{"id":4161,"date":"2022-06-18T15:06:37","date_gmt":"2022-06-18T13:06:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=4161"},"modified":"2022-06-18T15:06:38","modified_gmt":"2022-06-18T13:06:38","slug":"disaffezione","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2022\/06\/18\/disaffezione\/","title":{"rendered":"Disaffezione"},"content":{"rendered":"\n<p>di Andrea Bellavite del 186\/2022<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 stata da poco la Festa della Repubblica e in molti Comuni \u00e8 stata consegnata ai neo-diciottenni la Costituzione.<\/p>\n\n\n\n<p>Ovunque \u00e8 stato sottolineato il fatto che non si celebra soltanto genericamente la \u201cRepubblica\u201d, ma proprio questa specifica Repubblica, democratica, fondata sul lavoro, con la sovranit\u00e0 che appartiene al popolo.<\/p>\n\n\n\n<p>Ovunque si \u00e8 assistito a un fenomeno preoccupante, all\u2019invito dei sindaci hanno risposto sempre meno del 50% dei giovani invitati. Il dato corrisponde a quello della disaffezione generale degli adulti al voto, anche a livello locale, quasi a sottolineare una mancanza di partecipazione che non pu\u00f2 essere attribuita soltanto all\u2019indolenza, alla pigrizia e alla mancanza di volont\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 come se venissero alla luce le carenze del Sistema, esistenti da sempre ma acuite negli ultimi trenta anni, dopo il periodo della cosiddetta \u201ccaduta dei muri\u201d o della de-ideologizzazione della Politica.<\/p>\n\n\n\n<p>La democrazia riconosce la pluralit\u00e0 di opzioni e visioni del mondo presenti in una determinata societ\u00e0. La Costituzione prevede una duplice forma di esercizio della sovranit\u00e0 del popolo. Da una parte ogni cittadino \u00e8 in quanto tale un \u201cpolitico\u201d, chiamato a contribuire con le proprie competenze e capacit\u00e0 alla crescita dell\u2019intero organismo sociale. Dall\u2019altra parte ha il diritto \u2013 un tempo si diceva anche il dovere \u2013 di scegliere attraverso il voto i propri rappresentanti, in Parlamento, nei Consigli regionali, nelle assise comunali.<\/p>\n\n\n\n<p>Il presupposto che garantisce il funzionamento del meccanismo \u00e8 l\u2019esistenza di soggetti di base complessi in grado di riunire persone che si riconoscono in parte o in toto in una determinata concezione del mondo e la possibilit\u00e0 di individuare ottimi rappresentanti, non incentrati sui propri interessi ma sul servizio al bene comune dell\u2019intera collettivit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Nei luoghi della rappresentanza, le diverse idee vengono sviscerate e confrontate, allo scopo di rendere possibile l\u2019importantissima azione del legiferare. Il vivere civile \u00e8 determinato dalle regole costruite attraverso l\u2019equilibrio e la ricerca di accordo tra le diverse realt\u00e0 presenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto ci\u00f2 ha funzionato discretamente fino a quando l\u2019elettore era chiamato a scegliere i propri preferiti all\u2019interno di partiti che dichiaravano esplicitamente la loro appartenenza o vicinanza ideale. Ci si poteva riconoscere in una democrazia ispirata ai valori della cristianit\u00e0 o del comunismo, del liberalismo o del socialismo, del neofascismo \u201csociale\u201d e cos\u00ec via. Chi veniva eletto portava con s\u00e9 la forza di milioni di sostenitori e sedeva a testa alta nelle assemblee mondiali.