{"id":4268,"date":"2022-09-28T19:44:26","date_gmt":"2022-09-28T17:44:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=4268"},"modified":"2022-09-28T19:46:48","modified_gmt":"2022-09-28T17:46:48","slug":"oltre-il-velo-di-masha","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2022\/09\/28\/oltre-il-velo-di-masha\/","title":{"rendered":"Oltre il velo di Masha"},"content":{"rendered":"\n<p>di Marina Mastroluca da Strisciarossa del 28\/9\/2022<\/p>\n\n\n\n<p>Agenti in borghese sguinzagliati tra la folla. Forze paramilitari, i temuti\u00a0<em>basiji<\/em>, e uomini della guardia rivoluzionaria. Il copione \u00e8 quello di sempre, idranti, manganelli e proiettili veri sparati nel mucchio, il terrore per tacitare la rabbia esplosa nelle strade dell\u2019<strong>Iran<\/strong>\u00a0dopo la morte di\u00a0<strong>Masha Amini<\/strong>, 22 anni, arrestata per un\u00a0<strong>velo<\/strong>\u00a0fuori posto dalla polizia morale. Il bilancio delle vittime \u00e8 un numero che lievita di giorno in giorno: 76 secondo Iran Human Rights. Ma sono stime.<\/p>\n\n\n\n<p>Silenziati i&nbsp;<em>social<\/em>, arrestati 18 giornalisti, tra loro anche&nbsp;<strong>Nilufar Hamedi<\/strong>, il primo a raccontare l\u2019assurda fine di Masha, internet rallentato ad arte per impedire lo scambio di notizie all\u2019interno del Paese e non mostrare al resto del mondo le notti di rivolta e i nuovi crimini della repressione. Per limitare il contagio della protesta sono state chiuse le universit\u00e0, gli studenti invitati a seguire le lezioni a distanza. Serrate in diverse localit\u00e0 anche le scuole, ufficialmente per la scarsa qualit\u00e0 dell\u2019aria. Ed in effetti l\u2019aria che tira non \u00e8 delle migliori per gli&nbsp;<em>ayatollah<\/em>, decisi anche stavolta ad usare il&nbsp;<strong>pugno duro<\/strong>, mentre accusano i manifestanti di essere eterodiretti, burattini nelle mani di potenze straniere che odiano l\u2019Iran e vogliono snaturarne la&nbsp;<strong>cultura<\/strong>&nbsp;e i&nbsp;<strong>valori<\/strong>&nbsp;dell\u2019<strong>Islam<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<h2>La tempesta perfetta<\/h2>\n\n\n\n<p>I&nbsp;<strong>veli strappati<\/strong>&nbsp;e i&nbsp;<strong>capelli tagliati<\/strong>&nbsp;dalle&nbsp;<strong>donne<\/strong>&nbsp;in segno di protesta, nei video o per la strada, mostrano un\u2019altra cosa. L\u2019esasperazione per la&nbsp;<strong>violenza del regime<\/strong>, per le restrizioni e gli abusi che condizionano la vita delle donne e con loro quella delle loro famiglie. La protesta nata al femminile \u00e8 oggi quella di uomini e donne che inveiscono contro la&nbsp;<strong>teocrazia<\/strong>&nbsp;iraniana e chiedono&nbsp;<strong>libert\u00e0<\/strong>. Si salda con l\u2019insofferenza dei&nbsp;<strong>curdi<\/strong>&nbsp;\u2013 Masha era originaria del Kurdistan iraniano \u2013 di minoranze religiose e di maggioranze stremate da un\u2019economia in pezzi, di periferie derubate dalla corruzione e impoverite dalla peggiore&nbsp;<strong>siccit\u00e0<\/strong>&nbsp;degli ultimi 50 anni. Una tempesta perfetta tra sanzioni economiche, pandemia, disastri ambientali e l\u2019impennata dei prezzi della benzina e dei generi alimentari amplificata dalla guerra in Ucraina.<\/p>\n\n\n\n<p>Non c\u2019\u00e8 solo il velo di Masha, dietro le notti incandescenti di Teheran e di almeno altre 80 citt\u00e0. Basta guardarsi indietro. Dopo la repressione dell\u2019<strong>Onda verde<\/strong>&nbsp;del 2009, quando le frodi elettorali confermarono il secondo mandato presidenziale di&nbsp;<strong>Ahmadinejad<\/strong>, quando i cecchini del regime sparavano dai tetti delle case e i&nbsp;<em>basiji<\/em>&nbsp;seminavano morte aprendo il fuoco dalle moto in corsa, il silenzio delle piazze \u00e8 durato poco meno di un decennio:&nbsp;<strong>migliaia di arresti<\/strong>,&nbsp;<strong>40 morti ufficiali<\/strong>, mentre resta sconosciuto il numero reale. Nel 2017 e poi ancora l\u2019anno successivo, \u00e8 stato il&nbsp;<strong>caro prezzi<\/strong>&nbsp;ad innescare la protesta, ma anche la&nbsp;<strong>mancanza d\u2019acqua<\/strong>&nbsp;in ampie regioni del Paese, che lamentavano il drenaggio delle risorse idriche \u2013 spesso ottenuto grazie a tangenti \u2013 verso le industrie e le citt\u00e0, a discapito dell\u2019agricoltura: anche queste manifestazioni finite nel sangue. Nel 2019 la miccia \u00e8 stata l\u2019aumento del prezzo della benzina:&nbsp;<strong>324 i morti ufficiali<\/strong>&nbsp;(oltre 200 in appena due giorni), vittime dell\u2019\u201dintervento tempestivo\u201d dei&nbsp;<em>pasdaran<\/em>, mentre secondo un\u2019inchiesta Reuters a morire sotto il fuoco della repressione sarebbero stati in 1500.