{"id":4227,"date":"2022-08-25T09:34:03","date_gmt":"2022-08-25T07:34:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=4227"},"modified":"2022-08-25T09:34:05","modified_gmt":"2022-08-25T07:34:05","slug":"la-politica-rivolta-allindietro-e-la-politica-che-guarda-in-avanti","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2022\/08\/25\/la-politica-rivolta-allindietro-e-la-politica-che-guarda-in-avanti\/","title":{"rendered":"La politica rivolta all\u2019indietro e la politica che guarda in avanti"},"content":{"rendered":"\n<p>di Davide Strukelj del 25\/8\/2022<br><br>Negli ultimi anni abbiamo spesso assistito, sia a livello locale che nazionale e internazionale, ad una asfissiante campagna comunicativa delle forze politiche di destra caratterizzata da una costante presenza sui mezzi di informazione.<br>Questa presenza \u00e8 connaturata all\u2019azione della propaganda politica e alla generazione del consenso e, secondo un\u2019analisi iniziale ma credo abbastanza centrata, dimostra alcune linee generali davvero uniformi e consolidate.<br>A tutti i livelli pare infatti ormai perfettamente definito che le forze politiche di destra adottino un medesimo modello, in verit\u00e0 noto da anni, e declinato sui moderni mezzi di comunicazione di massa con una insistenza e determinazione che lasciano pochi dubbi circa la sua impostazione teorica.<br>Lo schema \u00e8 incentrato su due assi fondamentali, la percezione di pericolo e il richiamo a un passato rassicurante. Come si vede c\u2019\u00e8 ben poco di nuovo sull\u2019argomento: Umberto Eco docet.<br><br>Anche localmente, nella periferica Monfalcone, <em>il nemico<\/em> e la percezione di pericolo, di insicurezza, vengono alimentati con dedizione quasi quotidiana. Si parli di stranieri, di malavita, di telecamere, di controlli, di ronde o di malcostume diffuso, quasi ogni giorno arriva un qualche rinforzo al concetto: anche la bravata di un adolescente serve ad alimentare la sensazione di degrado. Cos\u00ec, di volta in volta, si declinano minacce e pericoli sulla pelle delle \u201cpersone per bene\u201d, ovvero quelle che pi\u00f9 o meno tacitamente sono ricomprese tra i \u201ccittadini doc\u201d, insomma l\u2019equivalente nostrano di \u201cprima gli italiani\u201d. Parallelamente si alimentano senza sosta i messaggi atti a consolidare l\u2019immagine di una amministrazione tutta dedita al controllo e alla repressione, ricordando ad ogni occasione che si aumentano i costi per la sorveglianza, che si installano telecamere e che si svolgono regolari e severi controlli, in particolare a valere su immigrati e minoranze, e cos\u00ec rafforzando, pur senza esplicito riferimento, la convinzione secondo la quale il pericolo arrivi proprio da loro (peraltro distogliendo cos\u00ec l\u2019attenzione da temi ben pi\u00f9 rilevanti e complessi).<br>Nel precedente mandato, a enfatizzare un tale approccio metodologico, si era ben pensato di istituire un inedito Assessorato con deleghe al degrado, al decoro e alla sicurezza: pi\u00f9 chiaro di cos\u00ec\u2026<br><br>Circa il secondo caposaldo della teoria, cio\u00e8 il richiamo ad un passato migliore e rassicurante, il tutto \u00e8 ancora pi\u00f9 evidente. Non manca infatti occasione per ricordare quanto si stesse bene in passato e cos\u00ec si cerca di far rivivere quegli anni felici attraverso narrazioni favolose e opere pubbliche inutili e retrograde. Ad esempio si ricostruiscono (a caro prezzo) elementi di viabilit\u00e0 di dubbia o scarsa utilit\u00e0, come il famoso \u201cbiscotto\u201d, ovvero una piazza di forma irregolare voluta quasi cento anni fa dal podest\u00e0 fascista Giuseppe Dolazza; si predispongono feticci di arredo urbano che dovrebbero evocare dominazioni risalenti all\u2019Austria felix (che in fondo per la citt\u00e0 non furono del tutto \u201cfelix\u201d) o addirittura risalenti al periodo della dominazione veneziana; si istituiscono linee di trasporto pubblico dando loro nomi che riportano al passato; si ripristinano manifestazioni e festivit\u00e0 popolari che dovrebbero risvegliare identit\u00e0 mai nate, fino ad inventare ex novo una narrazione edulcorata di periodi passati dei quali ormai poche o nessuna persona vivente ha esperienza diretta.