{"id":3864,"date":"2021-12-05T20:30:49","date_gmt":"2021-12-05T19:30:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=3864"},"modified":"2021-12-07T16:42:15","modified_gmt":"2021-12-07T15:42:15","slug":"segni-dei-tempi-pandemia-e-crisi-della-politica-asterios-edizioni","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2021\/12\/05\/segni-dei-tempi-pandemia-e-crisi-della-politica-asterios-edizioni\/","title":{"rendered":"Segni dei tempi &#8211; Pandemia e crisi della politica"},"content":{"rendered":"\n<p>di Franco Belci del 5\/12\/2021<\/p>\n\n\n\n<p>Il libro (Asterios edizioni) non \u00e8 nato da un progetto studiato a tavolino, ma dall\u2019attenzione civile e dalla curiosit\u00e0 critica verso una cesura epocale che \u00e8 piombata sulle nostre vite. Essa mi ha spinto a recuperare le reminiscenze della\u00a0 mia formazione di studioso di storia e a rispolverare gli strumenti dell\u2019analisi e della ricerca, applicandoli alle modalit\u00e0 del lavoro \u201cin progress\u201d. Cos\u00ec ho raccolto e analizzato molti materiali dalla stampa, dalla letteratura e dal web, ho scritto, sui quotidiani regionali ma anche per questo sito, diversi interventi di riflessione, fino ad accorgermi che a quelle riflessioni si poteva dare un filo di sistematicit\u00e0 che ha collegato convinzioni politiche maturate in questi ultimi anni, e letture, recenti e non, che mi hanno suggerito direzioni da seguire e orizzonti da esplorare. La pandemia costituisce infatti un terreno del tutto incognito, per i suoi sviluppi ed i suoi effetti, rispetto alla nostra storia contemporanea, e ci ha colto del tutto impreparati, mettendo radicalmente\u00a0 in discussione la concezione del progresso come infinita crescita economica. In Italia il Covid 19 ha impattato su una societ\u00e0 gi\u00e0 sfibrata dalla crisi economica, dalla mancanza di coesione sociale e dalla debolezza e autoreferenzialit\u00e0 della politica, attestate dai tassi, sempre pi\u00f9 alti, di astensionismo elettorale. Se, in una prima fase, \u00e8 stato comprensibile lo smarrimento di fronte ad un evento imprevedibile, successivamente i governi che si sono succeduti hanno affrontato l\u2019emergenza, sul fronte sociale, \u00a0quasi esclusivamente con gli strumenti ordinatori della burocrazia, senza alcuna capacit\u00e0 di prospettare al Paese una visione che non coincidesse con l\u2019emergenza stessa. Lo slogan \u201cnon saremo pi\u00f9 come prima\u201d si \u00e8 progressivamente trasformato nel suo contrario: la volont\u00e0 cio\u00e8 di riportare le lancette al punto di partenza. Il vaccino ha rappresentato un\u2019arma\u00a0 irrinunciabile per contenere la pandemia ed evitare il collasso del sistema sanitario. Ma \u00e8 stato un errore non affiancare ad esso tutta una serie di misure di prevenzione capaci di incidere sulla possibilit\u00e0 di diffusione del contagio, con particolare riguardo agli ambienti di lavoro, alle scuole e ai trasporti, come oggi si pu\u00f2 distinguere ad occhio nudo. Lo strumento del green pass, soluzione ragionevole per consentire l\u2019apertura di tutte quelle attivit\u00e0 rimaste\u00a0 bloccate durante il <em>lockdown<\/em>, per le quali gli assembramenti sono inevitabili e i controlli impossibili, si \u00e8 progressivamente trasformato da strumento di prevenzione in forma di pressione sempre pi\u00f9 invasiva, che ha finito per impattare col diritto al lavoro. Si sono cos\u00ec formati due fronti ideologici e si \u00e8 alzato un muro di incompatibilit\u00e0 tra coloro che vedono nel vaccino l\u2019unica possibile via d\u2019uscita e coloro che si sono schierati, con diverse motivazioni e una diversa intensit\u00e0 di azione, contro la certificazione verde, fino a cogliervi, nelle frange pi\u00f9 ideologizzate, i presupposti per una \u201cdittatura sanitaria\u201d. Un muro che ha rotto amicizie, diviso famiglie, balcanizzato le relazioni, confuso i\u00a0 crinali politici,\u00a0 e rischia di bruciare ogni ragionamento che si muova al di fuori delle tesi precostituite, che esprima, come si cerca di fare in questo libro, un\u2019autonoma riflessione sui fatti, sulle singole scelte del governo, sulle reazioni e sulle motivazioni di chi ha portato la protesta in piazza. In questo contesto, l\u2019orizzonte della politica si \u00e8 bloccato sulla pandemia e la politica stessa, attestando il proprio fallimento, ha ceduto il passo alla tecnocrazia. Per evitare la crisi della democrazia legata al protrarsi di un\u2019infinita emergenza \u00e8 necessario riscoprire le possibilit\u00e0 di una cittadinanza attiva, i percorsi della partecipazione e ricostruire le ragioni dello stare assieme, partendo dal basso, dalle comunit\u00e0 locali, dall\u2019impegno personale e dalle scelte piccole solo in apparenza. Ma per costruire una societ\u00e0 pi\u00f9 giusta, pi\u00f9 coesa, impegnata nella salvaguardia dell\u2019ambiente, pi\u00f9 attenta ai settori deboli, aperta alla cultura e alla tolleranza, \u00e8 inevitabile mettere in discussione il modello di sviluppo neoliberista, basato sulle diseguaglianze, sulla finanziarizzazione dell\u2019economia, sul profitto a breve. E serve riscoprire il filo che lega passato, presente e futuro, recuperando il \u201cpensiero lungo\u201d di chi, come Enrico Berlinguer e Alexander Langer, aveva intuito fin dagli anni Settanta la necessit\u00e0 di individuare un progetto sociale alternativo. E quel pensiero appare oggi indispensabile per percorrere il crinale del progresso sociale contrapponendolo alla logica di uno sviluppo economico fine a se stesso e utile solo alla minoranza pi\u00f9 ricca in Italia e nel mondo.\u00a0\u00a0\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Franco Belci del 5\/12\/2021 Il libro (Asterios edizioni) non \u00e8 nato da un progetto studiato a tavolino, ma dall\u2019attenzione civile e dalla curiosit\u00e0 critica verso una cesura epocale che \u00e8 piombata sulle nostre vite. Essa mi ha spinto a recuperare le reminiscenze della\u00a0 mia formazione di studioso di storia e a rispolverare gli strumenti dell\u2019analisi e della ricerca, applicandoli alle modalit\u00e0 del lavoro \u201cin progress\u201d. 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