{"id":4158,"date":"2022-06-18T15:03:36","date_gmt":"2022-06-18T13:03:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=4158"},"modified":"2022-06-18T15:03:37","modified_gmt":"2022-06-18T13:03:37","slug":"lucraina-leuropa-e-un-secondo-trattato-di-roma","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2022\/06\/18\/lucraina-leuropa-e-un-secondo-trattato-di-roma\/","title":{"rendered":"L\u2019Ucraina, l\u2019Europa e un secondo Trattato di Roma"},"content":{"rendered":"\n<p>\u00a0di\u00a0Gerald Knaus da OBCT del 17\/06\/2022<\/p>\n\n\n\n<p><em>In questa seconda met\u00e0 di giugno sono molti i summit europei previsti. In questo lungo editoriale, il co-fondatore dell&#8217;European Stability Initiative, spiega perch\u00e9 occorra dire s\u00ec senza esitazione alla candidatura Ue dell&#8217;Ucraina<\/em> <em>(Pubblicato originariamente da\u00a0<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.esiweb.org\/\" target=\"_blank\">ESI\u00a0\u00a0<\/a>)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 un momento storico per il progetto europeo. Il 17 giugno [oggi, ndr], la Commissione europea proporr\u00e0 probabilmente di offrire lo status di candidato all&#8217;Ucraina e alla Moldavia. Il 23 giugno si terr\u00e0 un incontro tra i leader dell&#8217;UE e dei Balcani occidentali. Il 23-24 giugno si terr\u00e0 il Consiglio europeo. La grande questione che si porr\u00e0 in tutti questi incontri sar\u00e0 come rimodellare il rapporto dell&#8217;Unione europea con le democrazie dell&#8217;Europa centrale e dei Balcani, in un\u2019epoca caratterizzata dall\u2019aggressione militare russa e da minacce sempre pi\u00f9 inquietanti provenienti da Mosca.<\/p>\n\n\n\n<h3>L&#8217;Unione europea pu\u00f2 integrare l&#8217;Ucraina?<\/h3>\n\n\n\n<p>L&#8217;attacco della Russia all&#8217;Ucraina ha spinto Finlandia e Svezia a chiedere l\u2019adesione alla Nato. Ha anche spinto l&#8217;Ucraina, la Moldavia e la Georgia a chiedere l&#8217;adesione all&#8217;UE. Il Kosovo ha recentemente annunciato che far\u00e0 domanda a breve, ultimo degli stati dei Balcani occidentali a farlo.<\/p>\n\n\n\n<p>Questi sviluppi fanno emergere la prospettiva di un&#8217;Unione europea con 36 o pi\u00f9 stati membri. Come reagiranno i leader dell&#8217;UE a queste aspirazioni di adesione? Alcuni, guidati dalla Polonia e dagli Stati baltici, fin dall&#8217;inizio dell&#8217;invasione russa hanno esortato l&#8217;UE ad accogliere la candidatura ucraina. Essi sottolineano che negare all&#8217;Ucraina lo status di candidato invierebbe un messaggio terribile agli ucraini e un messaggio pericoloso a Putin, che sostiene che il suo destino \u00e8 quello di &#8220;riportare&#8221; l&#8217;Ucraina nella sfera di influenza russa.<\/p>\n\n\n\n<p>Un secondo gruppo sottolinea che qualsiasi risposta di tipo positivo all&#8217;Ucraina non debba lasciare indietro i precedenti candidati dei Balcani occidentali. Paesi che attendono da anni di ottenere lo status di candidato (Bosnia Erzegovina) o di avviare colloqui (Albania e Macedonia del Nord). Perch\u00e9 quindi concentrarsi solo sull&#8217;Ucraina? E gli altri?<\/p>\n\n\n\n<p>Un terzo gruppo di stati membri invita invece alla cautela. Questi paesi temono che un allargamento eccessivo potrebbe causare disfunzioni. Propongono quindi che all&#8217;Ucraina, come agli altri candidati degli ultimi anni, venga offerta una prospettiva vaga e condizionata.<\/p>\n\n\n\n<p>Con l&#8217;UE divisa, la posta in gioco per l&#8217;Ucraina e l&#8217;UE non potrebbe essere pi\u00f9 alta. Per affrontare le sfide poste dalla candidatura ucraina occorre una visione strategica sul futuro dell&#8217;Europa. Inoltre, \u00e8 necessario ripristinare la credibilit\u00e0 dell&#8217;attuale processo di adesione.