{"id":3824,"date":"2021-11-10T23:48:18","date_gmt":"2021-11-10T22:48:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=3824"},"modified":"2021-11-10T23:48:19","modified_gmt":"2021-11-10T22:48:19","slug":"23-novembre-1943-larresto-degli-ebrei-goriziani","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2021\/11\/10\/23-novembre-1943-larresto-degli-ebrei-goriziani\/","title":{"rendered":"23 novembre 1943: l\u2019arresto degli ebrei goriziani"},"content":{"rendered":"\n<p>di Luciano Patat del 10\/11\/2021<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La storia della deportazione della comunit\u00e0 ebraica nei registri del carcere di Gorizia<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>I registri dei detenuti del carcere goriziano di via Barzellini sono una fonte documentaria di particolare importanza che permette di ricostruire con precisione alcuni fatti della nostra recente storia locale, fra i quali quelli che si riferiscono agli arresti e alla successiva deportazione degli ebrei di Gorizia nei campi di concentramento e di sterminio tedeschi.<\/p>\n\n\n\n<p>Dai registri del carcere risulta che, dopo la liberazione di 142 prigionieri politici avvenuta il 10 settembre 1943 per ordine del generale Bruno Malaguti, comandante della Zona militare di Gorizia e della divisione \u201cTorino\u201d,\u00a0 e dopo l\u2019avvenuta occupazione tedesca della citt\u00e0, il primo arresto di un ebreo goriziano si verifica il 17 settembre 1943, quando gli agenti della Questura di Gorizia conducono in carcere per \u201cmisure di pubblica sicurezza\u201d il cameriere sessantacinquenne Ferruccio Leoni, residente in via Diaz.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" width=\"960\" height=\"1024\" src=\"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/La-sinagoga-di-Gorizia-1940-960x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3827\" srcset=\"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/La-sinagoga-di-Gorizia-1940-960x1024.jpg 960w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/La-sinagoga-di-Gorizia-1940-281x300.jpg 281w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/La-sinagoga-di-Gorizia-1940-768x819.jpg 768w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/La-sinagoga-di-Gorizia-1940-137x146.jpg 137w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/La-sinagoga-di-Gorizia-1940-47x50.jpg 47w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/La-sinagoga-di-Gorizia-1940-70x75.jpg 70w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/La-sinagoga-di-Gorizia-1940.jpg 987w\" sizes=\"(max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Il giorno successivo, i poliziotti arrestano per i medesimi motivi in varie zone della citt\u00e0 altri nove appartenenti alla comunit\u00e0 ebraica goriziana. A finire in carcere sono i tre componenti della famiglia Armani, abitanti in largo Pacassi, il capofamiglia, il commerciante Adolfo Umberto Armani, la moglie Bianca Elena Alphandary e il figlio, lo studente Gino Armani.<\/p>\n\n\n\n<p>Con loro vengono incarcerati anche due membri della famiglia Iacoboni residenti in via Tunisi, la madre Frida Weissmann e la figlia Gisella Iacoboni, e le due sorelle Golberti abitanti in via Sant\u2019Antonio, Adele e Irene, quest\u2019ultima rilasciata nel corso della giornata dopo una detenzione in prigione di poche ore. Entrano nelle carceri di via Barzellini anche il ragioniere Iginio Luzzatto abitante in corso Verdi e l\u2019impiegato triestino Bruno Levi residente in corso Vittorio Emanuele.<\/p>\n\n\n\n<p>Il giorno successivo le quattro donne vengono rilasciate ma lo stesso giorno 19 viene arrestato il negoziante Giovanni Felberbaum, che a propria volta, dopo aver trascorso una notte in galera, viene rimesso in libert\u00e0 il 20 settembre, data di ingresso nel carcere goriziano dell\u2019industriale Ladislao Ercoli, che abita in via Lunga e che proprio quel giorno compie 37 anni.