{"id":4049,"date":"2022-03-21T20:28:45","date_gmt":"2022-03-21T19:28:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=4049"},"modified":"2022-03-21T20:28:46","modified_gmt":"2022-03-21T19:28:46","slug":"lesclusione-dai-benefici-del-welfare-dei-lavoratori-bangladesi-di-monfalcone-2016-2021","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2022\/03\/21\/lesclusione-dai-benefici-del-welfare-dei-lavoratori-bangladesi-di-monfalcone-2016-2021\/","title":{"rendered":"L\u2019esclusione dai benefici del welfare dei lavoratori bangladesi di Monfalcone (2016-2021)"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>di Loredana Panariti<\/strong> del 21\/3\/2022<\/p>\n\n\n\n<p><em>Testo dell\u2019intervento presentato il 2 ottobre 2021 alla Journ\u00e9e d\u2019\u00e9tude AFHMT\/SISLav, Conservatoire national des arts et m\u00e9tiers, Paris)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Premessa<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Tradizionalmente la cittadinanza \u00e8 la condizione di appartenenza di una persona a uno Stato con l\u2019insieme dei diritti e dei doveri che tale relazione comporta. Nella nostra Costituzione essa si intreccia strettamente all\u2019uguaglianza (art. 3) e alla partecipazione, sancendo il principio dell\u2019universalit\u00e0 del suffragio e inserendo la Repubblica fra gli ordinamenti a vocazione democratico-pluralistica (art. 48 e ss.)<a href=\"#_ftn1\">[1]<\/a>. Tuttavia, accanto alla cittadinanza formale in ambito statale, possiamo individuare una sorta di cittadinanza \u201clocale\u201d che riguarda la sfera delle competenze di Comuni e Regioni. L\u2019elemento centrale di quest\u2019ultima \u00e8 la residenza, in quanto l\u2019iscrizione all\u2019anagrafe rappresenta un diritto a esercitare altri diritti <a href=\"#_ftn2\">[2]<\/a>. Infatti, per accedere a prestazioni che riguardano il diritto alla salute, all\u2019istruzione, alla casa, al lavoro ecc. \u00e8 necessario essere residenti. Ma, ci\u00f2 che appare scontato per chi gode di cittadinanza e residenza, invece, diventa un percorso a ostacoli per chi, da cittadino non comunitario, richiede la residenza. In Italia, senza residenza, risulta spesso impossibile richiedere il rinnovo del permesso di soggiorno con tutte le conseguenze che ci\u00f2 comporta. La residenza assume, quindi, un ruolo strategico in quanto conferisce un riconoscimento formale e consente l\u2019esercizio effettivo di determinati diritti.<\/p>\n\n\n\n<p>Dal punto di vista legislativo, le trasformazioni della cittadinanza hanno ridotto le differenze tra cittadini e non cittadini, anche extracomunitari, e i secondi, pur privi dello status dei primi, dovrebbero comunque godere di alcuni diritti fondamentali<a href=\"#_ftn3\">[3]<\/a>, ma, per poterli esercitare, avrebbero bisogno dell\u2019iscrizione all\u2019anagrafe e, nella realt\u00e0, accade spesso che questa venga rifiutata per motivi di carattere discrezionale, diversi da Comune a Comune.<\/p>\n\n\n\n<p>Fino a tempi abbastanza recenti la residenza, una volta ottenuta, quasi sempre grazie alla presenza di un\u2019occupazione, era garanzia di inclusione sociale. Negli ultimi due decenni, tuttavia, la situazione si \u00e8 modificata e anche i residenti \u201cregolari\u201d possono vedersi escludere per via amministrativa dall\u2019accesso a determinati benefici legati all\u2019appartenenza territoriale, quindi alla residenza.