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo tutto, anche concedere all&#8217;Ucraina lo status di candidato, aggiungendo per\u00f2 condizioni che rendono l&#8217;apertura dei colloqui di adesione una prospettiva lontana, non sarebbe sufficiente. Si ripeterebbe l&#8217;approccio dell&#8217;UE nei confronti della Macedonia del Nord, che \u00e8 diventata candidata nel 2005 e poi ha visto le sue ambizioni bloccate negli ultimi 17 anni. Anche l&#8217;apertura dei colloqui di adesione potrebbe non essere sufficiente, se si traduce in un processo di adesione come quello della Turchia (in trattativa dal 2005), del Montenegro (in trattativa dal 2012) o della Serbia (in trattativa dal 2014). Nessuno di questi paesi sembra pi\u00f9 vicino all&#8217;adesione oggi di quando ha iniziato.<\/p>\n\n\n\n<p>Nelle ultime settimane, ESI ha sostenuto che esiste una via d&#8217;uscita che risponde alle preoccupazioni di tutti gli stati membri. Si tratta di concedere lo status di candidato e di avviare subito i colloqui di adesione, offrendo inoltre quanto segue:<\/p>\n\n\n\n<p>Tutti i paesi candidati che soddisfano i criteri di adesione all&#8217;UE, tra cui il rispetto dei diritti umani e dello stato di diritto, dovrebbero ottenere il pieno accesso alle quattro libert\u00e0 &#8211; libert\u00e0 di movimento per beni, persone, servizi e capitali &#8211; e al mercato unico europeo. I cittadini e le imprese godrebbero degli stessi diritti di cui godono oggi i cittadini dei paesi membri dell&#8217;UE o della Norvegia e dell&#8217;Islanda. &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Questa offerta dovrebbe essere fatta all&#8217;Ucraina, alla Moldavia e a qualsiasi democrazia balcanica interessata. Si tratta di un obiettivo raggiungibile. Tra il 2000 e il 2002, la Lituania, la Lettonia e la Slovacchia hanno impiegato 34 mesi per avviare e completare i negoziati di adesione. Polonia, Slovenia e Cipro hanno impiegato 56 mesi, mentre Romania e Bulgaria 58 mesi. L&#8217;Ucraina potrebbe riuscire, tra qualche anno, ad entrare a far parte del mercato unico e i cittadini ucraini potrebbero godere delle quattro libert\u00e0 sopramenzionate. &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;ammissione al mercato unico dei paesi che soddisfano i criteri di adesione, compreso lo Stato di diritto, non complica il processo decisionale dell&#8217;UE. L&#8217;adesione al mercato unico non richiede una riforma interna dell&#8217;UE. N\u00e9 rischia di rendere l&#8217;UE disfunzionale. &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Lo strumento per raggiungere questi obiettivi esiste gi\u00e0: \u00e8 l&#8217;attuale processo di preadesione. Ogni anno la Commissione europea pubblica relazioni su quanto ogni candidato dei Balcani occidentali sia lontano dal soddisfare gli standard e i requisiti dell&#8217;UE per il mercato unico &#8211; dalla politica ambientale a quella della concorrenza &#8211; e sullo stato di diritto. Si tratterebbe di farlo anche per l&#8217;Ucraina e la Moldavia. &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia, una volta che la Commissione conferma che un candidato ha soddisfatto queste condizioni, il Consiglio dovrebbe offrire pieno accesso al mercato unico e alle quattro libert\u00e0 e negoziare un trattato simile a quello gi\u00e0 esistente tra l&#8217;UE e i Balcani occidentali: una Comunit\u00e0 economica europea II (CEE), incentrata sulle quattro libert\u00e0 come quadro di riferimento.<\/p>\n\n\n\n<h3>Una visione romana: come funziona l&#8217;integrazione<\/h3>\n\n\n\n<p>Nel settembre del 1946, Winston Churchill si rec\u00f2 a Zurigo per &#8220;parlare della tragedia dell&#8217;Europa&#8221;. In un periodo di guerra civile in Grecia e di repressione stalinista in Europa centrale, Churchill propose una visione di un futuro diverso:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;C&#8217;\u00e8 un rimedio che&#8230; trasformerebbe come per miracolo l&#8217;intera scena, e in pochi anni renderebbe tutta l&#8217;Europa, o la maggior parte di essa, libera e felice come lo \u00e8 oggi la Svizzera. Qual \u00e8 questo rimedio sovrano? \u00c8 ricreare la famiglia europea, o la maggior parte di essa, e dotarla di una struttura che le consenta di vivere in pace, in sicurezza e in libert\u00e0&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Nell&#8217;aprile 