{"id":3840,"date":"2021-11-16T19:35:09","date_gmt":"2021-11-16T18:35:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=3840"},"modified":"2021-11-16T19:35:37","modified_gmt":"2021-11-16T18:35:37","slug":"nella-foresta-vedo-morire-i-profughi-e-con-loro-muore-la-nostra-dignita","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2021\/11\/16\/nella-foresta-vedo-morire-i-profughi-e-con-loro-muore-la-nostra-dignita\/","title":{"rendered":"\u201cNella foresta vedo morire i profughi e con loro muore la nostra dignit\u00e0\u201d"},"content":{"rendered":"\n<p>di Tania Paolino da Strisciarossa del 1\/11\/2021<\/p>\n\n\n\n<p>La situazione al confine tra la Bielorussia e la Polonia si fa ogni ora pi\u00f9&nbsp;<strong>grave<\/strong>. Adesso i migranti, nella realt\u00e0 profughi di guerra che dovrebbero essere protetti dal diritto internazionale, sono diventati \u201c<strong>armi non convenzionali<\/strong>\u201d, ostaggi incolpevoli di ci\u00f2 che si va consumando alle loro spalle e sulla loro pelle. Nel frattempo, in attesa che le istituzioni europee prendano delle decisioni, rimane ai volontari, agli attivisti, il compito di rendere la loro condizione meno difficile, di cercare di evitare la morte di migliaia di persone rimaste bloccate nella foresta.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Nawal Soufi<\/strong>, ad esempio, l\u2019attivista italo-marocchina impegnata nella difesa dei diritti umani dei migranti che conosciamo gi\u00e0 perch\u00e9 l\u2019abbiamo seguita lungo la\u00a0<strong>rotta balcanica<\/strong>, adesso \u00e8 proprio l\u00ec a documentare con le immagini fotografiche e la raccolta di testimonianze agghiaccianti le conseguenze del cinico gioco politico in cui gli interessi di parte prevalgono sui principi umanitari.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cI bambini sono&nbsp;<strong>senza latte<\/strong>&nbsp;e le mamme non riescono pi\u00f9 ad allattare, perch\u00e9 oramai si trovano in condizioni disumane da lungo tempo\u201d, racconta Nawal nel suo diario di frontiera. I volontari non riescono ad aiutare nemmeno tutti coloro che si trovano tra i boschi in territorio polacco: alcuni a soli tre chilometri dal confine, altri pi\u00f9 lontani, anche una ventina di chilometri all\u2019interno. Per chi si trova in territorio bielorusso, poi, la situazione \u00e8 ancora pi\u00f9 drammatica: \u00e8 lasciato completamente al proprio destino.<\/p>\n\n\n\n<h3>Cuore grande<\/h3>\n\n\n\n<p>Nawal a volte viene aiutata da un taxista locale a trasportare persone verso&nbsp;<strong>Minsk<\/strong>. Corse per salvare la vita a chi non mangia da giorni. Oramai, infatti, rimane poco da fare oltre a comprare del cibo e consegnarlo a questo buon uomo, che poi lo porta ai migranti.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019altro ieri una donna, dopo 25 giorni di questo inferno, \u00e8 riuscita ad arrivare a&nbsp;<strong>Varsavia<\/strong>. Nawal ha quindi chiesto ai suoi contatti social di cercare per lei da dormire in quella citt\u00e0. La risposta dall\u2019Italia \u00e8 arrivata: c\u2019\u00e8 tanta gente dal cuore grande, per fortuna.<\/p>\n\n\n\n<p>La volontaria ha davanti ai sui occhi<strong>&nbsp;immagini terribili<\/strong>, alle quali si sommano i racconti di altri testimoni: la polizia che blocca interi nuclei familiari, con bambini spaventati e affamati ai quali&nbsp;<strong>si nega persino l\u2019acqua<\/strong>; giovani siriani arrestati in Polonia e ricoverati negli ospedali a causa delle loro condizioni critiche: non appena si riprenderanno, saranno espulsi. Pare che qualcuno di loro abbia chiesto&nbsp;<strong>asilo politico<\/strong>&nbsp;e il diritto internazionale vorrebbe che la loro volont\u00e0 venisse rispettata. Ma c\u2019\u00e8 da dubitare fortemente che accadr\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Una donna da giorni nella foresta, fame, gelo, solitudine, il telefonino quasi scarico, rischiava di morire, per fortuna \u00e8 stata raggiunta e tratta in salvo. Una delle tante. E, ancora, una famiglia di 10 persone, una piccola comunit\u00e0 cui si aggiunge ogni giorno qualcun altro: \u201cHanno gi\u00e0 tentato di attraversare il confine polacco otto volte e puntualmente, dopo aver chiesto asilo, sono stati riportati nella foresta. Nel gruppo ci sono donne, tra cui un\u2019anziana. Ieri sera, per\u00f2, \u00e8 successo qualcosa di\u00a0<strong>molto grave<\/strong>\u00a0e il gruppo \u00e8 scomparso dopo averci mandato questo messaggio: Il cane della polizia ha attaccato un ragazzo di Deraa (Siria) e gli ha morso la testa. Da quel momento non ho pi\u00f9 notizie. Non riesco a descrivervi come mi sento\u201d, dice Nawal.<\/p>\n\n\n\n<h3>Rabbia e frustrazione<\/h3>\n\n\n\n<p>Possiamo solo immaginarlo, ma lei \u00e8 l\u00ec, a seguire questa tragedia umanitaria da vicino, con la rabbia e il senso di frustrazione addosso. E poi ancora bambini, sempre pi\u00f9 infreddoliti, che hanno bisogno di mangiare: \u201cStanotte tra le 3 e le 4, un elicottero ha terrorizzato i pi\u00f9 piccoli. Era l\u2019unico momento in cui erano riusciti a prendere sonno dopo una giornata terribile\u201d, racconta. Altri che implorano:&nbsp;<strong>Dio, ho fame<\/strong>. E i singoli destini diventano il paradigma di un&nbsp;<strong>tragico fallimento<\/strong>. \u201cQuesto bambino \u2013 dice Nawal scegliendo un esempio fra i tanti \u2013 si trova alle porte dell\u2019Europa. Lui fa parte di coloro che sotterreranno la dignit\u00e0 dell\u2019Europa unita. S\u00ec,&nbsp;<strong>l\u2019Unione Europea ha perso la sua dignit\u00e0 in questa frontiera<\/strong>. Lui ancora accenna un sorriso, ha entrambe le gambe amputate e non riesce ad avere acqua e cibo da troppo tempo. Forse un giorno torner\u00e0 verso il suo Paese d\u2019origine o forse morir\u00e0 a ridosso di questa frontiera a causa del freddo e della fame e a noi rester\u00e0 l\u2019arduo compito di guardarci allo specchio nei prossimi anni\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Gi\u00e0, ha ragione, Nawal, e, quando ci guarderemo, vedremo lo stesso volto che ha chiunque chiuda gli occhi insieme al cuore: il volto del carnefice e del suo complice.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Tania Paolino da Strisciarossa del 1\/11\/2021 La situazione al confine tra la Bielorussia e la Polonia si fa ogni ora pi\u00f9&nbsp;grave. Adesso i migranti, nella realt\u00e0 profughi di guerra che dovrebbero essere protetti dal diritto internazionale, sono diventati \u201carmi non convenzionali\u201d, ostaggi incolpevoli di ci\u00f2 che si va consumando alle loro spalle e sulla loro pelle. 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