{"id":4117,"date":"2022-05-16T21:12:24","date_gmt":"2022-05-16T19:12:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=4117"},"modified":"2022-05-16T21:12:25","modified_gmt":"2022-05-16T19:12:25","slug":"grazie-pierluigi","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2022\/05\/16\/grazie-pierluigi\/","title":{"rendered":"Grazie Pierluigi"},"content":{"rendered":"\n<p>di Andrea Bellavite del 16\/5\/2022<\/p>\n\n\n\n<p>Ho conosciuto personalmente Pierluigi Di Piazza nell&#8217;autunno del 1989, durante un incontro sulla pace organizzato dalla comunit\u00e0 parrocchiale di Gradisca d&#8217;Isonzo. Da allora ho avuto la possibilit\u00e0 di osservare da vicino la sua straordinaria attivit\u00e0 e soprattutto di condividere molti momenti importanti.<\/p>\n\n\n\n<p>Dagli inizi degli anni \u201990, \u00e8 stato con i Beati i costruttori di pace, il vero motore della preparazione e della realizzazione delle &#8220;via crucis&#8221; annuali, dodici chilometri di partecipata condivisione, da Pordenone alla base USAF di Aviano. Sono stati sempre momenti che non soltanto hanno rafforzato il legame, ma hanno creato anche una delle tante reti che intorno alla sua persona sono state tessute. S\u00ec, perch\u00e9 forse uno dei pi\u00f9 significativi suoi obiettivi di vita \u00e8 stato proprio quello di \u201ccreare reti aperte di amicizia e collaborazione\u201d. E&#8217; stato capace di generare relazioni fra i giovani studenti delle scuole superiori che hanno avuto la fortuna di averlo come insegnante di religione, fra le donne e gli uomini impegnati nei percorsi di richiesta di giustizia e pace nel mondo, fra le persone e i gruppi che si impegnano ogni giorno nell&#8217;accoglienza di migliaia di persone che fuggono dalla fame e dalla guerra, anche fra un gruppo di preti e affini che si sono incontrati regolarmente nella sua casa per condividere i percorsi di vita, per sostenersi nelle difficolt\u00e0, per scrivere ogni anno alle genti del Friuli-Venezia Giulia una lettera natalizia piena di spunti e di motivi di riflessione.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" width=\"1024\" height=\"681\" src=\"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Di-Piazza-2-1024x681.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4118\" srcset=\"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Di-Piazza-2-1024x681.jpg 1024w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Di-Piazza-2-300x200.jpg 300w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Di-Piazza-2-768x511.jpg 768w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Di-Piazza-2-1536x1022.jpg 1536w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Di-Piazza-2-2048x1363.jpg 2048w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Di-Piazza-2-219x146.jpg 219w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Di-Piazza-2-50x33.jpg 50w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Di-Piazza-2-113x75.jpg 113w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption>Bumbaca Gorizia    08.02.2013  KD libro Hack Di Piazza IO CREDO &#8211; Fotografia di Pierluigi Bumbaca<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Pierluigi ha amato tanto. Ha amato la sua terra, Tualis in Carnia e la sua famiglia, della quale non si stancava di condividere semplici insegnamenti e momenti di intensa e profonda commozione, come quando volle rendere partecipi tutti gli amici del dolore per la perdita della madre. Ha amato ogni comunit\u00e0, o meglio ogni componente delle trib\u00f9 di quello che spesso chiamava &#8220;il pianeta Terra&#8221;. Ha viaggiato molto per conoscere e partecipare alla vita dei pi\u00f9 poveri, soprattutto nell&#8217;America Centrale e Meridionale, intessendo rapporti con i protagonisti di molte lotte per la liberazione dall&#8217;oppressione di un sistema che strangola la Natura e gli esseri umani. Ha trasformato la sua casa nella casa di tutti, allargando progressivamente l&#8217;orizzonte di un&#8217;accoglienza illimitata, soffrendo soltanto l&#8217;impossibilit\u00e0 di fare ancora qualcosa di pi\u00f9. Ha saputo amare e trattare ognuno come un dono prezioso, dedicando il suo tempo all&#8217;incontro e all&#8217;ascolto di chiunque, sempre con il rispetto dell&#8217;umana dignit\u00e0, si trattasse di papa Francesco, del Dalai Lama o di un filosofo acclamato, di un politico o di un vescovo, soprattutto di una persona semplice, impegnata nell&#8217;ordinaria avventura della quotidianit\u00e0. Ha amato ciascuno per s\u00e9 stesso, facendolo sentire importante, parte integrante della sua vita, tutta proiettata nella costruzione di relazioni di autentica pace.