{"id":3860,"date":"2021-12-02T11:06:23","date_gmt":"2021-12-02T10:06:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=3860"},"modified":"2021-12-02T11:06:23","modified_gmt":"2021-12-02T10:06:23","slug":"slovenia-i-cani-abbaiano-la-carovana-passa","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2021\/12\/02\/slovenia-i-cani-abbaiano-la-carovana-passa\/","title":{"rendered":"Slovenia: i cani abbaiano, la carovana passa"},"content":{"rendered":"\n<p>di <a href=\"https:\/\/www.balcanicaucaso.org\/Autori\/(author)\/Stefano%20Lusa\">Stefano Lusa<\/a>\u00a0Capodistria da OBCT del 02\/12\/2021<\/p>\n\n\n\n<p><em>La Slovenia \u00e8 sull&#8217;orlo di una crisi di nervi, l&#8217;opposizione cerca in tutti i modi di buttare gi\u00f9 Janez Jan\u0161a. Tuttavia le mozioni di sfiducia contro il suo governo e i suoi ministri sono finite in un nulla di fatto. Nel frattempo si fa il countdown per le elezioni di primavera<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Ogni mattina sugli account social del centro-sinistra compaiono i giorni che mancano alle elezioni. Oramai il sole deve tramontare 143 volte per arrivare all\u2019alba del 24 aprile, data in cui, il Capo dello stato, Borut Pahor, ha annunciato che si andr\u00e0 al voto.<\/p>\n\n\n\n<p>La Slovenia intanto \u00e8 sull\u2019orlo di una crisi di nervi. \u00c8 dall\u2019ottobre del 2020 che l\u2019opposizione sta cercando di fare di tutto, senza riuscirci, per defenestrare Janez Jan\u0161a. Oltre una decina le mozioni di sfiducia che sono state promosse contro il suo governo e i suoi ministri. Tutte si sono risolte con un nulla di fatto.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019unica ad andarsene con una mozione di sfiducia sul capo \u00e8 stata la ministra dell\u2019Agricoltura Aleksandra Pivec, ma lei se ne \u00e8 andata prima che la faccenda arrivasse in aula. Ad onor del vero bisogna dire che pi\u00f9 che le bordate dell\u2019opposizione hanno fatto i dissidi all\u2019interno del Partito dei pensionati. Dopo di lei ha gettato la spugna solo la debole ministra della Giustizia, Lilijana Kozlovi\u010d.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019esponente capodistriana del Partito del centro moderno non era riuscita a far digerire al governo la nomina di due magistrati sloveni nella procura europea. I due erano invisi al premier Janez Jan\u0161a. Nel corso della loro carriera erano stati coinvolti in contese giudiziarie che lo vedevano implicato. Il governo, in armonia con il principio di indipendenza della magistratura, avrebbe solo dovuto prendere atto della loro nomina ma non lo ha fatto; in compenso ha annullato tutto il procedimento, ma con insolita solidariet\u00e0 gli unici due magistrati che si sono ripresentanti sono stati proprio i due che l\u2019esecutivo non voleva mandare a Bruxelles.<\/p>\n\n\n\n<p>A causa del lungo ritardo nella procedura di nomina, la Slovenia \u00e8 stata al centro di una serie di critiche sempre pi\u00f9 dure. Marjan Dikau\u010di\u010d, il successore della Kozlovi\u010d, ha cincischiato sin che ha potuto; ma alla fine il governo, con una buona dose di creativit\u00e0, ha dato luce verde a Matej O\u0161tir<strong>&nbsp;<\/strong>e<strong>&nbsp;<\/strong>Tanja Frank Eler, nominandoli solo temporaneamente, mentre immediatamente \u00e8 stata messa in procedura una norma che di fatto toglierebbe alla magistratura qualsiasi possibilit\u00e0 di scelta, demandando il tutto al governo. Una volta approvata, Lubiana potrebbe chiedere ai due di tornare a casa e Jan\u0161a ed i suoi uomini potrebbero mandare a ricoprire quegli incarichi a magistrati di loro gradimento.<\/p>\n\n\n\n<p>Dikau\u010di\u010d, intanto, indagato per evasione fiscale, non ha avuto difficolt\u00e0 a superare indenne l\u2019ennesima mozione di sfiducia alla Camera. L\u2019inconsistente ministro ha ottenuto pochi consensi anche tra i sostenitori del governo, ma l\u2019opposizione ancora una volta non \u00e8 riuscita a trovare tutti e 46 i voti necessari per farlo fuori. Nella storia della repubblica tanti se ne erano andati per molto meno. Un&#8217;altra ministra del Partito del centro moderno si era salvata da un&#8217;altra mozione di sfiducia alcuni giorni prima. Simona Kustec, a capo del dicastero dell\u2019Istruzione \u00e8 da tempo del mirino dell\u2019opposizione per il modo in cui ha gestito il suo settore in tempo di pandemia. Lei si \u00e8 difesa buttandola anche sulla discriminazione di genere, mentre i sostenitori del governo sono arrivati addirittura a paragonarla a Maria Teresa, l\u2019imperatrice d\u2019Austria che diede un impulso fondamentale per lo sviluppo della scuola nell\u2019Impero e quindi anche in Slovenia.<\/p>\n\n\n\n<p>Adesso toccher\u00e0 al controverso ministro dell\u2019Interno, Ale\u0161 Hojs e poi a quello dell&#8217;Ambiente, Andrej Visjak. Quest&#8217;ultimo \u00e8 al centro di uno scandalo per una serie di colloqui poco istituzionali con un magnate sloveno risalenti a 15 anni fa, quando ricopriva l&#8217;incarico di ministro dell&#8217;Economia. All&#8217;epoca avrebbe definito \u201cstupido\u201d il pagamento delle tasse. A ballare \u00e8 soprattutto il posto di Visjak, anche se appare improbabile che gli alleati dei Democratici votino a favore della defenestrazione del ministro, mentre l\u2019astensione lo far\u00e0 rimanere in sella come accaduto con Dikau\u010di\u010d.