<br><br>\u00c8 assolutamente evidente che questo tipo di strategia produce un notevole e immediato consenso. Giocare con le insicurezze delle persone, con la percezione di un futuro incerto, permette di calamitare l\u2019attenzione, aprire canali comunicativi e far passare i messaggi che si ritengono pi\u00f9 funzionali. Inoltre, rappresentato con sufficiente pathos il quadro fosco che si presenta davanti agli occhi, ecco che d\u2019incanto risulta molto pi\u00f9 semplice proporsi come unici salvatori possibili.<br>Nondimeno, che la nostalgia del passato sia un sentimento umano molto diffuso \u00e8 cosa pi\u00f9 che nota.<br><br>Ma a questo punto la vera domanda \u00e8: pu\u00f2 la politica fomentare l\u2019attaccamento nostalgico a un passato pi\u00f9 o meno immaginario o immaginariamente costruito ad arte? Perch\u00e9 in fondo \u00e8 noto che la storia non esista in s\u00e9, quanto piuttosto quale fatto narrato, e che dunque al narratore competa il ruolo della connotazione degli eventi e quindi della loro collocazione simbolica. Ecco allora che nei modi della propaganda politica il fatto del passato pu\u00f2 assumere i tratti della nostalgia e dei rassicuranti &#8220;bei tempi che furono&#8221; fino ad arrivare, travolti dall\u2019inevitabile fuga del presente dal passato, al confortevole &#8220;si stava meglio quando si stava peggio&#8221;.<br><br>Per questi motivi, ragionando sugli schemi comunicativi della destra locale e nazionale, credo sempre di pi\u00f9 che il continuo alimentare un allarme dovuto all\u2019insicurezza e richiamare un passato artatamente idealizzato, nel quale ciascuno ritrova il calore dei ricordi e la sicurezza di certezze lontane, sia la manifestazione plastica di una insufficienza connaturata delle idee e dei valori. Pensare di costruire il consenso da un lato spaventando per un futuro incerto e dall\u2019altro proponendo una visione basata su di un passato di cui ormai nessuno conserva ricordi maturati nel vissuto personale, \u00e8 un\u2019operazione pericolosa che dimostra la pochezza di una proposta politica modesta e poco fattiva. Una politica che guarda all\u2019indietro ha fallito la sua missione poich\u00e9 non \u00e8 capace di progettare un domani plausibile. In altre parole, come ebbe modo di scrivere Zygmunt Bauman, la continua ricerca di un passato ove trovare una societ\u00e0 ideale da proporre come modello rappresenta esclusivamente l\u2019incapacit\u00e0 di governare nel presente e di costruire un futuro possibile (Z. Bauman, Retrotopia).<br><br>Ma quindi, in un mondo come quello di oggi, nel quale la proiezione al cambiamento ha raggiunto tassi di crescita impensabili, dove tutto muta con velocit\u00e0 estrema e dove la mobilit\u00e0 generale trasferisce ovunque nel mondo persone, merci e risorse economiche in un batter d\u2019occhio, in un mondo cos\u00ec, pu\u00f2 la politica puntare tutto sul passato? Ovvero, \u00e8 responsabile chi non si occupa di costruire un futuro possibile declinato sul divenire e spende energie e mezzi per riportare una percezione di sicurezza tutta costruita sulle certezze del \u201cmondo di ieri\u201d? Io dico di no!<br>E d\u2019altro canto, come non considerare che il progresso contenga invece e necessariamente l&#8217;embrione dell&#8217;utopia: chiunque ragioni su di un possibile futuro deve immaginare un avvicinamento progressivo e continuo ad un punto di arrivo che i fatti del tempo continuano a modificare e spostare in avanti, proprio come un traguardo che per sua natura non pu\u00f2 mai essere raggiunto?