{"id":4236,"date":"2022-08-30T22:04:09","date_gmt":"2022-08-30T20:04:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=4236"},"modified":"2022-08-30T22:05:21","modified_gmt":"2022-08-30T20:05:21","slug":"benvenuti-a-goli-otok","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2022\/08\/30\/benvenuti-a-goli-otok\/","title":{"rendered":"L&#8217;isola nuda, rimossa dalla coscienza"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Sull&#8217;isola di Goli otok &#8211; Isola nuda -Tito fece internare, tra il 1949 e il 1956, migliaia di dissidenti politici. Fino al 1988, anno della sua chiusura, ha poi funzionato da carcere per detenuti di reati comuni. Ora \u00e8 lasciata in totale abbandono, e nonostante sia meta di migliaia di turisti rimane una pagina nera rimossa della storia jugoslava<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>di <a href=\"https:\/\/www.balcanicaucaso.org\/Autori\/Nicole-Corritore\">Nicole Corritore<\/a> del 26\/08\/2022\u00a0da OsservatorioBCT \u00a9 foto Stefano Lusa<\/p>\n\n\n\n<p>Rimane vivido in me un racconto che mi venne fatto nella mia infanzia, dai miei genitori, e che riguarda Goli Otok: il ritrovamento negli anni \u201950, sulle rive di Ba\u0161ka, di una bottiglia contenente un messaggio scritto da un internato.<\/p>\n\n\n\n<p>Di certo a Ba\u0161ka, paesino dell\u2019isola di Krk (Veglia) dove ho radici per parte di madre, fino al 1989 la forte presenza della polizia dava l\u2019idea del controllo imposto nell\u2019area. Perch\u00e9 a pochi chilometri in linea d\u2019aria verso sudest, dietro all\u2019isola di Prvi\u0107 (Pervicchio) che chiude il golfo del paese, si trova Goli otok. La cui storia \u00e8 stata tenuta nel silenzio per decenni.<\/p>\n\n\n\n<p>Goli, nuda (o calva), perch\u00e9 praticamente priva di vegetazione, \u00e8 un\u2019isola di 4,54 chilometri quadrati situata nel canale del Velebit prospiciente il golfo del Quarnero. Durante la Grande guerra era stata adibita dall\u2019esercito austroungarico a carcere per prigionieri russi. Ma poi &#8211; come abbiamo scritto nel 2008 nel nostro lavoro multimediale \u201c<a href=\"https:\/\/www.balcanicaucaso.org\/Dossier\/AestOvest\">AestOvest<\/a>\u201d \u2013 nota perch\u00e9 dal 1949, dopo la rottura di Tito con Stalin, oltre che carcere per criminali comuni \u00e8 stata usata come luogo di detenzione per dissidenti. Tito vi fece internare molti comunisti ritenuti vicini all&#8217;Unione Sovietica. Tra questi, anche italiani che si erano trasferiti in Jugoslavia dopo la Seconda guerra mondiale per partecipare all&#8221;edificazione del socialismo, accanto ad anticomunisti e criminali comuni. Condannati perch\u00e9 considerati&nbsp;<em>informbirovci<\/em>&nbsp;o&nbsp;<em>ibeovici [ndr, cominformisti&nbsp;<\/em>sostenitori del \u201c<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Periodo_Informbiro\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Cominform&nbsp;&nbsp;<\/a>\u201d sovietico, da&nbsp;<em>Informbiro<\/em>&nbsp;in serbo-croato] a periodi di \u201clavoro utile alla collettivit\u00e0\u201d &#8211; come citano i documenti ufficiali di quell\u2019epoca \u2013 in realt\u00e0 detenuti in condizioni terribili.<\/p>\n\n\n\n<h3>Segreti svelati<\/h3>\n\n\n\n<p>Un luogo i cui segreti sono venuti alla luce solo dalla fine degli anni &#8217;80, grazie alla raccolta e pubblicazione di testimonianze, documenti di archivio dell\u2019UDBA (servizi segreti jugoslavi), diari di ex-internati, documentari, ricerche, saggi e romanzi.