2022, la presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha fatto eco a Churchill a Kiev:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Siamo con voi mentre sognate l&#8217;Europa. Caro Volodymyr, il mio messaggio oggi \u00e8 chiaro: l&#8217;Ucraina appartiene alla famiglia europea. Abbiamo ascoltato la tua richiesta, forte e chiara. E oggi siamo qui per darti una prima risposta positiva&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Churchill &#8211; un politico dell&#8217;opposizione nel 1946 &#8211; aveva una visione che a molti sembrava un sogno. La Von der Leyen, a capo dell&#8217;esecutivo dell&#8217;UE, pu\u00f2 offrire molto pi\u00f9 di un sogno: una procedura concreta, un processo di adesione a una struttura gi\u00e0 esistente in cui l&#8217;Europa possa \u201cvivere in pace, in sicurezza e in libert\u00e0&#8221;. &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Trasformare visioni audaci in passi tecnici concreti \u00e8 stato il segreto dell&#8217;integrazione europea. Sono stati politici realisti come Robert Schuman e Konrad Adenauer, ispirati da strateghi come Jean Monnet, a trasformare il linguaggio altisonante sulla famiglia europea in solide istituzioni.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Nel marzo 1957, i leader di sei paesi dell&#8217;Europa occidentale si riunirono per firmare il Trattato di Roma che trasform\u00f2 il loro continente. I leader riuniti annunciarono di essere:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Decisi ad assicurare il progresso economico e sociale dei loro paesi mediante un&#8217;azione comune volta a eliminare le barriere che dividono l&#8217;Europa&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Il loro obiettivo era politico. I mezzi erano economici. Il loro obiettivo erano le barriere che dividevano l&#8217;Europa, che dovevano essere eliminate attraverso la creazione di una Comunit\u00e0 economica europea (CEE). &nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In Germania questi progetti erano controversi. Sebbene il cancelliere Konrad Adenauer avesse ottenuto il sostegno dell&#8217;opposizione socialdemocratica per questo progetto di integrazione europea, alcuni dei principali ministri della CDU del suo governo si opposero ai suoi piani. Fu necessario un forte impulso da parte del cancelliere per costringere l&#8217;intero gabinetto a sostenere l\u2019iniziativa.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche questi negoziati si svolsero in tempo di guerra. Mentre si negoziava il Trattato di Roma, l&#8217;esercito francese infatti conduceva la brutale battaglia di Algeri, torturando e giustiziando sommariamente i prigionieri, in quello che allora Parigi considerava territorio francese.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ma la CEE non solo \u00e8 nata, \u00e8 sopravvissuta all&#8217;impero francese e alla Quarta Repubblica francese, crollata un anno dopo. \u00c8 sopravvissuta anche alle dittature di Franco e Salazar in Spagna e Portogallo, al Patto di Varsavia e all&#8217;Unione Sovietica. Divenne una calamita per altre democrazie, che cercarono di unirsi a questo accordo unico. &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La CEE ha ottenuto il suo successo concentrandosi sull&#8217;eliminazione delle barriere e sull&#8217;approfondimento dell&#8217;integrazione economica. Come ha recentemente affermato la politologa Nathalie Tocci a Vienna, l&#8217;integrazione europea \u00e8 stata fin dall&#8217;inizio un &#8220;progetto politico in veste tecnica&#8221;. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h3>L\u2019Europa, ancora buia<\/h3>\n\n\n\n<p>Nel 1990, tutti gli stati europei, gli Stati Uniti, il Canada e l&#8217;Unione Sovietica si riunirono a Parigi per celebrare una nuova era di pace democratica:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;L&#8217;Europa si sta liberando dall&#8217;eredit\u00e0 del passato&#8230; si \u00e8 aperta una nuova era di democrazia, pace e unit\u00e0 in Europa&#8230; impegno costante per la democrazia basata sui diritti umani e sulle libert\u00e0 fondamentali; prosperit\u00e0 attraverso la libert\u00e0 economica e la giustizia sociale; e uguale sicurezza per tutti i nostri paesi&#8221;. Carta di Parigi, 1990.