{"id":3834,"date":"2021-11-10T23:55:28","date_gmt":"2021-11-10T22:55:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=3834"},"modified":"2021-11-10T23:55:28","modified_gmt":"2021-11-10T22:55:28","slug":"monfalcone-una-citta-tante-culture","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2021\/11\/10\/monfalcone-una-citta-tante-culture\/","title":{"rendered":"Monfalcone: una citt\u00e0, tante culture"},"content":{"rendered":"\n<p>di Davide Strukelj del 10\/11\/2021<\/p>\n\n\n\n<p>Monfalcone \u00e8 una realt\u00e0 nella quale etnie e culture differenti si trovano a convivere. Va precisato che questa peculiarit\u00e0 viene spesso interpretata come una novit\u00e0, ma lo \u00e8 solo parzialmente perch\u00e9 il fenomeno migratorio guidato dal lavoro, in particolare quello afferente al cantiere navale, ha sempre determinato un flusso demografico in entrata. Negli ultimi cento anni si sono succedute varie fasi migratorie che in precedenza avevano portato a Monfalcone sia connazionali da altre regioni italiane, sia persone provenienti dall\u2018estero. Negli ultimi anni, in particolare, sono arrivati in citt\u00e0 lavoratori e familiari di provenienza europea ed extraeuropea che hanno fatto di Monfalcone une realt\u00e0 spiccatamente multietnica e multiculturale.<br>Una societ\u00e0 in cui gruppi demografici specifici raggiungono numerosit\u00e0 significative necessita, da parte dei \u201cgestori\u201d istituzionali, di grandi attenzioni e strategie alle quali far seguire operativit\u00e0 e tattiche basate sulla partecipazione e il coinvolgimento.<br>Negli ultimi anni, la cosiddetta \u201cintegrazione\u201d, assunta da molte parti come un unicum metodologico, ha acquisito un connotato particolare, come dimostrato anche dal tipico intercalare \u201cloro si devono integrare\u201d. Ma pare piuttosto evidente che questo tipo di prospettiva, al netto delle valutazioni sull\u2019eticit\u00e0 della stessa, risulti di assai difficile attuazione, come peraltro gi\u00e0 verificato in altre citt\u00e0 e paesi italiani ed esteri.<br>Parallelamente, i modelli di \u201cmelting pot\u201d, piuttosto che le strategie della cosiddetta \u201cassimilazione culturale\u201d o il multiculturalismo (nei termini della sola accettazione istituzionale delle diversit\u00e0) hanno spesso prodotto risultati dissimili da quelli attesi e talvolta sono sfociati in evidenti casi di segregazione e ghettizzazione.<br>Nello specifico, e da quanto osserviamo oggi, Monfalcone \u00e8 diventata una societ\u00e0 variegata dove etnie diverse si mescolano nella vita quotidiana, ad esempio lavorativa o scolastica, ma continuano a formare comunit\u00e0 specifiche pi\u00f9 o meno chiuse e tra loro poco comunicanti. Tale situazione, peraltro abbastanza tipica anche di altre citt\u00e0, si \u00e8 manifestata nella nostra realt\u00e0 nel breve volgere di pochi anni determinando fenomeni di disorientamento e talvolta di malcontento, e anche fornendo l\u2019humus per speculazioni di carattere politico e propagandistico.<br>Uno dei modelli di maggiore successo, in situazioni demografiche di tale fatta, consiste nella proposta di una societ\u00e0 culturalmente plurale, nella quale le diversit\u00e0 comunicano tra loro in modo aperto in un clima di rispetto e confronto, pur nel mantenimento delle specificit\u00e0 e unicit\u00e0 di ciascuno, e cercando attivamente nella diversit\u00e0 un substrato di crescita e miglioramento. Il raggiungimento di una qualit\u00e0 di vita condivisa e di una progressiva integrazione (quella vera) pu\u00f2 venire promosso da un sistema di intersezioni tra le comunit\u00e0, mediato da una convivenza ricca di interscambi. Questo tipo di strategia, nota da decenni, risulta molto pi\u00f9 praticabile e portatrice di risultati concreti e verificabili (cfr. i vari metodi basati sui cosiddetti \u201cCross-cutting Cleavage\u201d &#8211; AA.VV. e la \u201cIntergroup Contact Hypothesis\u201d \u2013 gi\u00e0 da G. Allport, e successivi, fino a G. Sartori \u201cPluralismo, multiculturalismo e estranei\u201d, \u201cElementi di teoria politica\u201d, e molte altre pubblicazioni).