<\/p>\n\n\n\n<p>Non si sa il numero esatto di chi \u00e8 passato sotto le forche caudine dell\u2019isola. In uno dei migliori saggi recenti sulla questione, \u201c<a href=\"https:\/\/fraktura.hr\/povijest-golog-otoka.html\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Povijest Golog otoka&nbsp;&nbsp;<\/a>\u201d [Fraktura, Zagreb 2019] dello storico Martin Previ\u0161i\u0107, si stima che fino al 1956 &#8211; anno in cui, ormai deceduto Stalin, i rapporti tra Jugoslavia e Urss cominciarono a normalizzarsi &#8211; i detenuti siano stati tra donne e uomini 13mila [<em>ndr,<\/em>&nbsp;altre fonti arrivano a 30mila]. Previ\u0161i\u0107, con raccolta accurata di dati, fonti e 24 testimonianze dirette, in 640 pagine ricostruisce minuziosamente questa pagina nera della storia jugoslava.<\/p>\n\n\n\n<p>Si stima inoltre che tra i 400 e i 600 detenuti siano morti per le violenze subite o di stenti: costretti ai lavori forzati sotto al sole a picco o al gelo, sottoposti a torture psicologiche e fisiche, denutriti, lasciati morire di dissenteria, tifo o altre malattie. Per chi \u00e8 tornato a casa, dopo una media di due anni di reclusione, proseguivano le sofferenze psicologiche. Al rientro li aspettava infatti il controllo attento dell&#8217;UDBA e l&#8217;imposizione del silenzio su cosa fosse realmente Goli otok e su ci\u00f2 che avevano patito.<\/p>\n\n\n\n<p>Dal 1956 al 1988 l\u2019isola ha poi funzionato da colonia penale per detenuti comuni e alla chiusura \u00e8 stata lasciata in totale stato di abbandono. Lo scrittore serbo Danilo Ki\u0161 fu tra i primi a svelare i segreti di questo luogo. Nel 1986, in un suo viaggio in Israele, scopre la verit\u00e0 dai racconti di \u017deni Lebl, [<em>ndr<\/em>,&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.balcanicaucaso.org\/backend\/aree\/Serbia\/Zeni-Lebl-la-ragazza-con-il-girasole-199226\">della quale abbiamo scritto su OBCT nel 2020<\/a>] e di Eva Nahir Pani\u0107, entrambe ex-deportate di Goli ed emigrate in Israele negli anni \u201860. Concluso da Ki\u0161 poco prima di morire, il documentario \u201c<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=Se_zc6kVMS4\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Goli \u017eivot&nbsp;&nbsp;<\/a>\u201d [La vita nuda] diretto dal regista Aleksandar Mandi\u0107, \u00e8 andato in onda in quattro puntate su TV Sarajevo nel febbraio del 1990. \u201cE, come in un atto simbolico che forse solo l\u2019arte pu\u00f2 realizzare, fu anche l\u2019ultima cosa che i cittadini della Jugoslavia guardarono tutti assieme, in diretta\u201d, riporta la presentazione di un libro tratto dal documentario,&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.pulplibri.it\/danilo-kis-aleksandar-mandic-due-donne-prigioniere-di-tito\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">pubblicato in italiano da Mimesis&nbsp;&nbsp;<\/a>l\u2019anno scorso.