<\/p>\n\n\n\n<p>A partire dagli anni Duemila, il potere attribuito ai sindaci di emanare ordinanze per risolvere problemi legati a emergenze sanitarie o alla saluta pubblica o per eliminare eventuali pericoli e minacce all\u2019incolumit\u00e0 degli abitanti, ha provocato la proliferazione di atti che, nel caso preso in considerazione (il Comune di Monfalcone) duplicano provvedimenti gi\u00e0 esistenti o introducono divieti non imposti per legge. Ci\u00f2 ha creato numerose zone d\u2019eccezione che riguardano specialmente i lavoratori stranieri e le loro famiglie presenti in citt\u00e0 e impiegati nel cantiere navale di Fincantieri e nel piccolo commercio. Maggiormente colpiti sono i lavoratori bangladesi, il gruppo pi\u00f9 numeroso e considerato \u201cil pi\u00f9 diverso\u201d tra quelli che compongono la variegata galassia della presenza straniera in citt\u00e0. Percepiti da una parte degli autoctoni come responsabili del presunto degrado urbano e della riduzione della sicurezza, sono il bersaglio di molti atti amministrativi di esclusione sociale e nella stessa direzione si \u00e8 mossa anche la Regione Friuli Venezia Giulia che, grazie alla specialit\u00e0 e alle competenze attribuite alle Regioni dalla riforma del Titolo V della Costituzione, ha emanato leggi e regolamenti tesi a discriminare gli stranieri residenti sul territorio regionale.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Monfalcone<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La crisi economica ha amplificato l\u2019avversione, che a volte sfocia in vero e proprio razzismo, nei confronti dei lavoratori immigrati che risiedono a Monfalcone. La loro presenza risale a tempi precedenti rispetto l\u2019inizio della crisi, tuttavia, i rivolgimenti che questa ha provocato hanno causato una profonda frattura nel modo in cui gli stranieri sono percepiti rispetto a prima e nel dibattito pubblico che li riguarda. Frattura in cui il lavoro \u00e8 un elemento centrale e ha assunto, rispetto al passato, molta pi\u00f9 rilevanza.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli stranieri sono colpevoli della precarizzazione del lavoro. Lo dice chiaramente la sindaca di Monfalcone, Anna Maria Cisint, all\u2019incontro con i rappresentanti delle comunit\u00e0 straniere residenti in citt\u00e0. Scopo dell\u2019incontro \u00e8 presentare il \u201cdecalogo\u201d di comportamento per gli stranieri redatto dall\u2019amministrazione comunale. Il tema intorno al quale ruota tutta la discussione \u00e8 il presunto comportamento incivile degli immigrati che sono la principale causa di degrado del tessuto urbano per la sporcizia delle loro case e dei loro negozi, per i comportamenti incivili nei luoghi pubblici \u2013 si ripete pi\u00f9 volte che urinano e defecano nei parchi pubblici -, per il sovraffollamento delle loro case, con letti affittati a connazionali per 100 euro, per il mancato pagamento delle spese condominiali e delle imposte sui rifiuti e per un utilizzo inadeguato dei servizi sanitari. <a href=\"#_ftn4\">[4]<\/a>. Sebbene i gruppi convocati siano bangladese, romeno, macedone e albanese, il messaggio \u00e8 rivolto essenzialmente ai bangladesi che sono i pi\u00f9 numerosi in citt\u00e0. Non si tratta di un dialogo, conferma a pi\u00f9 riprese la sindaca, perch\u00e9 l\u2019integrazione parte dalla consapevolezza di ci\u00f2 che si deve fare, ed \u00e8 per questo che \u00e8 stato scritto il decalogo. L\u2019aspetto pi\u00f9 volte ribadito ai rappresentanti della comunit\u00e0 bangladese \u00e8 che non dovrebbero accettare lavori a 5-6 euro all\u2019ora, accusandoli di aver svalutato il&nbsp; lavoro e la sua remunerazione in un momento in cui anche gli autoctoni soffrono una disoccupazione importante vista la crisi e la chiusura di alcune importanti aziende del territorio. <a href=\"#_ftn5\">[5]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>La presenza di un numero cos\u00ec elevato di lavoratori stranieri con le loro famiglie a Monfalcone \u00e8 frutto della crescita delle commesse nel cantiere