{"id":4315,"date":"2022-10-27T16:31:03","date_gmt":"2022-10-27T14:31:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=4315"},"modified":"2022-11-01T21:49:51","modified_gmt":"2022-11-01T20:49:51","slug":"per-la-slovenia-il-2022-e-senza-dubbio-un-anno-elettorale","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2022\/10\/27\/per-la-slovenia-il-2022-e-senza-dubbio-un-anno-elettorale\/","title":{"rendered":"Per la Slovenia il 2022 \u00e8 senza dubbio un anno &#8220;elettorale&#8221;."},"content":{"rendered":"\n<p>di Andrea Bellavite del 27\/10\/2022<\/p>\n\n\n\n<p>La chiamata alle urne \u00e8 iniziata il 24 aprile, con la netta vittoria del partito Svoboda del nuovo primo ministro Robert Golob e della coalizione di centro sinistra formata anche da SD (Socialni Democrati, una specie di Partito Democratico) e da Levica (pi\u00f9 o meno la nostra Sinistra). Nell&#8217;occasione il premier uscente Janez Jan\u0161a e il suo partito SDS (Slovenska Demokratska Stranka) sono stati sonoramente sconfitti, insieme a tutte il resto della coalizione del centro destra, fatta eccezione per NSi (Nova Slovenija &#8211; Kr\u010danski Demokrati), una sorta di Democrazia Cristiana post litteram.<\/p>\n\n\n\n<p>La scorsa domenica domenica 23 ottobre, c\u2019\u00e8 stato il secondo importante atto. Gli sloveni sono stati chiamati a scegliere il loro nuovo Presidente della Repubblica, successore di Borut Pahor. E&#8217; interessante notare la particolare forma di elezione. Come si sa, in Italia il Capo dello Stato non \u00e8 eletto direttamente dal popolo, ma da una rappresentanza politica formata dai parlamentari delle due Camere pi\u00f9 gli elettori provenienti dalle Regioni. In Slovenia, anche se non si tratta di un sistema presidenzialista o semipresidenzialista e se il ruolo corrisponde quasi del tutto a quello del presidente italiano, la decisione \u00e8 affidata ai cittadini. I quali, appunto, sono chiamati a offrire con il loro voto la loro preferenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono stati ben sette i candidati che si sono presentati al primo turno, la maggior parte dei quali legati esplicitamente o implicitamente ai partiti di riferimento. Cinque di essi sono gi\u00e0 stati eliminati dalla corsa verso l\u2019ambita poltrona, con risultati abbastanza chiari. Meno voti di tutti ha raccolto il giovane esponente delle Levica, Miha Kordi\u0161, su cui si concentravano le speranze di coloro che si aspettano un cambiamento radicale. Non molto meglio \u00e8 andato il candidato di Nova Slovenija, Janez Cigler Kralj, nonostante un curriculum di tutto rispetto, comprendente anche il ruolo di ministro nel governo di destra di Janez Jan\u0161a. Anche Sabrina Sen\u010dar, espressa dal gruppo Resni,ca (signifca &#8220;Verit\u00e0&#8221;) non \u00e8 andata molto bene, cos\u00ec come i suoi sostenitori, tra i quali alcuni settori della protesta contro il governo precedente, come pure l&#8217;arcipelago dei movimenti anti-vax.&nbsp; Vladimir Prebili\u010d, proposto tra gli altri dal mondo ambientalista del partito Vesna, uscito con le ossa un po&#8217; rotte dalle elezioni politiche dove non ha ottenuto alcun seggio, pu\u00f2 consolarsi con un clamoroso risultato positivo nel territorio del Comune di Ko\u010devje, del quale \u00e8 tuttora sindaco. La sconfitta pi\u00f9 cocente \u00e8 comunque quella di Milan Brglez, parlamentare europeo suggerito esplicitamente dalle forze governative legate al presidente Golob e al partito SD. Si \u00e8 fermato a pi\u00f9 di 8 punti percentuali dalla \u201czona ballottaggio\u201d, centrata dalla seconda classificata, che ha raggranellato circa il 25% dei voti. Una nota locale interessante. Se in tutta la Slovenia i risultati sono stati sostanzialmente simili, \u00e8 da segnalare il risultato di Nova Gorica, dove Brglez \u00e8 arrivato secondo a poca distanza dal primo. Se ai voti del candidato Svoboda\/Sd si aggiungono quelli di Levica, la componente governativa, solo a Nova Gorica, risulta addirittura vincitrice anche rispetto al potente esponente della destra.