<\/p>\n\n\n\n<p>Negli ultimi decenni tutto \u00e8 cambiato. Il potere dei Parlamenti nazionali si \u00e8 molto assottigliato, a favore dello strapotere delle multinazionali, i partiti hanno perso anche nel nome la loro connotazione ideale o ideologica, \u00e8 cresciuta una situazione di tensione e di paura che \u00e8 diventata il vero ago della bilancia, il criterio delle scelte elettorali. Si tende a cercare l\u2019uomo o la donna forte, in grado di traghettare lo Stato oltre le tempeste pandemiche e belliche. La ricerca del consenso viene determinata in modo sempre pi\u00f9 invasivo da un\u2019informazione per lo pi\u00f9 asservita alla logica del pi\u00f9 forte.<\/p>\n\n\n\n<p>Soprattutto, che cosa rappresenta un parlamentare di \u201cForza Italia\u201d? Quale idea alla base di tale partito? Chi non si sente \u201cfratello d\u2019Italia\u201d? O Democratico? Che cosa significa votare da una parte piuttosto che da un\u2019altra, se poi non solo gli aspetti nominativi ma anche quelli fondamentali vengono messi in discussione, come evidente in questo periodo di tragica sofferenza del popolo ucraino e di triste impotenza della diplomazia mondiale?<\/p>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 di sicuro l\u2019unico problema della democrazia, di certo per\u00f2 non \u00e8 difficile individuare un rapporto con la disaffezione alla Costituzione, al voto e alla partecipazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 impegnarsi tanto, se poi le decisioni pi\u00f9 importanti per il futuro del mondo sono prese in tutt\u2019altre stanze che in quelle della democrazia rappresentativa? Perch\u00e9 andare a votare, se non ci si sente rappresentati da nessuno e i gruppi politici sembrano pi\u00f9 consigli di amministrazione aziendale che luoghi di riflessione, valorizzazione ed edificazione del bene comune? Certo, sono domande in parte inquietanti perch\u00e9 potrebbero preludere a tentazioni eversive, c\u2019\u00e8 chi preconizza l\u2019instaurazione di un sistema alternativo, con metodi di scelta della classe dirigente pi\u00f9 adeguati rispetto a quelli attuali. E c\u2019\u00e8 chi pronuncia gi\u00e0 il de profundis alla democrazia, pensando ad anacronistici governi dei migliori o dei filosofi, capaci di coordinare la vita di milioni di persone.<\/p>\n\n\n\n<p>Quale soluzione per invertire il trend? Come ritrovare il bandolo della matassa? Una strada possibile potrebbe essere quella della rivalutazione del pensiero condiviso. Purtroppo le grandi trasformazioni sociali del XX secolo hanno provocato sospetto e diffidenza nei confronti delle ideologie umanistiche dell\u2019\u2019800, cos\u00ec come \u00e8 evidente il tracollo del cristianesimo cattolico che, nonostante il Concilio Vaticano II e il succedersi di ottimi pontefici, sembra aver perso quasi del tutto l\u2019appeal nei confronti della realt\u00e0 popolare. In questo crepuscolo dell\u2019assolutismo Medioevo e aurora del relativismo moderno e post moderno \u00e8 indispensabile trovare urgentemente una mediazione. Occorre costruire un tavolo di dialogo da collocare sul ponte che unisce (o divide) l\u2019imperturbabile fissit\u00e0 del castello inespugnabile ma ormai vuoto della Logica, dell\u2019Estetica, dell\u2019Etica dall\u2019inquieto incessante scorrere di un\u2019umanit\u00e0 priva di riferimenti e disperatamente aggrappata a una libert\u00e0 senza volto e senza nome.<\/p>\n\n\n\n<p>In altre parole, solo un pensiero confrontato e condiviso, potr\u00e0 ricostruire una Politica rispettosamente etica e una Bellezza realmente estetica.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Andrea Bellavite del 186\/2022 C\u2019\u00e8 stata da poco la Festa della Repubblica e in molti Comuni \u00e8 stata consegnata ai neo-diciottenni la Costituzione. Ovunque \u00e8 stato sottolineato il fatto che non si celebra soltanto genericamente la \u201cRepubblica\u201d, ma proprio questa specifica Repubblica, democratica, fondata sul lavoro, con la sovranit\u00e0 che appartiene al popolo. 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