<\/p>\n\n\n\n<p>Intanto il governo procede spedito e con la delicatezza di un Caterpillar nel suo progetto di riforma della Slovenia. Grazie ad una nuova norma, approvata dalla sua risicata maggioranza, sono stati destituiti tutti i capi delle stazioni di polizia; alla Corte costituzionale \u00e8 stato nominato un giudice a cui era stato imputato di aver detto che si sarebbe potuto anche sparare ai migranti che tentano di passare illegalmente il confine (lui ha giurato e spergiurato di aver mai affermato una cosa simile); mentre stanno saltando uno dopo l\u2019altro i vertici delle aziende eletto-energetiche del paese. In ballo ci sarebbe la gestione di un sacco di soldi. I direttori cacciati puntano il dito contro il Partito Democratico di Janez Jan\u0161a e uno dei dirigenti dice addirittura di essere stato chiamato a rapporto nell&#8217;ufficio del gruppo parlamentare del partito, dove gli sarebbe stato raccomandato di rassegnare le dimissioni. Lui non l&#8217;ha fatto ed \u00e8 stato immediatamente rimosso.<\/p>\n\n\n\n<p>Niente riconferma nemmeno per Robert Golob alla guida della GEN-I, uno dei colossi della distribuzione di energia elettrica in Slovenia ed anche in tutto il resto della regione. Il pittoresco personaggio era stato uno degli uomini del premier Janez Drnov\u0161ek e poi aveva ricoperto posti importati in Slovenia Positiva di Zoran Jankovi\u0107 e nel partito di Alenka Bratu\u0161ek. In ogni modo sotto la sua direzione la GEN-I ha letteralmente preso il volo. Aveva in tasca un progetto di \u201criconversione verde\u201d del paese, eliminando il carbone dalla produzione nazionale di energia elettrica per puntare sulle energie rinnovabili e sul nucleare (sic!). A schierarsi con lui anche un vecchio amico di Jan\u0161a, il generale Anton Krkovi\u010d. Fu lui a guidare il picchetto d\u2019onore in piazza della Repubblica al momento della proclamazione dell\u2019indipendenza. Era considerato uno dei pi\u00f9 fidati collaboratori del premier, tanto da finire in carcere assieme a lui a causa dello scandalo legato alle tangenti per la fornitura all\u2019esercito dei&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.balcanicaucaso.org\/aree\/Slovenia\/Blindati-scomodi-47949\">blindati finlandesi Patria<\/a>. La sentenza venne poi cancellata dalla Corte costituzionale. Ora Golob viene indicato come un possibile frontman del centrosinistra, ma \u00e8 difficile che gli ambiziosi ed inconsistenti leader del centrosinistra, bramosi di giocare un ruolo da primedonne, possano lasciare ad altri la bacchetta del comando.<\/p>\n\n\n\n<p>Il governo intanto sta riuscendo ad imporre anche le sue regole nei media. Dopo il&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.balcanicaucaso.org\/aree\/Slovenia\/Slovenia-salvare-la-STA-210630\">lungo braccio di ferro tra l\u2019esecutivo e l\u2019agenzia di stampa nazionale, la STA<\/a>, il contenzioso si \u00e8 risolto con l\u2019uscita di scena del direttore Bojan Veselinovi\u010d, che \u00e8 stato costretto a bussare alle porte dell\u2019Ufficio di collocamento, mentre il suo successore, Igor Kadunc, di fronte alla prospettiva di dover dichiarare fallimento, dopo quasi un anno passato senza sovvenzioni governative, ha immediatamente accettato le condizioni imposte dal governo.<\/p>\n\n\n\n<p>Situazione tesa anche nella TV nazionale. Dopo la nomina del nuovo direttore dell\u2019ente e il siluramento della direttrice della TV, diventata il capro espiatorio per gli ascolti in calo, hanno lasciato anche gran parte dei redattori. Il piano per il \u201crilancio\u201d, che prevede il trasferimento sulla seconda rete di una parte dei programmi giornalistici, il taglio di alcune trasmissioni e nuovi contenuti giornalistici non ha convinto la redazione, dove 134 giornalisti su 144 hanno firmato un appello contro le riforme. La promessa \u00e8 che si continuer\u00e0 a discutere, ma intanto il piano \u00e8 stato approvato.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec, i cani abbaiano alla luna, mentre la carovana passa. Jan\u0161a ed i suoi continueranno a marciare almeno fino alle prossime elezioni. Con i partiti del centrosinistra fin troppo convinti di avere oramai la vittoria in tasca e sempre pi\u00f9 impegnati a darsi battaglia per conquistare la leadership nella coalizione, non \u00e8 detto che non debbano continuare ad abbaiare anche dopo il voto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Stefano Lusa\u00a0Capodistria da OBCT del 02\/12\/2021 La Slovenia \u00e8 sull&#8217;orlo di una crisi di nervi, l&#8217;opposizione cerca in tutti i modi di buttare gi\u00f9 Janez Jan\u0161a. Tuttavia le mozioni di sfiducia contro il suo governo e i suoi ministri sono finite in un nulla di fatto. Nel frattempo si fa il countdown per le elezioni di primavera Ogni mattina sugli account social del centro-sinistra compaiono i giorni che mancano alle elezioni. 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