navale della citt\u00e0 che, dalla fine degli anni Ottanta del secolo scorso, si \u00e8 specializzato nella produzione di navi da crociera. La costruzione delle \u201cprincipesse\u201d del mare, vere e proprie citt\u00e0 turistiche viaggianti, richiede l\u2019apporto di moltissimi operai che non dipendono direttamente da Fincantieri, ma sono impiegati nell\u2019appalto e nel subappalto. Gli stranieri vengono impiegati nelle lavorazioni pi\u00f9 faticose e, spesso, peggio pagate con fenomeni anche di \u201ccaporalato\u201d e sfruttamento, gi\u00e0 all\u2019attenzione della magistratura<a href=\"#_ftn6\">[6]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>Le crisi economica ha eroso profondamente il tessuto industriale del Monfalconese, con la chiusura di alcune importanti aziende, mentre Fincantieri con il suo indotto, pur con alcuni momenti di difficolt\u00e0, ha continuato a crescere e ad attrarre manodopera specialmente straniera.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli operai che hanno perso il lavoro nelle fabbriche del territorio guardano a Fincantieri come a un possibile spazio di ricollocazione e una certa ostilit\u00e0 nei confronti di un foltissimo gruppo di stranieri, per la maggior parte bangladesi, maggiormente disponibili ad accettare condizioni di lavoro precarie e insicure, ha cominciato a entrare nel dibattito pubblico, sia politico sia sindacale.<\/p>\n\n\n\n<p>Maestranze pi\u00f9 \u201cmalleabili\u201d le ha definite il segretario provinciale della CGIL, facendo probabilmente riferimento alla scarsa sindacalizzazione degli stranieri e il titolo dell\u2019articolo: \u201cIl lavoro in cantiere c\u2019\u00e8 ma non assumono i nostri disoccupati\u201d<a href=\"#_ftn7\">[7]<\/a> si riferisce alla difficolt\u00e0 di reimpiegarsi per i lavoratori licenziati da alcune medie aziende del territorio. Per questi ultimi, la pensione \u00e8 ancora una meta lontana, mentre il ricollocamento \u00e8 reso complicato, oltre che dalla crisi, dall\u2019et\u00e0 e dal tipo di formazione. Per questo motivo il discorso pubblico (politico e sindacale) si concentra sulla necessit\u00e0 di \u201ccostringere\u201d Fincantieri, azienda in gran parte pubblica, ad assumere direttamente i disoccupati provenienti da quelle crisi aziendali<a href=\"#_ftn8\">[8]<\/a>, mentre si stigmatizza pi\u00f9 volte il fatto che Fincantieri (anche se il riferimento \u00e8 all\u2019appalto) assuma troppi stranieri a scapito dei cittadini locali.<\/p>\n\n\n\n<p>Al I gennaio 2019 in provincia di Gorizia risiedevano 14.352 cittadini stranieri, di questi 6.765 a Monfalcone (poco pi\u00f9 del 47%). I residenti stranieri di Monfalcone erano il 23,8% della popolazione complessiva, mentre il gruppo straniero pi\u00f9 numeroso, con 2.648 persone registrate, era quello bangladese che rappresentava il 39,1% di tutti gli stranieri presenti sul territorio. Seguivano quello romeno e croato con, rispettivamente, 1328 e 519 persone, pari al 19,6 e al 7,7% del totale.<\/p>\n\n\n\n<p>Si tratta di una presenza in crescita: dieci anni fa i bangladesi erano 973 e nel 1998 un nucleo di appena 17 uomini<a href=\"#_ftn9\">[9]<\/a>. &nbsp;Scorrendo i dati sulla popolazione dell\u2019Istat notiamo come il numero di residenti bangladesi sia aumentato proprio durante gli anni della crisi (con una lieve flessione nel 2012), a dimostrare come essa abbia amplificato quel profondo rivolgimento, pur iniziato precedentemente, di sostituzione di lavoro precario e mal pagato a lavoro a tempo indeterminato e maggiormente tutelato.