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra i detenuti politici di Goli otok vi furono anche italiani, dei quali ha per primo raccontato Giacomo Scotti nel 1991 in &#8220;Ritorno all\u2019Isola Calva\u201d e nel 1997 nel libro \u201cGoli otok, italiani nel gulag di Tito\u201d (Lint, 1997). Prove che emergono anche da alcune testimonianze video raccolte dalla Comunit\u00e0 degli italiani di Fiume nel progetto \u201c<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/channel\/UCp33gKZqRQwtOGyzHjaeQaw\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Archivio della memoria&nbsp;&nbsp;<\/a>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<h3>Le mie visite<\/h3>\n\n\n\n<p>Ho messo piede sull&#8217;isola per la prima volta nell&#8217;estate 1990. In un\u2019atmosfera generale tesa, ma che nessuno dei miei cari amici jugoslavi con cui ero allora immaginava si sarebbe trasformata in guerra. Gi\u00e0 in gran parte saccheggiate ed erose da pioggia e vento, nelle strutture di pietra dell&#8217;ex carcere abbiamo trovato resti di letti di ferro, pentolame, stracci, gabbie per animali da allevamento, scritte di ex detenuti sui muri; nei bunker mezzi interrati, spazzatura ed escrementi. Nel silenzio torrido di un luogo tragico eppur bello, nella sua nudit\u00e0 vestita di pietrame accecante e avvolta da mare blu-verde, abbiamo creduto di \u201csentire\u201d chi in quei luoghi aveva sofferto e perso la vita.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci sono tornata poi nel 2008, quando in un gelido giorno di maggio con il collega Davide Sighele abbiamo girato il video \u201c<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=0H6Nbrb1rew\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">L\u2019Isola&nbsp;&nbsp;<\/a>\u201d: immagini montate con voce off dei testi &#8211; intensi, tragici e taglienti \u2013 tratti dal libro di Dunja Badnjevi\u0107 \u201c<a href=\"https:\/\/www.balcanicaucaso.org\/backend\/Libreria\/Copertine\/L-Isola-Nuda\">L\u2019Isola nuda<\/a>\u201d pubblicato da poco e che avevamo letto e riletto prima della partenza. Un libro che Dunja ha scritto dopo aver deciso di mettere piede sull\u2019isola, da \u201cturista\u201d, per ripercorrere ci\u00f2 che suo padre aveva descritto nei suoi diari segreti di prigionia.<\/p>\n\n\n\n<p>Quest\u2019estate sono stata ancora una volta a Goli Otok, per vedere con i miei occhi ci\u00f2 che alcuni denunciano da anni,&nbsp;<em>in primis<\/em>&nbsp;l\u2019associazione &#8220;Ante Zemljar&#8221; \u2013 fondata anche da ex internati &#8211; e \u201cDocumenta &#8211; Centar za suo\u010davanje s pro\u0161lo\u0161\u0107u\u201d (Centro per il confronto con il passato) di Zagabria. \u201cAbbiamo avviato con Documenta un\u2019iniziativa per cercare di salvare l\u2019ex complesso del carcere dalla distruzione e dall\u2019oblio\u201d, ha dichiarato per&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.dw.com\/bs\/za%C5%A1to-se-zaboravlja-goli-otok\/a-45265690\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">DW nel 2018&nbsp;&nbsp;<\/a>Bo\u017eo Kova\u010devi\u0107 della &#8220;Ante Zemljar&#8221; il cui padre fu internato a Goli Otok. \u201cVogliamo che diventi un memoriale-centro di documentazione e museo (\u2026) Un\u2019istituzione che deve essere anche parte dell\u2019offerta turistica, ma con personale specializzato e non con le narrazioni raffazzonate che vengono presentate ai turisti oggi\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Infatti, l\u2019isola \u00e8 diventata un\u2019attrazione per migliaia di turisti l\u2019anno. Da Ba\u0161ka, per 350 euro ti ci portano con gommoni da 8\/12 posti, oppure con imbarcazioni che offrono escursioni a 50 euro, pranzo compreso, e che scaricano su Goli 60 persone alla volta.