{"id":4176,"date":"2022-07-11T19:21:37","date_gmt":"2022-07-11T17:21:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=4176"},"modified":"2022-07-11T19:21:38","modified_gmt":"2022-07-11T17:21:38","slug":"da-gino-strada-a-enrico-berlinguer","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2022\/07\/11\/da-gino-strada-a-enrico-berlinguer\/","title":{"rendered":"Da Gino Strada a Enrico Berlinguer"},"content":{"rendered":"\n<p>di Pietro Spataro da Strisciarossa del 9\/7\/2022<\/p>\n\n\n\n<p>Ma che cosa c\u2019entra Gino Strada con Enrico Berlinguer? Quali elementi possono mai collegare la missione umanitaria del fondatore di Emergency alla battaglia politica del segretario del Pci? Qualcuno forse storcer\u00e0 il naso difronte a questo parallelo, che in apparenza sembra alquanto azzardato ma che in realt\u00e0 non lo \u00e8 affatto. Questa suggestione \u2013 chiamiamola cos\u00ec \u2013 mi \u00e8 venuta leggendo il bel libro di Strada \u201cUna persona alla volta\u201d, curato dalla moglie Simonetta Gola (Feltrinelli, 16 euro). Non si tratta della semplice autobiografia postuma di un uomo che, con il suo impegno sempre in prima linea, ha segnato la storia del fronte anti-guerra degli ultimi trent\u2019anni. Credo che questo libro abbia un altro significato, molto pi\u00f9 forte: \u00e8 un potente j\u2019accuse contro i signori della guerra, contro le ingiustizie, contro le disuguaglianze che minano il nostro mondo, contro il profitto dei produttori di armi, contro l\u2019indifferenza, contro l\u2019incapacit\u00e0 della politica. Contro quel sistema \u2013 fatto di interessi, finanza, potere \u2013 che rischia di distruggere quella idea di comunit\u00e0 che \u00e8 una delle radici della storia di Gino Strada.<\/p>\n\n\n\n<p>Scorrendo queste pagine, in un viaggio drammatico sempre dentro il conflitto tra la vita e la morte, tra il bene e il male, troppo spesso mi \u00e8 venuto in mente Berlinguer. Mi sono chiesto perch\u00e9 ho sentito che tra loro potesse esserci un legame. Quale filo pu\u00f2 collegare le loro storie? Non credo che Strada e Berlinguer si siano mai incontrati personalmente. Quando Berlinguer diventa segretario del Pci, nel 1972, Strada \u00e8 uno studente della Statale di Milano, fa parte del Movimento studentesco con il quale i comunisti hanno avuto un rapporto diretto anche se a tratti molto conflittuale. Quando Berlinguer muore, nell\u201984, Strada si \u00e8 appena specializzato e non ha ancora iniziato la sua lunga marcia professionale. Tra i due per\u00f2, secondo me, ci sono alcuni tratti in comune. Credo siano sostanzialmente tre e tengono insieme le idee, le visioni del mondo, le utopie e l\u2019umanit\u00e0 di due personaggi cos\u00ec diversi.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;<strong>Primo: niente spazio per la guerra<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Tutti e due hanno una visione del mondo nella quale non c\u2019\u00e8 posto per la guerra. Scrive Strada: \u201cNon sono un pacifista, sono contro la guerra\u201d. Anche Berlinguer non si \u00e8 mai definito un pacifista ma si \u00e8 battuto fino alla fine per il disarmo. A un certo punto nel libro Strada si chiede: \u201cImmaginare un mondo senza guerra \u00e8 un\u2019utopia? Utopia \u00e8 il nome dei desideri, dei progetti, delle idee che possono diventare realt\u00e0\u201d. Molti anni prima, nel 1984, Berlinguer disse in un\u2019intervista sul futuro rilasciata all\u2019Unit\u00e0: \u201cCredo che sia sempre pi\u00f9 forte il bisogno di reinvestire la politica di pensieri lunghi, di progetti. Il disarmo totale pu\u00f2 essere considerato una utopia? Io dico di no perch\u00e9 credo che esso sia una necessit\u00e0\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Sentite quale assonanza di pensiero c\u2019\u00e8 tra queste affermazioni. Sia Strada che Berlinguer sapevano che