<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi l&#8217;Europa occidentale assomiglia all&#8217;Europa della pace prevista dalla Carta di Parigi: una regione in cui il conflitto armato \u00e8 diventato impensabile. Nessuno all&#8217;Aja fa piani di emergenza per una potenziale invasione da parte della Francia o della Germania; nessuno a Bucarest e Vilnius prevede conflitti armati con l&#8217;Ungheria o la Polonia.<\/p>\n\n\n\n<p>Allo stesso tempo, gran parte dell&#8217;Europa post-Guerra Fredda \u00e8 rimasta un continente in guerra. Nei tre decenni successivi al 1990 si sono verificate 19 guerre o conflitti armati in Europa. Solo una ha avuto luogo nel vecchio Occidente: i &#8220;Troubles&#8221; in Irlanda del Nord, terminati con l&#8217;accordo del Venerd\u00ec Santo\/Belfast del 1998. Tutti gli altri conflitti armati hanno afflitto lo sviluppo della met\u00e0 orientale e sudorientale del continente. Molti rimangono irrisolti ancora oggi.<\/p>\n\n\n\n<p>In una parte dell&#8217;Europa, i confini nazionali sono diventati prima permeabili e poi invisibili. L&#8217;integrazione europea \u00e8 diventata il progetto di eliminazione delle barriere pi\u00f9 riuscito al mondo. Anche le democrazie che hanno deciso di non aderire all&#8217;UE ne sono state attratte: Islanda, Norvegia e Svizzera sono entrate a far parte di Schengen; Islanda e Norvegia fanno anche parte del Mercato unico europeo. Questo processo si \u00e8 svolto senza che un centro imperialista imponesse il suo controllo. \u00c8 stata un&#8217;integrazione tra pari, formata attorno al pi\u00f9 grande mercato del mondo. &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In altre parti d&#8217;Europa, i confini hanno continuato a essere contesi con sangue e dolore. \u00c8 da questa tragica gabbia che gli ucraini stanno cercando di uscire. Per riuscirci, devono prima combattere la Russia. Questo spiega la loro prima priorit\u00e0: ottenere le armi necessarie per difendere le loro case.<\/p>\n\n\n\n<p>Allo stesso tempo, stanno finalmente facendo ci\u00f2 che altre democrazie da poco indipendenti hanno fatto dopo la fine della Guerra Fredda. Il 28 febbraio 2022, quattro giorni dopo l&#8217;inizio dell&#8217;invasione russa, il presidente ucraino Zelensky ha firmato una richiesta ufficiale di adesione dell&#8217;Ucraina all&#8217;UE. Il 24 marzo, Zelensky si \u00e8 rivolto ai leader dell&#8217;UE durante una riunione del Consiglio europeo, chiedendo a tutti gli stati membri di sostenere l&#8217;adesione dell&#8217;Ucraina.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 l&#8217;Ucraina ha chiesto l&#8217;adesione all&#8217;UE nel bel mezzo di una guerra, mentre la sua capitale era ancora sotto assedio? Perch\u00e9 i dipendenti pubblici ucraini hanno compilato le risposte a migliaia di domande poste dalla Commissione europea, mentre nel paese infuriavano le battaglie? Per capirlo occorre, una volta ancora, capire l\u2019origine di questa guerra.<\/p>\n\n\n\n<h3>Colonie e colonizzatori &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;<\/h3>\n\n\n\n<p>La guerra contro la Russia non si combatte solo per difendere le case ucraine da un aggressore. Si combatte anche per visioni radicalmente diverse sul futuro dell&#8217;Europa.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Una delle due visioni \u00e8 stata offerta la scorsa settimana dal presidente russo Vladimir Putin, quando ha spiegato che tutti i paesi sono sovrani o colonie:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Per rivendicare un qualche tipo di leadership &#8211; non parlo nemmeno di leadership globale, ma di leadership in qualsiasi area &#8211; ogni paese, ogni popolo, ogni gruppo etnico dovrebbe garantire la propria sovranit\u00e0. Perch\u00e9 non c&#8217;\u00e8 una via di mezzo, non c&#8217;\u00e8 uno stato intermedio: o un paese \u00e8 sovrano, o \u00e8 una colonia, non importa come si chiamino le colonie&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli stati sovrani possono difendersi da soli. Per Putin, questo \u00e8 il caso di potenze nucleari come la Russia, la Cina, gli Stati Uniti e persino, come ha notato con approvazione, la Corea del Nord.