{"id":3857,"date":"2021-11-30T09:02:04","date_gmt":"2021-11-30T08:02:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=3857"},"modified":"2021-11-30T09:02:05","modified_gmt":"2021-11-30T08:02:05","slug":"il-trattato-del-quirinale-e-lincognita-tedesca","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2021\/11\/30\/il-trattato-del-quirinale-e-lincognita-tedesca\/","title":{"rendered":"Il Trattato del Quirinale e l\u2019incognita tedesca."},"content":{"rendered":"\n<p>di Cosimo Risi del 30\/11\/2021<\/p>\n\n\n\n<p>In principio fu il Trattato dell\u2019Eliseo del 1963, aggiornato dal Trattato di Aquisgrana del 2019. Con i due documenti Francia e Germania dichiararono cessate le ostilit\u00e0 del XX secolo e cementarono l\u2019asse che li trasform\u00f2 in motore dell\u2019integrazione europea. L\u2019Italia stava allo specchio, con comprensibile invidia verso i due gi\u00e0 nemici e ora amici. Subiva le loro proposte come decisioni destinate a indirizzare il cammino della Comunit\u00e0 \u2013 Unione.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Ecco spuntare nel 2017 l\u2019ipotesi di un patto italo-francese. Prese il nome, prima mediatico e poi di fatto, di Trattato del Quirinale. Il riferimento al Trattato dell\u2019Eliseo \u00e8 palese. Il nome formale \u00e8 Trattato tra la Repubblica italiana e la Repubblica francese per una cooperazione bilaterale rafforzata. Gli \u201cacerrimi amici\u201d (Corrado Augias, la Repubblica) decidono di cancellare l\u2019aggettivo per lasciare il sostantivo nella sua pregnanza.<\/p>\n\n\n\n<p>Roma e Parigi sono capitali amiche malgrado le innumerevoli incomprensioni e le riserve, specie da parte italiana, sulla pretesa volont\u00e0 francese di prevaricare. Gli acquisti francesi in Italia non si contano, e riguardano sia i settori dell\u2019alta tecnologia (TIM) che il lusso e persino l\u2019enologia simbolica (Biondi Santi).&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; La svolta \u00e8 cruciale e risponde ad esigenze profonde e congiunturali. I due massimi dirigenti sono in cerca di una riaffermazione. Emmanuel Macron gioca in primavera la carta della rielezione, avendo di fronte un candidato (Eric Zemmour) o una candidata (Marie Le Pen) della destra. Vorrebbe cos\u00ec continuare la diuturna campagna avverso i nazionalisti\u2013sovranisti. Altri cinque anni all\u2019Eliseo lo consacrerebbero a leader europeo, in luogo di Angela Merkel.<\/p>\n\n\n\n<p>Mario Draghi consolida il profilo da Presidente della BCE e si proietta verso il Quirinale o il Palazzo Berlaymont, quando nel 2024 scadr\u00e0 il mandato di Ursula von der Leyen.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Sul Trattato pesa l\u2019incognita tedesca. Il prossimo Cancelliere Olaf Scholz si \u00e8 allenato in Europa da Vice Cancelliere e Ministro delle Finanze di Merkel. Nell\u2019incarico ha resistito alle lusinghe dei rigoristi del Nord per condividere la linea di apertura sul debito. Nella coalizione \u201csemaforo\u201d gli Esteri sono affidati alla Verde Baerbock e le Finanze al Liberale Lindner. Due incognite lungo il percorso di Scholz.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Lindner in particolare farebbe tenere un ritorno all\u2019arcigno passato e getterebbe un\u2019ombra sulla revisione del Patto di Stabilit\u00e0 e Crescita e sulla cronicizzazione di Next Generation EU. Scholz sar\u00e0 dunque chiamato a moderare le prevedibili resistenze del suo Ministro. Sull\u2019atteggiamento di Berlino non potr\u00e0 che pesare l\u2019intesa italo-francese. Fra i seguiti del Trattato si prevede infatti un documento congiunto, aperto ad altre delegazioni, sul superamento della vecchia austerit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Il Trattato prevede le cooperazioni rafforzate fra i Ministeri Esteri e Interno, specie nei settori chiave delle migrazioni e del Mediterraneo. Sulle migrazioni la posizione comune non \u00e8 semplice da raggiungere. Basti pensare che Parigi mantiene la deroga, che avrebbe dovuto essere provvisoria, nell\u2019applicazione del regime Schengen. Un modo per controllare gli afflussi indesiderati dalla frontiera italiana. Draghi dischiara coerentemente che l\u2019Unione \u00e8 stabile se ha frontiere esterne sicure.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; In Libia le due Parti dovrebbero evitare gli sgambetti a favore della concertazione. Si tratta di consolidare il processo avviato dal Governo provvisorio per dare vita ad uno stato viabile.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Si apre la classica prateria davanti ai due attori. La Francia ha di necessit\u00e0 la prospettiva pi\u00f9 ampia, pu\u00f2 infatti giocare anche sui fronti ONU e Indo-Pacifico. In seno all\u2019Europa si pone come centrale sia rispetto alla Germania, l\u2019asse con Berlino non esce intaccato, e sia rispetto all\u2019Italia e alla Spagna. Madrid sar\u00e0 prevedibilmente invitata a partecipare al gioco.<\/p>\n\n\n\n<p>Il tutto in chiave di contenimento del nazionalismo \u2013 sovranismo quale espresso da alcuni Governi (Budapest, Varsavia) e dai partiti europei loro affini.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Cosimo Risi del 30\/11\/2021 In principio fu il Trattato dell\u2019Eliseo del 1963, aggiornato dal Trattato di Aquisgrana del 2019. Con i due documenti Francia e Germania dichiararono cessate le ostilit\u00e0 del XX secolo e cementarono l\u2019asse che li trasform\u00f2 in motore dell\u2019integrazione europea. L\u2019Italia stava allo specchio, con comprensibile invidia verso i due gi\u00e0 nemici e ora amici. 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