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ordinanze, Regolamenti, Provvedimenti<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Utilizzando l\u2019archivio on line del giornale locale (\u201cIl Piccolo\u201d)<a href=\"#_ftn10\">[10]<\/a> e la pagina Facebook della sindaca per ripercorrere il periodo di governo del centrodestra a trazione Lega di Monfalcone, appare come gi\u00e0 i primi atti concreti dell\u2019amministrazione fossero indirizzati contro gli &nbsp;immigrati. Per esempio: la rimozione delle panchine in piazza, panchine utilizzate perlopi\u00f9 da uomini e donne bangladesi con i loro bambini, il \u201cchiaro\u201d no a corsi di bengalese, alla concessione di aree sportive per il gioco del cricket, al patrocinio e alla concessione di sale per la festa della lingua madre, \u201cperch\u00e9 qui la lingua madre \u00e8 l&#8217;italiano\u201d, e la negazione di spazi pubblici per festeggiare la fine del Ramadan.<\/p>\n\n\n\n<p>Pi\u00f9 famose, perch\u00e9 assurte agli onori della cronaca nazionale, l\u2019ordinanza della birra calda che vieta agli esercizi commerciali (in un\u2019unica via in cui quasi totalit\u00e0 \u00e8 gestita da stranieri) di vendere dopo le 19.30 alcolici freddi e di cessarne completamente la vendita dopo le 20.30 e quella che impedisce l\u2019ingresso con indumenti da lavoro negli esercizi commerciali, negli edifici pubblici e nei mezzi di trasporto pubblico. Anche in questo caso, l\u2019obiettivo sono gli stranieri che, lavorando nelle ditte dell\u2019appalto Fincantieri, non dispongono di spogliatoi, docce e mensa ed entrano ed escono dallo stabilimento con le tute da lavoro.<\/p>\n\n\n\n<p>Al di l\u00e0 della durata dei provvedimenti e della loro riproposizione nel tempo, magari con alcune leggere variazioni, essi esprimono una concezione restrittiva della residenza che non \u00e8 pi\u00f9 lo strumento di accesso completo ai diritti, in quanto essa viene ridotta o meglio \u201cstratificata\u201d per via amministrativa. Ci\u00f2 \u00e8 evidente se esaminiamo i tentativi di restrizione dei diritti sociali che riguardano l\u2019accesso agli alloggi popolari, il cosiddetto \u201cbonus affitti\u201d, gli incentivi all\u2019assunzione per i disoccupati e l\u2019accesso all\u2019istruzione.<\/p>\n\n\n\n<p>Per accedere alle graduatorie degli alloggi popolari e ai contributi per ridurre la spesa dell\u2019affitto, ai cittadini di paesi terzi residenti \u00e8 stata chiesta la prova ufficiale di non possedere propriet\u00e0 immobiliari all\u2019estero, mentre per tutti gli altri \u00e8 sufficiente l\u2019autocertificazione. Per i cittadini bangladesi (ma non solo), le difficolt\u00e0 a reperire la documentazione, che, anche nel caso in cui fosse ottenibile, comporterebbe notevoli spese di autentificazione, traduzione, registrazione ecc., significa di fatto l\u2019esclusione dalle graduatorie e dai contributi. Il ricorso presentato contro i regolamenti regionali ha dato esito positivo. Il Tribunale di Gorizia ha riconosciuto che essi hanno carattere discriminatorio e ha ordinato l\u2019inserimento in graduatoria di coloro i quali ne avrebbero avuto diritto. Nel caso dei contributi per le assunzioni di disoccupati e disoccupate \u00e8 stata, invece, la Corte Costituzionale a ritenere fondata la questione di legittimit\u00e0 costituzionale in relazione all\u2019articolo della Legge regionale che richiedeva<strong> il requisito della residenza protratta per cinque anni per godere del beneficio e sono state <\/strong>impugnate anche le successive variazioni che prevedevano un aumento della quota erogata sulla base dell\u2019anzianit\u00e0 di residenza. Tuttavia, seppure le discriminazioni sono state sanate, la ripercussione sul tessuto cittadino non \u00e8 senza conseguenze. Poich\u00e9 era stato fissato un budget specifico, il rifacimento delle graduatorie escluder\u00e0 una parte importante di persone, forse cittadine italiane, approfondendo sentimenti di fastidio e di razzismo gi\u00e0 presenti. Anche nel caso degli incentivi, sebbene essi non siano legati a graduatorie, l\u2019idea che il pronunciamento della Corte Costituzionale vada a discapito di coloro i quali hanno contribuito alla crescita del tessuto sociale e produttivo della Regione e pagato in prima persona gli effetti della crisi economica, \u00e8 abbastanza radicata, specie nelle fasce di reddito pi\u00f9 basse e rafforzata nella comunicazione istituzionale.