<\/p>\n\n\n\n<p>Con il nostro motoscafo l&#8217;abbiamo raggiunta percorrendo poco pi\u00f9 di 10 miglia. Non abbiamo trovato posto nella baia Tetina, gi\u00e0 piena di imbarcazioni. La folla di gente sbarcata prima di noi si era gi\u00e0 accalcata alla \u201cKonoba Pr\u017eun\u201c (Osteria \u201cPrigione\u201d) o si era accaparrata un posto sul \u201cGoli express\u201d, trenino turistico che fa il tour del lager. Abbiamo allora optato per la vicina baia di Melna, al molo dove ai tempi arrivavano le navi di stazza maggiore. Su di un masso, dell&#8217;area di carico-scarico, campeggia la scritta fresca \u201cSlava Ukraini e \u017divela Hrvatska\u201d. A poche decine di metri solo gli scheletri delle ex-officine del campo. Delle strutture del carcere, oggi rimane ben poco: macerie, nudi muri con scritte sbiadite, infissi di porte e finestre erosi dal tempo, grate di ferro, resti di tetti pericolanti. La bassa vegetazione \u00e8 bruciata da mesi di siccit\u00e0. Gli alberi, messi a dimora decenni fa dai carcerati che venivano poi obbligati a stare in piedi ore per far ombra alle piantine, resistono stoici. Pecore pascolano lontano dalla folla.<\/p>\n\n\n\n<p>C&#8217;erano strutture per alloggiare i detenuti (che loro chiamavano con sarcasmo &#8220;Hotel&#8221;), i carcerieri e l\u2019amministrazione. Una cisterna di pietra per raccogliere l\u2019acqua piovana, edifici dove si svolgevano i lavori forzati, bunker per controllare tentativi di fuga. Sono state ben descritte dalla rivista specializzata&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.matica.hr\/hr\/592\/prostorni-i-arhitektonski-sklop-logora-na-golom-otoku-29677\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Matica Hrvatska&nbsp;&nbsp;<\/a>: il \u201cPrvi logor &#8216;Stara \u017eica&#8217; e \u201cDrugi logor &#8216;Velika \u017eica&#8217; (Primo e secondo carcere per uomini), il Tre\u0107i logor \u2013 &#8216;\u017denski&#8217; (Terzo carcere, per donne) e il \u201c\u010cetvrti logor \u2013 &#8216;Petrova rupa&#8217; (carcere speciale, il buco di Petar).&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.vijesti.me\/vijesti\/drustvo\/404803\/odiseja-iz-petrove-rupe-prica-iz-najsvirepijeg-mucilista-na-golom-otoku\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Quest\u2019ultimo era un buco&nbsp;&nbsp;<\/a>profondo 8 metri e largo 20, attorniato da un muro alto 3, considerato il luogo di detenzione pi\u00f9 duro: veniva qui rinchiusa la \u201celita jugoslovenskih ibeovaca\u201c (l\u2019\u00e9lite dei cominformisti jugoslavi) e ha preso il nome dal primo che ci fin\u00ec, Petar Komneni\u0107.<\/p>\n\n\n\n<p>Infastidita all\u2019idea di incontrare la massa di turisti che scatta selfie, mangia chiassosa al ristorante, parla al telefono a voce alta, resto nella baia Melna, vuota e silenziosa. Mi chiedo perch\u00e9 le istituzioni non abbiano preservato questo luogo e la sua memoria. E come \u00e8 possibile che in fondo alla salita che porta alla baia Tetina &#8211; che i neo-detenuti sbarcati dalla motonave&nbsp;<em>Punat<\/em>&nbsp;percorrevano attraversando il cosiddetto&nbsp;<em>stroj<\/em>, cio\u00e8 un tunnel di due file di carcerati obbligati a picchiarli \u2013 si organizzi la \u201cBalinjerada\u201d, gara goliardica di tuffi in mare su trabiccoli a tre ruote. L&#8217;ultima, il 26 giugno scorso.<\/p>\n\n\n\n<h3>Coscienza sporca o questione economica?