<\/p>\n\n\n\n<h2>Le sanzioni e la trattativa sul nucleare<\/h2>\n\n\n\n<p>Vampate di rivolta che le difficili condizioni economiche rendono sempre pi\u00f9 esplosive. Il governo del presidente&nbsp;<strong>Raisi<\/strong>&nbsp;del resto \u00e8 stato spesso oggetto di critiche da parte di economisti locali, parlamentari e anche membri autorevoli del clero, per non aver saputo gestire la&nbsp;<strong>crisi economica<\/strong>, limitandosi ad attribuirne la responsabilit\u00e0 alle politiche del predecessore&nbsp;<strong>Rohani<\/strong>. Ai primi di settembre, il Gran Ayatollah&nbsp;<strong>Hossein Nouri Hamadani<\/strong>, noto per il suo sostegno ai conservatori e all\u2019ayatollah Khamenei, ha ricordato che \u201cil solo segnale del successo delle autorit\u00e0 \u00e8 la felicit\u00e0 del popolo. Ma vediamo persone che non riescono a comprare nemmeno un chilo di frutta\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Il ritiro degli Stati Uniti di Trump dall\u2019<strong>accordo sul nucleare<\/strong>&nbsp;che avrebbe dovuto portare ad un alleggerimento delle sanzioni contro Teheran ha aggravato una situazione gi\u00e0 estremamente&nbsp;<strong>precaria<\/strong>. E le proteste di questi giorni rischiano di far saltare nuovamente l\u2019accordo che il presidente Raisi si preparava a ridiscutere con l\u2019amministrazione&nbsp;<strong>Biden<\/strong>, dopo le trattative di Vienna che non avevano raggiunto una definizione conclusiva. I repubblicani Usa spingono perch\u00e9 gli&nbsp;<strong>Stati Uniti<\/strong>&nbsp;lascino perdere i negoziati, che non approvavano gi\u00e0 in partenza. Per ora l\u2019amministrazione Usa non sembra intenzionata a far saltare il banco, che potrebbe tra l\u2019altro facilitare l\u2019afflusso di gas sui mercati, agendo magari da calmiere dei prezzi. \u201cStiamo parlando di diplomazia per evitare che l\u2019Iran si doti di un\u2019arma nucleare. Se avessimo successo, il mondo, l\u2019America e i suoi alleati sarebbero pi\u00f9 al sicuro\u201d, ha detto il consigliere per la sicurezza nazionale Jake Sullivan. Ma \u00e8 tutto da vedere.<\/p>\n\n\n\n<p>Dai manifestanti arriva la richiesta all\u2019Occidente di esercitare pressioni sull\u2019Iran, per dare voce alla protesta. Stati Uniti e Unione europea stanno valutando sanzioni ulteriori contro gli agenti della repressione in corso. Washington ha anche dato il via libera a&nbsp;<strong>Elon Musk<\/strong>&nbsp;per sopperire al blocco di Internet con il suo Starlink che consente l\u2019uso del web via satellite, ma non sembra che ci siano le condizioni perch\u00e9 questo possa funzionare, perch\u00e9 necessita di un supporto tecnologico troppo costoso per i cittadini iraniani per poter ottenere una copertura adeguata.<\/p>\n\n\n\n<p>Teheran protesta contro quelle che ritiene ingerenze e atti ostili per indebolire il Paese. I falchi invocano la linea dura e punizioni esemplari per gli arrestati, nella speranza di chiudere al pi\u00f9 presto anche questo capitolo. Ma l\u2019isolamento del regime degli ayatollah si fa sentire pi\u00f9 che in altri momenti, quando l\u2019Iran poteva trovare sponda a Mosca, anche nella gestione della partita nucleare. Putin al momento ha altro a cui pensare, con i possibili coscritti in fuga e un conflitto aperto. A&nbsp;<strong>Teheran<\/strong>&nbsp;si fa strada qualche voce pi\u00f9 moderata. Nei dibattiti tv ci si azzarda persino a sostenere che l\u2019imposizione di regole cos\u00ec rigide sull\u2019abbigliamento delle donne le stia allontanando dalla religione. Il 97enne Gran Ayatollah&nbsp;<strong>Hossein Nouri Hamedani<\/strong>, che nel 2009 aveva approvato la repressione delle proteste, oggi mette in guardia. \u201cI leader devono ascoltare le richieste del popolo, risolvere i loro problemi e mostrare sensibilit\u00e0 per i loro diritti\u201d. Date le condizioni l\u2019uso della forza, pare di capire, potrebbe rivelarsi un boomerang.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Marina Mastroluca da Strisciarossa del 28\/9\/2022 Agenti in borghese sguinzagliati tra la folla. Forze paramilitari, i temuti\u00a0basiji, e uomini della guardia rivoluzionaria. 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