<\/p>\n\n\n\n<p>In un mercato del lavoro, passato secondo la definizione di Stefano Zamagni<a href=\"#_ftn11\">[11]<\/a>, da una struttura piramidale, con un vertice, una base e una corposa categoria intermedia e con maggiori possibilit\u00e0 di cambiare posizione al suo interno, a una che ha la forma di clessidra, con due ampolle che, idealmente, contengono lavoratori molto diversi dal punto di vista dei diritti e dei salari, i lavoratori immigrati stanno perlopi\u00f9 alla base della parte inferiore con scarse possibilit\u00e0 di guadagnare una posizione migliore. A Monfalcone, essi sono considerati, anche da molti di coloro che stanno poco sopra nel bulbo inferiore o che hanno visto la propria posizione crollare verso il basso a causa della crisi, uno degli elementi scatenanti il processo di precarizzazione del lavoro. Il fatto, poi, visto che in genere si tratta di famiglie numerose, che possano \u201csorpassarli\u201d nell\u2019accesso ai benefici rafforza la \u201cguerra tra poveri\u201d in atto, allontanando la possibilit\u00e0 di costruzione di una societ\u00e0 multietnica, pur essendo gli stranieri in citt\u00e0 &nbsp;oltre il 23% della popolazione<a href=\"#_ftn12\">[12]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>La percentuale degli stranieri aumenta se prendiamo in considerazione la popolazione scolastica, dove si raggiunge il 58%. Anche qui il percorso che la giunta monfalconese ha seguito \u00e8 quello dell\u2019esclusione. Nel 2018 \u00e8 stato, infatti, stipulato un accordo tra il Comune di Monfalcone e i due istituti comprensivi Giacich e Randaccio, in base al quale le iscrizioni di alunni stranieri per l\u2019anno scolastico 2018\/19 non avrebbe dovuto superare la percentuale del 45%.&nbsp; In questo modo si intendeva evitare la concentrazione di alunni stranieri nelle classi e richiamare a Monfalcone gli studenti italofoni che i genitori avevano iscritto nelle scuole del circondario valutando che una cos\u00ec alta presenza di alunni \u201cdi origine migratoria\u201d avrebbe potuto rallentare i loro figli nell\u2019apprendimento. I bambini, quasi tutti bangladesi, esclusi dalla possibilit\u00e0 di iscrizione alla scuola dell\u2019infanzia e invitati a spostarsi negli altri comuni, con i quali, per altro, non erano stati stabiliti accordi, sono stati oltre 60. L\u2019idea era mettere a disposizione uno scuolabus per il trasporto, ma, come \u00e8 noto, bimbi cos\u00ec piccoli difficilmente sopportano tragitti molto lunghi e, in ogni caso, sarebbero stati comunque sradicati dal loro contesto. Per loro, l\u2019impossibilit\u00e0 di praticare l\u2019italiano prima di iniziare la scuola primaria diventa rischio dispersione nel percorso successivo, dispersione che, analizzando i dati, &nbsp;\u00e8 pi\u00f9 alta per gli alunni stranieri.