<br>Dal punto di vista operativo, \u00e8 noto che tale tipo di dinamica non pu\u00f2 prescindere dall&#8217;azione coordinata dei corpi intermedi (culturali, sportivi, associativi, etc.) e del sistema scolastico, in particolare quello che fa riferimento alla scuola dell&#8217;infanzia e alla scuola primaria.<br><br>In sintesi, \u00e8 inutile sperare che gli \u201caltri\u201d diventino come i \u201cnoi\u201d; \u00e8 invece auspicabile che le comunit\u00e0 mantengano i loro caratteri distintivi, ma sviluppino un comune standard di convivenza fondato sulle norme e sui livelli di base (istruzione, sanit\u00e0, beni pubblici, sistema delle regole comuni, etc.), e soprattutto che i membri delle diverse comunit\u00e0, a partire dai giovani, si uniscano in percorsi comuni, intersecati e vari, come sono la scuola, lo sport, la cultura, il tempo libero, etc., per evitare che caste e sottocaste diventino ambiti chiusi ed ermetici, fonte di segregazione e spesso forieri di problemi e malessere.<br>Da questa ultima considerazione deriva che l&#8217;amministrazione comunale ha il dovere di lavorare sulla proposta educativa, affiancando e supportando il sistema scolastico. Questo non solo soddisfacendo la richiesta locale, ma anche per cercare di renderlo attrattivo sul territorio, proprio per la capacit\u00e0 di proporre un approccio moderno, plurale e aperto, che oggi diviene sempre pi\u00f9 essenziale ai fini della formazione delle prossime generazioni, che dovranno essere, necessariamente, molto pi\u00f9 \u201ccittadine del mondo\u201d di quanto non lo siano state quelle del passato. Sorprende infatti notare come sempre pi\u00f9 spesso si sentano apprezzare le scuole internazionali e le esperienze all&#8217;estero dei nostri ragazzi, ma contemporaneamente si consideri la presenza di non \u201citalofoni\u201d (sic) nelle nostre scuole come un vulnus educativo\u2026<br>Contemporaneamente l&#8217;amministrazione comunale deve lavorare intensamente a fianco di tutti i corpi intermedi (terzo settore, societ\u00e0 sportive, culturali, sociali, del tempo libero, formative, etc.) promuovendo politiche attive di inclusione e incentivando le strutture che permeano le diverse classi etniche e culturali. In particolare \u00e8 necessario rivolgere l&#8217;attenzione verso le realt\u00e0 che indirizzano la loro attivit\u00e0 verso i pi\u00f9 giovani, ma non solo, al fine di costruire suddivisioni intersecate della popolazione e favorire l&#8217;interscambio e la conoscenza reciproca.<br>Ad ulteriore supporto di questa ipotesi, riportiamo quanto previsto dalla Agenda 2030 all\u2019obiettivo 4 (\u201cFornire un&#8217;educazione di qualit\u00e0, equa ed inclusiva, e opportunit\u00e0 di apprendimento per tutti\u201d) e specificatamente al traguardo 4.7: \u201cGarantire (\u2026) &nbsp;che tutti i discenti acquisiscano la conoscenza e le competenze necessarie a promuovere lo sviluppo sostenibile, anche tramite un&#8217;educazione volta ad uno sviluppo e uno stile di vita sostenibile, ai diritti umani, alla parit\u00e0 di genere, alla promozione di una cultura pacifica e non violenta, alla cittadinanza globale e alla valorizzazione delle diversit\u00e0 culturali e del contributo della cultura allo sviluppo sostenibile\u201d.<br><br><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Davide Strukelj del 10\/11\/2021 Monfalcone \u00e8 una realt\u00e0 nella quale etnie e culture differenti si trovano a convivere. 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