{"id":3880,"date":"2021-12-19T23:27:56","date_gmt":"2021-12-19T22:27:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=3880"},"modified":"2021-12-19T23:32:02","modified_gmt":"2021-12-19T22:32:02","slug":"linevitabile-trasformazione-del-movimento-5-stelle","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2021\/12\/19\/linevitabile-trasformazione-del-movimento-5-stelle\/","title":{"rendered":"L\u2019inevitabile trasformazione del Movimento 5 Stelle"},"content":{"rendered":"\n<p>di&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.italianieuropei.it\/it\/italianieuropei-62021\/itemlist\/user\/1964-maramorini.html\">Mara Morini<\/a>&nbsp; Dicembre 2021 da Italianieuropei<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019esito delle ultime elezioni amministrative non \u00e8 stato deludente solo per il centrodestra, ma ha costituito un serio campanello d\u2019allar\u00adme per il Movimento 5 Stelle (M5S), che ha dimezzato i propri voti rispetto alla precedente tornata elettorale.<\/p>\n\n\n\n<p>Per comprendere le ragioni di questa&nbsp;<em>d\u00e9bacle<\/em>, \u00e8 necessario ripercorre alcune tappe dell\u2019evoluzione del M5S che evidenziano le difficolt\u00e0 che, solitamente, i partiti populisti affrontano quando si trasformano da movimento di protesta in partito di governo. Questo passaggio comporta necessariamente una ridefinizione degli elementi fondativi del movimento e, soprattutto, l\u2019adattamento alle procedure, alle mo\u00addalit\u00e0, ai vincoli e alle funzioni di una democrazia rappresentativa.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma quali sono le caratteristiche del modello originario del M5S o, meglio ancora, del \u201cpartito di Grillo\u201d? La novit\u00e0 rappresentata da questo movimento si basa essenzialmente sulla decisione di utilizzare tecnologie informatiche (<em>web democracy<\/em>) per favorire la partecipazio\u00adne dei cittadini. Nella letteratura politologica il Movimento 5 Stelle \u00e8 stato definito un partito in&nbsp;<em>franchising&nbsp;<\/em>ovvero un\u2019organizzazione che fornisce un simbolo e riferimenti ideologici, ha diramazioni ter\u00adritoriali con un certo margine di libert\u00e0 nello svolgere le attivit\u00e0 sul territorio, ma le decisioni sono prese dal vertice senza confronto e condivisione con la base.<\/p>\n\n\n\n<p>Se da un lato, l\u2019obiettivo del Movimento \u00e8 stato l\u2019introduzione di una maggiore inclusivit\u00e0 dei cittadini nelle decisioni politiche (\u201cognuno vale uno\u201d), dall\u2019altro lato, la leadership dei \u201cpadri fondatori\u201d \u2013 l\u2019idea\u00adtore Gianroberto Casaleggio e il comico Beppe Grillo (\u201cil megafono\u201d del M5S e proprietario del marchio) \u2013 si manifesta in forme di con\u00adtrollo dell\u2019operato dei militanti, delle candidature e degli eletti. Non \u00e8 un caso, infatti, che gi\u00e0 a partire dalle elezioni locali del 2012 siano apparse le prime tensioni tra la leadership \u201connipotente\u201d nazionale e gli eletti a livello locale: una contraddizione che \u00e8 alla base delle tensioni e dei problemi organizzativi che plasmeranno il percorso di consolidamento del partito anche negli anni successivi. Basti pensare alla \u201cpresa della Stalingrado d\u2019Italia\u201d, la citt\u00e0 di Parma, dove il neoe\u00adletto Federico Pizzarotti si scontra pubblicamente con Beppe Grillo che ritira la concessione del nome e del simbolo ed espelle il sindaco parmigiano dal Movimento nazionale.