<\/p>\n\n\n\n<p>Ora la questione si \u00e8 parzialmente risolta con la messa a disposizione di una nuova scuola dell\u2019infanzia, grazie anche ai finanziamenti di Fincantieri (1,9 milioni), sebbene, a oggi, almeno 30 bambini siano ancora esclusi dalla frequenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Nelle sue dichiarazioni la sindaca ha sempre auspicato un intervento diretto di Fincantieri, azienda nella quale lavorano i padri della maggior parte dei bambini. Risolvere il problema era, a suo giudizio, innanzitutto compito di Fincantieri che, in qualche modo, doveva farsi carico della situazione che aveva contribuito a creare. Una richiesta di responsabilit\u00e0 sociale d\u2019impresa che mette in secondo piano gli obblighi costituzionali che spettano alle istituzioni pubbliche per quando riguarda il diritto all\u2019istruzione. Alla segregazione occupazionale che riguarda i genitori, genitori che in prevalenza occupano i livelli pi\u00f9 bassi del mercato del lavoro, con occupazioni pesanti, precarie, non sempre sicure e, spesso, poco pagate, si affiancano la segregazione educativa e l\u2019idea che, poich\u00e9 la scuola dell\u2019infanzia in Italia non \u00e8 scuola dell\u2019obbligo, non sia compito dell\u2019amministrazione individuare tutte quelle azioni positive necessarie a potenziare la frequenza, l\u2019inclusione e la qualit\u00e0 dell\u2019offerta formativa per tutte e tutti.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Note conclusive<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Le spinte escludenti provenienti dalle amministrazioni locali e dalle Regioni sono state pi\u00f9 volte bloccate dai Tribunali o dalla Corte Costituzionale che \u00e8, in pi\u00f9 occasioni, intervenuta stigmatizzando in special modo l\u2019utilizzo dei requisiti della cittadinanza e della residenza prolungata come criteri di esclusione. Sebbene la determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni dei diritti civili e sociali sia di esclusiva competenza statale, si sta facendo strada, di fatto, una disciplina locale restrittiva e differenziata nei confronti degli immigrati regolari pi\u00f9 recenti, per i quali, pur essendo essi lavoratori contribuenti e residenti, si ritiene insostenibile un accesso incondizionato a tutti i servizi <a href=\"#_ftn13\">[13]<\/a>. Sembra quasi si stia diffondendo una visione dei diritti che ricorda la posizione dei mercantilisti sulla ricchezza: un gioco a somma zero in cui se aumentano da una parte, devono per forza diminuire dall\u2019altra. Quel lavoro su cui si fonda la Repubblica parrebbe non essere in grado di garantire uguaglianza e parit\u00e0 di accesso ai servizi, in altre parole inclusione sociale.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref1\">[1]<\/a> M. G. Toppi, <em>La cittadinanza: concessione dello Stato o diritto del singolo. Sul significato attuale della distinzione tra cittadino e straniero<\/em>, disponibile su <a href=\"https:\/\/www.diritto.it\/system\/docs\/35042\/original\/articolo_cittadinanza_toppi.pdf\">https:\/\/www.diritto.it\/system\/docs\/35042\/original\/articolo_cittadinanza_toppi.pdf<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref2\">[2]<\/a> Si veda E. Gargiulo, <em>Localizzazione dei diritti o localismo dell\u2019appartenenza? Abbozzo di una teoria della residenza<\/em>, in \u201cSociat\u00e0MutamentoPolitica\u201d, II (3), 2011, pp. 241-261 e, dello stesso autore, <em>Quando il territorio si fa ostile. La territorialit\u00e0 etica e le barriere locali al suo riconoscimento,<\/em> in \u201cPolitica &amp; Societ\u00e0\u201d, 1 (2015), pp. 99-122. Per un quadro di lungo periodo si veda D. Andreozzi, <em>Frantumi. Cittadinanze, diritti e spazi dall\u2019Antico regime alla crisi globale<\/em>&#8220;, in D. Andreozzi, S. Tonolo (a c. di), <em>La cittadinanza molteplice. Ipotesi e comparazioni<\/em>, Trieste, EUT Edizioni Universit\u00e0 di Trieste, 2016, pp. 9-23<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref3\">[3]<\/a> G. Zincone, <em>Cittadinanza: trasformazioni in corso<\/em>, in \u201cFilosofia Politica\u201d, XV (1), 2000, pp. 71-100.