<\/h3>\n\n\n\n<p>Le mie domande restano senza risposta. Alcuni tentativi perch\u00e9 si arrivasse a tutelare questo luogo e la sua storia, sono stati fatti, sebbene invano. Nel 2004 l\u2019associazione &#8220;Ante Zemljar&#8221; ha presentato richiesta al parlamento, tramite il&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.sabor.hr\/radna-tijela\/odbori-i-povjerenstva\/provedba-zakljucka-odbora-za-ljudska-prava-i-prava-nacionalnih-0\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Comitato per i diritti umani e i diritti delle minoranze&nbsp;&nbsp;<\/a>, di una legge specifica. Ma nonostante a pi\u00f9 riprese sollecitato dal Comitato \u2013 ultima volta nel 2014 \u2013 il parlamento non se n\u2019\u00e8 mai occupato.<\/p>\n\n\n\n<p>Anzi. Quell&#8217;anno, una parte dell\u2019isola \u00e8 rientrata nel progetto \u201c<a href=\"https:\/\/mpgi.gov.hr\/vijesti-8\/akcija-projekti-100-iskazite-interes-za-drzavnom-imovinom\/12077\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Projekti 100&nbsp;&nbsp;<\/a>\u201d: all&#8217;interno di questo veniva sondato l&#8217;interesse di privati per per circa 20 milioni di metri quadrati, tra terreni e immobili di propriet\u00e0 dello stato, che venivano messi a disposizione in usufrutto, affitto o acquisto. Con l\u2019obiettivo \u201cdi mettere in funzione il patrimonio statale, utilizzarlo come motore di ulteriore sviluppo locale e raccogliere fondi significativi&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Immediate le&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.novilist.hr\/novosti\/hrvatska\/goli-otok-je-nas-drzava-oglasila-prodaju-svog-zatvora-ali-se-brojni-loparani-ne-slazu\/?meta_refresh=true\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">proteste di alcuni cittadini&nbsp;&nbsp;<\/a>, che da anni attendevano la conclusione di procedimenti legali che riguardavano terreni dell\u2019Isola calva che ritenevano essere di loro propriet\u00e0, ma anche da parte di alcune associazioni. In risposta, Mladen Pejnovi\u0107 &#8211; a capo dell&#8217;Ufficio di Stato per la gestione del patrimonio pubblico (DUUDI &#8211; Dr\u017eavni ured za upravljanje dr\u017eavnom imovinom) &#8211; a chiusura del bando nel settembre del 2014&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.tportal.hr\/vijesti\/clanak\/pejnovic-goli-otok-je-nasa-mala-provokacija-20140904\/print\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">rispose alla stampa&nbsp;&nbsp;<\/a>: \u201cL\u2019abbiamo resa disponibile [<em>ndr<\/em>, Goli otok] al pubblico per ricevere suggerimenti e idee. Questa \u00e8 la nostra piccola provocazione e critica, perch\u00e9 non \u00e8 stata mai messa prima a disposizione dei cittadini\u201d. Per decidere definitivamente la destinazione dei terreni, partendo dalle 10 proposte pervenute per l&#8217;isola, il DUUDI ha poi annunciato l&#8217;avvio di un tavolo di confronto con associazioni, cittadini, autorit\u00e0 locali, che ad oggi non ha portato a risultati.<\/p>\n\n\n\n<p>Secondo Bo\u017eo Kova\u010devi\u0107 della &#8220;Ante Zemljar&#8221; i motivi sono diversi: \u201cI governi socialdemocratici hanno probabilmente evitato l\u2019argomento per non voler ricordare le azioni dei loro predecessori ideologici, mentre per l\u2019HDZ le vittime di Goli non sono abbastanza attrattive\u201d. Le vittime pi\u00f9 \u201capprezzate politicamente\u201d rimangono quelle croato-cattoliche, mentre sull\u2019isola non finirono solo detenuti croati o cattolici ma provenienti dall&#8217;intera Jugoslavia. E poi &#8211; secondo Kova\u010devi\u0107 &#8211; vi \u00e8 anche una dimensione prettamente locale: \u201cLa gente del posto teme la realizzazione delle nostre proposte. Difficile accettare che dai documenti eventualmente esposti al memoriale possano emergere informazioni sui carcerieri\u201d. Che spesso erano abitanti delle isole vicine.