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;Ucraina, per Putin, non \u00e8 sovrana in tal senso. L&#8217;Ucraina non ha altra scelta se non quella di far parte di un impero. Il suo destino \u00e8 quello di essere conquistata e controllata, e l&#8217;unica domanda \u00e8 da chi: Russia o Stati Uniti? Qualsiasi associazione dell&#8217;Ucraina alla NATO o all&#8217;UE \u00e8 quindi vista come una minaccia, non perch\u00e9 potrebbe portare a un attacco a una superpotenza nucleare come la Russia, ma perch\u00e9 impedirebbe alla Russia di affermare il proprio controllo sulla sua ex colonia. Come aveva del resto avvertito Putin nelle settimane precedenti la guerra:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Mi sembra che gli Stati Uniti non si preoccupino tanto della sicurezza dell&#8217;Ucraina&#8230; ma il loro compito principale \u00e8 quello di contenere lo sviluppo della Russia. In questo senso l&#8217;Ucraina stessa \u00e8 solo uno strumento per raggiungere questo obiettivo&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Secondo Putin, le colonie sono destinate ad essere strumenti delle grandi potenze. L&#8217;Ucraina e gli altri stati europei deboli devono essere lo strumento della Russia per ripristinare la propria gloria.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa \u00e8 una visione del passato, del presente e del futuro dell&#8217;Europa che getta l&#8217;ombra pi\u00f9 cupa sull&#8217;Ucraina e sull\u2019area che si trova tra la Germania e la Russia che lo storico Timothy Snyder ha definito le \u201cterre del sangue\u201d. Una regione che ha visto molti dei peggiori crimini e atrocit\u00e0 del XX secolo.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Parlando a Praga nel 2018, Snyder ha avvertito il pubblico che in questa regione non vi \u00e8 una storia serena di stati nazionali, ma una tragica storia di occupazione straniera e di orribili violenze. Dopo il crollo degli imperi tradizionali degli Asburgo, degli Hohenzollern e dei Romanov nel 1918, in Europa centrale sono sorti nuovi stati indipendenti. Tuttavia, questi stati mantennero la loro indipendenza solo per un breve periodo: pochi mesi nel caso dell&#8217;Ucraina, dell&#8217;Armenia o della Georgia, che furono riconquistate dai bolscevichi. Qualche decennio nel caso della Polonia, della Cecoslovacchia e degli Stati baltici, che furono occupati dagli eserciti di Hitler o di Stalin. Come ha detto Snyder: &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Non \u00e8 di rilievo che ogni singolo nuovo stato nazionale creato dagli Accordi di pace di Parigi del 1918 e successivamente cessi di esistere nel giro di due decenni? \u00c8 una semplice coincidenza? &#8230; Non solo tutti questi nuovi stati costituiti dopo il 1918 falliscono, ma l&#8217;intero territorio dell&#8217;Europa orientale governato da questi trattati, con l&#8217;eccezione dell&#8217;Austria, cade poi sotto la dominazione sovietica. Il che direi che non \u00e8 un segno del successo degli stati nazionali, ma piuttosto della continuazione della forma imperiale, ora in una forma diversa&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>La Russia ufficiale sotto Putin ha a lungo elogiato i successi in politica estera del suo grande costruttore di imperi del XX secolo, Joseph Stalin, in film, musei e libri di testo di storia. La narrazione della riconquista imperiale ha anche recentemente ispirato Putin a paragonarsi allo zar Pietro I.