{"id":4244,"date":"2022-09-04T22:31:57","date_gmt":"2022-09-04T20:31:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=4244"},"modified":"2022-09-04T22:31:58","modified_gmt":"2022-09-04T20:31:58","slug":"un-esiliato-in-patria-il-presidente-che-i-russi-non-capirono-mai","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2022\/09\/04\/un-esiliato-in-patria-il-presidente-che-i-russi-non-capirono-mai\/","title":{"rendered":"Un esiliato in patria. Il Presidente che i russi non capirono mai."},"content":{"rendered":"\n<p>di Stefano Pizzin del 4\/9\/2022<\/p>\n\n\n\n<p>Nella casa goriziana di Demetrio Volcic c\u2019\u00e8 una foto, \u00e8 stata fatta in un aeroplano, anzi, nel volo di Stato dell\u2019Aeroflot che portava l\u2019allora segretario del PCUS Michail Gorbaciov in qualche visita ufficiale. Ci sono, seduti vicini, Gorbaciov, Volcic che lo sta intervistando la moglie del presidente sovietico Raissa che, come sempre, lo accompagnava nei suoi viaggi.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci\u00f2 che stupisce \u00e8 l\u2019informalit\u00e0 del contesto, la familiarit\u00e0 di Gorbaciov con i giornalisti e con i media. Una posa da leader occidentale, abituato a rispondere a una stampa libera che incalza con domande che possono mettere in difficolt\u00e0. Uno stile lontano anni luce dalla classica iconografia dei capi sovietici, fermi, inaccessibili, buoni solo a fare solo dei discorsi ufficiali senza l\u2019assillo delle domande dei cronisti. Ed \u00e8 pure lontanissima dall\u2019immagine di Putin, uomo che viene dal mondo delle spie, chiuso in un bunker e attorniato da collaboratori pi\u00f9 sembrano pi\u00f9 impauriti che convinti dalle opinioni del loro capo. Un funzionario dei servizi che accetta di confrontarsi con la folla solo se la stessa \u00e8 gi\u00e0 ben irrigimentata e addestrata ad applaudire.<\/p>\n\n\n\n<p>Era questo stile, questo modo di intendere il potere, che ci piaceva di Gorbaciov; ma modo di essere e di presentarsi non era concepibile per i russi. Un popolo abituato, con gli zar prima e con i capi del partito poi, a percepire il potere come un luogo distante, fatto di figure inaccessibili, attorniate da patriarchi e generali, autocrati buoni per le parate o per quelle riunioni notturne dove, come raccontava uno di loro Nikita Krusciov: \u201csapevi quando entravi ma non sapevi come ne saresti uscito\u201d. Il capo per i russi deve essere un padre severo, uno che non ti d\u00e0 nuovi spazi di libert\u00e0 come fece Gorbaciov ma ti garantisce pane e sicurezza in cambio dell\u2019obbedienza. Un capo che ti tiene in gabbia ma ti consola facendoti credere di essere parte di un impero. Sta qui, nel differente modo di cogliere e interpretare il potere, la differenza \u00e8 l\u2019incomprensione tra Gorbaciov e i russi.<\/p>\n\n\n\n<p>Certo, ci furono enormi errori di valutazione dal parte del capo del Cremlino e l\u2019Occidente al di l\u00e0 dei riconoscimenti di facciata poco fece per aiutarlo. Solo i tedeschi finanziarono sostanziosamente l\u2019agonizzante economia sovietica ma lo fecero in cambio del raggiungimento del loro obiettivo storico dell\u2019unificazione. Troppo forte all\u2019epoca era il vento liberista che spirava da Washington e Londra e un Gorbaciov che fosse riuscito a coniugare socialismo e democrazia, prosperit\u00e0 e giustizia sociale, era inaccettabile per che pensava che il mercato, la competizione economica sfrenata, fosse l\u2019unico modello di vita possibile. Margareth Thatcher amava dire che al mercato, alla giungla sociale \u201cnon c\u2019\u00e8 alternativa\u201d e Gorbaciov rappresentava proprio quell\u2019alternativa. Gran parte delle cause fallimento del suo generoso tentativo stanno tutte dentro l\u2019anima della Russia, nella sua storia e nella sua cultura. Gi\u00e0 Lenin fatic\u00f2 molto a giustificare una rivoluzione proletaria dove lo stesso Marx non l\u2019avrebbe mai pensata e, messo da parte il sogno della rivoluzione mondiale, il \u201csocialismo in un solo Paese\u201d teorizzato da Stalin si mostr\u00f2 come un regime simile alle autarchie precedenti l\u2019ottobre del \u201817, dove erano stati cambiati i simboli ma la sostanza era rimasta stessa.<\/p>\n\n\n\n<p>Gorbaciov offr\u00ec ai russi la libert\u00e0 ma nessuno sa che farsene se i negozi sono vuoti; garant\u00ec ai diversi popoli dell\u2019Impero sovietico la democrazia ma, non sapendola maneggiare, la trasformarono presto in nazionalismo. Fu uno di quelli che Machiavelli chiamo i \u201cprofeti disarmati\u201d amati per un breve periodo e poi disprezzati. Da idealista, da illuminista, confidava nella ragione ma sottostimava le pulsioni pi\u00f9 profonde dell\u2019individuo, pensava al futuro ma non pes\u00f2 nel modo giusto il fardello del passato, come quei vecchi socialisti utopisti confid\u00f2 troppo nella bont\u00e0 dell\u2019uomo.<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi i russi non possono criticare il loro presidente, il rischio va da qualche giorno in galera o di vedersi offrire un t\u00e8 al plutonio. Possono per\u00f2 criticare quello che gli consent\u00ec, per la prima volta, di esprimersi liberamente. In fondo \u00e8 questo l\u2019ultimo lascito di Michail Sergeevi\u010d al suo popolo.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec, mentre ricordo l\u2019uomo che imperson\u00f2 l\u2019ultima delle illusioni, seguo le imprese da macellaio del piccolo agente del KGB che lo ha sostituito, e mi torna in mente quella foto in casa Volcic, testimonianza di cosa avrebbe potuto essere il futuro ma non \u00e8 mai stato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Stefano Pizzin del 4\/9\/2022 Nella casa goriziana di Demetrio Volcic c\u2019\u00e8 una foto, \u00e8 stata fatta in un aeroplano, anzi, nel volo di Stato dell\u2019Aeroflot che portava l\u2019allora segretario del PCUS Michail Gorbaciov in qualche visita ufficiale. Ci sono, seduti vicini, Gorbaciov, Volcic che lo sta intervistando la moglie del presidente sovietico Raissa che, come sempre, lo accompagnava nei suoi viaggi. 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