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" width=\"623\" height=\"865\" src=\"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Elda-Michelstaedter-con-le-figlie-Elda-e-Paola-rotated.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3825\" srcset=\"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Elda-Michelstaedter-con-le-figlie-Elda-e-Paola-rotated.jpg 623w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Elda-Michelstaedter-con-le-figlie-Elda-e-Paola-216x300.jpg 216w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Elda-Michelstaedter-con-le-figlie-Elda-e-Paola-105x146.jpg 105w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Elda-Michelstaedter-con-le-figlie-Elda-e-Paola-36x50.jpg 36w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Elda-Michelstaedter-con-le-figlie-Elda-e-Paola-54x75.jpg 54w\" sizes=\"(max-width: 623px) 100vw, 623px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Alla fine di settembre risultano detenuti in carcere sei uomini, riportati nel registro del carcere come professanti la religione ebraica, che nei giorni successivi passano a disposizione del Comando della polizia tedesca: Ferruccio Leoni, Adolfo e Gino Armani, Iginio Luzzatto, Bruno Levi e Ladislao Ercoli.<\/p>\n\n\n\n<p>Il primo arresto di ebrei operato dalla polizia tedesca si registra il 2 ottobre quando lo&nbsp; Sicherheitsdienst, il Servizio di Sicurezza delle SS, traduce in carcere Giovanni Felberbaum, gi\u00e0 imprigionato nei giorni precedenti dagli agenti della Questura, e la casalinga Elda Michelstaedter Morpurgo, gi\u00e0 componente del direttorio del fascio femminile goriziano, che compie 64 anni proprio il giorno dell\u2019arresto.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo che, per disposizione del Comando della polizia tedesca, il 25 ottobre viene rimesso in libert\u00e0 l\u2019impiegato Bruno Levi, rimangono in carcere sette membri della comunit\u00e0 israelitica.<\/p>\n\n\n\n<p>La sera del 23 novembre 1943 gli agenti del Servizio di Sicurezza delle SS, dopo aver circondato l\u2019area circostante la Sinagoga, procedono al rastrellamento della zona e all\u2019arresto di 20 ebrei, 16 donne e 4 uomini, che vengono tradotti nel carcere goriziano nel corso della notte.<\/p>\n\n\n\n<p>Fra gli arrestati ci sono anche le cinque donne fermate e rilasciate nel settembre precedente: vengono infatti incarcerate per la seconda volta le sorelle Adele e Irene Golberti, arrestate assieme alla madre Malvina Michelstaedter, la casalinga Bianca Alphandary, che raggiunge il marito Umberto Armani e il figlio Gino gi\u00e0 detenuti, e Frida Weissmann che, con la figlia Gisella, ritorna in carcere assieme agli altri due figli, Sofia e Giacomo Iacoboni, mentre l\u2019altro figlio Adolfo riesce a sfuggire all\u2019arresto perch\u00e9, trovandosi fuori casa, viene avvertito dell\u2019operazione di polizia in corso e ha il tempo di allontanarsi dalla citt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" width=\"800\" height=\"574\" src=\"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Registro-matricola-del-carcere-di-Gorizia.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3828\" srcset=\"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Registro-matricola-del-carcere-di-Gorizia.jpg 800w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Registro-matricola-del-carcere-di-Gorizia-300x215.jpg 300w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Registro-matricola-del-carcere-di-Gorizia-768x551.jpg 768w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Registro-matricola-del-carcere-di-Gorizia-203x146.jpg 203w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Registro-matricola-del-carcere-di-Gorizia-50x36.jpg 50w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Registro-matricola-del-carcere-di-Gorizia-105x75.jpg 105w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" width=\"666\" height=\"1024\" src=\"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Il-registro-matricola-dei-detenuti-666x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3826\" srcset=\"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Il-registro-matricola-dei-detenuti-666x1024.jpg 