<br>Io credo che questa sia la differenza sostanziale tra conservatori e progressisti nel concepire le vicende umane: i primi postulano un termine, un modello da raggiungere dopo averlo ripescato in un immaginario passato reso rassicurante da una narrazione parziale e talvolta fantasiosa; i secondi identificano uno schema del divenire nel quale, fermi i valori di base, l&#8217;obiettivo finale diviene mutevole nell&#8217;alveo degli eventi. Insomma: da un lato un continuo rifugiarsi in un fiabesco passato, dall\u2019altro un progressivo interpretare gli eventi del mondo.<br><br>Ecco dunque che le grandi sfide che il futuro ci riserva non possono trovare spazio in un onirico calarsi nei bei tempi passati. La comprensione di un societ\u00e0 plurale, oggi necessariamente multietnica; l\u2019impegno per una nuova vita di comunit\u00e0 basata sui servizi universali e l\u2019uguaglianza; le battaglie contro tutte le discriminazioni, talvolta intensificate dal multiculturalismo che sempre pi\u00f9 caratterizza le nostre citt\u00e0; il mutevole scenario economico e di conseguenza del mondo del lavoro; la campagna per uno sviluppo rispettoso di un ambiente martoriato da troppi anni di disattenzioni; la capacit\u00e0 di permeare tutte le novit\u00e0 che la tecnologia ci offre e ci offrir\u00e0 in una fase di crescita esponenziale di opportunit\u00e0, ma anche di rischi; l\u2019attenzione al primato della conoscenza, della cultura e del sapere, ambiti che per loro natura rappresentano il divenire per antonomasia\u2026 Come si possono affrontare tutte queste tematiche, e le molte altre che ancora verranno, se non si tende lo sguardo al futuro?<br><br>Concludendo: circa i valori che immaginiamo essere alla base di ogni ragionamento compare a questo punto con grande evidenza la profonda separazione tra una visione centrata sull&#8217;individuo, quella delle destre, e una visione centrata sulla comunit\u00e0, quella dei progressisti. Da un lato dunque l\u2019individuo e la sua stretta cerchia famigliare, prima posto in uno stato di continua tensione da insicurezza (che per sua natura \u00e8 un sentimento molto personale) e poi rassicurato con le certezze del passato; dall\u2019altro l\u2019idea della persona come elemento di una pluralit\u00e0 nella quale la crescita e il miglioramento delle condizioni di tutti sono il risultato delle scelte e del lavoro condiviso che guarda al domani. Separazione di visioni tutt&#8217;altro che banale, giacch\u00e9 da esse derivano logicamente una serie di divergenze di impostazione e di prassi a dir poco fondamentali.<\/p>\n\n\n\n<p>Davide Strukelj<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Davide Strukelj del 25\/8\/2022 Negli ultimi anni abbiamo spesso assistito, sia a livello locale che nazionale e internazionale, ad una asfissiante campagna comunicativa delle forze politiche di destra caratterizzata da una costante presenza sui mezzi di informazione.Questa presenza \u00e8 connaturata all\u2019azione della propaganda politica e alla generazione del consenso e, secondo un\u2019analisi iniziale ma credo abbastanza centrata, dimostra alcune linee generali davvero uniformi e consolidate.A tutti i livelli pare infatti ormai perfettamente definito che le forze politiche di destra<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":3668,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[10],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4227"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4227"}],"version-history":[{"count":1,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4227\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4228,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4227\/revisions\/4228"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3668"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4227"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4227"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4227"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}