<\/p>\n\n\n\n<p>Indubbiamente, lo&nbsp;<em>statu nascenti&nbsp;<\/em>del Movimento ha suscitato un gran\u00adde entusiasmo nell\u2019opinione pubblica, unito alla speranza di avviare una \u201cnuova politica\u201d, con lo scopo ambizioso di aprire una finestra di opportunit\u00e0 per tutti coloro che erano disillusi dai partiti italiani. Le aspettative di un depotenziamento della&nbsp;<em>democrazia rappresenta\u00adtiva&nbsp;<\/em>a favore di una&nbsp;<em>deliberativa&nbsp;<\/em>erano promettenti, ma un eventuale fallimento di questa prospettiva avrebbe comportato una profonda delusione dei sostenitori. La scommessa era, quindi, rischiosa, ma improcrastinabile, e ha attirato l\u2019attenzione dei gruppi dirigenti ben oltre il confine nazionale.<\/p>\n\n\n\n<p>La proliferazione di gruppi di cittadini e cittadi\u00adne (Gli amici di Beppe) nelle varie citt\u00e0 ha co\u00adstituito il prodomo delle liste civiche comunali e avviato il percorso di \u201cistituzionalizzazione\u201d del partito nelle arene elettorali e istituzionali.<\/p>\n\n\n\n<p>Il M5S si \u00e8 anche contraddistinto per una \u201cfles\u00adsibilit\u00e0 ideologica\u201d che rifiuta la classica distin\u00adzione \u201cdestra e sinistra\u201d, proclamandosi, nelle parole di Grillo, \u201cal di sopra\u201d di queste etichette e proponendosi alternativo ai partiti politici tra\u00addizionali, incapaci di comprendere e rappresen\u00adtare le istanze di cambiamento provenienti dalla societ\u00e0. Il programma politico, che costituisce l\u2019essenza stessa del Movimento, si \u00e8 basato su cinque tematiche, capaci di mobilitare i cittadini, anche offline, nei territori: connettivit\u00e0, ambiente, acqua, sviluppo e trasporti.<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia, \u00e8 nella profonda crisi economica e morale che il M5S tro\u00adva terreno fertile per la retorica populista che individua nella classe politica corrotta e autoreferenziale il principale avversario politico. Il M5S diventa, cos\u00ec, il nuovo protagonista degli equilibri politici italiani. Alle elezioni politiche del 2013 il \u201cpartito di Grillo\u201d si pre\u00adsenta \u201csolo contro tutti\u201d, dando vita a un assetto tripolare del sistema partitico italiano dopo anni di bipolarismo. E proprio il passaggio da movimento nella societ\u00e0 a partito nelle istituzioni mette in luce le principali difficolt\u00e0 nel suo percorso di consolidamento.<\/p>\n\n\n\n<p>La prima criticit\u00e0 risiede nel rapporto che si delinea tra il vertice del partito e la classe parlamentare. In linea con quanto era gi\u00e0 accaduto a livello locale, Grillo espelle i parlamentari che rifiutano di attenersi alle direttive nazionali e non accetta le autonome iniziative politiche e comunicative degli eletti.<\/p>\n\n\n\n<p>La seconda riguarda la modalit\u00e0 di selezione dei candidati. Attra\u00adverso la piattaforma Rousseau, accusata dai detrattori di non garan\u00adtire la trasparenza del voto, le cosiddette \u201cparlamentarie\u201d, una sorta di primarie online, hanno consentito a molte persone prive di una precedente esperienza politico-amministrativa, di essere inserite, con pochissime centinaia e, talvolta, decine di voti, nella lista di partito alle elezioni politiche del 2013.<\/p>\n\n\n\n<p>Il terzo problema \u00e8 l\u2019aspetto organizzativo del nuovo partito, che ha visto diversi tentativi di coordinamento collegiale, come il Team del futuro, per conciliare le attivit\u00e0 dei Meet Up dei circa 8-9000 attivisti del Movimento con quelle degli eletti ai vari livelli.