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ed eccoci ai due che si sfideranno domenica 13 novembre in quella che ormai \u00e8 diventata una corsa a due. Nata\u0161a Pirc Musar, ex giornalista che ha ricevuto al primo turno un endorsement importante come quello del gi\u00e0 presidente della Repubblica Milan Ku\u010dan, parte come seconda, ma ha dalla sua, anche se leggermente, i favori del pronostico. Ha gi\u00e0 infatti ricevuto l\u2019esplicito sostegno dal premier Golob, dal candidato Brglez e dai suoi sostenitori di Brglez, oltre che, almeno in parte, da Levica. In effetti si \u00e8 presentata come esponente di liberi elettori, non vincolata ad alcuna forza politica, ma con una netta simpatia nei confronti delle idee e dei percorsi del centro sinistra. La destra pi\u00f9 a destra pu\u00f2 tirare un momentaneo sospiro di sollievo, avendo proiettato al primo posto uno dei propri personaggi di spicco, An\u017ee Logar, influente ministro degli esteri del precedente governo presieduto da Janez Jan\u0161a.<\/p>\n\n\n\n<p>Una valutazione politica delle elezioni presidenziali si potr\u00e0 trarre solo dopo il turno di ballottaggio. C\u2019\u00e8 stata in effetti una certa confusione nella presentazione dei vari candidati, con diverse incertezze e indecisioni soprattutto nell\u2019ambito del centro sinistra. Ci\u00f2 potrebbe spiegare la debacle di Brglez, peraltro presentato con troppo ritardo in una campagna elettorale gi\u00e0 di per s\u00e9 piuttosto breve. A lui \u00e8 stata preferita la Pirc Musar, sulla carta indipendente, in realt\u00e0 non molto lontana dalle posizioni dei partiti che sostengono il governo Golob. Logar ha un vantaggio cospicuo, intorno agli 8 punti percentuali, ma il percorso per coprire la distanza tra il suo 34% e il 50%+1 \u00e8 molto lungo e non privo di incognite, tenendo anche conto che l\u2019unico potenziale alleato \u2013 tra i sette del primo turno \u2013 Cigler Kralj, dell\u2019area cattolica di Nova Slovenija, porta in dote un 4-5% ben poco rassicurante. Chi vincer\u00e0? Lo sapremo la sera di domenica 6 dicembre.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo il ballottaggio, per gli elettori sloveni la stagione delle votazioni non sar\u00e0 ancora finita. L&#8217;autunno porta con s\u00e9 le &#8220;localne volitve&#8221;, quelle che riguardano i sindaci e i consigli comunali, i quali, a differenza che in Italia, vengono eletti tutti insieme ogni quattro anni. L&#8217;appuntamento per il primo turno \u00e8 per il 20 novembre, al quale seguir\u00e0 il turno di ballottaggio due settimane dopo, il 4 dicembre.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>C&#8217;\u00e8 ancora tempo in mezzo per chiamare ancora una volta tutti alle urne la domenica 27 novembre, quando ci saranno ben tre referendum, promosso dalle destre alla ricerca di una rivincita rispetto alle politiche di primavera e di un espediente per ostacolare il lavoro del nuovo governo. Gli sloveni dovranno esprimersi sulla legge nazionale sulla televisione pubblica, sull&#8217;aumento dei ministeri nel governo e sull&#8217;organizzazione e finanziamento della realt\u00e0 degli anziani.<\/p>\n\n\n\n<p>Insomma, almeno sei giornate di voto in un anno: se non \u00e8 un record, poco ci manca!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Andrea Bellavite del 27\/10\/2022 La chiamata alle urne \u00e8 iniziata il 24 aprile, con la netta vittoria del partito Svoboda del nuovo primo ministro Robert Golob e della coalizione di centro sinistra formata anche da SD (Socialni Democrati, una specie di Partito Democratico) e da Levica (pi\u00f9 o meno la nostra Sinistra). 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