l\u2019accusa di essere degli utopisti era usata strumentalmente contro di loro. Erano infatti convinti che solo l\u2019utopia consenta di raggiungere risultati reali, concreti. Erano animati tutti e due, certo in modi diversi, da un\u2019idea della politica che significa fare, impegnarsi per gli altri, battersi per il cambiamento. Dice Berlinguer in un altro articolo: \u201cNoi siamo convinti che il mondo, anche questo terribile intricato mondo di oggi pu\u00f2 essere conosciuto, interpretato, trasformato e messo al servizio dell\u2019uomo, del suo benessere, della sua felicit\u00e0. La lotta per questo obiettivo \u00e8 una prova che pu\u00f2 riempire degnamente una vita\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Ora, anche in questa frase io ritrovo tutto l\u2019impegno, l\u2019ostinazione, il coraggio di Strada che ha riempito la propria vita mettendosi al servizio dell\u2019uomo. E proprio per questo all\u2019inizio della sua carriera, come racconta nel libro, rinuncia a un lavoro bene retribuito in un ospedale americano. \u201cChe senso ha \u2013 si chiede \u2013 lavorare in un Paese dove per essere curati devi tirare fuori la carta di credito?\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Secondo: un\u2019idea forte della comunit\u00e0<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Sia in Strada che in Berlinguer \u00e8 centrale la convinzione che solo un forte spirito di comunit\u00e0 possa aiutare a cambiare il mondo. Per Strada questa idea nasce da una citt\u00e0 operaia come Sesto San Giovanni, passa per un padre che lavora in fabbrica alla Breda, incontra l\u2019antifascismo che entra nel sangue e poi la sinistra che segue nelle battaglie del \u201868 con il Movimento studentesco. Per arrivare infine alla sua grande passione: la chirurgia che serve a salvare vite, a ridare speranza. A fare per risolvere i problemi. Scrive nel libro: \u201cHo scritto queste pagine perch\u00e9 queste sono le mie radici: la politica, l\u2019antifascismo, la passione per la medicina\u201d. Da Sesto quello spirito di comunit\u00e0 si allargher\u00e0 a tutti gli uomini e le donne che hanno lavorato con lui negli ospedali nelle diverse zone di guerra dove ha agito.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche Berlinguer conosce questo spirito di comunit\u00e0 grazie al Pci, alle battaglie per la dignit\u00e0 dei lavoratori nella sua Sardegna dove inizia l\u2019attivit\u00e0 politica. E a quella comunit\u00e0 di uomini e di donne, che credono in un mondo pi\u00f9 giusto nel quale si abbia da ciascuno secondo le sue capacit\u00e0 e si dia a ciascuno secondo i suoi bisogni come diceva Marx, dedicher\u00e0 tutta la vita. Fino a quell\u2019ultimo comizio di Padova che ci ha lasciato l\u2019immagine tragica di un uomo che muore sul campo. Strada muore ancora giovane, anche lui sul campo, dopo una lunga attivit\u00e0 usurante. \u201cSono un paziente mio malgrado \u2013 scrive dopo aver scoperto i propri malanni \u2013 per i tanti problemi che ho sempre trascurato e che mi hanno presentato il conto con l\u2019aggravante di anni di interessi\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Sia l\u2019uno che l\u2019altro vivono quindi dentro le loro comunit\u00e0 \u2013 quella della militanza politica nel Pci Berlinguer, quella della militanza medica in Emergency Strada \u2013 e proprio per questo non sentiranno mai il bisogno di parlare agli altri usando l\u2019\u201dio\u201d che invece domina oggi nel nostro mondo prigioniero dell\u2019individualismo spinto. Sia Berlinguer che Strada parlano al plurale, dicono \u201cnoi\u201d perch\u00e9 sentono di appartenere a una comunit\u00e0, senza la quale non sarebbero diventati Strada e Berlinguer.