<\/p>\n\n\n\n<p>Agli occhi di Putin c&#8217;\u00e8 solo un&#8217;opzione per i vicini della Russia: &#8220;tornare&#8221; allo status di stati vassalli. Se sono fortunati, potrebbero finire come l&#8217;Armenia di oggi. Se sono meno fortunati, potrebbero assomigliare alla Bielorussia di Lukashenko. E se si oppongono al controllo imperiale, vedranno le loro citt\u00e0 subire il destino di Grozny o Mariupol.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il punto di vista di Putin \u00e8 terrificante e rievoca i periodi pi\u00f9 bui del XX secolo in Europa. Allo stesso tempo, la riluttanza a lasciare andare colonie, dipendenze e stati vassalli non \u00e8 prerogativa solo russa.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo la Seconda guerra mondiale, molte democrazie europee hanno continuato a combattere aspre guerre per mantenere il controllo delle loro colonie asiatiche: gli inglesi in Malesia, gli olandesi in Indonesia, i francesi in Indocina. Hanno combattuto &#8220;operazioni speciali&#8221; in Africa, dall&#8217;Algeria al Kenya. Hanno combattuto i movimenti anticoloniali in Europa, come nel caso di Cipro controllata dagli inglesi. Dal Regno Unito alla Francia, dalla Spagna al Portogallo, le potenze coloniali non accettarono di buon grado la perdita delle colonie. Alla fine, hanno imparato a proprie spese che il colonialismo non poteva essere sostenuto. Hanno pagato un prezzo alto per accettarlo, anche se un prezzo pi\u00f9 alto \u00e8 stato pagato da vietnamiti e algerini, kenioti e angolani. Sono state le sconfitte sul campo di battaglia &#8211; o le vittorie di Pirro &#8211; a liberare le democrazie europee del dopoguerra da pericolose illusioni. Illusioni che ancora oggi dominano la cultura politica della Russia.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h3>Lo status di candidato e altro ancora &#8211; per l&#8217;Ucraina e per altri paesi<\/h3>\n\n\n\n<p>Non ci sono buone ragioni per non concedere a giugno all&#8217;Ucraina lo status di candidato. I leader dell&#8217;UE hanno concesso lo status di candidato alla Turchia 23 anni fa, nel 1999, quando in Turchia vigeva ancora la pena di morte. Lo hanno concesso alla Macedonia del Nord nel 2005. In entrambi i casi, lo status di candidato non ha comportato una rapida adesione.<\/p>\n\n\n\n<p>Allo stesso tempo, l&#8217;apertura di colloqui di adesione con molti pi\u00f9 paesi pone all&#8217;UE delle domande cruciali. Quanto l\u2019UE \u00e8 pronta per un altro allargamento in grande stile, per un&#8217;Unione di 35 o pi\u00f9 membri? In questo momento la risposta onesta, sicuramente a Parigi e all&#8217;Aja, a Berlino e a Copenaghen, sarebbe: non lo \u00e8.<\/p>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 un dibattito che l&#8217;UE risolver\u00e0 nei prossimi giorni, anche se un giorno dovr\u00e0 iniziare a discuterne. Tuttavia, ci\u00f2 che si pu\u00f2 fare ora, in risposta alle candidature ucraine e moldave, \u00e8 ripensare l&#8217;attuale disfunzionale processo di adesione.<\/p>\n\n\n\n<p>Se il 2022 vedr\u00e0 l&#8217;apertura di nuovi negoziati di adesione, questi dovranno essere accompagnati da negoziati che portino anche a una Comunit\u00e0 (economica) europea aperta a tutte le democrazie europee, compresi i Balcani occidentali. \u00c8 necessario uno strumento potente per accelerare, nella tradizione di Schuman e Monnet, &#8220;l&#8217;eliminazione delle barriere che dividono l&#8217;Europa&#8221;. &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Questo sarebbe sia visionario che familiare, poich\u00e9 qualcosa di simile \u00e8 gi\u00e0 stato fatto in passato. \u00c8 cos\u00ec che Finlandia, Svezia e Austria hanno aderito prima al mercato unico nel 1994 e poi all&#8217;UE nel 1995. Questa era la visione del leggendario presidente della Commissione Jacques Delors. Nel suo discorso inaugurale al Parlamento europeo, nel gennaio 1989, Delors si \u00e8 chiesto come &#8220;conciliare il successo dell&#8217;integrazione dei Dodici senza respingere coloro che hanno lo stesso diritto di chiamarsi europei?