666w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Il-registro-matricola-dei-detenuti-195x300.jpg 195w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Il-registro-matricola-dei-detenuti-768x1181.jpg 768w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Il-registro-matricola-dei-detenuti-95x146.jpg 95w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Il-registro-matricola-dei-detenuti-33x50.jpg 33w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Il-registro-matricola-dei-detenuti-49x75.jpg 49w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Il-registro-matricola-dei-detenuti.jpg 800w\" sizes=\"(max-width: 666px) 100vw, 666px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Nel corso dell\u2019operazione vengono inoltre arrestati Elisa Richetti, moglie di Igino&nbsp; gi\u00e0 in carcere, e la figlia Rina, i coniugi Davide Schumann e Matilde Rechnitzer, e le sorelle Margherita ed Edvige Gentilli. Con loro vengono tradotte in prigione altre quattro donne, le casalinghe Irma Rachele Russi, Anna Paola Luzzatto, Prospera Speranza Vitale Bolaffio e Ester Lea Michelstaedter, e due uomini, l\u2019architetto Massimiliano Pernetz e l\u2019agronomo Arrigo Senigaglia.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli ebrei arrestati vengono registrati con i numeri di matricola dal 8242, assegnato a Irma Russi, al 8261, imposto a Arrigo Senigaglia, ma le loro generalit\u00e0 vengono riportate sul registro dei detenuti con le sole indicazioni del nome e del cognome. Non vengono infatti compilati gli spazi relativi agli altri dati anagrafici, ai connotati e ai contrassegni particolari, e non vengono riportate n\u00e9 le ragioni dell\u2019arresto, n\u00e8 le impronte digitali: per tutti la scritta a matita negli spazi lasciati in bianco \u201cnon potuto completare perch\u00e9 uscito subito\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Infatti i 27 detenuti ebrei, sia quelli entrati in carcere il 23 novembre e sia quelli arrestati nelle settimane precedenti, per disposizione del Comando della polizia germanica, il 24 novembre 1943 vengono trasferiti nel carcere del \u201cCoroneo\u201d di Trieste, dove vengono registrati con i numeri di matricola dal 3460, assegnato a Gisella Iacoboni, al 3486, imposto ad Arrigo Senigaglia.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo due settimane di detenzione nel carcere triestino, il 7 dicembre i 27 ebrei goriziani vengono condotti in stazione e sono fatti salire sui vagoni del trasporto n. 14 che, messo a disposizione dall\u2019Ufficio centrale della sicurezza del Reich, \u00e8 diretto al campo di concentramento polacco di Aushwitz.<\/p>\n\n\n\n<p>Il treno, che trasporta oltre 150 deportati, viene unito ad un altro convoglio ferroviario, formato soprattutto da ebrei arrestati nei mesi precedenti in varie localit\u00e0 del centro e del nord Italia e partito il giorno precedente dal binario 21 della Stazione centrale di Milano.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo un viaggio di oltre quattro giorni, durante il quale muore l\u2019ottantanovenne Ester Luzzatto Michelstaedter, madre dello scrittore e filosofo goriziano Carlo Michelstaedter, il treno giunge a destinazione nel campo di concentramento di Auschwitz l\u201911 dicembre.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel lager viene effettuata un\u2019unica selezione per entrambi i gruppi di deportati: nel campo di Auschwitz vengono internati 61 uomini, a cui sono assegnati i numeri di matricola progressivi da 167969 a 168029, e 35 donne, che ottengono i numeri dal 70397 a 70431, mentre i rimanenti, oltre 500, vengono uccisi nelle camere a gas e cremati.<\/p>\n\n\n\n<p>Buona parte degli ebrei goriziani, costituita soprattutto da persone anziane, non supera la prima selezione e non viene immatricolata ma \u00e8 avviata direttamente alle camere a gas e ai forni crematori il giorno stesso o quelli immediatamente successivi all\u2019arrivo nel campo.