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Terzo: il senso di una sconfitta<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Un altro elemento, purtroppo, avvicina Strada e Berlinguer: \u00e8 la sconfitta. Sono due uomini che, in modi diversi, escono sconfitti. Vivono una certa solitudine, nonostante l\u2019affetto e il sostegno che ricevono. Sono due uomini sconfitti perch\u00e9 il mondo che loro volevano cambiare \u00e8 andato da un\u2019altra parte, molto lontano dalle loro idee e dalle loro speranze.<\/p>\n\n\n\n<p>Per Strada la sconfitta riguarda la prosecuzione delle guerre nel mondo e la sanit\u00e0 ridotta a un affare privato. Oggi, nel momento in cui assistiamo a un\u2019altra assurda guerra alle porte dell\u2019Europa, sentiamo che la sua battaglia strenua contro le bombe che uccidono i civili e mutilano i bambini con degli aggeggi infernali che somigliano a giocattoli, subisce uno scacco. Ugualmente la sanit\u00e0 intesa come bene pubblico viene sacrificata sull\u2019altare del profitto e degli interessi privati, come ha dimostrato la pandemia. Allo stesso modo Berlinguer \u00e8 un leader solo, anche lui esce sconfitto nella sua battaglia per un mondo pi\u00f9 giusto e senza guerre e contro la degenerazione dei partiti che \u201channo occupato lo Stato e tutte le sue istituzioni\u201d a cominciare dalla sanit\u00e0, come disse in una famosa intervista rilasciata a Eugenio Scalfari nel 1981. Viene fermato da un coacervo di forze interne e internazionali che impediscono \u2013 anche uccidendo, come accade, tra i molti altri, anche ad Aldo Moro che era l\u2019interlocutore principale della strategia berlingueriana \u2013 che il Pci vada al governo in condizioni di normalit\u00e0 e si avveri il sogno di un paese libero e di un mondo in cui i blocchi armati contrapposti non esistano pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono questi i tre motivi \u2013 certo arbitrari, come arbitrari sono spesso i nostri ragionamenti \u2013 per i quali la lettura di questo volume mi ha portato da Gino Strada a Enrico Berlinguer. Qualche giorno fa, durante una presentazione del libro sulla soglia di Vald\u2019O a San Quirico d\u2019Orcia \u2013 uno splendido luogo di incontro e di cultura animato da Antonio Cipriani e Valentina Montisci \u2013 uno dei partecipanti mi ha quasi rimproverato perch\u00e9 ho parlato di Strada e di Berlinguer come di due grandi sconfitti. \u201cE quindi, secondo lei \u2013 mi ha chiesto \u2013 non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 speranza?\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Essendo cresciuto leggendo le pagine di Antonio Gramsci che invitava, difronte al pessimismo dell\u2019intelligenza, a usare l\u2019ottimismo della volont\u00e0, non dir\u00f2 che non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 speranza. La speranza c\u2019\u00e8 e nasce proprio delle idee di questi due grandi sconfitti. Credo infatti che, nonostante abbiano perso le loro battaglie, restino due uomini importanti che ci lasciano una grande eredit\u00e0 di intuizioni, di passioni, di utopie. Con le loro belle storie ci spronano a batterci affinch\u00e9 un altro mondo, meno cattivo e meno ingiusto di quello in cui viviamo, sia possibile. E ci dicono pure \u2013 e non \u00e8 un fatto secondario in una fase di grande disorientamento \u2013 che, a dispetto della sua eterna vocazione a frantumarsi in mille pezzi, la sinistra se vuole pu\u00f2 trovare la sua unit\u00e0 anche quando sembra cos\u00ec diversa, come nel caso di Gino Strada e Enrico Berlinguer. Basterebbe, come loro, avere la pazienza e l\u2019umilt\u00e0 di cercare ancora, avendo come bussola il bene comune e non quello personale. Su questa strada vedrete che alla fine saranno di pi\u00f9 le cose che uniscono di quelle che dividono.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Pietro Spataro da Strisciarossa del 9\/7\/2022 Ma che cosa c\u2019entra Gino Strada con Enrico Berlinguer? 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