<\/p>\n\n\n\n<p>Se Pierluigi non pu\u00f2 essere identificato solo con l&#8217;esperienza del Centro Ernesto Balducci, \u00e8 impossibile non collegare la sua storia personale con quella di questo straordinario luogo, da lui voluto e costruito, con l&#8217;aiuto di tanti volontari, mattone dopo mattone fino alle ragguardevoli dimensioni attuali. La grande intuizione operativa, perseguita fin dal suo arrivo come parroco a Zugliano negli anni successivi al terremoto del 1976, \u00e8 stata quella di unire la dimensione dell&#8217;Accoglienza a quella della Cultura. La sua abitazione \u00e8 diventata un po&#8217; alla volta tetto, stanza e cucina per migliaia di poveri, impegnati nella lotta per la sopravvivenza, fuggiti da condizioni molto difficili provocate dalla mancanza di cibo, di lavoro e di pace, provenienti da tanti posti dimenticati dei diversi continenti. Accanto all&#8217;alloggio, c&#8217;\u00e8 stato sempre il racconto riflesso e approfondito delle storie delle persone accolte, ancor di pi\u00f9 della Storia attuale di un sistema che produce ingiustizia e rigetta da un giorno all&#8217;altro intere Nazioni nello spettro dell&#8217;assoluta povert\u00e0. Come dimenticare i sempre eccezionali Convegni di settembre, prima a Pozzuolo poi nella sala Petris di Zugliano, le conferenze, le presentazione di libri, gli incontri ad ogni livello? In quelle tante occasioni, come pure nei suoi innumerevoli interventi nelle sale della Regione e di tante altre zone d\u2019Italia, ha delineato veramente \u201cun altro mondo possibile\u201d, dove fosse bandito l\u2019uso delle armi, dove non ci fossero pi\u00f9 i confini e gli sbarramenti fra gli umani, dove fosse possibile realizzare la giustizia, prima fra tutte quella collegata alla richiesta di verit\u00e0 e giustizia per Giulio Regeni.<\/p>\n\n\n\n<p>E&#8217; stato anche un grande e instancabile comunicatore. Ha scritto molti libri, criticamente costruttivi nei confronti un po&#8217; di tutte le istituzioni che determinano l&#8217;andamento della vita sociale. E&#8217; stato ottimo giornalista, scrivendo molto spesso i suoi pensieri sui quotidiani e sulle riviste, divenendo anche referente regionale della splendida realt\u00e0 di giornalismo alternativo denominata Articolo 21. Nei suoi scritti \u00e8 sempre presente l&#8217;anelito alla libert\u00e0, personale e dei popoli, cos\u00ec come emerge una forte esigenza di impegnarsi &#8211; fino al limite delle forze &#8211; per costruirla giorno dopo giorno insieme a tutte le donne e gli uomini di buona volont\u00e0. In una simile visione dell&#8217;umana avventura, \u00e8 facile comprendere come la parola &#8220;pace&#8221; sia stata quella da lui pi\u00f9 volte pronunciata. La convinzione secondo la quale \u201cla guerra \u00e8 una follia\u201d e \u201cle armi non possono risolvere mai alcun vero problema tra Stati e Nazioni\u201d, lo ha portato a contestare ogni politica degli armamenti, a diffondere i messaggi inequivocabili di Gandhi, di don Milani, di Padre Ernesto Balducci, di mons. Romero e di molti altri. Citandoli, spesso ripeteva che &#8220;se il XXI non sar\u00e0 il secolo della pace, non sar\u00e0&#8221;. E anche in questo senso, la sua scomparsa proprio nel momento in cui oscure ombre si vanno proiettando sul destino di tutti, \u00e8 una specie di segno simbolico e profetico da tenere in attenta considerazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Un&#8217;ultima parola, almeno in questo contesto, va alla sua inquietudine. Ho lasciato deliberatamente per ultimo un aspetto peraltro fondamentale, l&#8217;essere prete all&#8217;interno della Chiesa cattolica. La sua umanit\u00e0 delicata, sensibile, scevra da qualsiasi tentazione di protagonismo e una diffidenza innata nei confronti