<\/p>\n\n\n\n<p>Per diversi deportati, infatti, la data di morte riportata nei documenti di Auschwitz \u00e8 quella dell\u201911 dicembre 1943: \u00e8 cos\u00ec per Ferruccio Leoni, Adolfo Armani, Giovanni Felberbaum, per le sorelle Margherita ed Edvige Gentilli, per Anna Paola Luzzatto, Elisa Richetti, Ester Luzzatto, Prospera Vitale, Massimiliano Pernetz, Matilde Rechnitzer, Bianca Alphandary, Davide Isacco Schumann e Arrigo Senigaglia.<\/p>\n\n\n\n<p>Solo cinque degli ebrei della comunit\u00e0 goriziana vengono registrati nel lager, anche se non \u00e8 noto il numero di matricola di tutti, e di loro \u00e8 certo anche il trasferimento in altri campi di concentramento. Infatti Elda Michelstaedter viene tradotta a Ravensbr\u00fcck mentre Frida Weissmann e i suoi tre figli Gisella, Sofia e Giacomo Iacoboni vengono inviati a Bergen Belsen.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutti gli ebrei goriziani deportati con il primo convoglio per Auschwitz partito dal Litorale Adriatico trovano la morte nei lager ad esclusione di Giacomo Iacoboni, l\u2019unico che riesce a sopravvivere alla Shoah. Il giovane, che al momento dell\u2019arresto e dell\u2019ingresso ad Auschwitz non ha ancora compiuto i 15 anni, viene immatricolato nel lager polacco con il numero 167999.<\/p>\n\n\n\n<p>Dei 26 ebrei goriziani deceduti, ad esclusione di coloro che vengono soppressi all\u2019arrivo ad Auschwitz, non si conoscono con precisione la data e il luogo di morte: per alcuni viene riportata quella presunta del 31 dicembre 1943 mentre per altri viene usata la formula generica di disperso nei \u201cVernichtungslager\u201d, i campi di sterminio. Complessivamente sono 22 gli ebrei goriziani, nove uomini e tredici donne, che muoiono a Auschwitz, mentre altre tre donne, Frida Weismmann, Gisella e Sofia Iacoboni, risultano disperse a Bergen Belsen e una, Elda Michelstaedter, risulta deceduta a Ravensbr\u00fcck.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Gli ebrei della comunit\u00e0 goriziana deportati ad Auschwitz con il trasporto n. 14<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Alphandary Bianca di 58 anni<\/p>\n\n\n\n<p>Armani Adolfo di 62 anni<\/p>\n\n\n\n<p>Armani Gino di 21 anni<\/p>\n\n\n\n<p>Ercoli Ladislao di 37 anni<\/p>\n\n\n\n<p>Felberbaum Giovanni di 72 anni<\/p>\n\n\n\n<p>Gentilli Edvige di 75 anni<\/p>\n\n\n\n<p>Gentilli Margherita di 70 anni<\/p>\n\n\n\n<p>Golberti Adele di 51 anni<\/p>\n\n\n\n<p>Golberti Irene di 56 anni<\/p>\n\n\n\n<p>Iacoboni Giacomo di 14 anni<\/p>\n\n\n\n<p>Iacoboni Gisella di 22 anni<\/p>\n\n\n\n<p>Iacoboni Sofia di 23 anni<\/p>\n\n\n\n<p>Leoni Ferruccio di 65 anni<\/p>\n\n\n\n<p>Luzzatto Anna di 79 anni<\/p>\n\n\n\n<p>Luzzatto Iginio di 57 anni<\/p>\n\n\n\n<p>Luzzatto Ester di 89 anni<\/p>\n\n\n\n<p>Luzzatto Sara di 59 anni<\/p>\n\n\n\n<p>Michelstaedter Malvina di 87 anni<\/p>\n\n\n\n<p>Michelstaedter Elda di 64 anni<\/p>\n\n\n\n<p>Pernetz Massimiliano di 68 anni<\/p>\n\n\n\n<p>Rechnitzer Matilde di 79 anni<\/p>\n\n\n\n<p>Richetti Elisa di 85 anni<\/p>\n\n\n\n<p>Russi Irma di 55 anni<\/p>\n\n\n\n<p>Schumann Davide di 63 anni<\/p>\n\n\n\n<p>Senigaglia Arrigo di 58 anni<\/p>\n\n\n\n<p>Vitale Prospera di 81 anni<\/p>\n\n\n\n<p>Weissmann Frida di 56 anni<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Luciano Patat del 10\/11\/2021 La storia della deportazione della comunit\u00e0 ebraica nei registri del carcere di Gorizia I registri dei detenuti del carcere goriziano di via Barzellini sono una fonte documentaria di particolare importanza che permette di ricostruire con precisione alcuni fatti della nostra recente storia locale, fra i quali quelli che si riferiscono agli arresti e alla successiva deportazione degli ebrei di Gorizia nei campi di concentramento e di sterminio tedeschi. 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