<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia, sono le mancate promesse agli elettori che hanno determi\u00adnato il crollo dei consensi del M5S a partire dal 2018. Tra queste ri\u00adcordiamo: nessuna coalizione con i partiti tradizionali, la peculiarit\u00e0 di essere un \u201cnon partito\u201d, di aprire il Parlamento come \u201cla scatola di un tonno\u201d, le accuse al presidente della Repubblica, il potere esercita\u00adto dal basso, la trasparenza decisionale, il limite del doppio mandato, la contrariet\u00e0 all\u2019immunit\u00e0 parlamentare, l\u2019abolizione della povert\u00e0 e altro ancora. Come aveva gi\u00e0 anticipato il sindaco Pizzarotti nel 2012, l\u2019entrata nelle istituzioni comporta una revisione dei compor\u00adtamenti e delle decisioni di un movimento dal basso. Un concetto ripetuto anche dal presidente del consiglio Conte: \u201cla coerenza sicu\u00adramente \u00e8 un valore, ma quando governi devi valutare la complessit\u00e0, bisogna avere anche il coraggio di cambiare le idee quando ti accor\u00adgi che queste sono migliori di quelle che avevamo\u201d. E le idee sono cambiate al punto tale da diventare attore centrale nella formazione di due governi di orientamenti politici contrapposti: dalla Lega di Salvini al Partito Democratico (quello di Bibbiano?) di Nicola Zin\u00adgaretti e, poi, di Enrico Letta.<\/p>\n\n\n\n<p>La trasformazione del M5S si \u00e8 tradotta nel tradimento dei suoi va\u00adlori fondanti e nell\u2019adattamento alla prassi istituzionale, a quel modo di fare politica della \u201ccasta\u201d che tanto ha attaccato. L\u2019utopia della democrazia diretta e delle decisioni del popolo si scontrano con la re\u00adalt\u00e0 dell\u2019arte del compromesso, abilmente esercitata in questi ultimi anni dall\u2019ex \u201ccapo politico\u201d, il ministro Luigi Di Maio.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel passaggio da un governo giallo-verde a uno giallo-rosso emerge una leadership tricipite del Movimento, caratterizzata da quella isti\u00adtuzionale (Di Maio e Fico), governativa (Conte) e originaria (Grillo e Di Battista). Inoltre, la natura \u201ccesaristica\u201d dell\u2019imprinting organiz\u00adzativo del Movimento non solo ha azzerato la democraticit\u00e0 interna, ma \u00e8 ancora presente e acuisce la conflittualit\u00e0 tra le diverse anime del partito. La strategia di Grillo (particolarmente silenzioso) potreb\u00adbe essere riassunta nel motto latino&nbsp;<em>divide et impera&nbsp;<\/em>che complica ulteriormente il difficile percorso intrapreso da Conte.<\/p>\n\n\n\n<p>Giuseppe Conte \u00e8, infatti, il presidente di un partito in una profonda crisi identitaria e organizzativa, indebolito dalle sconfitte elettorali delle amministrative e da un gruppo parlamentare che vuole portare a termine la legislatura ed essere coinvolto nella selezione del candi\u00addato alla presidenza della Repubblica.<\/p>\n\n\n\n<p>Conte ha uno stile di leadership pacato, moderato e riflessivo, ma \u00e8 indebolito dal fatto di non essere parlamentare e la sua precedente esperienza come capo di governo non \u00e8 sufficiente a gestire le diverse anime del partito, come il recente episodio sul fallimentare sostegno alla candidatura di Ettore Licheri a capogruppo al Senato e le vivaci reazio\u00adni degli eletti alla notizia dell\u2019adesione al gruppo europeo dei Socialisti e Democratici hanno di\u00admostrato.<\/p>\n\n\n\n<p>Le dinamiche interne al M5S hanno inevitabil\u00admente disorientato gli elettori, soprattutto quelli pi\u00f9 vicini alle istanze \u201cdella prima ora\u201d, determi\u00adnando un flusso di voti verso la Lega di Salvini e l\u2019astensionismo. Inoltre, le analisi dell\u2019Istituto Cattaneo e i sondag\u00adgi della European Social Survey (EES) forniscono un quadro chiaro dell\u2019impatto del cambiamento del partito sulle preferenze degli eletto\u00adri nel periodo 2013-18. Il profilo sociodemografico degli elettori non \u00e8 sostanzialmente mutato mentre si riscontrano modifiche nell\u2019atteg\u00adgiamento verso la politica e le istituzioni, nella posizione sui temi che dividono destra e sinistra e nel baricentro territoriale del partito.