di qualsiasi forma di Potere, non potevano essere facilmente compatibili con il sentirsi parte importante di una delle pi\u00f9 potenti strutture planetarie. In effetti questa appartenenza \u00e8 stata alla base di una profonda sofferenza interiore. Da una parte si \u00e8 sempre sentito parte integrante di questa famiglia, anche dentro le numerose critiche costruttive finalizzate a proiettarla &#8220;fuori dal tempio&#8221;, nella piena condivisione con le gioie e le speranze, le angosce e le preoccupazioni del tempo. Dall&#8217;altra si \u00e8 spesso sentito incompreso e marginalizzato, percependo quanto l&#8217;attuazione del Vangelo di Ges\u00f9 di Nazareth fosse distante dalle forme e dai progetti strategici del presbiterio diocesano e della chiesa italiana. Il suo spirito ecumenico, la passione per il dialogo interreligioso, la partecipazione convinta alla laicit\u00e0 della fede cristiana e alla ricerca della verit\u00e0 che caratterizza ogni essere umano, non gli hanno impedito di essere fedele fino all&#8217;ultimo, costi quel che costi, alle promesse e agli impegni &#8211; anche quelli da lui stesso messi in discussione &#8211; dell&#8217;ordinazione sacerdotale. Forse il suo dolce sorriso, sempre velato da una sottile tristezza, derivava da questa lotta interiore fra ci\u00f2 che percepiva come consono al Vangelo e ci\u00f2 che vedeva nello svolgersi concreto della &#8220;pastorale&#8221;. Solo negli ultimi anni, con l&#8217;avvento di papa Francesco, sembrava aver riconosciuto un afflato nuovo, come se la guida attuale della Chiesa incarnasse finalmente le istanze di rinnovamento che erano state portate avanti in passato da preti che avevano dovuto pagare con tante umiliazioni e denigrazioni la loro passione per Dio e per l&#8217;umanit\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ci sarebbe senz\u2019altro molto ancora da dire e da scrivere intorno a Pierluigi Di Piazza, incarnazione di quella visione dell\u2019\u201dUomo planetario\u201d descritto mirabilmente da Ernesto Balducci. E\u2019 una di quelle figure destinate a rimanere presenti nella vita di chi lo ha conosciuto e nella societ\u00e0 nella quale ha vissuto. Le sue parole non ci lasceranno tranquilli e la sua stessa \u201cpartenza\u201d \u2013 cos\u00ec praticamente rapida e inattesa \u2013 sembra volerci lasciare un messaggio pieno di impegno e di responsabilit\u00e0. E\u2019 necessario continuare la strada intrapresa, stare ancora con Pierluigi dalla parte dei pi\u00f9 deboli e fragili, vivere una Politica con la P maiuscola, dove le parole Pace, Giustizia, Accoglienza, Fraternit\u00e0 non siano esercizi retorici, ma concreta realt\u00e0 di tempi, luoghi e persone capaci di costruire insieme una nuova civilt\u00e0, radicata nella verit\u00e0 e nell\u2019amore.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Andrea Bellavite del 16\/5\/2022 Ho conosciuto personalmente Pierluigi Di Piazza nell&#8217;autunno del 1989, durante un incontro sulla pace organizzato dalla comunit\u00e0 parrocchiale di Gradisca d&#8217;Isonzo. Da allora ho avuto la possibilit\u00e0 di osservare da vicino la sua straordinaria attivit\u00e0 e soprattutto di condividere molti momenti importanti. Dagli inizi degli anni \u201990, \u00e8 stato con i Beati i costruttori di pace, il vero motore della preparazione e della realizzazione delle &#8220;via crucis&#8221; annuali, dodici chilometri di partecipata condivisione, da Pordenone<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":4119,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[10],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4117"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4117"}],"version-history":[{"count":1,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4117\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4120,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4117\/revisions\/4120"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/media\/4119"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4117"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4117"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4117"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}