{"id":4209,"date":"2022-08-13T12:51:58","date_gmt":"2022-08-13T10:51:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=4209"},"modified":"2022-08-13T12:55:51","modified_gmt":"2022-08-13T10:55:51","slug":"i-70-di-igor-borc-di-ruvigne-6-agosto-2022","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2022\/08\/13\/i-70-di-igor-borc-di-ruvigne-6-agosto-2022\/","title":{"rendered":"I 70 di Igor"},"content":{"rendered":"\n<p>di Angelo Floramo, Borc di Ruvigne, 6 agosto 2022<\/p>\n\n\n\n<p>Dobro jutro Igor! Vse najbolj\u0161e\u2026In questo timido sole di primavera che accarezza le gemme del melo nel mio giardino, confinato in casa perch\u00e9 morsicato dalla Peste, corro a te almeno con il pensiero perch\u00e9 le parole possano abbracciarti al posto mio. Dunque una data importante! Lo sono tutte, \u00e8 vero. Dal momento che ogni anno della nostra vita \u00e8 occasione privilegiata per attraversare il tempo e raccogliere quello che ci regala. Purch\u00e9 siamo abbastanza saggi per farlo. E quanto a saggezza, stari moj, tutti quelli che ti conosco sanno che il tuo bagaglio ne \u00e8 ben rifornito. Mi ricordo molto bene come and\u00f2 la prima volta che ci siamo conosciuti. Era uno dei tanti incontri organizzati per ricordare quella follia della Prima Guerra Mondiale. Mi trovavo in una meravigliosa casa gentilizia sul carso goriziano. Illustravo per il comune amico Paolo Polli un libricino in friulano uscito proprio alla fine del 2014, una specie di Controstoria che aveva la pretesa di fare da controcanto alle tante fanfare nazionalistiche e retoriche che inevitabilmente sarebbero state fatte risuonare perlomeno fino al 2018, come \u00e8 stato. Ho presente un pubblico attento, a tratti commosso, nel sentir parlare di popoli e non di stati, di donne e di uomini, non di uniformi e gagliardetti. Finite le chiacchiere, proprio sulla porta che dava nel giardino gi\u00e0 acceso nei colori che il Carso sa regalare in autunno, qualcuno mi ha introdotto a te, dicendo chi eri e che cosa facevi: Igor Komel, direttore del Kulturni Dom di Gorizia. Mi \u00e8 risultato spontaneo rivolgerti il saluto in lingua slovena. E davanti al tuo stupore \u2013 ricordi? \u2013 ti spiegai che mio padre era nato poco distante da dove ci si trovava, a Sveto, presso Komen, e che l\u00ec era cresciuto fino al 1945. Sono convinto, moj dragi prijatelj, che quell&#8217;impasto di sloveno, friulano e italiano, sia diventato subito la malta che ha cementato un&#8217;amicizia fortissima, che da allora non ha fatto altro che abbracciarsi come fa la pianta della vite all&#8217;albero da frutta. In questi anni ho avuto il piacere di conoscerti meglio e di capire quanto sia importante la missione che da cos\u00ec tanto tempo hai sposato e in cui anche io credo profondamente: ovvero dare voce a questa identit\u00e0 plurare e complessa che caratterizza le nostre genti di frontiera. E&#8217; un lavoro durissimo, lo so, perch\u00e9 si scontra con certe visioni impoverite dll&#8217;orgoglio, troppo miopi per guadare lontano, amanti del canto monodico, quello che si esprime con una voce sola. Tu invece, ostinatamente, ti sei sempre battuto per dare risalto alla policromia, alla polifonia, alla mescolanza. Sul palco del Kulturni in trent&#8217;anni di storia hai allacciato sogni e utopie che sapessero parlare ai popoli della Terra partendo proprio da questa nostra regione, sintesi di un&#8217;Europa che deve essere plurale o non sar\u00e0, come testimoniano le tristissime e vergognose vicende di cui siamo tutti spaventati testimoni. Cos\u00ec abbiamo ricordato assieme nella straordinaria festa che hai organizzato a Gorizia per celebrare davanti a un pubblico in festa questa tua e nostra filosofia di vita. Da quella villa sul Carso, Igor, tante sono state le opportunit\u00e0 di sognare assieme. Indimenticabile per me, fra gli altri, il regalo grandissimo che mi hai fatto \u2013 e che hai esteso anche a tutta la mia famiglia &#8211; organizzando proprio a Sveto la presentazione de La veglia di Ljuba. Un&#8217;emozione fortissima, capace di accendere dentro di me un cielo luminosissimo di ricordi e di suggestioni: Hvala lepa,Igor, zakaj danes moj oce je tukaj na zemlji njegove mladosti. Cos\u00ec credo di aver concluso quell\u2019incontro. Che celebrammo, la sera, assieme a tanti altri cari amici tra cui Andrea Bellavite, da Turri, la nostra go\u0161tilna del cuore e del fegato. E abbiamo lasciato che sul tavolo rimbalzassero canti e sorrisi, pensieri e brindisi felici. C\u2019\u00e8 ancora tanto da fare. Il mondo oggi pi\u00f9 che mai ha bisogno di sognatori come te: che sanno sognare senza bisogno di addormentarsi, anzi, tenendo pi\u00f9 che mai il cuore sveglio e vigile. Uomini di dialogo e non di orgogliosa affermazione di s\u00e9, che nell\u2019umilt\u00e0 del fare, giorno per giorno, costruiscono i ponti. Quelli che uniscono le trib\u00f9 del mondo. Sono orgoglioso e felice di esserti amico. Tieni da parte una bottiglia buona. Vse najbolj\u0161e! Ancje par Frulan, cjar am\u00ec. Che il timp di dedi le gjonde e le saviet\u00e2t par dividile cun noaltris.<\/p>\n\n\n\n<p>Agnul<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Angelo Floramo, Borc di Ruvigne, 6 agosto 2022 Dobro jutro Igor! Vse najbolj\u0161e\u2026In questo timido sole di primavera che accarezza le gemme del melo nel mio giardino, confinato in casa perch\u00e9 morsicato dalla Peste, corro a te almeno con il pensiero perch\u00e9 le parole possano abbracciarti al posto mio. Dunque una data importante! 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