona, ho la sensazione che la testimonianza di Franco Giraldi ci abbia indicato una strada per il racconto, e che ce l\u2019abbia indicata con la discrezione di un maestro, di un osservatore acuto e discreto, che ce l\u2019abbia indicata come un bagliore che fa luce sulle cose e poi ti lascia con il ricordo delle cose viste in quel bagliore e la necessit\u00e0 di metterle in ordine per provare autonomamente a creare e dare loro un senso.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n\n<p><em>Potete trovare ulteriori informazioni&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/lineabianca.podcast\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">sulla pagina facebook del podcast Linea Bianca<\/a><\/em><em>.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Gianni Galleri da Meridiano 13 del \u00a021\/11\/2022 &nbsp;Da settembre \u00e8 disponibile sui principali siti di streaming audio un podcast che parla del confine orientale. 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