<\/p>\n\n\n\n<p>In particolare, con le elezioni politiche del 2018 la distribuzione dei voti in favore del M5S si \u00e8 meridionalizzata, con una forte concen\u00adtrazione di consenso nella regione Campania, probabilmente dovuta al ruolo di Luigi Di Maio e Roberto Fico e alla promessa elettorale di istituire il reddito di cittadinanza.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 2012 la fiducia nelle istituzioni dell\u2019elettorato 5 Stelle si attestava all\u201911% e al 32% verso l\u2019Unione europea. Otto anni dopo, ben il 61% dei rispondenti al questionario della EES afferma di avere fidu\u00adcia nelle istituzioni e il 59% verso quelle europee. Una certa sintonia tra l\u2019elettorato e il M5S \u00e8 stata quindi mantenuta nel tempo, anche sulla tematica della politica dell\u2019immigrazione: nel 2012 circa il 60% degli intervistati ha affermato che gli immigrati arricchiscono la cul\u00adtura italiana, per poi calare al 40% durante il governo giallo-verde.<\/p>\n\n\n\n<p>Quale segnale emerge verso la classe dirigente del M5S dall\u2019esito del\u00adle elezioni amministrative? Se si escludono i casi eclatanti di Torino e Roma del 2016, il M5S non ha mai avuto delle performance elet\u00adtorali significative alle elezioni amministrative. Tuttavia, si \u00e8 soliti so\u00adstenere che questo tipo di competizione elettorale anticipi scenari di evoluzioni nazionali nel breve periodo. Nel caso di Torino il candida\u00adto del centrosinistra, Lo Russo, ha vinto anche per il recupero di una parte del bacino elettorale del M5S mentre il resto si \u00e8 trasformato in astensione. L\u2019elezione di Gaetano Manfredi a Napoli ha, invece, rap\u00adpresentato la prova generale del cosiddetto \u201cNuovo Ulivo\u201d, ovvero di una coalizione allargata del centrosinistra, ma \u00e8 bene \u00e8 precisare che solo in 29 sui 118 Comuni superiori ai 15.000 abitanti il M5S si \u00e8 presentato insieme al PD.<\/p>\n\n\n\n<p>Per il M5S si apre una nuova fase nella quale dovr\u00e0 affrontare diverse sfide e scelte complicate per la sua sopravvivenza. In vista delle pros\u00adsime elezioni politiche dovr\u00e0 trovare e proiettare una nuova identit\u00e0 all\u2019esterno, sapendo conciliare il \u201cbuono\u201d delle tematiche del passato, come, ad esempio, riprendere la questione ambientale, con l\u2019espe\u00adrienza maturata in questi anni al governo. Non pu\u00f2, invece, permet\u00adtersi di continuare a diffondere l\u2019immagine di un partito conflittuale che si adagia sull\u2019attuale percentuale di consenso per fare la \u201cruota di scorta o la stampella del PD\u201d nella prospettiva, non del tutto (con) vincente, di una \u201cstretta e organica alleanza\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di&nbsp;Mara Morini&nbsp; Dicembre 2021 da Italianieuropei L\u2019esito delle ultime elezioni amministrative non \u00e8 stato deludente solo per il centrodestra, ma ha costituito un serio campanello d\u2019allar\u00adme per il Movimento 5 Stelle (M5S), che ha dimezzato i propri voti rispetto alla precedente tornata elettorale. Per comprendere le ragioni di questa&nbsp;d\u00e9bacle, \u00e8 necessario ripercorre alcune tappe dell\u2019evoluzione del M5S che evidenziano le difficolt\u00e0 che, solitamente, i partiti populisti affrontano quando si trasformano da movimento di protesta in partito di governo. 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