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref4\">[4]<\/a> Si tratta del <em>Documento d\u2019impegni sul rispetto delle norme e regolamenti e sulla promozione dei principi di tutela della dignit\u00e0 personale in particolare nei confronti dei soggetti vulnerabili, giovani e donne, <\/em>definito dalla stampa \u201cdecalogo\u201d perch\u00e9 consta di 10 punti.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref5\">[5]<\/a> Il video dell\u2019incontro con le comunit\u00e0 straniere del 30 giugno 2017 \u00e8 disponibile su <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=X9TpUvHph0U\">https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=X9TpUvHph0U<\/a>. Sulla diffusione di provvedimenti legislativi e ordinanze sul rispetto del \u201cdecoro\u201d urbano e contro il \u201cdegrado\u201d si veda A. Cancellieri, <em>Migranti e spazi urbani<\/em>, in \u201cil Mulino\u201d, 3 (2017), pp. 402-409. Si veda anche G. Zazzara, <em>\u201cItalians First\u201d: Workers on the Right Amidst Old and New Populisms<\/em>, in \u201cInternational Labor and Working-Class History\u201d, 93, 2018, &nbsp;pp. 101-12.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref6\">[6]<\/a> Si tratta dell\u2019indagine giudiziaria Freework atto I e II. Si veda L. De Francisco, U. Dinello, G. Rossi, <em>Mafia a Nord-est<\/em>, Rizzoli, Milano, 2015, pp. 176-210. Sull\u2019organizzazione del lavoro nel cantiere di Monfalcone: L. Panariti, <em>Tute blu e principesse. L\u2019organizzazione del lavoro nel cantiere di Monfalcone (1987-2007)<\/em>, in R. Danielis (a c. di) <em>Il sistema marittimo-portuale del Friuli Venezia Giulia. Aspetti economici, statistici e storici<\/em>, Trieste 2011, pp. 218-256.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref7\">[7]<\/a> <em>Casotto: \u00abIl lavoro in cantiere c\u2019\u00e8 ma non assumono i nostri disoccupati\u00bb<\/em>, in \u201cIl Piccolo\u201d, 2 giugno 2019.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref8\">[8]<\/a> <em>Cisint: Fincantieri recluti il suo personale a livello locale. Presa di posizione del sindaco alla nota dell\u2019azienda che dichiara che non si riescono a trovare operai perch\u00e9 nessuno vuole fare certi lavori<\/em>, TGR Friuli Venezia Giulia, 19 maggio 2019 in <a href=\"https:\/\/www.rainews.it\/tgr\/fvg\/articoli\/2019\/05\/fvg-fincantieri-assunzioni-operai-63c732ef-49e3-40a5-a62d-2e01b9fdf0f1.html\">https:\/\/www.rainews.it\/tgr\/fvg\/articoli\/2019\/05\/fvg-fincantieri-assunzioni-operai-63c732ef-49e3-40a5-a62d-2e01b9fdf0f1.html<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref9\">[9]<\/a> P. Quattrocchi, M. Toffoletti, E. V. Tomasin<em>, Il fenomeno migratorio nel comune di Monfalcone. Il caso della comunit\u00e0 bengalese,<\/em> La Grafica, Gradisca d\u2019Isonzo, 2003. Si veda anche P. Nanni, <em>Gli scenari migratori visti dall\u2019Italia<\/em>,in\u201cAutonomie locali e servizi sociali. Quadrimestrale di studi e ricerche sul welfare\u201d, 2 (2012), pp. 263-282 e F. Della Puppa, <em>Uomini in movimento. Il lavoro della maschilit\u00e0 fra Bangladesh e Italia,<\/em> Rosenberg &amp; Sellier Editori, Torino, 2014; L. Panariti, <em>Bangladesi a Monfalcone e Bosniaci in Slovenia. Crisi economica, politiche del lavoro e dibattito pubblico<\/em>, in D. Di Sanzo ( a c. di), <em>Lavori migranti. Storia, Esperienze e conflitti dal secondo dopoguerra ai giorni nostri<\/em>, Edizioni Le Penseur, Brienza, 2021, pp. 263-286;<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref10\">[10]<\/a> Tutti gli articoli citati de \u201cIl Piccolo\u201d sono disponibili sull\u2019archivio on line del quotidiano dal 2003 in <a