{"id":3908,"date":"2022-01-02T11:24:14","date_gmt":"2022-01-02T10:24:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=3908"},"modified":"2022-01-02T11:24:15","modified_gmt":"2022-01-02T10:24:15","slug":"la-sopravvissuta","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2022\/01\/02\/la-sopravvissuta\/","title":{"rendered":"La Sopravvissuta"},"content":{"rendered":"\n<p>di Irma Hibert (Battello Stampatore) recensione di David Usilla da Gufi Narranti<\/p>\n\n\n\n<p>La guerra, ogni guerra lascia dietro a s\u00e9 macerie molto pi\u00f9 ingombranti di quelle che vediamo sulle strade, molto pi\u00f9 profonde rispetto ai fori di proiettili si muri, sono le macerie che ingombrano l\u2019anima delle persone sopravvissute a queste guerre. Sono macerie fatte di incubi, paure, vite spezzate, sogni infranti, adolescenze ed infanzie perdute, privazioni, fame e miseria.<\/p>\n\n\n\n<p>Irma Hibert con il suo La sopravvissuta (Battello Stampatore) ci racconta la sua vita: lei bambina ai tempi dell\u2019assedio di Sarajevo. La citt\u00e0 bosniaca fu teatro, a cavallo degli anni 90 di uno dei pi\u00f9 lunghi e violenti assedi che la storia recente ricordi.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019assedio, che vide contrapposte le forze dell\u2019appena nato stato della Bosnia Erzegovina e le forze dell\u2019Armata Popolare Jugoslava, dur\u00f2 ben 4 anni, dal 5 aprile del 1992 al 29 febbraio del 1996, ed il costo in termini di vite umana fu altissimo, si parla di circa 12000 vittime e 50000 feriti.<\/p>\n\n\n\n<p>In un contesto come questo \u00e8 dura essere bambini, \u00e8 dura essere uomini e donne, \u00e8 dura portare a casa la pelle ogni giorno, \u00e8 dura anche solo cercare di fare l\u2019unica cosa possibile, sopravvivere.<\/p>\n\n\n\n<p>Irma Hibert ci racconta quei giorni, ci porta ad esplorare un mondo che ci sembra distante ma \u00e8 a due passi da noi, attraverso uno dei momenti storici pi\u00f9 tragici del secondo dopo guerra in Europa. Ci racconta come poter godere di cose che nelle nostre casa riteniamo ormai scontate ma che per lei non lo erano: la corrente elettrica, l\u2019acqua corrente, per citare i pi\u00f9 \u201cbanali\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Ci racconta di come da un giorno all\u2019altro le lezioni a scuole si sono interrotte per non riprendere pi\u00f9, di come si facessero i salti mortali per arrivare un pezzo di pane fresco o a qualche patata.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 un libro commovente, struggente che si attacca al cuore del lettore e difficilmente se ne staccher\u00e0, scritto in maniera molto precisa, articolata ma fluida e adatta a tutti i tipi di lettori. L\u2019autrice con una sensibilit\u00e0 straordinaria ci porta a capire gli orrori della guerra, ci accompagna attraverso le atmosfere agghiaccianti di una citt\u00e0 sotto assedio, sotto bombardamento costante. Ci sono poi le riflessioni profonde di una persona che la guerra ha strappato alla sua terra e che si porta dentro la consapevolezza di non appartenere &nbsp;pi\u00f9 a nessuna terra. \u00c8 un libro che nello scorrere di poche pagine racconta molto, entra nella coscienza del lettore, entra nel suo cuore, entra nella sua sensibilit\u00e0 portandolo a riflettere su come una guerra pu\u00f2 fare vittime anche al di l\u00e0 dei morti e dei feriti, perch\u00e9&nbsp; \u00e8 vittima anche&nbsp; chi \u00e8 costretto a lasciare le proprie radici in cerca di migliori condizioni di vita.<\/p>\n\n\n\n<p>La guerra devasta generazioni di persone prima che un paese possa tornare ad una sorta di normalit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono convinto che libri come questo siano di una importanza fondamentale perch\u00e9 riesumano dall\u2019oblio momenti drammatici troppo spesso dimenticati, contribuendo a tenere viva la fiamma del ricordo, &nbsp;di tutte quelle pagine tragiche di cui il libro della storia umana purtroppo \u00e8 ricco.<\/p>\n\n\n\n<h2>Irma Hibert<\/h2>\n\n\n\n<p><em>L\u2019autrice \u00e8 nata a Sarajevo nel 1980. Si trasferisce a Trieste durante la guerra civile in Bosnia. Laureata in lingue e letterature straniere termina il suo percorso professionale con un master in Cultural Management ed infine con un dottorato di ricerca che riguarda la letteratura spagnola moderna e contemporanea presso l\u2019Universit\u00e0 di Ljubljana.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Ha lavorato come traduttrice, insegnato presso l\u2019Universit\u00e0 di Trieste, ha pubblicato diversi articoli letterari e ha collaborato a numerosi progetti di carattere culturale. Questo \u00e8 il suo primo libro.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Irma Hibert (Battello Stampatore) recensione di David Usilla da Gufi Narranti La guerra, ogni guerra lascia dietro a s\u00e9 macerie molto pi\u00f9 ingombranti di quelle che vediamo sulle strade, molto pi\u00f9 profonde rispetto ai fori di proiettili si muri, sono le macerie che ingombrano l\u2019anima delle persone sopravvissute a queste guerre. 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