<\/p>\n\n\n\n<p>Certo \u00e8 invece ci\u00f2 che stabilisce il&nbsp;<a href=\"http:\/\/www.opcina-lopar.hr\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Izmjene-i-dopune-Prostornog-plana-ure%C4%91enja-Gra%C4%91evinsko-podru%C4%8Dje-Goli-otok.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">nuovo piano regolatore&nbsp;&nbsp;<\/a>pubblicato dal comune di Lopar nel 2017: il terreno che si affaccia alle baie di Melna e Tetina \u00e8 adibito \u201cad uso turistico\u201d in tre aree specifiche per \u201cristorazione, hotel e campeggio\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Trent\u2019anni di abbandono richiederebbero una spesa astronomica per bonificare e mettere in sicurezza ci\u00f2 che \u00e8 rimasto, e importanti investimenti per realizzare un memoriale e mantenerne il funzionamento. L\u2019aspetto economico viene sottolineato da Documenta nella sua&nbsp;<a href=\"https:\/\/documenta.hr\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/OBRAZAC-Documenta-Goli-otok.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">nuova proposta inviata ad agosto 2020&nbsp;&nbsp;<\/a>al DUUDI: vi si invitano le istituzioni a definire un progetto globale, che coinvolga in rete investitori stranieri, soggetti nazionali e locali e l\u2019Ue.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel frattempo, Documenta ha realizzato&nbsp;<a href=\"https:\/\/documenta.hr\/novosti\/povijesni-vodic-po-golom-otoku\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">una guida virtuale in croato e inglese&nbsp;&nbsp;<\/a>, nell\u2019ambito di un progetto finanziato della tedesca Friedrich Ebert Stiftung, per cercare di offrire al pubblico informazioni verificate sulla storia dell&#8217;isola.<\/p>\n\n\n\n<p>Inoltre, da quando nel 2009 \u00e8 stata istituita per il 23 agosto la Giornata europea di commemorazione delle vittime di tutti i regimi totalitari e autoritari, in questa data si recano a Goli otok alcuni rappresentati del parlamento croato e delle amministrazioni locali. Come&nbsp;<a href=\"https:\/\/lavoce.hr\/uncategorized\/isola-calva-goli-otok-stop-ai-totalitarismi-foto-e-video\">accaduto tre giorni fa<\/a>:&nbsp; il deputato Josip Bori\u0107, assieme a Oleg Butkovi\u0107 &#8211; ministro del Mare, del Traffico e dell\u2019Infrastruttura &#8211; hanno apposto corone di fiori oltre che a Goli Otok anche nella vicina isola di Sveti Grgur (San Gergorio), anch\u2019essa ai tempi carcere per dissidenti politiche. Per il resto, tutto tace.<\/p>\n\n\n\n<p>Intanto alle nuvole scure all&#8217;orizzonte si \u00e8 aggiunta una brezza che rischia di rinforzare. Se si alza la bora, rientrare da qui nel golfo di Ba\u0161ka \u00e8 rischioso e decidiamo quindi di ripartire al pi\u00f9 presto. Guardando l\u2019isola che si allontana, rimane nei nostri occhi una pagina nera della storia, ormai quasi illeggibile.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sull&#8217;isola di Goli otok &#8211; Isola nuda -Tito fece internare, tra il 1949 e il 1956, migliaia di dissidenti politici. Fino al 1988, anno della sua chiusura, ha poi funzionato da carcere per detenuti di reati comuni. 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