href=\"https:\/\/ricerca.gelocal.it\/ricerca\/ilpiccolo-it?query=archivio&amp;view=ilpiccolo-it&amp;mode=all&amp;sortby=ddate\">https:\/\/ricerca.gelocal.it\/ricerca\/ilpiccolo-it?query=archivio&amp;view=ilpiccolo-it&amp;mode=all&amp;sortby=ddate<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref11\">[11]<\/a> S. Zamagni, <em>Lavoro, disoccupazione, economia civile<\/em>, Scuola di cultura politica 2011-2012, disponibile in <a href=\"http:\/\/www.scuoladiculturapolitica.it\/sitoSCP2011\/bibliografia\/Modulo4-Stefano_Zamagni-doc4.pdf\">http:\/\/www.scuoladiculturapolitica.it\/sitoSCP2011\/bibliografia\/Modulo4-Stefano_Zamagni-doc4.pdf<\/a>. Si veda anche C. Corvino<em>,&nbsp;<\/em><em>Fuori dalla crisi, dentro una clessidra? Tendenze recenti di lungo periodo nel mercato del lavoro del Friuli Venezia Giulia<\/em>, in <em>Il mercato del lavoro in Friuli Venezia Giulia. Rapporto 2017<\/em>, Franco Angeli, Milano, 2017, pp.74-115.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref12\">[12]<\/a> Cos\u00ec la sindaca sulla sua pagina Facebook, prima che la legge regionale fosse bloccata: L\u2019obbligo della certificazione che attesti l\u2019assenza di propriet\u00e0 all\u2019estero per gli extracomunitari stabilito dalla legge di riordino delle Ater [\u2026] e un bando \u201ccome si deve voluto da noi ha fatto salire dal 27% del 2016 al 72% del 2019 le domande degli italiani. Quelle degli stranieri sono crollate dal 75% al 22%. Fatti non parole (gennaio 2020).<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref13\">[13]<\/a> M. Calabr\u00f2, <em>L\u2019amministrazione di fronte all\u2019immigrato regolare: tra inclusione, esclusione e integrazione<\/em>, in F. Astone, R. Cavallo Perin, A. Romeo, M. Savino (a c. di), <em>Immigrazione e diritti fondamentali, Atti dei convegni Siracusa, 4 maggio 2017 &#8211; Torino, 27 ottobre 2017<\/em>,\u201d&nbsp;<em>Collane@unito.it<\/em>, <a href=\"https:\/\/www.collane.unito.it\/oa\/items\/show\/31\">https:\/\/www.collane.unito.it\/oa\/items\/show\/31<\/a>. Si veda anche A. Alietti (a c. di), <em>Razzismi, discriminazioni e disuguaglianze. Analisi e ricerche sull?italia contemporanea<\/em>, Mimesis Edizioni, Sesto San Giovanni, 2017 e S. Castles, <em>Nation and Empire: Hierarchies of Citizenship in the New Global Order<\/em>, in \u201cInternational Politics\u201d, 42 (2005), pp. 203-224.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Loredana Panariti del 21\/3\/2022 Testo dell\u2019intervento presentato il 2 ottobre 2021 alla Journ\u00e9e d\u2019\u00e9tude AFHMT\/SISLav, Conservatoire national des arts et m\u00e9tiers, Paris) Premessa Tradizionalmente la cittadinanza \u00e8 la condizione di appartenenza di una persona a uno Stato con l\u2019insieme dei diritti e dei doveri che tale relazione comporta. Nella nostra Costituzione essa si intreccia strettamente all\u2019uguaglianza (art. 3) e alla partecipazione, sancendo il principio dell\u2019universalit\u00e0 del suffragio e inserendo la Repubblica fra gli ordinamenti a vocazione democratico-pluralistica (art. 48<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":3505,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[10],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4049"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4049"}],"version-history":[{"count":1,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4049\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4050,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4049\/revisions\/4050"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3505"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4049"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4049"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4049"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}