&#8221;. Delors si riferiva ad Austria, Svezia, Norvegia e Finlandia. Egli propose loro un &#8220;partenariato pi\u00f9 strutturato con istituzioni decisionali e amministrative comuni&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Tre anni dopo, il 2 maggio 1992, Austria, Finlandia, Islanda, Norvegia e Svezia firmarono l&#8217;accordo sullo Spazio economico europeo (SEE). Il 1\u00b0 gennaio 1994 entrarono a far parte del mercato unico.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo processo in due fasi non \u00e8 stato una deviazione, tutt\u2019altro. Ha aumentato le probabilit\u00e0 di un\u2019adesione all&#8217;UE. Veli Sundb\u00e4ck, ex negoziatore capo della Finlandia, concorda su questo: &#8220;Per noi finlandesi, il SEE ha facilitato enormemente i nostri negoziati di adesione&#8221;.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Lo ha sottolineato anche Anders Olander, ex negoziatore svedese: &#8220;Per il mio paese, la Svezia, \u00e8 stata una tappa fondamentale verso la piena adesione all&#8217;UE. Senza l&#8217;accordo SEE e il processo che lo ha preceduto &#8211; la migliore scuola di integrazione europea che mi viene in mente &#8211; non saremmo stati in grado di concludere i negoziati di adesione cos\u00ec facilmente e rapidamente come \u00e8 poi avvenuto&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<h3>\u00c8 il momento della leadership &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;<\/h3>\n\n\n\n<p>Il momento attuale della storia europea richiede l&#8217;immaginazione pratica di un Jacques Delors. Riuscir\u00e0 Ursula von der Leyen a fare qualcosa di simile? &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il momento attuale richiede l&#8217;audace realismo di coloro che hanno negoziato la Comunit\u00e0 del carbone e dell&#8217;acciaio e il Trattato di Roma. Charles Michel pu\u00f2 essere il Paul-Henri Spaak, Emanuel Macron il Robert Schuman e Olaf Scholz il Konrad Adenauer di questa generazione?<\/p>\n\n\n\n<p>Il momento attuale richiede una visione di audacia alla Churchill, che deve per\u00f2 tradursi in passi tecnici concreti nella tradizione del venditore di Cognac Jean Monnet, che ha sempre puntato su quelle che Robert Schuman chiamava &#8220;realizzazioni concrete che creano innanzitutto una solidariet\u00e0 di fatto&#8221;. &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Naturalmente, l&#8217;Ucraina del 2022 non \u00e8 la Svezia o l&#8217;Austria del 1994. \u00c8 un paese in guerra in un continente in bilico, all&#8217;inizio di una nuova guerra fredda. Ma questo rende pi\u00f9, e non meno, urgente una solida strategia per la futura integrazione europea.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;attacco all&#8217;Ucraina del 24 febbraio 2022 ha reso evidente che anche l&#8217;Unione Europea deve prepararsi a difendere i suoi membri dalla minaccia di una Russia revanscista. Negli ultimi decenni le democrazie europee hanno raggiunto la propria sicurezza grazie all&#8217;alleanza con le grandi democrazie d&#8217;oltreoceano, Stati Uniti in primis, ma anche Canada.<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia, se un giorno le democrazie europee non potranno pi\u00f9 contare sugli Stati Uniti per la loro sicurezza, dovranno essere in grado di difendersi da sole per difendere il loro progetto anti-imperiale. Avranno bisogno quindi di avere dalla loro parte il maggior numero possibile di democrazie. Un&#8217;Ucraina democratica, che abbia sfidato una Russia ostile, sarebbe un alleato prezioso.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0di\u00a0Gerald Knaus da OBCT del 17\/06\/2022 In questa seconda met\u00e0 di giugno sono molti i summit europei previsti. In questo lungo editoriale, il co-fondatore dell&#8217;European Stability Initiative, spiega perch\u00e9 occorra dire s\u00ec senza esitazione alla candidatura Ue dell&#8217;Ucraina (Pubblicato originariamente da\u00a0ESI\u00a0\u00a0) \u00c8 un momento storico per il progetto europeo. Il 17 giugno [oggi, ndr], la Commissione europea proporr\u00e0 probabilmente di offrire lo status di candidato all&#8217;Ucraina e alla Moldavia. 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